Granata: «Ddl intercettazioni, la lotta alla mafia prima di tutto»

21 maggio 2010 | di Staff

di Alessandro Oriente per FareFuturo Web Magazine

Il ddl sulle intercettazioni è ancora in lavorazione, ma il tempo stringe. E i punti controversi restano. Anzi, c’è da trovare un equilibrio delicatissimo e complesso tra privacy, esigenze investigative, diritto di cronaca. Ma secondo Fabio Granata, deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione antimafia, ci sono questioni su cui non si può fare a meno di riflettere ancora. Accogliendo i rilievi del procuratore Grasso, per esempio, perché «per una forza politica che si voglia intestare il tema della legalità e del contrasto alle mafie, è assolutamente fondamentale salvaguardare il “canale privilegiato” investigativo per i reati di mafia e per i reati a esso collegati». Ricordandosi, anche, che è molto di destra mettere la sicurezza di tutti davanti alla tutela della privacy di qualcuno. E «chissà che ne pensano La Russa e Gasparri…»

Onorevole Granata, il senatore Gasparri ha definito il ddl sulle intercettazioni “un buon testo”. Lei è d’accordo?
Siamo ancora in attesa di vedere il testo nella sua formulazione definitiva, dal momento che al Senato ha subito modifiche su cui – è l’opinione mia e di altri parlamentari di area “finiana” – si deve riflettere ancora. E poi credo che, alla Camera, il testo vada discusso anche all’interno del nostro gruppo parlamentare.

Quali sono i punti su cui c’è ancora da lavorare?
In Commissione Antimafia, il procuratore Grasso ha sollevato una serie di questioni di cui, a mio avviso, il Parlamento farebbe molto bene a tener conto. La prima questione è quella del “doppio binario” investigativo. Poi, c’è quella della rapidità con cui deve essere disposta l’intercettazione. E infine, il tema della riservatezza. Sono tutti rilievi da accogliere. Non solo, come è ovvio, per quanto riguarda i reati di mafia, ma anche per tutti quei reati minori che – come si sa per esperienza – sono collegati alla mafia. Faccio due esempi: il combattimento fra cani e il traffico illecito di rifiuti (su questo punto, in particolare, si è espresso anche un collega certamente non giustizialista come Gaetano Pecorella). Ma la riflessione, a parer mio, andrebbe estesa anche ad altre tipologie di reati che le intercettazioni rendono possibile perseguire e reprimere: adescamento di minori, pedopornografia, stalking (come ha denunciato il ministro Carfagna). E anche i black block che hanno devastato Genova senza intercettazioni non sarebbero stati consegnati alla giustizia…

Ma c’è anche il punto dolente del diritto di cronaca…
Sì, il mondo dell’editoria è in subbuglio, è vero. Ma noi, grazie alla presidente di Commissione Giulia Bongiorno, avevamo reintrodotto alla Camera la possibilità di pubblicare quanto meno il riassunto delle intercettazioni, in modo che il diritto di cronaca fosse garantito senza tuttavia permettere la creazione di vere e proprie “gogne mediatiche”. Ecco, questa possibilità ora è stata cassata.

C’è ancora molto da fare, dunque?
Ripeto: per una forza politica che si voglia intestare il tema della legalità e del contrasto alle mafie, è assolutamente fondamentale salvaguardare il “canale privilegiato” per i reati di mafia e per i reati a esso collegati. Ma è un lavoro molto difficile, alla ricerca di un equilibrio complesso fra tutela della privacy e limitazione di alcune “esagerazioni” compiute da parte della magistratura. E al contempo bisogna evitare (e su questo c’è una grande attenzione da parte del presidente della Repubblica) che il ddl metta a rischio il diritto di cronaca o – cosa ancor più grave – che indebolisca l’efficacia della lotta alla mafia.

