
La condanna di Marcello Dell’Utri farà certamente discutere e determinerà polemiche infinite tra le forze politiche e all’interno delle stesse. A caldo ci preme dire che, nel rispetto pieno della presunzione d’innocenza fino alla Cassazione, non ci sono piaciute le dichiarazioni del senatore Dell’Utri su Mangano. Quest’ultimo infatti non è certamente un eroe ma un mafioso conclamato. A Palermo in quegli anni ben altri sono stati gli eroi, ad iniziare da Paolo Borsellino e da chi ha dato la vita per una Italia libera dalle Mafie.
La sentenza ha un dispositivo molto complesso e attendiamo di leggere le motivazioni. Certamente quello che ha giudicato Dell’Utri non era un collegio di toghe rosse ma era composto da magistrati moderati e ritenuti garantisti.
Nel prendere atto della condanna ribadiamo fiducia nella magistratura e confidiamo che le inchieste portate avanti dalle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze riescano ad accertare la verità su esecutori e mandanti delle stragi che hanno insanguinato l’Italia.
E’ scontato ribadire che chiunque viene condannato per mafia non può continuare a svolgere ruolo politico e crediamo che su queste vicende, come su altre altrettanto gravi, il più grande partito italiano debba avviare una riflessione seria che senza demonizzazioni ponga il tema del contrasto alle mafie e della selezione dei gruppi dirigenti in maniera definitivamente seria. Iniziando dall’approvazione del ddl anticorruzione, con la incandidabilità assoluta per chi è condannato in via definitiva, con la salvaguardia di strumenti indispensabili per il contrasto alle mafie ad iniziare dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, con un linguaggio e una politica di sostegno alle procure più esposte ma anche con l’approvazione di un codice etico che nel pdl eviti la persistenza in ruoli politici o la ricandidabilità per chi è condannato o rinviato a giudizio per reati di mafia.
Sono elementi indispensabili per costruire una nuova politica e una nuova Italia.
Tag: condanna, ddl anticorruzione, mafia, magistratura, Marcello Dell'Utri, Paolo Borsellino, Pdl, presunzione di innocenza, Vittorio Mangano
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contro tutte le mafie,fuori i mafiosi dalla politica!forza fabio…
E’ la seconda e ultima sentenza di merito!!!!!!
Che cosa altro c’è da aspettare Onorovole….
Qualche cavillo????????
Cara anna, mi pare che la posizione di Granata sia chiara. La valutazione politica è già maturata, quella personale pure, e, naturalmente coincidono nello stigmatizzare fatti e parole che appartengono a Dell’Utri. Quella giudiziaria non è demandata a nessuno di noi e và rispettata nei gradi e nei tempi anche per non fare di nessuno una vittima consapevole.
Sono felice di leggere, da ragazzo di sinistra, le parole di Granata, che si stacca dalla cloaca degli altri servi berlusconiani subito pronti a dire “finalmente!”, “era tutto inventato!”, “battuta la sinistra giustiuzialista!”.
Fanno finta di non vedere che Dell’Utri è stato condannato, che in due gradi sono stati accertati i suoi lunghi rapporti con la mafia,e non sentono quando Dell’Utri ancora oggi, vergognosamente, continua a chiamare EROE un mafioso.Che schifo.Lo schifo è anzi indicibile, perchè non può essere che un politico così a mezzo stampa, su giornali e televisioni, spara queste indegnità e la passa liscia.Non succede niente.Tanto c’è Minzolini a dire che tutto è stato risolto, lui era innocente, è stato assolto, e Mangano sì,dai,almeno un pò eroe lo era…
Onorevole Granata, quando sentiremo sollevarsi lo sdegno definitivo dei”finiani”, che prenderanno i loro valori e i loro ideali, e lascieranno questo partito dimafiosi,corrotti,criccaioli,corruttori,veline,portaborse,lecchini e tanto altro????
Potete, in cuor vostro, stare dalla parte di Borsellino, e rimanere con Dell’Utrie il suo Mangano?
Noi speriamo in voi.
Onorevole Granata,
ancora una volta mi trovo a condividere e sottoscrivere le Sue parole.
Ancora una volta mi RIFUGIO nella sua pagina per ritrovare la dignità di donna di destra, dopo aver letto commenti che corrodono la Nostra voglia di guardare insieme al Futuro.
