Contro le Mafie, la bella Politica

28 novembre 2009 | di Fabio Granata

borsellino

Fa riflettere come la questione giudiziaria che investe rappresentanti politici, enti economici, istituzioni e settori dell’economia sia tornata prepotentemente a caratterizzare  l’intero territorio nazionale, attraversando trasversalmente le aree politiche e geografiche della Nazione.

Oltre la crisi dell’economia, già di per sé fattore di grandi preoccupazioni, emerge con prepotenza “una questione morale” che non può più essere declinata nella retorica della giustizia politicizzata o delle “toghe rosse” ma che invece deve far riflettere i partiti sulla necessità di ripensare profondamente i metodi di selezione delle classi dirigenti.

Le decine di amministrazioni sciolte per mafia, la virulenza di ciò che emerge in Campania, in Puglia, in Calabria ma anche in Lombardia deve far comprendere che la infiltrazione criminale nell’economia è una grande questione nazionale e non può essere affrontata, né tantomeno risolta con gli stanche ritornelli dello “sviluppo che batte le Mafie”:  sono viceversa queste ultime il più grande freno allo sviluppo dell’economia italiana, sono  le Mafie che drogano il mercato e rendono la vita impossibile  ad  una libera intrapresa che non vuole piegare la testa.

E’ giusto che il Sud chieda maggiori attenzioni, ma non sono i contributi statali che potranno salvarlo e riequilibrarne il livello di innovazione e modernità ma nuove classi dirigenti che abbiano energia, credibilità e strategia indispensabile ad un complesso processo di rinascita.

Criminalità, affarismo e corruzione costituiscono la principale zavorra dello sviluppo meridionale italiano poiché, oltre a deprimere l’etica e la legalità collettiva inducendo i cittadini a pensare che esistono scorciatoie illegali attraverso le quali è possibile raggiungere qualsiasi fine, distorcono i mercati delle merci e del lavoro creando monopoli di fatto e bloccando l’iniziativa e l’entusiasmo di chi vuole operare nella legalità.

Ma la lotta alle Mafie si fa anche con gesti simbolici, rinnovando le classi dirigenti e non dando la possibilità ad alcuno che sia investito da inchieste giudiziarie di collusione o peggio di associazione alle organizzazioni criminali di poter rappresentare gli elettori e il popolo in ruoli di governo  o di poter competere ad essi.

Beppe Niccolai ci ricordava sempre che “la Politica è far bene cose di interesse comune”: per essere all’altezza di questo messaggio, sempre attuale e nobile, dobbiamo pretendere da noi stessi innanzitutto  e da chiunque si impegni in politica più che le parole, esempi di trasparenza e adesione prima ancora antropologica che culturale,  ai valori di legalità e di diritto per i quali tanti, ad iniziare da Paolo Borsellino, hanno dato la vita.

Segnali di speranza emergono prepotenti tra gli imprenditori siciliani che decidono di dire basta al racket delle estorsioni, tra i tantissimi giovani del meridione d’Italia che hanno fatto propria la consapevolezza che è “meglio  un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino”.

Segnale prepotenti che esprimono la faccia al Sole della Nazione, che vogliono “ricordarsi” di un Sud diverso fatto di cultura, tradizioni, paesaggi, dolcezza e gioia di vivere. Segnali importanti come lo straordinario indice d’ascolto che  ha avuto Saviano su Raitre raccontando storie di ribellione verso ogni prepotenza.

C’è un Italia migliore che vogliamo e possiamo rappresentare e per questo chiediamo agli altri e pretendiamo da noi stessi coerenza e buon esempio.

Per questo dalla regione Campania, a Castellammare, da Fondi alla Puglia, da Milano ad ogni parte d’Italia dove emergono connivenze e intrecci inquietanti, pretendiamo che si facciano passi indietro e che vadano avanti gli onesti poiché contro le Mafie, per citare Pound, “l’unica cultura che riconosciamo è quella del pensiero che diventa azione”.