Il procuratore Grasso ha detto anche che in certi casi la sicurezza è più importante della privacy. Non sembra pensarla così – alla luce delle controverse affermazioni di ieri sulle conversazioni tra i mafiosi e i loro familiari – l’onorevole Daniela Santanchè…
Ribadisco che le parole dell’onorevole Santanchè lasciano semplicemente sgomenti, sono di una gravità assoluta, nonostante siano state maldestramente interpretate da qualche giornalista amico (come se ci fosse qualcuno che desidera avere morbose curiosità sulle abitudini sessuali dei mafiosi). Sono parole che denotano, oltretutto, una totale mancanza di conoscenza del fenomeno, e un preoccupante livello di superficialità nell’intervenire su un tema così delicato: come minimo il governo (i ministri Alfano e Maroni, soprattutto) dovrebbe censurare ufficialmente l’onorevole Santanchè. Sarebbe un segnale importante per chi, in nome della lotta alla mafia, rischia la vita ogni giorno.

Ma quello della “sicurezza” non era un tema forte di tutta la destra?
Sì, se vogliamo entrare nel famoso giochetto “cos’è di destra” e “cos’è di sinistra”, è molto di destra avere un forte senso dello Stato e della legalità. E allora il contrasto alle mafie deve venire prima della tutela della privacy di qualche deputato o di qualche cittadino. Non so di che opinione sia Ignazio La Russa, non so di che opinione sia Maurizio Gasparri. Di certo qualche anno fa la pensavano come noi. Ma forse adesso hanno cambiato idea…

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5 Commenti a “Granata: «Ddl intercettazioni, la lotta alla mafia prima di tutto»”

  1. simone scrive:

    Presidente,sfrutti il momento,se il governo dovesse cadere ora, noi prenderemmo un saccodi voti il PDL statoccando il fondo.Ma se dovesse passare questa legge succederebbe:
    1 L’Italia va in malora
    2 perderemmo gran parte dei sostenitori in quanto troppi ci vedrebbero troppo compromessi
    3 Si darebbe il tempo al PDC di riprendersi e con i giornali tacitati e le tv in mano sua avrebbe buone possibilita’ di recuperare ed in questo caso, scommetto, che cercerebbe di non ricandidare nemmeno Lei
    PRESIDENTE NON SI FACCIA SCAPPARE L’OCCASIONE DI FAR CADERE IL GOVERNO ORA SE PUO’

  2. speranza scrive:

    Onorevole io la stimo moltissimo come stimo anche il presidente Fini ma c’è una cosa che mi preme sapere e penso che può benissimo rispondermi anche lei.
    Oggi 28 maggio, ho sentito, su rai news, che Fini ha detto che non siamo in una dittatura, questo lo penso anch’io, almeno non ancora.
    Ma le chiedo, io, che ho conosciuto la dittatura solo perchè me lo hanno raccontato i miei genitori, e i miei figli che non sanno neanche cosa sia e cosa voglia dire come potremmo capire o accorgerci che il nostro paese non è a rischio dittatura? Quali sono gli elementi che potrebbero metterci in allerta?
    Secondo lei, il fatto che io debba rinunciare ad esprimere il mio voto perchè c’è una persona che mi obbliga (con liste già predefinite)a votare i suoi fidi eletti che a me non piacciono.
    Se una persona che delinque e si fa le leggi ad uso e consumo per non essere processato.
    Se si fanno leggi per evitare che mafiosi e delinquenti comuni non possono più essere stanati e perseguiti con i normali e attuali sistemi di investigazione.
    Se si fanno leggi per evitare che la stampa pubblichi qualsiasi atto investigativo.
    Tutte queste cose che vanno nel senso opposto alla democazia di un paese, cosa sono?
    Se non siamo, fortunatamente, in una dittatura non sarebbe, forse il caso,visto l’andazzo, prevenire anzichè curare?

