Antimafia: Granata, riferiremo alla Camera su liste inquinate

11 marzo 2010 | di Staff

“La Commissione parlamentare Antimafia ha approvato un codice etico contro l’inserimento nelle liste elettorali di candidati implicati con la mafia. Ma il codice è già stato trasgredito da un po’ tutti i partiti. Di questo riferiremo alla Camera”.

Lo ha detto il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Fabio Granata, a margine dell’inaugurazione del corso in Storia della ‘Ndrangheta all’Università Roma Tre.

Granata è convinto che “un contrasto forte” alla criminalità organizzata “debba esistere anche in politica”: è “una questione nazionale” e non regionale e metterlo al primo punto dell’agenda politica e’ un “buon inizio”.

“Oggi – ha concluso Granata – in Parlamento si approva l’agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie. E’ un colpo importante contro il loro patrimonio. Il deficit di sviluppo non si spiega se non con il fenomeno della mafia” che lo blocca “a causa della sua forza economica”.

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13 Commenti a “Antimafia: Granata, riferiremo alla Camera su liste inquinate”

  1. Ro scrive:

    Nobile iniziativa quella del codice etico. Chiaramente potevamo solo sperare che i partiti lo osservassero però sappiamo tutti che sarebbe stato come fare il terno al lotto. Comunque complimenti On. Granata sei uno che ogni giorno dimostra di amare la nostra Sicilia e sei tra coloro con i quali si può continuare seriamente un percorso politico. Ti chiedo anticipatamente di perdonarmi se ti investo di una questione, forse fuori tema, sulla quale è alla portata la possibilità di un intervento immediato. Quando insediate il C.d.A. di Cinesicilia? Ci sono diversi progetti in itinere che rischiano di venire seriamente compromessi da questo ritardo. Ti prego di non lasciare questo argomento senza risposta. Grazie.

  2. francesca scrive:

    Sorveglia bene ciò che accade perchè le scelte scellerate di pochi rischiano di vanificare il lavoro di gente onesta come te.

  3. giorgio scrive:

    denunciate le forze politiche e gli esponenti dei partiti che a parole sono sempre contro le mafie, ma che poi non perdono occasione per fare il contrario di quello che dicono. Forza Granata…

  4. Vincenzo scrive:

    E’ un’ottima enunciazione di principio ma servono riscontri concreti. Ad esempio, è possibile correlare al progetto una sorta di sistema sanzionatorio in caso di trasgressione?

  5. Eleonora scrive:

    Credo che si debbano escludere definitivamente dalla politica tutti i parlamentari che hanno qualche”problemuccio”,altro che sanzioni Vincenzo!!!Non c’è più tempo per le mezze misure. Vadano a fare un’altro mestiere, vadano a sudarsi la pagnotta, come facciamo tutti noi.

    Scusate l’inciso a seguire.
    La vicenda della conferenza stampa mi ha veramente impressionato. Non voglio dare in questo momento torti o ragioni, ma credo non spettasse ad un ministro “accompagnare” fuori dalla sala una persona.
    MI HA COLPITO L’ESPRESSIONE LIVOROSA DEL La Russa CHE SI è MOSSO IMMEDIATAMENTE RISPONDENDO AD UN COMANDO.

  6. vincenzo scrive:

    Non si può generalizzare affermando che chiunque abbia un problemuccio sia da epurare. Il giustizialismo sommario e preventivo si pone in antitesi con i dettati costituzionali. Se si vuole operare nell’ottica della formazione di una classe dirigente che sappia dare la consistenza delle istituzioni in maniera costituzionalmente orientata, non possiamo prescindere dalla costituzione stessa. Il “problemuccio” può patologicamente essere integrato artificiosamente mediante l’uso distorto della giustizia. Ipotesi quest’ultima sicuramente da scongiurare, ma è innegabile che siamo nel potenzialmente possibile. Una seria riforma della giustizia, in attuazione dell’art 111 Cost. e della Convenzione dei diritti dell’uomo, al fine di garantire un processo dalla durata ragionevole consentirebbe di addivenire con celerità relativa ad un giudizio definitivo di colpevolezza o meno di un soggetto. Non credo che un semplice indagato sia da escludere dalla politica. Si potrebbe anticipare il giudizio di “opportunità” in merito ad una candidatura al momento del decreto che dispone il giudizio o, per alcuni reati -seguendo il cd. doppio binario-, al momento della formazione di un giudicato cautelare negativo.
    Per quanto riguarda l’episodio della conferenza stampa, il comportamento del ministro la russa non è altro che l’ennesimo sintomo del processo di disgregazione (se non di frantumazione) in atto. Questa tornata elettorale si rivelerà più importante di quanto si possa immaginare.

  7. Eleonora scrive:

    @Scusa Vincenzo io non parlavo di escludere preventivamente, non parlavo di escludere chi è indagato, ma chi ha già avuto una condanna si però non credi? E mi pare che qualcuno ci sia!

  8. vincenzo scrive:

    Ah ma su questo siamo pienamente d’accordo. Sembra un principio abbastanza condiviso da tutti, tranne quelli che sono in malafede. Evidenziavo, però, alcuni dati attuali che fungono da pregiudiziali alla attuazione di un provvedimento come quello auspicato. Situazione attuale: per assunto, nel 2010 il sig. Tizio commette un reato da ritenere ostativo alla candidatura; magari lo commette in concorso con molte altre persone; indagini preliminari complesse e prorogate (evito di considerare la fase cautelare); probabilmente il giudizio di primo grado non inizia prima del 2012-13 e non si conclude in un tempo inferirore ai 2-3 anni; condanna, appello, conferma, ricorso per cassazione ed inammissibilità (non voglio complicare troppo l’ipotesi con altri scenari possibili); passaggio in giudicato; Tizio solo nel 2018 sarà un condannato (se non un prescritto). Alle elezioni del 2019 Tizio, con 1-2 legislature (e tutti gli onori) alle spalle, non potrà presentarsi. Ecco dove volevo arrivare.

  9. Eleonora scrive:

    @Vincenzo,sei come sempre preciso e capisco che scrivi con molta preparazione ogni volta che trattiamo un argomento, ma con tanta gente che credo onesta e appassionata per forza dobbiamo ritrovarci con individui su cui pende sul capo anzichè una spada un equivoco?
    Fermo restando che non possiamo additare un indagato come un colpevole.

  10. vincenzo scrive:

    @Eleonora, grazie per le belle parole. Per come la vedo io, e come ho già avuto modo di dire in precedenza, una riforma in tal senso non può prescindere da una SERIA riforma della giustizia, anzi vi si inserisce di “dirtto”. Ritengo, però, che non è soltanto con il porre barriere all’ingresso che si può compiere la pulizia auspicata. Magari andrebbe perseguito un ulteriore scopo: far perdere l’interesse a determinati soggetti di rivestire determinati ruoli. Come? Questo non lo so. Sicuramente non basta ridurre il numero di parlamentari e di ianadatti addetti ai lavori e\o gli stipendi e le retribuzioni. Bisogna cercare il modo per far assumere le decisioni cruciali da centri non suscettibili ad incursioni sgradite. In pratica evitare che l’appalto pubblico, dalla fase della approvazione a quella della liquidiazione ed in tutti i passaggi intermedi possa trovarsi, come oggetto, nelle mani sbagliate. Ed è ovvio che per mani sbagliate, di cui parlo, non per forza devono essere intese solo quelle di un condannato in via definitiva.

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