Archivio di marzo 2011

Prescrizione breve, Granata (FLI): “Schiaffo al Parlamento e all’Italia:siamo in emergenza democratica”

mercoledì, 30 marzo 2011

“Mentre è in corso una guerra a 2 passi dai nostri confini e l’emergenza dei rifugiati ha drammaticamente sconvolto la vita di Lampedusa,il Pdl e la Lega non trovano di meglio da fare che tornare ad occupare il Parlamento con i problemi giudiziari del Premier”.
“Per costoro la sola emergenza dell’Italia e’rappresentata dalla necessita’di salvare Berlusconi dai suoi processi”.
Lo scrive nel suo blog l’on.Fabio Granata, il quale aggiunge:
“Spero che questo ennesimo schiaffo al Parlamento e agli italiani renda chiaro a tutti,anche all’interno della opposizione,della sostanziale emergenza democratica che attraversiamo. Altro che post berlusconismo:fin quando l’Italia non riuscirà a liberarsi di questo Governo e di questo Premier al declino non ci sarà fine”.
“Futuro e Libertà- scrive ancora Granata- costruisca in Parlamento e nelle piazze antagonismo sociale e politico al berlusconismo e ai suoi ascari”.

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Prescrizione, Granata (FLI):” In Piazza per la legalità. E’ emergenza democratica per il Paese”

mercoledì, 30 marzo 2011

”In piazza per la legalità ,anche  i nostri giovani chiamati a raccolta da Il Futurista, a manifestare davanti Montecitorio. Sono in gioco questioni fondamentali di legalità repubblicana”.
Lo ha detto l’on.Fabio Granata, V.Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, il quale aggiunge:
“Ribadiamo come il Paese sia  attraversato da  una vera e propria emergenza democratica che impone di costruire in Parlamento e nelle piazze un antagonismo sociale  e politico al berlusconismo”.

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Schiaffo al Parlamento e all’Italia: siamo in emergenza democratica

mercoledì, 30 marzo 2011

Mentre è in corso una guerra a due passi dai nostri confini e l’emergenza dei rifugiati ha drammaticamente sconvolto la vita di Lampedusa, il Pdl e la Lega non trovano di meglio da fare che tornare ad occupare il Parlamento con i problemi giudiziari del Premier.

Per costoro la sola emergenza dell’Italia è rappresentata dalla necessità di salvare Berlusconi dai suoi processi.

Spero che questo ennesimo schiaffo al Parlamento e agli italiani renda chiaro a tutti, anche all’interno della opposizione, della sostanziale emergenza democratica che attraversiamo.

Altro che post-berlusconismo: fin quando l’Italia non riuscirà a liberarsi di questo Governo e di questo Premier al declino non ci sarà fine.

Futuro e Libertà costruisca in Parlamento e nelle piazze antagonismo sociale e politico al berlusconismo e ai suoi ascari.

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Fabio Granata, con Italo Bocchino e Roberto Menia, al vertice dell’organigramma nazionale di Futuro e Libertà. Auguri Fabio!

mercoledì, 23 marzo 2011

Presidente: Gianfranco Fini
Vice presidente: Italo Bocchino
Coordinatore nazionale: Roberto Menia
Coordinatore Iniziative esterne: Fabio Granata
Affari generali: Chiara Moroni
Segretario amministrativo: Nino Lo Presti

