
“C’è la chiara necessità di individuare un nuovo modello di promozione turistica e culturale in Sicilia, che prescinda dalla partecipazione alle fiere di settore, inutili per una meta turistica quale la Sicilia, immediatamente individuabile e riconoscibile dai turisti di tutto il mondo, e punti invece sull’esaltazione della propria identità e del proprio patrimonio culturale, come già accaduto in Catalogna negli ultimi anni. La parabola vincente del Barcellona di Messi è una metafora perfetta del riscatto catalano, passato attraverso una netta affermazione della propria identità e della propria specificità, vissuta senza complessi ed addirittura utilizzata come mezzo di attrazione turistica e radicamento territoriale da un intero popolo”.
Queste le dichiarazioni dell’On. Fabio Granata, intervenuto ieri, in qualità di relatore, alla prima conferenza regionale del turismo svoltasi a Catania su iniziativa dell’assessore regionale, Nino Strano.
“Il turismo è oramai in tutto in mondo un progetto organico di sviluppo, che indica un modello di sistema che passa attraverso la qualità del’offerta e dei servizi integrati. Infrastrutture, cura dei luoghi, servizi pubblici efficienti, non sono semplici corollari, ma l’essenza stessa del sistema d’attrazione turistica e come tali vanno curati. Apprezzo l’impegno diretto dei privati, come avvenuto di recente nei nascenti distretti, purché esso sia favorito dalla definizione da parte della Regione di poche ma efficaci regole che dettino le linee guida e lascino ai territori ed alle loro sensibilità la capacità di trovare elementi di coesione e sviluppo comune.”
In conclusione Granata è tornato sulla recente riforma regionale degli assessorati: “E’ anacronistico e fuori dal tempo che non si sia proceduto in Sicilia con la fusione delle deleghe al Turismo ed ai Beni Culturali, privilegiando invece l’unione con la delega ai trasporti che non ha senso e limita la visione d’insieme dell’assessorato. Allo stesso tempo invito l’Ass. Armao a dedicarsi più all’organizzazione di mostre di respiro mondiale in Sicilia per attrarre visitatori, piuttosto che esportare, senza ritorno turistico, i nostri beni in giro per il mondo.”
Tag: Beni culturali, Catalogna, Patrimonio culturale, promozione del territorio, sviluppo Sicilia, Turismo
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E’una bella immagine che potrebbe essere mutuata per un vero rilancio della Sicilia. la domanda è però: come può questo governo parlare di turismo se poi autorizza lo scempio delle trivellazioni petrolifere?
La chiara visione di granata cozza contro l’improvvisazione dell’attuale amministrazione regionale. che senso ha mandare in giro per il mondo le nostre bellezze culturali e non organizzare invece eventi che attirino i turisti per venire in Sicilia? Granata dovrebbe fare una riflessione ed immaginare di tornare ad impegnarsi direttamente nel governo della Regione
La proposta dell’On. Granata è senz’altro condivisibile, bisogna assecondare e sviluppare la naturale vocazione turistica della Sicilia. E’ diventato ormai un luogo comune la battuta:”La Sicilia potrebbe vivere di solo turismo”, battuta che dice invece una grande e semplice verità. Sembrerebbe quasi troppo facile fare turismo in Sicilia, c’è tutto: storia, cultura, arte, mare, una cucina straordinaria, delle cantine di livello internazionale e un senso dell’ospitalità e dell’accoglienza che ha pochi eguali al mondo. Allora, perchè non decolla?,oggi la risposta è fin troppo facile, basta guardarsi intorno tra cumuli di spazzatura e strade piene di buche, traffico, caos e una angosciante sensazione di abbandono che si respira soprattutto a Palermo. Ma i problemi c’erano anche prima di tutto questo, grazie a Dio non abbiamo sempre vissuto con la spazzatura sotto casa. La classe politica siciliana non ha mai fatto gioco di squadra, e non si può fare programmazione turistica senza che tutti si siedano attorno a un tavolo a programmare, ognuno secondo le proprie competenze, nel rispetto di una visione unitaria dove convergano gli sforzi di tutti.
Non sono un elettore del PDL, ma di turismo e beni culturali ne mastico un poco da circa 20 anni. Era ora che qualcuno dicesse che il re è nudo. Purtroppo per i nostri troppo provinciali politici, dirigenti, “esperti” è molto meglio partecipare a ludiche missioni istituzionali piuttosto che riconoscere che per far crescere il turismo occorre “monitorare e far funzionare” il “sistema locale”, fatto di affidabilità nel tempo e di igiene, sicurezza, decoro paesaggistico, efficente gestione informativa e trasporto pubblico. Aggiungerei però che sarà ben difficile che i nostri “attrattori” svolgano al meglio tale funzione se pur sempre sotto un rigoroso controllo di tutela “pubblica”, non possono essere gestiti con sani criteri imprenditoriali, magari – per i beni minori – ad opera di associazioni no profit e imprese giovanili.
Mi occupo di turismo da un bel po’ e penso di avere una posizione privilegiata per vedere le cose da un’altra prospettiva visto che mi trovo all’estero. Il bicchiere e’ mezzo pieno: negli ultimi dieci/quindici anni la Sicilia ha fatto passi da gigante per la promozione turistica. Certo ci sono carenze strutturali e molti sprechi pubblici. E’ verissimo che si puo’ fare sempre meglio. Mi congratulo con Granata per questa posizione. Spero di vedere anche i fatti.
Bisogna fare ancora qualche passo avanti in materia di promozione. dobbiamo sforzarci di rendere al meglio l’immagine della nostra isola, amplificandone gli elementi di attrazione. per farlo però abbiamo bisogno di gente credibile. Perchè caro Granata non torna in Sicilia al governo della Regione?
Granata assessore al Turismo ed ai BB. CC. è l’unica soluzione possibile….
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