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21 Commenti a “Contro le Mafie, la bella Politica”

  1. manfredi borsellino scrive:

    Fabio Granata, più semplicemnte “Fabio” per il rapporto di stima reciproca e di amicizia che ci lega oramai da diversi anni, mi ha scritto che sarebbe un onore avere un mio commento sul suo sito, attivo da ieri.
    Bene, io ritengo, caro Fabio, che l’onore sia mio! E’ mio perchè hai scelto l’immagine di mio padre a fianco del tuo pezzo dal titolo “Contro le Mafie, la bella Politica”, è mio perchè il tuo pensiero è “intriso” di quei valori per i quali mio padre non è morto invano, è mio perchè i segnali di speranza prepotenti tra i tantissimi giovani del meridione d’Italia cui fai riferimento nel tuo articolo non sono casuali ma nascono da una coscienza civile sempre più dilagante tra le nuove generazioni che tu stesso interpreti e sai cogliere traendone le relative conseguenze politiche, è mio perchè intravedo nella tua persona la stessa sicilianità e lo stesso amore per la nostra terra che aveva mio padre.
    Ed allora mi permetto anche io – da figlio di mio padre – di gridare con forza “meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino”!

  2. Mariagiovanna mirano scrive:

    Caro Fabio,
    orgogliosa di essere SICILIANA. ORGOGLIOSA DI APPOGGIARE POLITICI ONESTI…DI DESTRA!!!FABIO VAIAVANTI COSì SEI TUTTI NOI!!!GRAZIE DI CUORE.MG

  3. Donatella Lo Giudice scrive:

    Caro Fabio,
    apprezzo da sempre il tuo percorso culturale intriso ancora oggi della stessa tensione verso un’autentica passione direi sociale ancorchè politica.La mafia dei mafiosi ha privato tutti noi del coraggio di uomini che sono morti per la nostra libertà, ha portato via i padri ai loro figli..Esiste Fabio, anche una mafia più subdola e strisciante che non uccide fisicamente, spesso non riconoscibile nell’immediato ed è quella che uccide il pensiero inglobandolo in una asettica pericolosa acriticità che rischia di trascinare tutto verso un pericoloso appiattimento riverente. Credo che il tuo amico e compagno di partito(mi riferisco a Fini) se ne sia accorto. Tuttavia dove c’è pericolo cresce più forte la speranza, io continuo a coltivare la speranza che ricominceremo a riconoscere l’esempio come un valore. Paolo Borsellino per noi rappresenta un valore, vorrei che gli italiani, tutti, indipendentemente dall’appartenenza,potessero un giorno dover scegliere la classe politica di riferimento riconoscendone ancor prima il valore degli uomini chiamati a rappresentarla. Buon lavoro amico mio.

  4. Flavia Perina scrive:

    Dopo le parole importanti di Manfredi Borsellino, lasciare un commento è impegnativo. Allora faccio gli auguri a Fabio per questa nuova avventura sul web, capace di “dar forma” e continuità a un’idea di politica – la bella politica – che è anche la mia. La citazione che gli regalo è di Saint Exupéry: «se vuoi costruire una nave non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti, impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito».

  5. piero torchi scrive:

    La citazione che ti ha regalato flavia perina ed il commento di Manfredi Borsellino sono la conferma che sei sulla strada giusta.Forza e coraggio Fabio.

  6. Massimo Ciancimino scrive:

    Egr. On. Granata,
    spero, che anche solo per quel piccolo contributo che sto cercando di dare alla riapertura di delicate inchieste svolte, sia dalla Procura di Palermo che da quella di Caltanissetta,che un giorno possiate rivedere il Vostro slogan in ” … meglio un giorno da Borsellino che cento anni da… Vito Ciancimino “.
    Nel porgerLe i migliori auguri per il Suo importante lavoro,
    cordiali saluti,Massimo Ciancimino.

  7. Walter Giannò scrive:

    Sarebbe ora che i partiti politici allontanino da sé coloro da cui provengono cattivi odori, in quanto l’antimafia non si fa (soltanto) con le parole ma servono fatti e risposte da dare prima alla società e poi all’elettorato di riferimento… dunque ben vengano simili atteggiamento e relativi effetti…

  8. Rosita Pignanelli scrive:

    Fabio,difficile e nobile il tuo progetto di salvezza per una regione che sembra sempre più tesa all’autodistruzione nella quasi totale indifferenza,con l aggravante caratteristica vittimistica di cui deteniamo il primato.Il ‘tuo’ sole sarà una speranza e un’indicazione,un caldo abbraccio paterno per tutti i giovani disorientati e alla ricerca di una verità necessaria per il loro futuro e per quello della terra più ‘amaramente’ amata da tutti noi. Io sono con te.

