Archivio di dicembre 2010

Generazione 2011

venerdì, 31 dicembre 2010

Auguro a tutte le amiche e gli amici che, attraverso questo blog, hanno sostenuto e condiviso la nostra battaglia politica e culturale, un anno all’altezza del nostro amore per l’Italia e dell’avventura appena iniziata.

Non saranno pochi gli ostacoli e le difficoltà che troveremo sul nostro cammino ma le ragioni della legalità, del patriottismo repubblicano e dell’etica della responsabilità non potranno essere fermate dal potere economico di un sistema in dissoluzione.

La nostra idea dell’Italia e della politica ha radici antiche e nobili. E nasce infinitamente prima di Berlusconi e del berlusconismo senza anima e progetto. Nasce molto prima e certamente gli sopravviverà.

Auguri ragazze e ragazzi di Generazione Italia. E avanti!

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Piazza, bella piazza

lunedì, 20 dicembre 2010

Nei nostri ricordi giovanili e antagonisti le manifestazioni di piazza hanno sempre rappresentato un tassello di memoria indelebile e bellissimo.

E’ attraverso le bandiere alzate al sole e i canti lanciati al vento che generazioni intere hanno manifestato partecipazione politica e impegno sociale, rappresentato idee e sogni, alimentato passione e militanza e speranza di cambiamento, al di là della “barricata” più o meno istintivamente, o consapevolmente, scelta.

Forse per questo oggi ascoltare alcune parole oscene e demenziali che teorizzano arresti preventivi e deportazioni cautelative del dissenso indigna e fa crescere in modo esponenziale il nostro disgusto verso questa caricatura di una destra dalla bava alla bocca e capace di forza e autorità solo e sempre verso obiettivi sbagliati.

Mai ho sentito tanti fieri teorici del nuovo corso “legge e ordine” accennare un vagito di dissenso sul salvataggio dalla galera e dalle inchieste di molti dirigenti di partito o di parlamentari collusi con mafie e cricche.

Mai, in nome della legalità, abbiamo percepito, da alcuni ex “compagni di partito”, un qualche piccolo accenno di dubbio o perplessità su proposte legislative vergognose che, senza la nostra vigilanza attiva in Parlamento e la nostra azione politica, sarebbero diventate leggi della Repubblica, devastando il sistema giudiziario italiano, oltre quello investigativo.

In questo declino della nazione e in questa crisi etica, economica e culturale i giovani, gli studenti, il mondo della cultura, in forma diversa, hanno lanciato un grido d’allarme e di profondo dissenso verso un potere che sembra sempre più assumere le sembianze di un regime.

Noi vogliamo ascoltare con attenzione e rispetto queste voci e cercare di interpretarle politicamente.

E sopratutto non intendiamo criminalizzare una intera generazione, magari per poter far dimenticare la corruzione e la devastazione morale dilagante in questo “crepuscolo del berlusconismo”.

Oggi come ieri, noi ribelli di un tempo, sappiamo che “La Patria è di chi si batte”.

E di chi vuole mettersi in gioco per cambiare le cose, oltre e contro il potere e il condizionamento del denaro e la corruzione dei comportamenti.

Oggi, come ieri, siamo 10.000 volte più vicini a chi protesta e “vuole cambiare il mondo” rispetto a chi acclama Scilipoti o Catia Polidori per manifestare tutto il suo smisurato servilismo verso i grandi corruttori della politica e della vita pubblica italiana.

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Per l’Italia

mercoledì, 15 dicembre 2010

“Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada.
Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell’uomo.
Non vogliamo morire con nessuno ch’abbia paura di morir con noi”

Enrico V – William Shakespeare

Queste parole immortali non per raccontare una sconfitta ma per rivendicare il valore del coraggio, della lealtà e della coerenza.

Contro il potere del Dio Denaro e la miseria di piccoli uomini e piccole donne.

Per l’Italia.

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Caro Gianfranco, comunque grazie

lunedì, 13 dicembre 2010

Caro Gianfranco, a 24 ore dal voto di fiducia, credo sia giusto dirti grazie.

Grazie per aver scelto ciò che era giusto rispetto a ciò che era utile.

Grazie per aver ridato entusiasmo ai giovani e forza a tutti noi.

Grazie per aver alzato quel dito contro la prepotenza e la prevaricazione.

Grazie per essere venuto in Via D’Amelio, rivendicando la memoria di Paolo Borsellino.

Grazie per aver tollerato qualche gesto anarchico e futurista di troppo, ma sempre in nome di una certa idea dell’Italia.

Grazie sopratutto per averci ridato una Bandiera e aver aperto una prospettiva politica nuova e lungimirante.

L’Italia rappresenta una Storia unica al mondo, la più grande stratificazione culturale del pianeta, un “luogo dell’Anima” e una dimensione del vivere smagliante.

Tutto questo non poteva essere ancora mortificato a lungo da una visione della politica autoreferenziale e propagandistica, condizionata, quando non guidata, da interessi particolari, cricche, mafie e uomini privi di scrupolo.

Oggi, comunque vada, si chiude un’epoca e se ne apre un’altra: per questo gli italiani, e sopratutto i giovani devono e dovranno esserti riconoscenti.