Responsabili tematici
- Enti locali: Claudio Barbaro, Vice Franco Zaffini
- Ufficio comuni: Luigi Muro
- Territorio e Adesioni: Aldo Di Biagio, Vice Francesco Proietti e Giulio La Starza
- Elettorale: Candido De Angelis
- Pari Opportunità: Maria Ida Germontani, Vice Paola Guerci
- Propaganda: Enzo Raisi
- Italiani nel Mondo: Mirko Tremaglia
- Informazione e Media: Carmelo Briguglio
- Cultura: Umberto Croppi, Vice Massimiliano Simoni
- Economia: Mario Baldassarri
- Integrazione e diritti civili: Flavia Perina
- Giustizia: Giulia Bongiorno
- Esteri: Barbara Contini, Vice Andrea Vento
- Difesa: Gianfranco Paglia
- Affari legali: Antonio Buonfiglio
- Legalità: Angela Napoli
- Scuola e Università: Giuseppe Valditara, Vice Fabio Fatuzzo
- Credito: Enrico Nan
- Impresa e Infrastrutture: Daniele Toto, Vice Alberto Arrighi e Pietro Piccinetti
- Questione meridionale: Salvatore Tatarella
- Sanità: Pierfrancesco Dauri, Vice Gianmarco Surico
- Welfare: Marco Marazza
- Agricoltura: Marco Saraceno, Vice Stefano Losurdo
- Turismo: Nino Strano
- Sport: Claudio Perruzza
- Politiche europee: Cristiana Muscardini
- Liberalizzazioni e concorrenza: Piercamillo Falasca

Generazione Futuro: Coordinatore nazionale Gianmario Mariniello

Capo Ufficio Stampa: Luigi Di Gennaro

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Unità d’Italia, Granata (FLI):” Festeggiamo l’Unità aprendo ai nuovi italiani”

giovedì, 17 marzo 2011

“Festeggiamo il 150esimo anniversario dell’Unita d’Italia aprendo ai nuovi italiani”.
“Futuro e Libertà chiede subito l’approvazione della legge sulla Cittadinanza alle nuove generazioni, ragazzi nati in Italia e italiani a tutti gli effetti”.
Lo ha detto l’on.Fabio Granata, V.Presidente della commissione Nazionale Antimafia, il quale conclude:
“L’identità italiana è dinamica, aperta  ed i nuovi italiani daranno un contributo fondamentale al superamento dell’attuale declino e ad una Italia, giovane e creativa”.

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Appuntamenti

mercoledì, 16 marzo 2011

Vi aspetto lunedì 21 marzo a Palermo per la conferenza “Combattiamola. Mafia e stato: verbo o congiunzione? Dal pizzo alle holding” che si svolgerà alle ore 17 presso Villa Castelnuovo in Viale del Fante 66.

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In piazza con il Tricolore, per una legalità Repubblicana

lunedì, 14 marzo 2011

“Sì, vado in piazza, la manifestazione l’abbiamo organizzata anche noi. Ci saranno anche Flavia Perina, Angela Napoli, Filippo Rossi”. Fabio Granata, oggi sfilerà a difesa della Costituzione con bel po’ di popolo della sinistra. Ogni sigla, il marchio dell’antiberlusconismo doc: Articolo 21, Libertà e Giustizia, Tavolo della pace, Emergency, e pure l’Anpi.

Granata, nessun imbarazzo per uno di destra?
Assolutamente no. E lo dico da uomo di destra. La Costituzione rappresenta il tessuto connettivo della nazione, un patrimonio immateriale simboleggiato dalla bandiera, un insieme di valori che sono la precondizione della politica e dello stare assieme. È giusto che questi valori siano condivisi.

Da destra e sinistra.
Sì. Guardi, a qualcuno fa comodo strumentalizzare la manifestazione per parlare di santa alleanza. Allora sgombriamo il campo: quell’ipotesi non è attuale, visto che la situazione è cambiata. Noi vogliamo costruire la destra repubblicana, costituzionale, legalitaria ed europea che non si riconosce più nel berlusconismo.

Sarà tramontata la santa alleanza, ma se la Costituzione va difesa qualcuno la offende.
La offende chi alimenta lo scontro istituzionale, chi attacca la magistratura, chi non riconosce l’unità nazionale, i suoi simboli, la sua festa, chi asseconda questi segnali inquietanti di disfacimento.

Cioè Berlusconi e la Lega. E la giustizia?
Appunto, la manovra è chiara: è diventata una priorità per coprire gli scandali e il processo di Milano. E per non far discutere il paese delle vere priorità, dallo sfascio della scuola a quello della cultura. Diciamo che della riforma non se ne sentiva il bisogno.

