Archivio di gennaio 2003

L’Unesco incorona il Val di Noto patrimonio dell’umanità

sabato, 25 gennaio 2003

Noto, capitale del barocco siciliano, è stata scelta sabato come sede per la cerimonia di consegna dell’iscrizione ufficiale dell’Unesco nella «Lista del patrimonio mondiale dell’umanità». Sono 8 i comuni facenti parte del Val di Noto: Noto, Palazzolo Acreide, Scicli, Modica, Ragusa, Militello Val Di Catania, Caltagirone, Catania.

Il riconoscimento è giunto dopo sette anni dalla richiesta. Un’occasione di rilancio per le cittadine barocche siciliane risorte da una grande sventura: il terremoto del 1693 che portò alla realizzazione di monumenti, chiese e palazzi che sono grandi opere d’arte.

«Qui c’è un tesoro – afferma il rappresentante dell’Unesco, Francesco Bandarin – noto agli studiosi ma non ancora al grosso pubblico. Per fortuna abbiamo scoperto questo patrimonio prima dell’arrivo del grande turismo di massa. Ora, bisogna evitare, grazie ad una seria pianificazione, che accada ciò che è avvenuto a Venezia, distrutta dal turismo».

A rappresentare il capo dello Stato è stato il prof. Louis Godart, che ha portato il saluto di Ciampi, «felice di vedere aperta questa straordinaria pagina della storia del tardo barocco che unisce idealmente luoghi geograficamente lontani da Ragusa a San Pietroburgo». Godart ha ricordato pure il primo viaggio di Ciampi a Noto con la moglie Franca: «Una Noto straordinariamente bella, illuminata dal tramonto del sole».

Tra le autorità presenti il ministro delle pari opportunità, Stefania Prestigiacomo e il sottosegretario, Nicola Bono. «Questo riconoscimento – ha detto il ministro – attribuisce grande responsabilità alle istituzioni competenti che devono sapere tradurre il risultato raggiunto in valori di crescita».

Per il vice presidente della Regione siciliana, Giuseppe Castiglione, il conferimento dell’Unesco «è un punto di partenza del rilancio economico della Sicilia orientale». E’ una grande giornata di festa che rappresenta il traguardo dopo tanti sforzi – ha affermato l’assessore regionale dei beni culturali, Fabio Granata, che ha aggiunto:«il distretto del barocco è un modo per dare sviluppo al dipartimento del sud est siciliano che dall’Etna sino a Portopalo offre spettacolari luoghi ed edifici di grande pregio».

Un richiamo a operare nel segno della concretezza è arrivato dal mondo della chiesa con l’intervento del vescovo di Noto, Giuseppe Malandrino. «Ora bisogna seminare – ha affermato – non fare solo immagine. Speriamo che lo spettacolo che stiamo vivendo sia costruttivo».

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