No a qualsiasi ipotesi di nuovi parchi eolici nel Sud-Est

22 gennaio 2010 | di Staff

”Qualsiasi decisione che dovesse maturare, da parte dei Comuni di Pachino ed Avola, in ordine all’approvazione dei progetti presentati per la realizzazione di nuovi parchi eolici nel SudEst, mi vedrà fieramente contrario e pronto a sposare la netta protesta già annunciata dal Sindaco di Noto.

Con questa dichiarazione l’On. Fabio Granata manifesta tutta la sua contrarietà sulla ventilata ipotesi da parte dei Comuni di Avola e Pachino di autorizzare nel loro territorio nuovi insediamenti eolici, contravvenendo agli impegni pubblicamente assunti in passato dagli amministratori locali che avevano sposato la linea della tutela del paesaggio e della vocazione turistica del comprensorio, individuandola come  una delle eccellenze all’interno del distretto del SudEst.

“Questa ipotesi sciagurata che speriamo di scongiurare e per la quale siamo pronti a scendere in piazza al di là delle appartenenze politiche - prosegue Granata- risulta tra l’altro oggi anacronistica alla luce delle indicazioni emerse da parte del Governo Regionale e dell’ARS in sede di discussione del muovo piano energetico. Bene ha fatto il Sindaco di Noto a reagire con durezza per tutelare l’integrità del territorio e la coerenza al piano di sviluppo che, a parole tutti hanno condiviso, ma che nei fatti, purtroppo, non tutti inseguono.

Il Sindaco Valvo, nella sua qualità di presidente del Distretto, convochi subito l’Assemblea con all’ordine del giorno le azioni di reazione a questo nuovo attacco al territorio, acquisendo le posizioni ufficiali e formali di quanti in pubblico garantiscono impegni concreti e nell’ombra si rendono complici di possibili scempi ambientali simili a quello consumato nei giorni scorsi a causa della sversamento petrolifero nel Val di Noto”

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9 Commenti a “No a qualsiasi ipotesi di nuovi parchi eolici nel Sud-Est”

  1. Emanuele Rotta scrive:

    Fabio, condivido, e sostengo con forza, la tua scelta di schierarti contro la paventata ipotesi della realizzazione di insediamenti eolici nel tenere di Pachino ed Avola. Tale nefasta scelta si riverbererebbe, con grave nocumento, sull’intero Distretto del Sud Est. Evidentemente, alcuni Amministratori, dalle idee poco chiare, confondono questo Territorio, dove insiste la più grande stratificazione culturale, con quello della
    Cornovaglia. Inoltre, gli attuali amministratori, forse perché obnubilati, non ricordano che da alcuni anni a questa parte, grazie alla ritrovata consapevolezza culturale di certa classe dirigente “illuminata”, e’ stato avviato un qualificato processo di tutela del territoriorio, teso non a “mummificare” ma a creare, attraverso la salvaguardia ed alla valorizzazione delle
    innumerevoli risorse, un sistema virtuoso la cui finalità e’ lo sviluppo economico attraverso il turismo. Inoltre, considerato il fatto che e’ stato ampiamente dimostrato che questi insediamenti non producono, assolutamente, Importanti ricadute economiche per il territorio in cui vengono installati, e
    che le direttive del Governo regionale e dell’ Ars, in merito al piano energetico siciliano, vanno in senso
    opposto, mi chiedo il perché, e quali interessi si annidino dietro la eventuale realizzazione di questi parchi eolici. Concludendo, cosi’ come, per ben due volte, da assessore e da consigliere comunale, ho combattuto dure battaglie per evitare la realizzazione di questi impianti e per affermare una strategia di sviluppo incentrata sul turismo ecosostenibile e di qualità , allo stesso modo, e con egual vigore sono pronto ad intraprendere una nuova battaglia a fianco di Fabio, per evitare che tali scelte possano deturpare il nostro territorio e compromettere, definitivamente, le prospettive di sviluppo dell’ intero
    comprensorio del Sud Est.
    Fabio, per scongiurare la
    malaugurata ipotesi che scelte dissennate possano deturpare il nostro territorio.

  2. millo scrive:

    Urge una reale e radicale riforma dell’Italia:
    - PRESIDENZIALISMO
    - MACROREGIONI FEDERATE: NORD, CENTRO, SUD, ROMA CAPITALE, SICILIA E SARDEGNA.
    - SEPARAZIONE CARRIERE E SDOPPIAMENTO DEL CSM
    - LEGGE PER LA DEMOCRAZIA: PRIMARIE PER SELEZIONE CANDIDATI, ANAGRAFE DEGLI ELETTI, OBBLIGO DI PROGRAMMI ELETTORALI DA PRESENTARE PRIMA DEL VOTO, ECC…
    - UN SOLO CORPO DI POLIZIA (ACCORPAMENTO POLIZIA E CARABINIERI)

    Non se ne può più di regioni a statuto speciale, di 20 regioni burocratiche costose e lontane dai cittadini, non se ne può più di comuni che non arrivano a 2000 abitanti e di un’infinità di istituzioni inutili, non efficaci o eccessivamente costosi (es. difensore civico, prefetture, ecc..).

