Archivio di settembre 2010

Legalità e patriottismo repubblicano: un progetto per l’Italia

giovedì, 30 settembre 2010

Dopo una estate di veleni e dossier, ieri in Parlamento ho espresso un No simbolico di solidarietà a Gianfranco Fini, contro una visione arrogante e prepotente della politica.

Una visione aziendale e ‘proprietaria’, emanazione diretta e non più tollerabile del berlusconismo.

Il mio voto contrario alla fiducia a Berlusconi non mette in discussione la mia piena condivisione della linea portata avanti da Fli, linea che ho contribuito a determinare, per contrastare pericolosi disegni egemonici sul Parlamento, caratterizzati dalla compravendita di deputati, operazione grave ma pateticamente fallita.

In questi mesi in Parlamento e nel paese abbiamo ridato fiato e speranza ad un nuovo racconto della politica che andasse oltre schematismi mentali e culturali striminziti e oramai insignificanti, parlando nuovamente all’Italia di valori e progetti, diritti e opportunità.

Dobbiamo essere soddisfatti per esser diventati protagonisti di una fase politica nuova che adesso però va caratterizzata da una azione legislativa coerente e attenta alla coesione sociale della nazione, alla legalità, ai diritti civili, ai giovani.

In questo scenario Generazione Italia è lo strumento imprescindibile per la creazione di una rete movimentista e flessibile in grado di rappresentare l’anima di questo nuovo e ambizioso progetto politico.

Al di là quindi del valore simbolico e politico del mio No alla fiducia, Fli ieri ha espresso l’unica posizione in grado di darle centralità parlamentare, aprendo una nuova stagione della politica italiana.

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On. Fabio Granata (Roma Club Montecitorio): “Auguri a Totti, bandiera indiscussa della Roma”

lunedì, 27 settembre 2010

“Di Francesco Totti bisogna apprezzare prima la sua straordinaria umiltà e la sua grande sensibilità – afferma Fabio Granata, deputato membro del Roma Club Montecitorio – e poi le sue grandi doti sportive.
A Francesco auguro buon compleanno e sono sicuro che sarà sempre sua la firma  sul percorso di risalita della squadra giallorossa.
Insieme agli auguri per i suoi 34 anni – conclude Granata – uno in particolare, quello di superare il suo record di goals in carriera già abbastanza nutrito, perché se lo merita e perché è,  e rimarrà sempre l’indiscussa bandiera della Roma”.

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Fabio Granata (Fli): “Fini non è ricattabile”

venerdì, 24 settembre 2010

“Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini non è ricattabile ed è il leader  di una comunità politica che su legalità e questione morale non accetta lezioni da nessuno, neanche da Antonio Di Pietro – afferma Fabio Granata, vice presidente della commissione antimafia – non vorrei che il ritorno in campo di una destra repubblicana e legalitaria crei disagio anche a Di Pietro per motivi, in prospettiva,elettorali.
Noi  – conclude il deputato di Futuro e Libertà, – andiamo avanti sul nostro progetto di patriottismo costituzionale e ci auguriamo che il sogno di un paese normale e civile non  sia secondario rispetto a questioni di mera convenienza politica”.

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Legalità e voto segreto

mercoledì, 22 settembre 2010

Il voto sulla autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni nei confronti di Cosentino ha fatto emergere con forza alcune questioni.

Il nostro gruppo parlamentare, ed è l’aspetto di maggior rilievo politico, si è espresso ufficialmente in modo politicamente coerente con le battaglie condotte in questi mesi su legalità e intercettazioni, nonostante l’esistenza al nostro interno di qualche sensibilità diversa su questi importanti temi.

E’ un grande segnale politico che contribuirà a far crescere in Parlamento e nel paese la cultura della legalità.

D’altra parte la richiesta da parte del Pdl del voto segreto è stato l’unico strumento praticabile per ottenere il diniego da parte del Parlamento alla doverosa autorizzazione, indispensabile per accertare i fatti, gravissimi, oggetti del procedimento penale. Purtroppo alcune forze politiche, Pdl e Lega, hanno ancora una volta, ostacolato, e non attraverso un voto alla luce del sole, l’accertamento della verità in relazione ai gravissimi fatti contestati.

