Festa della Repubblica. Verità e giustizia per le stragi del ‘92

2 giugno 2010 | di Fabio Granata

La celebrazione della Festa della Repubblica cade quest’anno in un delicato contesto politico nel quale alcuni tragici avvenimenti della nostra storia recente iniziano ad essere interpretati in una luce diversa. La nostra adesione convinta ai valori costituzionali e repubblicani non può che renderci ancora più determinati nella richiesta di verità e giustizia sulle stragi del ‘92 e sulla zona grigia che fa sempre più da sfondo sinistro e inquietante alla ricostruzione dei fatti e all’accertamento dei mandanti, degli esecutori e degli interessi che le stragi hanno in qualche modo tutelato e salvaguardato.

Di fronte alla gravità delle questioni in campo, una forza politica non può non assumersi le propri responsabilità di garante di ogni sforzo e strumento per il raggiungimento della verità ed in questa prospettiva ci sembra grave e radicalmente non condivisibile la proposta di allargare ancor più la copertura, attraverso il segreto di stato, di episodi della nostra storia nazionale. Questa ipotesi ci sembra anzi  un clamoroso errore politico ed ancora più grave se si prova a farlo in questi giorni, caratterizzati dalla riapertura drammatica di questioni legare alle stragi e al ruolo dei servizi segreti in alcune loro componenti deviate. Questa consapevolezza ci porta a batterci, proprio in nome di quel concetto di patriottismo repubblicano, che sarebbe piaciuto moltissimo a Paolo Borsellino, per difendere tutti gli strumenti giuridici, processuali e politici per accertare la verità e per non disarmare le indagini delicatissime in corso.

Per questo chiediamo che la Commissione Parlamentare Antimafia dedichi energie e risorse alle stragi del ‘92 e che la politica ponga in essere atti legislativi coerenti e buone pratiche, senza protagonismi, veleni e scontri ideologici.

Ci troviamo di fronte ad uno scenario complesso e gravissimo con pieno coinvolgimento di pezzi deviati dello Stato: bisogna evitare il festival del luogo comune che non fa fare un centimetro di passo avanti alle indagini e invece assicurare alle stesse piena copertura politica, strumenti completi e sostegno ai magistrati direttamente responsabili delle inchieste. Iniziamo a fornire alle Procure competenti, a Lari e ai suoi collaboratori, uomini e mezzi adeguati a rianalizzare la documentazione processuale sull’Addaura e sulle stragi tenuta nel più completo abbandono e senza alcuna precauzione. Coordiniamo l’azione di Copasir e Antimafia e sopratutto riscriviamo parti fondamentali di alcune leggi in discussione, astenendoci da proposte che sembrano percorrere direzioni opposte alla sete di verità degli italiani.

Solo così, e non con i ricordi postumi, le ipotesi generiche o peggio gli insulti reciproci, faremo avvertire ai cittadini  e ai familiari di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che lo Stato fa sul serio e non si ferma di fronte ad alcun santuario. Per queste ragioni non faremo un passo indietro dall’impegno tendente a consolidare strumenti pieni e completi d’indagine, a partire dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, per tutti i reati di mafia e corruzione e per tutti i molteplici reati da sempre ad essi collegati.

Mafie, racket, usura, traffico dei rifiuti, corruzione rappresentano le metastasi della Repubblica. A fianco della magistratura e delle forze di polizia, la Politica faccia un passo avanti e torni, senza se e senza ma, a difendere la Repubblica e i suoi valori. Per non far perdere ogni speranza agli Italiani.

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11 Commenti a “Festa della Repubblica. Verità e giustizia per le stragi del ‘92”

  1. giorgio scrive:

    on.Granata, le stragi del ’92 sono una traccia indelebile nelle menti degli italiani. ma il richiamo alla verità, all’unità, al senso di responsabilità , è un cartellino giallo alle forze politche , un ammonimento che anche il capo dello stato ha fatto.
    Bisogna andare oltre. Biosgna fare di tutto e di più per dare gustizia agli italiani sulle stragi, su sospetti e ipotesi di segreti. Solo allora saremo più italiani.
    Infine, mi consenta una riflessione finale.
    Verità si esige anche da quei leader di partito,come Di Pietro, che si è comprato casa con il denaro del finanziamento ai partiti, cioè pubblico.Senza ipocrisie, e con lo stesso senso dello Stato vanno accertate anche queste verità!!!

  2. marcello scrive:

    E’ vero,on Granata.Verità innanzitutto, ma la politica, quella che lei propala, deve fare di più. per quella Politica, però, ci volgiono i partiti , quelli che oggi mancano. Erano i partiti a radicare il senso dello Stato, erano i partiti a fare emergere i valori, a sviluppare le idee a stimolare i giovani a fare politica. Con l’entusiamo e il senso di appartenenza che le riconosco, faccia, on.Granata, qualcosa per ridare voce ai Partiti.