  9. Auguri, Fabio, per quel che farai anche qui, on line. Internet contiene il peggio e il meglio del mondo in cui viviamo. Un sito come il tuo conforta, e aiuta.

  10. bruno murgia scrive:

    fabio, questa è del grande andrea pazienza:”Un viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi”. un saluto, amico mio. br

  11. Andrea scrive:

    Se hai di questi pensieri, se sei così filosofo cosa ci fai insieme a berlusconi, dell’utri, cosentimo ecc. ecc. gli altri aggiungili tu.
    Oppure parli così perchè intaschi 24.000 euro al mese oltre i vari privilegi (viaggi, cinema, ecc … pure i francobolli) e la vecchiaia è assicurata. Queste cose bisogna farle capire a chi non ha da mangiare lì nella nostra bella terra di cui tutti ci riempiamo la bocca. Hai mai detto a lu Picuraru a cui vai a chiedere il voto a quanto ammonta lo stipendio di un deputato? e che solo questo mese vi siete aumentati lo stipendio di 1.135 € al mese? Filosofia o demagogia?

  12. Ciccio Cicero scrive:

    In Sicilia esistono due distinte categorie, purtroppo, quella dei babbi e quelli degli sperti. Nella prima vi sono relegati gli onesti, i leali, quelli che pagano le tasse, nella seconda, gli sperti, ci sono quelli che fregano lo stato, quelli che evadono le tasse, quelli che rubano ai più deboli, gli omertosi, i mafiosi.
    Mi piacerebbe, un giorno, vedere sovvertite le due categorie e finalmente poter dire di essere onesto cittadino di questa amabile e bella Sicilia e di essere annoverato nella categoria degli “sperti” e, disdegnare e puntare il dito verso i disonesti e i mafiosi, finalmente relagati nella categoria dei babbi. Grazie per l’impegno e il lavoro che svolge per tutti noi.

  13. Caro Fabio, grazie per il tuo invito a dire la mia com’è nella nostra tradizione di “vera” libertà, e allora oltre a ringraziarti per le tue posizioni sulla lotta alla criminalità organizzata che condivido perchè solo chi è un vero siciliano può capire quale portata etica e politca esse abbiano, voglio ribadirti, come ho fatto in altre occasioni, che il problema vero dell’Italia di oggi è la totale mancanza di valori che orienti l’azione politica e amministrativa. Le recenti inchiesta, di cui non possiamo conoscere la portata, fanno emergere un clima di disfacimento e di decadenza etica della classe dirigente tutta, non solo quella politica, che nmeriterebbe un approfondimento ampio non relegabile ad un post sul tuo sito! E’ un momento triste per gli Italiani non solo per la crisi economica da cui non siamo usciti e nella quale stiamo sprofonfdando come sistema ma per la crisi etica a cui siamo esposti da troppo tempo. Io non condivido le questioni che la fondazione Fare Futuro sostiene su bioetica, religione e cittadinanza, perchè ritengo che causino solo confusione nel nostro mondo di riferimentio e perchè oggi gli italiani hanno altro a cui pensare come il lavoro che non c’è per i tanti laureati, per i professori precari sbattuti fuori dalla scuola da Tremonti e dalla Gelmini, per gli operai delle fabbriche che vengono sacrificati in nome dell’usura, per gli agricoltori del sud lasciati morire di fame, e per tutti coloro che oggi soffrono dell’incapacità di chi guida a tutti i livelli questa bagnarola che si chiama Italia! Caro Fabio non mi illudo, diceva infatti Ezra Pound “il valore non può esistere in un clima di vigliaccheria intellettuale” in Lavoro e Usura, ma continuo a sperare ed a operare, come ci dice sua Santità Benedetto XVI, perchè una Repubblica migliore è possibile! Quando invito i militanti di Alleanza Etica a partecipare alla commemorazione di Paolo Borsellino lo faccio dicendogli che “noi commemoriamo non solo per ricordare ma per continuare a lottare” e quindi grazie a questi esempi che mi sento di dire che “è meglio un giorno da Borsellino che cent’anni da Ciancimino”. Caro Fabio mi sono interrogato spesso cosa fosse la patria e finalmente ho trovato una bella risposta in Spengler ” Ma per l’uomo magico, per il Cristiano, per il Manicheo, per il Nestoriano, per l’Islamico la patria non è nulla che sia legato a una realtà geografica. Per noi essa rappresenta una unità indissolubile di natura, lingua, clima, costuma, storia, non terra ma paese, non presente puntiforme ma passato e futuro storico, non unità di uomini, dèi e case ma un idea non incompatibile col continuo viaggiare, con la solitudine più profonda e con quella nostalgia tipicamente tedesca per il Sud fatale per i migliori, dagli svevi a Holdering e a Nietzschie.” da “Il Tramonto dell’Occidente”. Nonostante tutto non guardo e passo ma mi fermo a contemplare…..A presto

