Archivio di maggio 2010

MAFIA: GRANATA, STRAGI ’92? STOP A FESTIVAL DEI LUOGHI COMUNI

lunedì, 31 maggio 2010

“Nel riconfermare la necessità che la commissione parlamentare antimafia dedichi energie e risorse alle stragi del 92, non dobbiamo stancarci di chiedere verità e giustizia ma senza protagonismi e scontri ideologici”. Lo afferma Fabio Granata, Pdl, vice presidente della commissione antimafia. “E’ evidente che ci troviamo di fronte ad uno scenario complesso e gravissimo con pieno coinvolgimento di pezzi deviati dello Stato, ma questa non e’ ne’ una novità ne’ una sorpresa. Così come ci troviamo di fronte ad un ‘festival del luogo comune – prosegue il parlamentare del Pdl – che non fa’ fare un centimetro di passo avanti alle indagini per la quali servono piena copertura politica, strumenti completi di indagine e sostegno ai magistrati direttamente responsabili delle inchieste: iniziamo a fornire a Lari uomini e mezzi adeguati a rianalizzare la documentazione processuale dell’Addaura e sulle stragi tenuta nel più completo abbandono e senza alcuna precauzione. Coordiniamo l’azione di Copasir e Antimafia anche attraverso gli uffici di Presidenza, relazioniamo entro un mese alle Camere. Così, e non con i ricordi postumi, le ipotesi generiche o peggio gli insulti reciproci, faremo avvertire agli Italiani e ai familiari di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che lo Stato fa sul serio e non si ferma di fronte ad alcun santuario. E sopratutto – conclude Granata – consolidiamo strumenti pieni e completi d’indagine, a partire dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, per tutti i reati di mafia e corruzione e per tutti gli altri da sempre ad essi collegati”.
(AGI) – Roma, 31 mag.

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Bloccare i tagli alla cultura per superare il declino nazionale

domenica, 30 maggio 2010

L’Italia rappresenta indiscutibilmente una delle più grandi stratificazioni storico culturali del pianeta, ed è da sempre considerata una grande potenza e un punto di riferimento da un punto di vista culturale. Per questo appaiono profondamente sbagliati ed incomprensibili i tagli previsti dalla manovra a Teatri, Fondazioni, Musei anche alla luce della pregressa scarsità di risorse dedicate al settore dal bilancio dello Stato.

In una fase di declino culturale ed economico della nazione, è proprio in cultura, ricerca e formazione che si deve investire attraverso politiche lungimiranti e risorse adeguate.

Il Ministero per i beni e le attività culturali attraversa una grave crisi di autorevolezza a causa di pochi mezzi ma anche di non rilevanti idee.

A partire dalla manovra proveremo a invertire la tendenza cercando di ridare respiro proprio a quei settori che comunque dimostrano vivacità e progetto e ai quali lo Stato non può che dare supporto. Risorse economiche ma anche idee nuove per ridare senso e direzione di marcia alle politiche culturali italiane.

Per essere all’altezza di un patrimonio materiale e immateriale senza paragoni al mondo e per cercare di spingere la nazione oltre pericolose dinamiche di declino.

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IMMIGRAZIONE, FABIO GRANATA: “LE PAROLE DEL PAPA SU IMMIGRATI E INTEGRAZIONE SIANO ‘SANTE PAROLE ‘PER IL PARLAMENTO’

venerdì, 28 maggio 2010

“Il forte e alto richiamo di Benedetto XVI su immigrazione e integrazione – afferma Fabio Granata, vice presidente della commissione antimafia -  rappresentano una sfida spirituale e culturale alla quale il Parlamento non può più sottrarsi.
A giugno – conclude il parlamentare del Pdl -  la legge sulla Cittadinanza può rappresentare una risposta adeguata e nobile alle parole del Santo Padre”.

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Crisi politica e sociale, Italia prima di ogni cosa

giovedì, 27 maggio 2010

La difficile fase politica e sociale che attraversa l’Italia chiama all’impegno e alla condivisione i cittadini e la classe dirigente. La nostra nazione rappresenta la più straordinaria stratificazione storico/culturale del pianeta e i venti della crisi mondiale possono determinare paradossalmente una nostra grande opportunità.