Questo è già un voto contrario.
Discuteremo, ma emerge una volontà punitiva su alcuni punti, dall’obbligatorietà dell’azione penale alla riforma della polizia giudiziaria. Si tratta di norme che non possono non vederci contrari. E poi Berlusconi lo ha detto chiaramente che vuole i pm col cappello in mano di fronte ai giudici. Questo per uno di destra è inaccettabile. Domando, a chi si professa di destra: Paolo Borsellino doveva bussare col cappello in mano, essere sottomesso? Per non parlare, sempre a proposito di destra, delle frasi su tangentopoli.

Parliamone.
Cosa ne pensano Ignazio La Russa e i leghisti della difesa dei ladri? Lo so anche io che quel processo storico ebbe eccessi. Ma ci fu una questione morale gigantesca, che non si può rimuovere ora all’insegna del qualunquismo, dell’impunità, della vergognosa operazione Montecarlo che mira a far passare il messaggio «tutti sono uguali e tutti rubano alla stessa maniera», come cantava De Gregori.

Mi pare che non si è dimesso da falco.
No, non mi sono dimesso. E non perché io sia un Pierino fondamentalista. Ma perché anche se siamo in una fase diversa rispetto a qualche tempo fa, io non rinnego quello che abbiamo fatto. Senza radici non c’è futuro e le nostre radici sono lo scontro nel Pdl sulla legalità, quando Fini con un gesto ha messo in discussione una vita politica. Quello spirito resta: noi siamo nati nel conflitto col berlusconismo.

E sui valori siete più vicini alla sinistra.
Sui temi di fondo di difesa delle regole c’è più assonanza col centrosinistra, anche se siamo alternativi. Tuttavia è evidente che c’è un rispetto reciproco, che non viene contemplato da chi considera la politica l’abbattimento del nemico di turno.

Mai alleanze a sinistra?
Noi siamo impegnati a costruire la destra. Al momento del voto vedremo con questa legge elettorale che fare.

Le colombe Urso e Ronchi oggi fanno una corrente.
Dico due cose, senza polemiche. Primo: il pluralismo è una ricchezza, ed è un bene discutere. Secondo: fino a Milano tutti questi distinguo non ci sono stati né sulla sfiducia né sulla prospettiva. E aggiungo: al congresso non si è manifestato un solo dissenso. Mi auguro che non prevalga l’insoddisfazione da organigramma.

Dica la verità, sta costruendo la sinistra del terzo polo…
Non scherziamo. Sono d’accordo con Adornato ad andare oltre il Novecento. Scriva piuttosto che nel terzo polo sto benissimo, con i nuovi compagni di viaggio si parla meglio che con alcuni dei nostri.

Intervista pubblica su Il Fatto Quotidiano sabato 12 marzo.

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Patrimonio culturale e patriottismo repubblicano

giovedì, 10 marzo 2011

Pompei, Istituto Luce, Accademia di Santa Cecilia: gli ultimi tre tasselli di un mosaico in disfacimento, il mosaico dello straordinario patrimonio culturale italiano.

La sciagurata politica del governo Berlusconi che ha abbassato i livelli d’intervento e sostegno pubblico sulle architravi delle politiche culturali italiane che ci hanno portato a un’iniziativa forte come la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Bondi, sta iniziando a dare i suoi frutti avvelenati con la chiusura minacciata e quasi certa di alcune tra le più prestigiose istituzioni della nazione quali Fondazioni liriche, sinfoniche e teatrali e le altre sopra indicate di prima grandezza nel panorama internazionale.

Questa vergognosa rimozione nei confronti di politiche adeguate alla più grande stratificazione storico culturale del pianeta, quale quella italiana, è conseguenza diretta e inevitabile di una visione della politica e di un’idea dell’Italia nella quale il patrimonio comune e la sua cura rappresentano preoccupazioni via via sempre più labili nell’azione di governo.