Una cosa e certa: continueremo in Parlamento e nel paese a difendere i valori di legalità nei quali crediamo, contro tutte le cricche e le mafie.

Ma anche contro chi, solo attraverso il voto segreto, continua a frenare quella sete di verità e giustizia della stragrande maggioranza degli italiani di destra e di sinistra.

Su questi valori ci ritroveremo sabato a Pollica insieme a Roberto Saviano, Walter Veltroni e Gianfranco Fini: a testimoniare l’esistenza di una politica, e di un’Italia, diversa e distante anni luce da quella dei sistemi criminali e delle mafie.

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Appuntamenti

mercoledì, 22 settembre 2010

Questa sera alle 20,30 Fabio Granata sarà ospite di Otto e mezzo, la trasmissione di approfondimento di La7 condotta da Lilli Gruber.

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Cosentino, Granata: ”Un segnale chiaro al Parlamento per contribuire a far crescere la cultura della legalità”

martedì, 21 settembre 2010

“Il voto sulla autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni nei confronti di Cosentino ha fatto emergere con forza alcune questioni. Il nostro gruppo parlamentare, ed è l’aspetto di maggior rilievo politico, si è espresso ufficialmente in modo politicamente coerente con le battaglie condotte in questi mesi su legalità e intercettazioni, nonostante l’esistenza al nostro interno di qualche sensibilità diversa su questi importanti temi”.
Lo scrive nel suo blog (www.fabiogranata.it)  l’on.Fabio Granata.
“E’ un grande segnale politico che contribuirà a far crescere in Parlamento e nel paese la cultura della legalità. D’altra parte la richiesta da parte del Pdl del voto segreto è stato l’unico strumento praticabile per ottenere il diniego da parte del Parlamento alla doverosa autorizzazione, indispensabile per accertare i fatti, gravissimi, oggetti del procedimento penale. Purtroppo alcune forze politiche, Pdl e Lega, hanno ancora una volta, ostacolato, e non attraverso un voto alla luce del sole, l’accertamento della verità in relazione ai gravissimi fatti contestati”.
“Una cosa e certa- ha proseguito Granata- continueremo in Parlamento e nel paese a difendere i valori di legalità nei quali crediamo, contro tutte le cricche e le mafie”.
“Ma anche contro chi, solo attraverso il voto segreto, continua a frenare quella sete di verità e giustizia della stragrande maggioranza degli italiani di destra e di sinistra”.
“Su questi valori ci ritroveremo sabato a Pollica insieme a Roberto Saviano, Walter Veltroni e Gianfranco Fini: a testimoniare l’esistenza di una politica, e di un’Italia, diversa e distante anni luce da quella dei sistemi criminali e delle mafie”.

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Caro Gianfranco, senza se e senza ma contro cricche, prepotenti e ascari.

lunedì, 20 settembre 2010

Caro Gianfranco,

il distacco con il quale hai evitato di commentare la sceneggiata taorminese di Silvio Berlusconi, lo capisco profondamente ma devo confessarti di non condividerlo fino in fondo.

La volgarità delle parole di Storace e la gravità di quelle di Donna Assunta, in una cornice da taverna da parte dei tanti “nuovi ascari” della fiamma accorsi, merita, infatti, più di una riflessione da parte nostra.

Ancora una volta il disprezzo ostentato nei nostri confronti da uno come Storace, indagato per la mala gestione della sanità laziale e da te miracolato con la nomina a Ministro e le parole durissime di chi abbiamo contribuito a far eleggere Presidente del Consiglio suonano allucinanti mentre ancora alcuni dei nostri utilizzano toni melliflui e dorotei sui nostri rapporti con il Pdl e sulla priorità assoluta di offrire uno scudo giudiziario al Premier.

Allora, Gianfranco, voglio dirti con chiarezza e affetto: non ci sto a sposare ancora la tesi della congiura giudiziaria contro Berlusconi.