A noi, che più da vicino abbiamo con te condiviso questa stagione esaltante e drammatica, hai ridato consapevolezza, lotta, passione e furore. Di tutto questo ti ringraziamo.

Lungimirante e coraggioso, hai rimesso in movimento la speranza.

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“Sono reati, altro che conversioni sulla via di Arcore”

lunedì, 13 dicembre 2010

Intervisti Fabio Granata in una di queste interminabili giornate di crisi in cui la Camera sarebbe teoricamente chiusa, e in cui invece, il tam tam sulla battaglia parlamentare del 14 continua a tambureggiare per tutta la sera come un bollettino di guerra. L’ultima notizia, a tarda sera, la regala uno dei transfughi che ha cambiato idea, l’onorevole Catone (una vita da politico democristiano), che rivela: c’è una lettera in cui nove deputati di Futuro e libertà chiedono a Fini la libertà di coscienza…

Leggi l’intervista a Fabio Granata pubblicata sul Fatto Quotidiano sabato 11 dicembre 2010.

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Fabio Granata: “se si vota la strategia la decide il congresso di Milano: non saremo un partito di plastica”

venerdì, 10 dicembre 2010

“Se si dovesse votare subito, sarà il nostro congresso di fondazione a decidere ‘che fare’, insieme a Gianfranco Fini – dice Fabio Granata, vice presidente della commissione antimafia – Tutto il resto sono chiacchiere o interpretazioni giornalistiche.
A Gennaio nasce un partito vero,dove si discute e si decide e non un partito di plastica’.
Con queste parole Fabio Granata ha specificato alcuni passaggi della sua intervista a La Stampa
‘Siamo una forza nazionale e legalitaria, alternativa alla sinistra  – conclude il deputato di Futuro e Libertà – solo per un emergenza si potranno valutare altre soluzioni,ma sempre con la guida di Fini. Al congresso si discuterà anche questo:linea politica e alleanze per costruire una Italia diversa’

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Appuntamenti

giovedì, 9 dicembre 2010

Questa sera, alle 21,10, sarò ospite di Annozero, la trasmissione di approfondimento di Rai2 condotta da Michele Santoro. Gli altri ospiti della puntata di oggi, dal titolo “L’amico terrone”, saranno: Roberto Castelli, Gianluigi Nuzzi, Daniela Santanchè, Santo Versace, Claudio Fava.

Seguitemi e lasciate qui i vostri commenti.

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Tradire l’Italia

martedì, 7 dicembre 2010

Tradire l’Italia e’affermare: Vittorio Mangano e’un eroe.

Tradire l’Italia è fare la guerra alle Procure antimafia e ai magistrati.

Tradire l’Italia è ingannare i cittadini dell’Aquila facendone morire il Centro Storico.

Tradire l’Italia è abbandonare Napoli sommersa dall’immondizia e lasciare la politica a Napoli in mano a chi sull’immondizia fa ‘affari con la camorra.

Tradire l’Italia è riempirla di pale eoliche distruggendone il paesaggio,per gli affari di cricche,P3 e Mafie.

Tradire l’Italia è offenderne i giovani politicamente consapevoli,invitandoli a pensare a studiare e a non occuparsi di
politica.

Tradire l’Italia è mortificarne le donne,il loro ruolo e la loro sensibilità ,privilegiandone solo l’aspetto fisico in un perpetuo casting da velina a parlamentare.

Tradire l’Italia è far crollare Pompei e distruggerne le istituzioni culturali.

Tradire l’Italia è cacciare gli immigrati e negare cittadinanza a 1 milione di ragazzi italiani di 2 generazione.

Tradire l’Italia è dimenticare la nostra storia di emigrazione.

Tradire l’Italia è far marcire chi soffre in carceri inumane.

Tradire l’Italia è non occuparsi prioritariamente di chi non arriva a fine mese anziché delle proprie ossessioni giudiziarie.

Tradire l’Italia è insultare il mio amico Giancarlo Paglia, eroe di guerra .

Tradire l’Italia è insultare il tricolore o ricordarselo solo per qualche parata retorica.

Tradire l’Italia è strumentalizzare i nostri 21 martiri, caduti nel disinteresse di molti e mentre qualcuno pensava ad Edilnord o ospitava mafiosi e altri facevano affari e tramavano con i servizi.

Tradire l’Italia è non smantellare i segreti di stato sulle stragi.

Tradire l’Italia è archiviare via d’Amelio.

Tradire l’Italia è chiamare traditore chi ha coraggio,libertà , furore e passione. E non e’ in vendita.

Il 14 dicembre Tradire l’Italia è dare fiducia a chi l’ha tradita.

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Bene rinvio riforma universitaria. Serve serenità e stabilità politica

giovedì, 2 dicembre 2010

La decisione di rinviare la riforma universitaria a dopo il 14 dicembre è una buona notizia.
Serve serenita’e stabilità politica, sia per migliorare la Riforma, sia per dare voce e ascolto alle imponenti manifestazioni di questi giorni.
Lo ha dichiarato Fabio Granata, vice presidente della commissione antimafia e deputato di Futuro e Libertà

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