Tra qualche giorno festeggeremo i 150 anni dell’Unità politica dell’Italia e quella sarà un’occasione per ridestare negli italiani il senso di un patriottismo repubblicano che va oltre le categorie politiche di destra e sinistra e che affonda le sue radici nell’antichità classica, nella grandezza di Roma, nell’epopea rinascimentale e dei comuni, nell’avventuroso Novecento italiano e nel Made in Italy come idea di qualità e consapevolezza culturale, sintesi di segni e simboli antichi e allo stesso tempo modernissimi e attuali.

Non può parlarsi di Italia e di identità nazionale se non attraverso una visione dinamica e aperta di una storia antica ma che ha segnato di sé i destini dell’occidente e che ha ancora molto da offrire a un mondo globalizzato dall’egemonia del denaro e del produttivismo.

E’ proprio una componente nobilmente improduttiva e profondamente umanistica che ci rende ancora una grande potenza internazionale. Come nel seicento e nel settecento attraverso l’esperienza memorabile dei grandi viaggiatori europei che arrivavano in Italia alla ricerca dell’arcadia e delle radici stesse dell’identità dell’Europa e dell’Occidente, oggi occorre ridestare negli italiani, e non più solo nei viaggiatori, la nobiltà e l’importanza del nostro patrimonio culturale mentre restiamo sgomenti e indignati dall’inadeguatezza governativa di fronte alla vita di istituzioni che rappresentano la continuità di un eritage da spendere nel futuro.

Futuro e Libertà muove i primi e complicati passi di una storia politica controversa e apparentemente fragile ma la grande scommessa è costituita anche dalla capacità che avremo di interpretare il ruolo lucidamente indicato da Beppe Niccolai in uno dei suoi indimenticabili interventi: “Essere comunità di difesa dell’identità minacciata”.

Oggi è proprio l’identità antica e nobile dell’Italia ad essere minacciata nell’attacco volgare alla sua Unità, nella contrapposizione ai capisaldi di legalità costituiti dalla Magistratura, nell’indifferenza sulla sorte delle sue storiche istituzioni culturali, nel disprezzo dell’etica pubblica e della dignità dei comportamenti.

Oltre la destra e la sinistra sarà questo il nucleo formidabile di un nuovo patto da stipulare con gli italiani, in nome di un patriottismo repubblicano che può rappresentare lo scenario su cui spendere le nostre energie e la proposta politica di una destra europea, legalitaria, laica e costituzionale in grado di andare oltre l’attuale declino della Nazione.

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Patriottismo Repubblicano, oltre la destra e la sinistra

lunedì, 7 marzo 2011

Ieri a Roma sullo sfondo del palcoscenico dell’Adriano, accanto al nostro bel simbolo, si notava la riproduzione ossessiva di uno slogan, “il vero centrodestra”, diventato una sorta di “coperta di Linus” per futuristi in crisi di identità…

Con franchezza vorrei dire che sono veramente stanco, e per certi versi nauseato, da tutta una serie di “perimetri e steccati” costruiti attorno a Gianfranco Fini per limitarne lo straordinario potenziale di rappresentanza della nuova Italia e di una politica nuova.

Affermare che veniamo da Destra è scontato, ma a dare forza al nostro progetto c’è molto di più e di più complesso.

In un passaggio epocale nel quale le categorie politiche del ’900 non riescono più a spiegare il mondo, la nostra grande ambizione è quella di rappresentare e costruire il movimento del Patriottismo Repubblicano e costituzionale.

Gli strascichi di qualche piccola ambizione personale frustrata rischia invece di determinare una dinamica nella quale, dopo la zavorra rappresentata da alcuni personaggi poi regolarmente approdati alle aree di responsabilità e coesione nazionale, dovremmo adesso sorbirci quella di un diuturno richiamo alla perimetrazione rigida e inesorabile nel centrodestra.

In questa logica ci si rifugia nell’ipocrita formula del postberlusconismo, come se la “ragione sociale” della nascita del nostro progetto non fosse intimamente collegata alla deriva incarnata dal Premier e dai suoi uomini.