E mentre con i dossier e i giornali di famiglia continua e si fa ancora più grave il metodo Boffo nei tuoi e, in prospettiva, nei nostri confronti, non sopporto più le sofferte riflessioni e le trovate giuridiche di qualche amico al fine di provare a garantire impunità nei confronto di chi, potendo, ci cancellerebbe dalla scena politica.

Non ci sto a sopportare con rassegnazione attacchi e lezioni di moralità politica nei nostri confronti dai difensori di alcune delle figure più torbide della storia repubblicana e da chi cerca di mettere insieme, con ogni mezzo, deputati disposti a tutto.

Gianfranco, tu sai bene, ed è il tuo più grande insegnamento, che per costruire una grande forza nazionale, legalitaria, Repubblicana e Costituzionale, dobbiamo far si che i mezzi siano all’altezza dei fini: allora va bene il sostegno al programma votato dagli elettori, ma riempiamo immediatamente di contenuto politico il senso delle “mani libere su tutto il resto” che abbiamo rivendicato.

Serve immediatamente una rigorosa norma anticorruzione, e non è più rinviabile la concessione di diritti pieni di cittadinanza a tanti bambini e ragazzi nati in Italia da genitori regolarmente qui residenti e che si sentono, e sono, “nuovi italiani”. Allo stesso tempo non è più rinviabile una rigorosa iniziativa politica e parlamentare sulla libertà d’informazione e sul conflitto d’interesse.

Eppoi occorre porre rimedio con il reperimento di adeguate risorse, agli enormi problemi della scuola pubblica, della ricerca e dell’Università se vogliamo costruire percorsi di superamento del declino nazionale, come attenzione e sostegno non potranno mancare a misure straordinarie adeguate per le forze dell’ordine e per la magistratura.

Essenziali poi nuove politiche culturali e ambientali, al fine di salvaguardare e rilanciare il più grande patrimonio, e la più grande risorsa dell’Italia.

Lo spazio politico che possiamo aprire, restando fedeli alle nostre radici ma con “capacità dinamica” di interpretare una “certa idea dell’Italia” è enorme, come enorme è la stima che gli italiani onesti hanno nei tuoi confronti.

Serve però liberarsi subito da tatticismi eccessivi e moderatismi privi di progetto e andare finalmente in campo aperto a parlare all’Italia profonda in modo semplice e coerente.

Solo così varrà la pena di percorrere questa nuova avventura politica.

Con l’ambizione di poter costruire un’Italia diversa e liberata da cricche, prepotenti e ascari.

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Le nostre denunce sull’eolico e fotovoltaico confermano le ombre sinistre

giovedì, 16 settembre 2010

Il maxisequestro di beni effettuato dalla Dia nel trapanese, nel settore delle energie alternative come l’eolico e il fotovoltaico, è la conferma di quanto denunciato da tempo. Quando segnalavamo la presenza di infiltrazioni nei settori della new-economy dell’energia, lo facevamo a ragion veduta.

I sospetti relativi ai rapporti tra l’imprenditore trapanese e il capomafia Matteo Messina Denaro, proprio nel settore delle energie alternative, dimostrano quanto andavamo ripetendo da tempo e getta una ombra lunga e sinistra su altre inchieste: mafie, logge e affaristi all’attacco del territorio italiano.

Tutelare e difendere il territorio per salvaguardare la più importante risorsa immateriale per l’Italia e per la Sicilia, il paesaggio, frutto di una stratificazione storica e culturale che non ha eguali al mondo e che rappresenta una irrinunciabile e indispensabile risorsa anche in funzione dello sviluppo economico del nostro Paese.

L’Italia tutta, ed in modo particolare la Sicilia, hanno assoluto bisogno di un impegno straordinario da parte dello Stato per assicurare la legalità e la civiltà, garanzie precipue di libertà.

Continuiamo la nostra battaglia in difesa della legalità e per la tutela del territorio
consapevoli che solo con il massimo sforzo da parte di tutti riusciremo ad arginare questa macchia intollerabile di affaristi mafiosi.

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Appuntamenti

domenica, 12 settembre 2010

Lunedì 13 settembre alle 21,10 sarò ospite di Gad Lerner a L’Infedele su La7.