    Meno Stato = Stato più efficiente = Più risorse per riduzione debito pubblico, per le famiglie, per lo sviluppo (cioè infrastrutture e meno tasse)!

  3. Eleonora scrive:

    Presidenzialismo? Millo quale necessità ha di ciò l’Italia?
    Sei un leghista? Vivi in Sicilia?
    Ti rendi conto che significherebbe per la nostra nazione essere così divisa? Vuoi tornare indietro di 200 anni?
    Capisco che le tue ,proposte/riflessioni vertirebbero a far risparmiare un bel pò di quattrini a noi cittadini, ma ci vogliono prima di tutto nuove persone in politica. Sono stufa di assistere allo spettacolo di individui che possono permettersi il lusso di passare da un partito all’altro con la disinvoltura dei furbi e dei faccia di bronzo, lì c’è gente “assittata” dalla Costituente!
    I “nuovi” stanno lì a vegetare attendendo “comandi”! Se andiamo a Roma e ad uno ad uno chiediamo loro se hanno fatto qualche decreto, un intervento in aula…Penso forse pochi potranno risponderci positivamente…Paghiamoli 1200,00 Euro e un incetivo al fine di spingerli a guadagnarsi la pagnotta!!!
    Qualsiasi cambiamento va bene solo se mutano le intenzioni delle persone, il loro moto interiore.

  4. Pierluigi scrive:

    Caro Millo,

    Perdoni la franchezza ma ritengo che più della metà delle cose che ha scritto possano essere inserite nel filone del riformismo inutile quando non irrealizzabile.

    Del Presidenzialismo non abbiamo bisogno,occorre semplicemente riequilibrare l’asse dei rapporti intercorrenti tra Governo e Parlamento,lasciando inalterata la forma di governo parlamentare.

    Si potrebbe formalizzare la regola del “simul stabunt-simul cadent”,si potrebbe introdurre la c.d. sfiducia costruttiva,si potrebbe razionalizzare la struttura parlamentare rinunciando al bicameralismo perfetto (anche se sarei più drastico,essendo favorevole ad una rinuncia al bicameralismo tout court,considerato che ci sono le regioni,no?)etc. etc.

    Per ciò che concerne la divisione in macro Regioni,quale sarebbe la sua utilità?
    Parliamo piuttosto dell’abolizione delle Province e di un trasferimento di funzioni alle regioni che le comprendono.

    D’altra parte ci sarebbe bisogno di una riforma costituzionale e,in ogni caso ciò comporterebbe una riorganizzazione delle circoscrizioni amministrative che dovrebbe essere ben ponderata in termini di fattibilità e sostenibilità.

    Sui Comuni siamo d’accordo,qui un esigenza di accorpamento e riorganizzazione è pressante e necessaria.

    Sull’unificazione delle forze di Polizia siamo un po meno d’accordo e per una serie di motivi diversi.Innanzitutto a che pro?.In secondo luogo ha valutato i rischi per la democrazia che vengono dall’unificare le catene di comando?.E il guadagno di efficienza che ne deriva,è veramente tale da giustificare la possibilità di correre questo rischio?
    Tra l’altro va considerato che ,rebus sic stantibus,l’unificazione da lei proposta è giuridicamente irrealizzabile perchè i Carabinieri sono un Arma dello Stato (cioè sono corpi d’armata alle dipendenze dello Stato Maggiore e del Ministero della difesa) mentre la Polizia è ,appunto,una forza di polizia con compiti e funzioni geneticamente diversi e alle dipendenze del Ministero dell’Interno.

    Per quanto riguarda ,poi, quella che lei chiama legge per la democrazia osservo che è inutile.

    E’ inutile rendere obbligatorie le primarie così come inutili sono l’anagrafe degli eletti e l’obbligo dei programmi di governo pre-elettorali.

    Da un lato la funzione delle primarie è svolta dalle elezioni stesse.Votando si esercita direttamente la selezione e non c’è bisogno di effettuare questa inutile duplicazione.

    Dall’altro, l’anagrafe degli eletti ed i programmi di governo pre-elettorali sono materia che più efficacemente viene relegata nell’ambito della responsabilità politica.In poche parole ,eletto il suo rappresentante, ha modo di verificare se e come rispecchi e persegua i suoi interessi e se non dovesse perseguirli, ha modo di esercitare la sanzione adeguata:non rieleggerlo.

    Vige tra l’altro il divieto costituzionale di mandato imperativo,ma qui il discorso si fa troppo lungo.

    Quanto alla separazione delle carriere dissento radicalmente sulla sua necessità ed utilità.E’ una mostruosità giuridica.

    Voglio invece dire ad Eleonora che il problema del trasformismo è una questione odiosa e reale.Eppure per chiuderla definitivamente basterebbe poco,pochissimo.

    Basterebbe copincollare i regolamenti parlamentari spagnoli sul punto.

    Putroppo,trattandosi di interna corporis,non possono essere imposti ab extra.Possiamo solo sperare che il Parlamento,in un sussulto di dignità,li adotti sua sponte.

    Un caro saluto.

  5. Salvatore Cammisuli scrive:

    Tutti con Fabio Granata contro l’energia eolica in Sicilia: l’eolico è utile per i cittadini, poco costoso e non inquina: non lo vogliamo! viva il nucleare!!

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