I grandi popoli, le storie antiche, da una grande crisi colgono sempre opportunità uniche per fare “punto e a capo”: la politica faccia un passo avanti e sul nostro patrimonio materiale e immateriale tragga la forza per avviare un percorso di superamento del declino nazionale, di sconfitta delle mafie, di rilancio della meritocrazia, di superamento degli alibi autoassolutori, di definitivo isolamento dei ladri, dei corrotti e dei nemici del popolo.

Coesione sociale e identità nazionale possono rappresentare nuovamente punti di riferimento degli italiani. Sta a noi essere all’altezza del compito.

Essere Generazione Italia significa questo: nè corrente, nè partito. Idee, volontà, sacrificio, passione per l’Italia.

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GRANATA: SOLIDARIETA’ A LARI, LO BELLO E MONTANTE

giovedì, 27 maggio 2010

“Le minacce recapitate al procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, al Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello e al delegato in Confindustria per i rapporti con le istituzioni, Antonio Montante – afferma Fabio Granata, Vice Presidente della Commissione Antimafia -  rappresentano  un  vile atto intimidatorio indirizzato a tre coraggiosi personaggi che da tempo, ognuno nel proprio ambito ha intrapreso un percorso di lotta contro tutte le mafie.

A Lari, Lo Bello e Montante va tutta la mia solidarietà e vicinanza, – conclude il parlamentare del Pdl – con la consapevolezza che la loro azione meritoria in campi strategici e diversi del contrasto alle mafie non subirà condizionamento alcuno”.

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Pieno sostegno alla proposta del PDL di riapertura ad ottobre delle scuole

martedì, 25 maggio 2010

Da Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione in Sicilia, tra il 2002 ed il 2004, avvalendomi delle prerogative autonome statutarie, prorogai l’apertura dell’anno scolastico al 1 ottobre, anche sfidando alcune lobby interne al mondo della scuola, traendo da quella esperienza un dato assolutamente positivo rispetto all’efficacia didattica della scelta ed alle ricadute sociali ed economiche che, in via indiretta, tale esperienza ha determinato. Per tali ragioni sostengo incondizionatamente la proposta del Governo Nazionale volta ad uniformare e prorogare l’apertura del prossimo anno scolastico al 1 ottobre.

Questa scelta, oggi come allora, gode di grande sostegno popolare, e rientra in una lunga e consolidata tradizione che ha accompagnato la formazione di intere generazioni, recuperando, pur nel rispetto dell’autonomia scolastica, il rito della riapertura delle lezioni in un’unica soluzione in tutto il Paese. Le valutazioni che stanno alla base della proposta del Governo e del mio pieno sostegno, riguardano anche la ricaduta positiva rispetto all’allungamento della stagione turistica, e di conseguenza l’effetto positivo per l’intera economia nazionale, soprattutto in un momento di grave crisi strutturale quale quello che stiamo attraversando, a fronte del quale ogni decisione deve tenere in debita considerazione anche le possibili ricadute economiche con particolare cura a settori strategici quale quello del turismo.

A quanti nelle ultime ore si sono opposti alla proposta con temi spesso strumentali, voglio ricordare che la scuola non è né un luogo in cui articolare logiche lobbistiche di tutela per stanchi e logori privilegi, né un parcheggio per i bambini, ma un luogo in cui contemperare le indispensabili esigenze didattiche con la salvaguardia di un’idea complessiva di formazione dei più giovani che si completa anche attraverso esperienze di vita e ludiche altrettanto importanti e fondamentali, sia nei modi che nei tempi adeguati.

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Giovanni Falcone: memoria e futuro

domenica, 23 maggio 2010

Il 20° anniversario della strage di Capaci e del sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, rappresenta un tassello fondante ed irremovibile  della memoria storica condivisa dal popolo italiano nel difficile percorso di riaffermazione della legalità repubblicana.