Martedì 14 settembre alle 21,05 sarò invece a Rai 3 a Ballarò, la trasmissione di approfondimento condotta da Giovanni Floris.

Seguitemi e lasciate qui i vostri commenti.

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Tra Fini e Supergiudici. Menomale che Silvio c’è…

sabato, 11 settembre 2010

Chissà come si saranno sentiti i magistrati italiani, soprattutto quelli delle Procure di frontiera nel contrasto alle mafie, nell’apprendere, dalla viva voce del Presidente del Consiglio impegnato in un conclave internazionale, che i giudici italiani sono addirittura dotati di poteri illimitati e che, attraverso questi, mettono a rischio la governabilità dell’Italia.

Chissà cosa avranno pensato alla Procura di Reggio Calabria, impegnata nell’attacco frontale allo strapotere della Ndrangheta, dopo 3 attentati subiti in 3 mesi.

Certamente avranno pensato di essersi clamorosamente sbagliati e di non essersi accorti che l’informatizzazione di tutti i dati delle indagini coordinati e intrecciati con quelli delle altre Procure italiane sulle loro delicatissime indagini sia oramai una realtà modernissima e operativa della quale, distratti dal contrasto alla governabilità, non si erano accorti, cosi come non avevano percezione del fatto evidente che di risorse economiche per il funzionamento degli uffici, per la benzina delle blindate o anche per le fotocopie degli atti ne avevano disponibilità illimitata, così come per gli straordinari degli agenti di polizia.

Distratti dai loro superpoteri non si erano resi conto che nelle sedi decentrate c’era una eccessiva presenza di personale motivato e professionalmente adeguato.

Così come sarà rimasto altrettanto sorpreso Sergio Lari a Caltanissetta, il magistrato che aveva raccolto gli atti del primo processo sulla strage di via d’Amelio da un garage infestato da topi attraverso la coraggiosa iniziativa dell’unico agente di Pg di cui disponeva e che, su queste solide e incoraggianti basi, aveva iniziato da zero le nuove indagini sulle stragi, scoprendo una colossale opera di depistaggio di pezzi deviati dello Stato, grazie anche ai riscontri oggettivi dati da un pentito importantissimo, Spatuzza.

A dimostrazione dell’illimitato potere delle 4 Procure competenti sulle stragi il programma di protezione che tutelasse la piena attendibilità del teste e la sua enorme importanza per ricostruire la verità veniva coraggiosamente bocciato dal sottosegretario Mantovano che, giudicando inattendibile Spatuzza, si guadagnava l’encomio solenne di Berlusconi e dei difensori della governabilità in servizio permanente effettivo.

E poi, cosa avranno pensato i Procuratori della Repubblica di Palermo, Ingroia in testa, che irriducibilmente dal ’92 cercano verità e giustizia sulle stragi e non si sono mai fermati davanti a nessun potere o governo, in una storia fatta di servizi, piste deviate, sangue, sparizioni di prove, intrighi e veleni?

Presi com’erano a rendere l’Italia ingovernabile, hanno dimenticato i superpoteri di cui sono dotati e non si sono serviti di uomini, mezzi, sostegno politico, collaborazione che il Governo ha sempre loro generosamente assicurato.

Stessa storia per chi ha osato pensare che Verdino, Cosentino, Dell’Utri, Carboni e uno stuolo di magistrati e funzionari infedeli si riunissero per condizionare organi istituzionali o pianificare affari: attraverso i superpoteri anche questi giudici hanno condizionato l’azione di governo di siffatti statisti, bloccando la lungimirante visione del credito agevolato di Verdini e la sensibilità ambientalista e progressista sulle energie alternative di Dell’Utri, Carboni e Cosentino.

Ha ragione Berlusconi: in Italia i problemi sono creati dai giudici, sia al Governo che agli italiani.

Le cricche, la questione morale, le mafie, le verità negate, le logge coperte, le estorsioni alle imprese, l’usura, il bussiness sui rifiuti e sull’energia? Tutte invenzioni dei finiani, dei comunisti e delle toghe rosse.

Ma menomale che Silvio c’è…

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