  3. Nico scrive:

    Non si capisce infatti come le giuste aspettative di molti cittadini, che si riconoscono in una cultura democratica, debbano essere spazzate via da questo ddl sulle intercettazioni.
    In questo provvedimento leggiamo OPACITA’ quando invece con la TRASPARENZA si dovrebbe rispondere alle giuste istanza di responsabilizzazione della classe politica.
    Non resta che sperare che faccia la stessa fine dell’altra trovata (il processo breve!).

  4. E. scrive:

    Sono assolutamente d’accordo, tuttavia mi chiedo come questa proposta di fare chiarezza sulle stragi di mafia e sulla mafia in generale possa conciliarsi con il ddl sulle intercettazioni. Privacy e` un conto, impedimento alle indagini un altro.

  5. [...] stabilisce di opporre il Segreto di Stato per le comunicazioni degli “007″, commentando le dichiarazioni di Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia, Raffaele Lombardo ha [...]

  6. [...] stabilisce di opporre il Segreto di Stato per le comunicazioni degli “007″, commentando le dichiarazioni di Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia, Raffaele Lombardo ha [...]

  7. amicopaolo scrive:

    Non capisco perché si maraviglia o si stupisce. Quando mai, in Sicilia, dalla strage di Portella in poi, si è avuta una verità? Quando mai la Magistratura italiota ha fatto luce sulle infamie siciliane?
    Dopo oltre 20 anni dall’Addaura, la magistratura italiota, scopre della partecipazione dei “servizi segreti”. Noi siciliani “silenti” perché delusi, stanchi e non infami che non facciamo parte della “società civile”, sappiamo da sempre questa realtà, infatti, ai funerali dei nostri Giudici eroi prendevamo a parolacce tutti i politici venuti da Roma per i funerali di Stato.

  8. fabio r scrive:

    Festa della Repubblica e dell’identità nazionale, troppe volte ferita dall’impunità di chi ha remato contro l’interesse nazionale. Collusione e corruzione sono il cancro della Nostra nazione. Lo strappo con la nostra storia va ricucito, facendo chiarezza sull’anti-stato che ha governato l’Italia fino al ’92. Fabio continua così!

  9. Salvo Vazzana scrive:

    Gent.le Onorevole,
    mi fa molto piacere leggere questo suo intervento, in particolare perché scritto da un politico siciliano, siciliano come me.

    E proprio perché noi siciliani abbiamo una responsabilità in più – verso noi stessi, verso i nostri eroi, verso i nostri figli – di sapere e dire la verità sul nostro passato, le chiedo di non dimenticare mai quello che scrive oggi e mi auguro che sia sempre la linea guida della sua azione. Purtroppo siamo troppo abituati ad una politica che dice la sera il contrario di quel che ha detto la mattina…
    I migliori auguri per il suo difficile compito.

  10. Max D'Agostino scrive:

    Carissimo On. Granata,
    Io ed la mia famiglia abbiammo condiviso le scelte politiche dell’ On. Fini ed del suo gruppo di amici come lei.
    Ma dalle ultime vicende politiche successe al senato sul DDL intercettazioni, la vostra credibilita’ politica comincia a scricchiolare.
    Spero che quasta legge “bavaglio” come e’stata definita da molti media non passi alla camera, perche non centra gli obbiettivi sulla privacy.
    Secondo noi si vuole oscurare qualcosa di torbito che avvine nei palazzi dei poteri forti di cui il ” caimano ” ne trae vantaggio politico ed economico.
    Se questa legge passa, spero che in futuro non menzionera’ mai piu il nome del nostro caro giudice Paolo Borsellino, perche’ si rivolterebbe nella tomba.
    Fiducioso del suo impegno politico, mi auguro che lei ed il suo gruppo politico farete prevalere la Dignita’ politica, la Legalita’ che non ha niente a che fare con la ( lealta’ al governo del caimano nero)
    uguale a sottomissione .

    Max D’Agostino

  11. roberto di augusta scrive:

    un commento non a “caldo” ma con il cuore caldo anche se quelli di sinistra come me sono considerati “freddi verso certi valori di patria… mi sa tanto che avendo il signor berlusconi sdoganato l’intoccabilità dei politico abbia raccolto delle metastasi dentro il suo pdl e si meravigli che gli “anticorpi” il Signo Fini,il signor Granata e chi crede nei loro valori rialzino le difese… sono contento di avere degli antagonisti politici che sentano le istituzioni come il patrimonio di tutti noi grazie… ognuno dal proprio schieramento continui questa missione per rendere migliore il nostro paese e quello che è stato per noi costruito!

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