
In questa convulsa stagione della politica italiana, mentre con entusiasmo e buona volontà iniziamo a costruire, coordinare e radicare su tutto il territorio nazionale il progetto di Futuro e Libertà, l’accusa, o l’alibi dei pochi che ritornano sotto l’ala protettrice di Berlusconi, ricorrente nei nostri confronti è quella di aver “tradito la Destra e i suoi valori”.
Sia che provenga da Berlusconi che dalla sua corte di camerieri, questa accusa è ridicola nella forma e falsa nella sostanza.
Al di là della nostra ambizione di voler costruire il grande movimento del patriottismo repubblicano e dell’identità nazionale minacciata, è fuori discussione che le nostre radici sono “di destra”, così come lo sono le nostre storie personali.
Noi veniamo da lontano e l’anticomunismo lo abbiamo praticato in epoche diverse e ben più difficili, quando il comunismo esisteva e governava oltre la metà del pianeta e condizionava e ispirava gran parte delle aspirazioni e delle idealità dei giovani italiani.
Noi eravamo già in trincea allora, minoranza volenterosa e coraggiosa, mentre altri costruivano palazzi o pensavano ai propri affari e ai propri interessi. Per questo è semplicemente ridicolo che chi muove quotidianamente queste accuse, sostenga poi un Premier che rappresenta oramai antropologicamente la negazione dei valori e dei simboli della Destra: dalla legalità alla scuola pubblica, dall’etica repubblicana all’unità e dignità nazionale.
Noi crediamo nella bandiera e nell’Italia così come crediamo nella necessita di dare voce e rappresentanza a quella moltitudine di donne e uomini che non si riconoscono nell’attuale bipolarismo e che attendono un nuovo “racconto” e una politica nuova.
Il nostro compito, difficile e affascinante, è tutto qui: costruire un movimento di rappresentanza della nuova Italia, orgogliosa e consapevole della propria storia e della propria bandiera, della scuola pubblica voluta da Giovanni Gentile e del nostro straordinario paesaggio culturale.
Una “certa idea” dell’Italia dignitosa, fiera e innovativa. La nostra Italia.
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