Mi chiedo solamente: perché in Italia una sentenza non è considerata tale se “solo” di primo o secondo grado? Perché la presunzione di innocenza, che ritengo assolutamente un diritto imprescindibile fino ad una sentenza, viene concessa, invece, anche a chi una sentenza l’ha già avuta?
Ho massima fiducia nella magistratura italiana e, a mio modesto parere, una sentenza è (o dovrebbe essere) tale finché non venga annullata da una sentenza successiva.
Mi permetto di citare chi per me, insieme a Paolo Borsellino, è davvero un eroe (certo non Mangano!): ha scritto Giovanni Falcone «che le cose siano così non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare vi è un prezzo da pagare ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare.»
Noi voglia di rimboccarci le maniche e cominciare a cambiare ne abbiamo tanta, e abbiamo bisogno di sentire e leggere parole come le Sue. Siamo con Lei.
Grazie, Onorevole Granata!
On. Granata concordo perfettamente con la sua linea equilibrata .Ritengo che non soltanto nel pdl ma in ogni partito italiano a prescindere dal colore politico, si debba attuare una politica di contrasto alle mafie.Rimango dell’idea che bisogna attendere sempre il giudizio di Cassazione perche una persona venga considerata colpevole.Ritengo altresi che una selezione importante delle classi dirigenti sia indispensabile a partire dalle amministrazioni locali.Sono certo che Lei portera’ avanti con grinta e determinazione i valori che l’hanno sempre contraddistinta di “legalita’ e di contrasto alle mafie” ,valori a pieno sposati da “Generazione Italia” con l’augurio che questo importante progetto possa dare un importante contributo x un’ITALIA migliore!buon lavoro !
Minzolini al tg1 parla solo dell’assoluzione, Fabio Granata solo della condanna.
Eroe perchè sarebbe bastato poco, molto poco per comprare mangano e levarsi Dellutri e Berlusconi in un colpo solo;questo concetto l’ha capito anche mia zia che ha la seconda elementare, ma il dott. Granata No!
Luigi Cardia
Gentile Onorevole,
per qualche esponente di spicco del PDL evidentemente non è bastato lasciare l’Italia intera esterrefatta per il caso Brancher, ora si deve aggiungere anche la costernazione per l’estrema gravità delle dichiarazioni dell’On. Laboccetta sulla sentenza che ha riguardato Dell’Utri. Sono almeno due le cose sconcertanti di quest’ultima vicenda e gliele elenco in quello che a mio giudizio è l’ordine di gravità:
1) L’On. Laboccetta è un membro della commissione antimafia che si permette di giudicare e, cosa ancor più grave, interpretare, una sentenza (peraltro, di secondo grado!) di colpevolezza per mafia. Col suo comportamento sta (deliberatamente?) minando la credibilità dell’intera commissione il cui compito dovrebbe essere proprio quello di salvaguardia democratica nei confronti di quella “congrega di eroi…” chiamata mafia.
2) Questo signore percepisce una (lauta) retribuzione per legiferare e non per giudicare. Evidentemente non è all’altezza di ricoprire il ruolo di deputato se non capisce l’ABC del nostro sistema democratico, basato sulla separazione dei poteri. Magari qualche lezioncina di educazione civica come si impartivano a scuola ai miei tempi non sarebbe una cattiva idea.
Mi dispiace On. Laboccetta: personalmente mi reputo un “italiano onesto” ma al momento non me la sento proprio di “essere con Dell’Utri” … almeno fino ad assoluzione definitiva (che auspico), che soltanto la Cassazione, e non Lei, può emettere.
Cordialmente
io ogni volta resto meravigliata per la capacità dei “finiani” di restare in un partito come il pdl dove un esponente di primo grado viene condannato per mafia e considera mangano un eroe. cosa mai deve succedere perchè i distinguo non siano più sufficienti??
Già, cosa deve succedere?
I Berluscones sfrenati vogliono ancora approvare quella legge fascistissima sulle intercettazioni-bavaglio…sarà allora che finalmente ci sarà lo strappo definitivo, in quanto chi sta con la legalità non può stare, per natura, con chi sta per l’impunità?
Io lo spero.
Anzi, prego con tutte le mie forze che Granata e gli altri trovino il coraggio di abbandonare la nave criminale berlusconiana, per creare qualcosa di profondamente nuovo.
On.Granata,
nessuno può prevedere,
nel futuro, come andrà
a finire tra Berlusconi e Fini.