Falcone ha rappresentato una certa idea della magistratura, avanzata ed attenta, equilibrata, ma impalcabile nell’affermazione dell’autorità dello stato e della difesa del bene comune.

Nel suo nome, in quello di Paolo Borsellino e di tutti i caduti nel contrasto alle mafie, è nata una Sicilia diversa, attenta ai valori della legalità e della dignità civile.

Per questo, oggi, l’unico modo per ricordarlo, fuori dalla retorica delle commemorazioni, è rappresentato da un forte richiamo alla coerenza delle azioni politiche e degli atti legislativi.

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

Per questo, l’Italia di oggi deve ricordare, senza se e senza ma, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Granata: «Ddl intercettazioni, la lotta alla mafia prima di tutto»

venerdì, 21 maggio 2010

di Alessandro Oriente per FareFuturo Web Magazine

Il ddl sulle intercettazioni è ancora in lavorazione, ma il tempo stringe. E i punti controversi restano. Anzi, c’è da trovare un equilibrio delicatissimo e complesso tra privacy, esigenze investigative, diritto di cronaca. Ma secondo Fabio Granata, deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione antimafia, ci sono questioni su cui non si può fare a meno di riflettere ancora. Accogliendo i rilievi del procuratore Grasso, per esempio, perché «per una forza politica che si voglia intestare il tema della legalità e del contrasto alle mafie, è assolutamente fondamentale salvaguardare il “canale privilegiato” investigativo per i reati di mafia e per i reati a esso collegati». Ricordandosi, anche, che è molto di destra mettere la sicurezza di tutti davanti alla tutela della privacy di qualcuno. E «chissà che ne pensano La Russa e Gasparri…»

Onorevole Granata, il senatore Gasparri ha definito il ddl sulle intercettazioni “un buon testo”. Lei è d’accordo?
Siamo ancora in attesa di vedere il testo nella sua formulazione definitiva, dal momento che al Senato ha subito modifiche su cui – è l’opinione mia e di altri parlamentari di area “finiana” – si deve riflettere ancora. E poi credo che, alla Camera, il testo vada discusso anche all’interno del nostro gruppo parlamentare.

Quali sono i punti su cui c’è ancora da lavorare?
In Commissione Antimafia, il procuratore Grasso ha sollevato una serie di questioni di cui, a mio avviso, il Parlamento farebbe molto bene a tener conto. La prima questione è quella del “doppio binario” investigativo. Poi, c’è quella della rapidità con cui deve essere disposta l’intercettazione. E infine, il tema della riservatezza. Sono tutti rilievi da accogliere. Non solo, come è ovvio, per quanto riguarda i reati di mafia, ma anche per tutti quei reati minori che – come si sa per esperienza – sono collegati alla mafia. Faccio due esempi: il combattimento fra cani e il traffico illecito di rifiuti (su questo punto, in particolare, si è espresso anche un collega certamente non giustizialista come Gaetano Pecorella). Ma la riflessione, a parer mio, andrebbe estesa anche ad altre tipologie di reati che le intercettazioni rendono possibile perseguire e reprimere: adescamento di minori, pedopornografia, stalking (come ha denunciato il ministro Carfagna). E anche i black block che hanno devastato Genova senza intercettazioni non sarebbero stati consegnati alla giustizia…

Ma c’è anche il punto dolente del diritto di cronaca…
Sì, il mondo dell’editoria è in subbuglio, è vero. Ma noi, grazie alla presidente di Commissione Giulia Bongiorno, avevamo reintrodotto alla Camera la possibilità di pubblicare quanto meno il riassunto delle intercettazioni, in modo che il diritto di cronaca fosse garantito senza tuttavia permettere la creazione di vere e proprie “gogne mediatiche”. Ecco, questa possibilità ora è stata cassata.