  3. Paolo scrive:

    On. Granata, continuo ad avere la massima fiducia in Lei e perciò mi appello con tutto il mio cuore di cittadino onesto italiano. Le scrivo riguardo a quell’obbrobrio che è la legge sulle intercettazioni, ora leggo che ottenute alcune condizioni che “migliorano” (anche se è impossibile migliorare tale legge, nata con intenzioni criminali, Lei lo sa bene che è persona onesta e intelligente e si é opposto sin dall’inizio) il testo, tipo la pubblicabilità del “riassunto” e altre piccole cose, il gruppo dei cosiddetti “finiani”, io direi della vera Destra, sarebbero pronti a farla passare!
    On. Granata ci prometta che fin che c’è Lei, noi che abbiamo Paolo Borsellino come eroe e come esempio di vita, non permetteremo mai che passi una cosa simile.
    Ci prometta che il gruppo della Destra non farà passare tale legge, che è una legge che mette le manette ai magistrati e imbavaglia la stampa ed è indegna per un paese come l’Italia, dove le mafie sono così forti e così tanto c’è da fare per sconfiggerle. Io mi aspetterei maggiori poteri ai giudici vista la situazione di corruzione diffusa, di politici banditi, politici ‘ndranghetisti, politici camorristi, politici mafiosi, di cricche di manager, di colletti bianchi alleati a criminali di bassa tacca, di gentiluomini del Papa in affari con delinquenti comuni, vista la situazione morale a livelli di emergenza ci vorrebbe più attenzione e invece si limitano i poteri di indagine dei magistrati! (e della stampa libera di raccontarci quel che accade). Inoltre e questo, come il resto, non può davvero passare, è l’emendamento “salvacricca, chiarite al più presto chi l’ha presentato, perché chi lo ha fatto vuole salvare i delinquenti che alle 3.32 ridevano, i funzionari corrotti, gli affaristi e i politici collusi e in vendita al miglior offerente. Beccate chi è e fate ritirare l’emendamento subito!
    Da queste cose capiremo se esiste davvero in Parlamento una rappresentanza di destra degna di essere in futuro votata qualora fosse autonoma o egemone. Questa legge sarà la cartina di tornasole.
    Con fiducia on. Granata, cordiali saluti.

  4. francesco scrive:

    Caro Presidente, già in passato Le ho scritto per testimoniarle la stima che nutro per Lei e per la sua esemplarità nell’incarnare i valori della vera destra, una destra moderna, europea, riformista, certamente non quella berlusconiana. Vorrei parlare di questa sciagurata legge sulle intercettazioni, sulla quale non nutro sensazioni, ma certezze: chi scrive certe leggi o è in malafede o non ha cognizione di come vanno le cose. Sopratutto per i reati associativi così in voga dalle nostre parti, consessi che si nutrono di sotterenaee alleanze con una certa imprenditoria collusa e politici affaristi, saranno più difficili da… scoprire. Partendo dal presupposto che al telefono parlano solo i fessi e i … politici, prima di capire i collegamenti, le strategie, le intenzioni, ne passa di tempo. Quando inizi a capire devi staccare. Se poi per caso becchi, come spesso accade, il politico di turno, quella conversazione è nulla, sia per lui che per il mafioso; così come se concerne un reato diverso da quello per il quale sei stato autorizzato. Eccellente, non c’è che dire. E poi, le proroghe di 48 ore mi spieghino lor signori come dovrebbero essere articolate? In 48 ore la p.g. ascolta ore di conversazioni, le verbalizza (??? un soggetto può effettuare anche 200 conversazioni al giorno per non parlare di ore di ambientali da trascrivere passo, passo, come fa la p.g. a trascrivere il tutto, a relazionare?)le trasmette al PM che a sua volta le fa sue e ripresenta il tutto al trio di Giudici che ogni giorno si troveranno a valutare dentro o fuori decine e decine di casi (a proposito i giudici dove sono?). Ma in quale Procura pensate di vedere questo film? E se sono reati … e se dopo tanto si percepisce una strategia tendente ad acquisire imprese, società, contatti che potrebbero preludere a futuri acquisti di droga,o a conoscere nuovi soggetti che fanno parte della cricca, che facciamo stacchiamo? o questo parlamento ci fa la grazia concederci di scrivere centinaia di pagine al giorno di trascrizione per avere una proroga di due giorni, fare i salti mortali, ma per chi, per che cosa? Sono così amareggiato per avere speso più di 25 anni di lavoro, aver visto per mesi i miei figli solo la notte nel loro letto, per cosa? per niente … niente, per offrire a loro questo schifo. Se si vuole la privacy, consentite all’avvocato di decidere lui cosa deve essere distrutto delle intercettazioni prima delle pubblicazioni (chiaramente ad esclusione delle conv. ritenute pertinenti dal Magistrato)ed impedite ai giornalisti di pubblicare vicende private correlate ad indagini di p.g.. Per il risparmio sui costi effettivamente eccessivi, basterebbe che i noleggi costosissimi di strumentazione operate da grandi società (che godono degli appoggi degli stessi politici che si lamentano dei costi) siano sostituiti da uffici tecnici costituiti presso le singole Procure che diano supporto alla p.g. Una microspia costa un centinaio di euro; il suo noleggio per mesi, costa decine di migliaia di euro. Con un investimento di 100 milioni iniziali, e poi di poche decine ogni anno, risparmiereste 500 milioni e più. E’ così difficile? e poi, perché quando scrivete una legge non interpellate gli addetti ai lavori prima di scrivere, dire e fare corbellerie e poi tornare indietro? Mi creda Presidente, sono così amareggiato, come Le scrissi in passato, forse noi italiani abbiamo necessità di toccare il fondo prima di tirare il meglio di noi. LA sua maggioranza in questo senso, sta facendo di tutto per raggiungere questo nefaasto obiettivo. Lei e il Presidente Fini costituite l’ultimo baluardo per quel che rimane della nostra povera patria. Non deludeteci, vi prego.
    Francesco