Ma chiunque, ormai, ha capito
che l’Italia, con Berlusconi, non ha futuro.
Per una Italia del futuro.
Buon lavoro
Con stima
E va a scomodare persino Dostoevskij citando “I fratelli Karamàzov”!!! Fuori dal mondo politico Dell’Utri!!!
Rispetto le sagge parole del nostro Granata, ma è stato pesante osservare alla conferenza stampa di ieri Dell’Utri “simpaticamente motteggiante” e anche ascoltare l’applauso di alcuni giornalisti alle sue battute!
La chiarezza è la virtù dei grandi.E Fabio Granata ha sempre avuto il coraggio di manifestare con forza le proprie idee a prescindere dall’area politica di appartenza, consapevole dell’altissimo valore della politica come partecipazione costruttiva alla Cosa pubblica nel rispetto della lagalità e,quindi, in opposizione ad ogni forma di mafia. Pertanto sono solo da lodare le sue dichiarazioni sulla sentenza Dell’Utri… e sulla non eroicità di Mangano…A ciscuno il suo…E intanto l’onorevole Granata continua a lavorare e la recente nascita di “Generazione Italia” è un’ulteriore prova del suo impegno per la creazione di un progetto di ampio respiro che coinvolga anche le nuove generazioni per una reale rinascita culturale e politica del nostro Paese.
Stimato onorevole Fabio Granata, apprezzo e condivido la sua posizione… ma la considero un tiepido e timido “punto di partenza”… che spero verrà sostenuto, fatto proprio e portato avanti, rafforzandolo, dall’area politica di cui fa parte.
On. Granata,lei è una persona che ispira fiducia,soprattutto appare sincero e onesto,non è poco per un politico,quando ho ascoltato suoi interventi,ho spesso pensato che lei ha poco a che spartire con l’attuale maggioranza (e questo è un grandissimo complimento!).Però i fatti ci dicono che niente di ciò che accade,in un crescendo di “scoperte” gravissime,ignobili,che avrebbero causato uno tsunami politico,in un normale paese civile,niente scalfisce l’arrogante prepotenza di chi ci ha portato ad uno sfacelo totale:politico,economico,culturale,morale.Tutti ai loro posti,sempre,qualunque cosa accada.Chi non ha mai assaggiato il potere di certo non può capire quanto ci si possa ostinatamente impegnare per conservarlo.Il fatto è che i costi degli intrallazzi,compromessi,convenienti accordi,li paghiamo solo noi,persone comuni e normali,lontani anni luce da una classe politica intenta solo a preservare il proprio potere,pretendendo anche che si consideri assolutamente normale la loro scelleratezza politica e umana.
on. Granata, è da tempo che avrei voluto scriverLe, ma trattandosi di dissenso dalle Sue posizioni, ho preferito rinviare ,nella speranza di esprimerglielo di persona a Siracusa, meglio ancora a Canicattni Bagni: Ma dopo le Sue dichiarazioni sulla sentenza Dell’Utri non ho resistito ad esprimerLe , OGGI STESSO, via email, il mio stupito dissenso dalle sue posizioni: ma posibile che non si accorga che esse riscontrano solo gli applausi della SINISTRA GIUSTIZIALISTA E FORCAIOLA? IN QUESTA OCCASIONE ADDIRITTURA SI DIFFERENZIA ANCHE DAL SUO COMPAGNO DI CORDATA ON. BOCCHINO! ! CORDIALMENTE da un vecchio socialista che non ha mai cambiato le proprie convinzioni in materia di diritti dell’uomo…..Vincenzo Bondì
Sul blog di Gianfranco Miccichè si tiene una difesa incondizionata per il Sen. Dell’Utri ,
niente scandalo ognuno ha le sue idee,
ma da Siciliano non posso accettare che un mafioso mi si dipinga come un eroe ,
aborro questa disgustante definizione , ripetuta negli anni .
Vergogna a chi la dice e a chi la sposa .
continuo a ripetere che Mangano non é un eroe, abbiamo bisogno di altri eroi: Borsellino, Falcone, Ninni Cassarà, Boris Giuliano..
On. Granata, nonostante sia un elettore del centro sinistra, vorrei poter un giorno vedere l’Italia con una destra come la vede lei e non quella attuale sempre più asservita al Presidente Berlusconi.
Un saluto.
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