C’è ancora molto da fare, dunque?
Ripeto: per una forza politica che si voglia intestare il tema della legalità e del contrasto alle mafie, è assolutamente fondamentale salvaguardare il “canale privilegiato” per i reati di mafia e per i reati a esso collegati. Ma è un lavoro molto difficile, alla ricerca di un equilibrio complesso fra tutela della privacy e limitazione di alcune “esagerazioni” compiute da parte della magistratura. E al contempo bisogna evitare (e su questo c’è una grande attenzione da parte del presidente della Repubblica) che il ddl metta a rischio il diritto di cronaca o – cosa ancor più grave – che indebolisca l’efficacia della lotta alla mafia.

Il procuratore Grasso ha detto anche che in certi casi la sicurezza è più importante della privacy. Non sembra pensarla così – alla luce delle controverse affermazioni di ieri sulle conversazioni tra i mafiosi e i loro familiari – l’onorevole Daniela Santanchè…
Ribadisco che le parole dell’onorevole Santanchè lasciano semplicemente sgomenti, sono di una gravità assoluta, nonostante siano state maldestramente interpretate da qualche giornalista amico (come se ci fosse qualcuno che desidera avere morbose curiosità sulle abitudini sessuali dei mafiosi). Sono parole che denotano, oltretutto, una totale mancanza di conoscenza del fenomeno, e un preoccupante livello di superficialità nell’intervenire su un tema così delicato: come minimo il governo (i ministri Alfano e Maroni, soprattutto) dovrebbe censurare ufficialmente l’onorevole Santanchè. Sarebbe un segnale importante per chi, in nome della lotta alla mafia, rischia la vita ogni giorno.

Ma quello della “sicurezza” non era un tema forte di tutta la destra?
Sì, se vogliamo entrare nel famoso giochetto “cos’è di destra” e “cos’è di sinistra”, è molto di destra avere un forte senso dello Stato e della legalità. E allora il contrasto alle mafie deve venire prima della tutela della privacy di qualche deputato o di qualche cittadino. Non so di che opinione sia Ignazio La Russa, non so di che opinione sia Maurizio Gasparri. Di certo qualche anno fa la pensavano come noi. Ma forse adesso hanno cambiato idea…

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“Intercettazioni ambientali fondamentali nel contrasto alle mafie,bisogna migliorare il testo”

giovedì, 20 maggio 2010

Salvaguardare il doppio binario sulle indagini di mafia, allargarlo ai reati collegati e non bloccare la possibilità delle intercettazioni ambientali – afferma Fabio Granata, vice presidente della commissione antimafia -su questi punti si faccia uno sforzo per migliorare il testo e per difendere la legalità ‘con queste parole il parlamentare del Pdl interviene nuovamente sul decreto intercettazioni.

Sono tre punti fondamentali che insieme alla possibilità di pubblicare i riassunti delle indagini salvaguardando il diritto di cronaca così come proposto alla camera dal presidente Bongiorno potrebbero superare questioni che allarmano sia sul fronte del contrasto alle mafie che su quello del diritto di cronaca, conclude Granata”.

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“Dico no alla svendita ai privati del nostro patrimonio culturale ed ambientale”

mercoledì, 19 maggio 2010

Il federalismo demaniale va perimetrato nel pieno rispetto dell’art.9 della Costituzione e della tutela del paesaggio culturale e ambientale. Il Ministro Prestigiacomo e’ riuscita a salvaguardare il patrimonio ambientale dei parchi e delle riserve ma non basta, poiché il trasferimento a regioni e comuni di altri tasselli del nostro  patrimonio rischia di determinare la svendita ai privati di un patrimonio che è, e deve rimanere, esclusivamente pubblico.

Per ottenere questo risultato  serve un richiamo alto e forte al Governo  affinché sia fortemente limitata la possibilità di vendita dei beni in questione, e sia difesa, pur in alcuni casi autorizzando  il trasferimento a regioni e comuni, l’essenza ‘pubblica’ del Patrimonio culturale e ambientale che rappresenta il filo rosso dell’identità nazionale.

Solo così l’Italia potrà dire di aver difeso con orgoglio il proprio patrimonio, unico al mondo, grazie al quale restiamo la più grande potenza culturale del pianeta.

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