  14. stefania valbonesi scrive:

    Gentilissimo Fabio Granata, una domanda: perchè solo ora?
    Stefania

  15. Grammaticus scrive:

    Gentile Fàbio. Non ero mai entrato sul suo blog. Mi sono fermato alla prima parola di questo post e non credo andrò oltre.

    È encomiabile il suo intento di entrare nel mondo dei blog però come si dice: prima di correre bisogna almeno imparare a camminare:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Accento_grafico

    Saluti

  16. Cicerone scrive:

    Caro Grammaticus,
    mi pare incredibile come ci si possa fermare ad un errore di battitura rispetto ad una testimonianza cosi importante da meritare il pubblico apprezzamento del figlio di Paolo Borsellino.
    Mi pare ancora più incredibile che tale appunto venga fatto proprio a Fabio Granata, uno dei pochi politici di livello nazionale che conosce litaliano, lo pratica e che ha anche il ” brutto vizio” di essere un uomo di cultura sopraffine.
    …a proposito se c’è un luogo pieno di camorosi errori grammaticali è proprio quella wikipedia che Grammaticus invita a consultare…
    Noi siamo tra quelli che preferiamo sfogliare un libro, assaporarne i profumi e perchè no…ogni tanto sbagliare anche un accento perchè magari siamo distratti dal sorriso di nostro figlio o da un tramonto che lscia senza fiato..

  17. giuseppe scrive:

    Le parole di Andrea sono il sunto di tutti i luoghi comuni tipici di quanti amano, piuttosto che impegnarsi per migliorare le cose, criticare tutto e tutti.
    Se Granata non percepisse da parlamentare lo stipendio, sarebbe solo perchè lo farebbe un’altro al suo posto, con la differenza che magari poi, invece di essere un uomo per bene e che lavora duramente ogni giorno, potrebbe essere l’ennesima velina o l’ennesimo camorrista di destra o sinistra regalato alla politica.
    Il salto di qualità lo faremo solo se sapremo sfuggire ai luoghi comuni ed inizieremo finalmente a valutare gli uomini e le donne per quello che sono e per ciò che fanno ogni giorno.

  18. una fàbiana scrive:

    Non sarà certo un accento grave a togliere importanza al frutto di una mente pensante ed autorevole -non per il titolo o la carica di chi lo ha maturato e ha scelto di condividerlo su un blog- ma per ciò che esprime: la volontà di iniziare una missione che tutti abbiamo nel cuore e che oggi diventa speranza, se un Ulisse del prorio tempo ha in sè il coraggio di guidarci.

  19. Andrea Sarubbi scrive:

    Mia dolce metà (nelle coppie di fatto si usa così?), sai bene che l’inquinamento della politica è dovuto a vari fattori. Per quanto riguarda il caso Cosentino (mi faccio gli affari vostri, anche se non è carino), mi pare evidente che a Berlusconi non dispiaccia trovare qualcuno in grado di pagarsi la campagna elettorale da solo. La candidatura Todini (che poi non so se ci sarà davvero, né dove sarà) mi pare che risponda alla stessa logica: un segnale che la politica potrebbe tornare ad essere il mestiere di chi se lo può permettere. Ma mentre la Todini ha soldi suoi da investire, ed al limite si porrà un problema di trasparenza nel momento in cui ci sarà qualche appalto da assegnare, Cosentino dove prende quei soldi? Lascio la risposta ai tuoi (e)lettori.