  5. francesco cardea scrive:

    Le speranze che avevo riposto in Lei e nel Presidente Fini sono naufragate ieri con le dichiarazioni che cedono il passo al presunto equilibrio raggiunto dal testo sulle intercettazioni. Caro Presidente, una battaglia va combattuta per la giustezza dei contenuti e per gli obiettivi che si prefigge, a prescindere dai possibili effetti collaterali. State assumendo una paternità di un testo legislativo dirompente per chi è chiamato ad operare contro la criminalità; proprio Voi che avete fatto della moralità in politica, della lotta alla criminalità la vs prerogativa massima. Le proroghe di 72 ore ai 75 giorni, come già riferito in altra nota, sono soltanto dei palliativi che ingolferanno la p.g. (e l’A.G.)che sarà chiamata in meno di tre giorni a resocontare e a trascrivere ore e ore di conversazioni (avete mai provato a trascrivere , ad esempio, tre ore di conv. ambientale, con fruscii , epressioni dialettali e quant’altro? provate a cronometrarvi …) che scoraggeranno qualsiasi proroga Ma mi spiega qualcuno cosa c’entra la tempistica dei 75 gg con la privacy? Se un ascolto è degno di essere effettuato perché ricorrono i requisiti giuridici, si dovrebbe procedere fino a quando detti requisiti cesseranno, o no? LA ratio dove sta? E se i luoghi privati non possono essere intercettati, questi possono essere ritenuti luoghi ideali per i criminali dove discutere e progettare le illecite strategie, sicuri e al riparo da indebiti ascolti. Semplicemente sconcertante.
    Sa che le dico PResidente? la lotta alla mafia, alla criminalità la faccia Lei e i suoi colleghi che licenziate testi così obbrobriosi; fatela voi con i vostri “numeri” con la vostra “sana” demagogia, Quando finiranno di andare in esecuzione numerose operazioni di p.g. che , guarda caso, si basano su anni d’intercettazione -entro il 2011 -,valuterete anche voi gli effetti delle vostre irresponsabili decisioni, confrontando il numero degli arresti del 2012 e 2013 con quelli degli anni precedenti, chissà se avrete la coscienza di tornare indietro e … dimettervi …pura utopia. Per non parlare dei reati in Sicilia che potrebbero anche diminuire (estorsioni, furti d’auto, usura), non certo per le vostre politiche, quanto per la rassegnazione diffusa che indurrà il cittadino a non denunciare perchè di questo Stato e di questi “sbirri” non c’è da fidarsi.
    Per quanto mi consta,tanti colleghi hanno già “mollato” ed io, mi appresto a fare altrettanto.
    Forse, è venuto il momento di seguire i miei interessi, la mia famiglia, i miei figli; mi creda, mi dispiace e mi addolora pensare ai vostri. Buona notte Italia.
    Con osservanza ma con tanta, tanta amarezza
    Francesco

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