
“E’ necessario che la Commissione Parlamentare Antimafia apra immediatamente un’inchiesta formale sul vile omicidio dell’avv. Enzo Fragalà”.
A sostenerlo con forza il Vicepresidente dell’organismo parlamentare d’inchiesta sui fenomeni mafiosi, Fabio Granata, pronto a sollecitare un intervento diretto del Presidente Pisanu, affinchè si accorcino i termini per l’avvio delle procedure d’inchiesta: “Chiederò domani stesso – ha detto Granata – al presidente Pisanu, di aprire un’inchiesta sull’omicidio Fragalà, dando vita ad un’apposita sottocommissione. Le caratteristiche dell’agguato, la personalità cristallina di Fragalà, la gravità del gesto non consentono di derubricare l’inquietante episodio.”
Probabile per Granata la matrice mafiosa del delitto: “Si tratta con ogni probabilità di un omicidio voluto dalla mafia e rispetto a questo dato va analizzata con attenzione sia l’attività professionale di Fragalà, sia quella all’interno del Consiglio Comunale di Palermo, dove l’amico Enzo portava avanti valori e comportamenti di trasparenza e legalità nel solco di quanto fatto per tutta la sua onorata carriera politica.”
Tag: antimafia, Enzo Fragalà, Fabio Granata, omicidio
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On.le Granata, nella doverosa attività di inchiesta per far luce su questa incresciosa vicenda, non crede sia riduttivo delimitare in partenza l’accertamento alla matrce mafiosa?
Una esecuzione mafiosa lesinerebbe qualche proiettile? Per quanto ardita come ipotesi, potrebbe rilevare l’attività prestata dall’avv. Fragalà nella commissione Mitrokhin?
@Vincenzo buona domanda,non ci avevo pensato…
Spero ci dia una risposta!
Caro on. si è fatto incensare e infinocchiare da camilleri e da micromega,fino a farle affermare che farete cadere il governo.lei sembra uno sprovveduto in cerca di palcoscenico. peccato
verifica questo sito
http://masaghepensu.splinder.com/post/22336965/IL+FINIANO+GRANATA+IN+UN+DIALO
Invece è giunta l’ora della consapevolezza che il sipario del palcoscenico fino ad oggi riservato agli “ossessionati da berlusconi” sta per chiudere. Proprio perchè il paese è colmo per la politca del “giorno per giorno”. Non si può andare avanti così. Soprattutto a destra, e per la destra.
Gentile Onorevole Granata,
forse non sono in tema con gli argomenti attualmente inseriti sul suo blog ma è evidente che il pasticcio della presentazione delle liste del PDL in Lazio e non solo, è oggi
argomento d’attualità.Immagino il suo imbarazzo
e quindi non Le chiedo di esprimersi in merito.
Anzi, piuttosto che sentirLa dire le cose che
dicono certi suoi colleghi, come per esempio LaRussa,meglio il silenzio, come quello di Fini.Il silenzio può essere più rumoroso ed
eloquente di certe chiassate. Chi ha studiato
Diritto per diventare avvocato conosce la formula che dice:”Sono fonti del diritto le leggi(norme),i regolamenti,le consuetudini”.
Ci sono regolamenti da rispettare anche per la
presentazione delle Liste. Credo superfluo citare le migliaia di casi in cui la vita dei
cittadini è soggetta al rispetto di tempi e
modalità(a volte magari incomprensibili).
E’ il prezzo che si paga al tentativo di dare ordine allo svolgimento della vita sociale.
La cosiddetta “burocrazia” non è altro che l’insieme di funzionari a vario titolo posti a verificare il rispetto di norme e regole.
La ” burocrazia” può essere arrogante, nullafacente,corrotta o sbagliare.
In questo caso si ha diritto di battervisi contro.Ma quando la cosiddetta burocrazia compie il proprio dovere chiedendo il rispetto delle norme, non le si può imputare la responsabilità di ATTENTARE ALLA DEMOCRAZIA
Nella questione liste del Lazio non si tratta di Burocrazia ma di inosservanza delle norme. Le norme si possono cambiare, a ciò è deputato il potere legislativo, ma proprio per ciò io PRETENDO, da cittadino, che vengano rispettate in primis da chi ha titolo d’imporle ad altri. Un’altra questione: le regole non si cambiano “in corso d’opera” da posizioni di forza. Credo che Lei rifiuterebbe di giocare con uno che cambia le briscole durante la partita; lo definirebbe un baro.
Già le scrissi poco tempo fà per farLe sentire
l’apprezzamento di uno dei tanti che si attendono da Lei una destra seria, uno di quei
tanti “in attesa di restituzione”.
Oggi Le riscrivo quanto liberamente penso
perchè Lei ha posto come riferimento alla Sua
azione politica Paolo Borsellino.Lei sa quanto
e più di me che ha dato la vita perchè non
accettò compromessi, che credeva in uno stato
di diritto, che, intransigente, cadde con la
“schiena dritta” per servire giustizia e Paese.
E allora mi permetto concludere con una domanda
retorica: cosa avrebbe pensato Borsellino di
chi pretende assoggettare le leggi al proprio
tornaconto, di qualunque esso si tratti?
OnoriamoLo imitando la Sua coerenza.
Colgo l’occasione per porgere condoglianze
sentite alla Famiglia dell’Avv. Fragalà.
Piergianni Paterlini
Assolutamente daccordo con Sig Paterlini , aggiungo una cosa elementare:mia figlia all’ultima tornata elettorale è arrivata con 1 , dico un minuto di ritardo al seggio elettorale , conosciutissima , non ha votato.Si chiama rispetto delle regole .Luciana