Fini e Futuro e Libertà hanno rappresentato una speranza per tanti italiani di destra e non di destra: per questo bisogna essere avanguardia culturale e politica ben oltre ogni posizionamento scontato.

Sui referendum, ad esempio, io rappresento un’area contraria al nucleare, favorevole alla gestione pubblica dell’acqua e contro ogni meccanismo ad personam di “legittimo impedimento”, ma non ho l’arroganza di indicare questa mia sensibilità come “linea di partito”. Quei provvedimenti furono infatti sostenuti in un altro quadro politico: ora che tutto è cambiato tutto va democraticamente ridiscusso al nostro interno.

Non dimentichiamo, infine, che Fini e alcuni di noi sono stati espulsi dal Pdl e da Berlusconi perché difendevano la legalità, l’etica pubblica e la coesione sociale e culturale della nazione in nome di una certa “idea dell’Italia”.

Il 14 dicembre la sfiducia da noi proposta e votata è stata conseguenza logica e doverosa di quel percorso: chi oggi, dall’interno di Fli e mentre si costituisce in corrente, mette in dubbio la bontà di quelle scelte, dà implicitamente ragione ai “quaquaraquà” di cui ieri parlava Gianfranco Fini. E al groviglio di interessi torbidi ai quali il nostro progetto fa paura.

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Politica, Granata (FLI):” Patriottismo Repubblicano,oltre la destra e la sinistra “.

lunedì, 7 marzo 2011

“Ieri a Roma sullo sfondo del palcoscenico dell’Adriano,accanto al nostro bel simbolo,si notava la riproduzione ossessiva di uno slogan,”il vero centrodestra”,diventato una sorta di ‘coperta di Linus’ per futuristi in crisi di Identita…”
“Con franchezza vorrei dire che sono veramente stanco, e per certi versi nauseato,da tutta una serie di ‘perimetri e steccati’costruiti attorno a Gianfranco Fini per limitarne lo straordinario potenziale di rappresentanza della nuova Italia e di una politica nuova”.
Lo scrive nel suo blog l’on.Fabio Granata, V.Presidente della Commissione Nazionale Antimafia.
“In un passaggio epocale nel quale le categorie politiche del 900 non riescono piu’ a spiegare il mondo,la nostra grande ambizione e’quella di rappresentare e costruire il movimento del Patriottismo Repubblicano e costituzionale”.
“Gli strascichi di qualche piccola ambizione personale- CONTINUA Granata- frustrata rischiano invece di determinare una dinamica nella quale,dopo la zavorra rappresentata da alcuni personaggi poi regolarmente approdati alle aree di responsabilità e coesione nazionale,dovremmo adesso sorbirci quella di un diuturno richiamo alla perimetrazione rigida e inesorabile nel centrodestra”.
In questa logica ci si rifugia nell’ipocrita formula del postberlusconismo,come se la ‘ragione sociale’della nascita del nostro progetto non fosse intimamente collegata alla deriva incarnata dal Premier e dai suoi uomini”.
“Fini e Futuro e Liberta’ hanno rappresentato una speranza per tanti italiani di destra e non di destra:per questo bisogna essere avanguardia culturale e politica ben oltre ogni posizionamento scontato.
“Sui referendum,ad esempio, io rappresento un area contraria al nucleare,favorevole alla gestione pubblica dell’acqua e contro ogni meccanismo ad personam di ‘legittimo impedimento’, ma non ho l’arroganza di indicare questa mia sensibilità come ‘linea di partito’.
“Il 14 dicembre- conclude Granata- la sfiducia da noi proposta e votata e’stata conseguenza logica e doverosa di quel percorso:chi oggi ,dall’interno di Fli e mentre si costituisce in corrente,mette in dubbio la bonta’ di quelle scelte,da’ implicitamente ragione ai “quaquaraqua” di cui ieri parlava Gianfranco Fini. E al groviglio di interessi torbidi ai quali il nostro progetto fa paura”.

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