    Il tuo amico del Pd

  20. Emanuele Rotta scrive:

    Se un uomo non crede nelle proprie idee, o non vale niente lui, o non valgono niente le sue idee. (Ezra Pound)
    Caro Fabio,
    ho voluto iniziare con questa citazione, perché dipinge bene il tuo agire di uomo politico che crede, con forza, nelle proprie idee e che lavora per tramutarle in azioni concrete.
    Devo confessarti che, ancora una volta, ho trovato, nelle tue parole, il collante della nostra profonda e sincera amicizia.
    In un periodo,infatti, in cui le istituzioni appaiono come vestigia vuotate d’ogni contenuto ideologico e morale, le tue battaglie rappresentano l’emblema di chi rifiuta di “gettare le armi e di alzare le braccia”.
    In questi anni, ed in particolar modo in questi mesi, sei riuscito a porre con forza alcuni temi che rappresentano l’asse centrale su cui dovrebbe, necessariamente, ruotare l’azione politica di tutti i Governi e che invece…
    La lotta a tutte le mafie, la questione morale e la tua battaglia per l’integrazione dei migranti, sono l’esempio tangibile del tuo impegno civile e sociale.
    Sei riuscito ad andare oltre gli steccati ideologici che generano, sovente, conformismo e quindi immobilismo; mostrando, con illuminata sapienza, che i grandi temi della politica attendono di essere, responsabilmente, affrontati e risolti.
    Per molti anni la nostra terra é stata oppressa da una cappa di piombo che si chiama “mafia”, che ha privato noi Siciliani del respiro e della libertà, facendoci entrare in uno stato comatoso di rassegnazione, che costituiva, ineluttabilmente, l’anticamenra della morte.
    Fortunatamente, grazie all’immane sacrificio di Eroi quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, questo trend negativo é iniziato lentamente a cambiare.
    Paolo Borsellino affermava che:”la lotta alla mafia non é soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che deve coinvolgere tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
    Ebbene, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone non sono morti invano, il Loro sangue é servito a far svegliare le tante coscienze assopite dei siciliani e, soprattutto, di noi giovani nel cui animo é germogliato il seme del cambiamento, della speranza e dell’amore per la nostra terra. Ecco, perché la lotta a tutte le mafie e la questione morale, senza se e senza ma, debbono costituire i pilastri portanti della politica. Ed ecco, perché condivido il tuo pensiero secondo cui l’”esempio” deve diventare un valore. E quindi sono con te, con Manfredi Borsellino e con tutti quei giovani che hanno voglia di gridare: “meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Vito Ciancimino!”.
    Ed infine, Fabio, sempre, la tua visione “alta” della politica, riassumibile nel pensiero di Beppe Niccolai del “fare bene cose che interessano il bene comune”, il tuo rigore morale ed il tuo essere spirito critico e, talvolta, anche romantico, che ti hanno reso come un “marziano in terra”, hanno contribuito a far uscire dalla rassegnazione e dall’autoflagellazione la nostra terra.
    Per molti anni la Sicilia ha subito, in “silenzio”, la dissennata gestione di una pseudo classe dirigente che, in modo rapace, ha svenduto ed offeso il territorio, e che ha contribuito, anche e soprattutto, a diffondere un’immagine distorta di una terra che é in realta bellissima. Tu, invece, hai affrontato un viaggio affascinante, la cui meta era il recupero della consapevolezza culturale della nostra millenaria storia siciliana e della sua ricchissima stratificazione culturale, che rappresentano la nostra “identità” ed il nostro “futuro”.
    Goethe affermava: “l’eredità dei padri devi riconquistarla se vuoi possederla davvero”. Ebbene, in questi anni hai lavorato per ricomporre quella eredità antropologica che ci appartiene.
    Proust sosteneva che: “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nel guardare con occhi nuovi”. Il tuo impegno é servito anche a questo. A far si che noi siciliani iniziassimo, attraverso le tue iniziative, a guardare con “occhi nuovi” la nostra terra, facendo nascere, così, un sentimento nuovo intriso di orgoglio e di consapevolezza per ciò che possediamo.
    Concludendo, Fabio, non posso che augurarti buon lavoro, perché, alla stregua di Ulisse, hai tracciato “importanti e giuste rotte”, ed il tuo impegno rappresenta il “sole” che irradia speranza nelle gelide giornate della politica italiana.

    Emanuele Rotta

  21. Vito Orlando scrive:

    Ero in prima fila quel giorno del lontano 1991 quando alla Festa nazionale del Fronte della Gioventù a Siracusa, organizzata proprio da Fabio, allora vice segretario nazionale dell’organizzazione vi fu l’incontro con Paolo Borsellino, che venne accompagnato da Pippo Tricoli.
    Fu emozionante quando Borsellino ci disse che dovevamo conservare fieri quei valori in cui credevamo.
    E Fabio quell’impegno lo ha mantenuto fino a oggi.

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