Archivio di luglio 2011

Un anno dopo…

venerdì, 29 luglio 2011

Un anno fa, dopo il deferimento mio, di Bocchino e di Briguglio ai probiviri (sic) del Pdl per aver difeso legalità e diritti civili,veniva espulso dal Pdl il suo cofondatore e la sua vera anima politica : Gianfranco Fini.

La storia politica italiana sara’ da quel momento profondamente diversa e il triste declino di Berlusconi caratterizzerà e ancora pervade alcune delle pagine peggiori della storia repubblicana, tra leggi ad personam e acquisizione di Parlamentari, scandali e tangenti,responsabili e disponibili.

Nonostante abbiamo provato in tutti i modi a distruggerci e fermarci, siamo andati avanti e tra mille difficolta’e tradimenti di piccoli uomini, abbiamo iniziato la costruzione di una moderna forza politica innovativa, legalitaria, europea.

A Mirabello apriremo una nuova e autentica fase costituente che attraverserà l’Italia con Gianfranco Fini impegnato a chiamare a raccolta,Citta’per Citta’,tutti coloro i quali vogliono costruire una nuova Italia.

E mentre il berlusconismo da i suoi ultimi colpi di coda, noi ripensando a un anno fa e rileggendo tutti gli avvenimenti siamo consapevoli e orgogliosi di aver fatto ciò che era giusto per quella certa Idea dell’Italia che vogliamo rappresentare:quella della gente onesta,dei giovani e delle donne.

L’Italia della legalità,della giustizia sociale,dell’unità nazionale.

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PROCESSO LUNGO: GRANATA, NORME VERGOGNOSE

giovedì, 28 luglio 2011

 

Le norme proposte sul processo lungo sono vergognose e rappresentano un altro tassello di ‘dialogo’ con cricche e organizzazioni criminali. 

Caro Alfano, altro che partito degli onesti: state distruggendo lo Stato di diritto e devastando il processo penale. Le mafie, le cricche, le massonerie deviate ringraziano e il nuovo Guardasigilli dovrebbe dimettersi prima ancora di insediarsi’.

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Per Paolo, ribellatevi.

domenica, 17 luglio 2011

Nel diciannovesimo anniversario del martirio di Paolo Borsellino e’giusto rivolgere un appello ai tanti giovani di Destra, cresciuti in politica in nome dei valori di legalità e patriottismo e che oggi si ritrovano a militare nello stesso partito di Cosentino, Cesaro, Papa, Milanese e sopratutto a sostenere un Governo che ha tra i suoi membri Saverio Romano.

Io conosco molti di questi ragazzi,ad iniziare dai dirigenti giovanili palermitani,e conosco la loro onesta’ intellettuale e la loro cultura della legalità. Per questo sento di avere il dovere di rivolgere loro un appello: ribellatevi ragazzi.

Pretendete che nessuno dei vostri parlamentari possa essere salvato dalla galera attraverso il Parlamento,pretendete che chi e’toccato da contiguità con l’associazione mafiosa faccia un passo indietro,chiedete le immediate dimissioni di Romano.

Ribellatevi in nome di quei valori di Patria e legalità da sempre bandiere della Destra italiana.

Ribellatevi per non riscoprirvi amaramente   un giorno tra coloro i quali,per aver accettato il puzzo del compromesso morale,non potranno Piu’ respirare la fresca aria di Liberta’.

E, per dirla con Paolo, avranno perso per sempre il diritto alla parola…

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Intervista di Fabio Granata a l’Espresso.repubblica.it

martedì, 12 luglio 2011

Granata: “Fini e Di Pietro, futuri alleati”

Fabio Granata

“Gianfranco e Tonino sarebbero perfetti per costruire insieme il nuovo partito della nazione e della legalità. Non staremo mai più con il Pdl. Urso e Ronchi? Due infiltrati, meno male che se ne sono andati”. Parla Fabio Granata, ‘falco’ di Futuro e libertà

 
Granata, Gianfranco Fini deve fare un altro partito?
Dio ce ne scampi e liberi, dobbiamo ancora fare questo. A parte le battute, la provocazione di Filippo Rossi è comprensibile, ma i nodi che si sono sciolti in questi giorni con l’allontanamento di Urso, Ronchi e Scalia, le uniche tre persone che realmente non credevano a questo progetto e tra l’altro solo per motivi di organigrammi, rende più chiaro lo scenario.

Non mi dica che va tutto bene.
Non va tutto bene. Le criticità sono tantissime. Bisogna recuperare lo spirito delle origini e avere il coraggio di definirci più sull’identità culturale e politica che sulle alleanze. Del resto trasformare un grande movimento di opinione che ha in Fini un punto di riferimento in un partito organizzato è un’operazione difficilissima e che richiede tempo. Soprattutto quando costruita su una identità che vuole superare le categorie del 900.

Cosa intende per “spirito delle origini”?
Lo spirito irriverente, innovativo, riformista di Bastia Umbra. Posso dirlo? Più riformista e innovativo che moderato. Non si può giocare questa partita sul fronte del moderatismo. Se il moderato in Italia è rappresentato da La Russa e Gasparri, allora è un termine che va profondamente rivisto.

Bisogna eliminare, come scrive il Futurista, “i feudi, i padroni, i signori delle tessere”?
E’ qualcosa che si dovrà fare, ma non credo abbia la dimensione e la gravità della denuncia di Rossi, che pure ha una funzione di stimolo. Ci sono situazioni locali che ci preoccupano, come la Liguria, ma da qui a parlare di “signori delle tessere” ce ne passa. Bisogna vigilare. A Rossi chiedo ironicamente, quale tipo di investimento sarebbe quello sulle tessere di un partito come Fli? Mi sembra una cosa paradossale. Ben vengano coloro i quali fanno le tessere, l’importante è che passino il nostro codice etico.
Un mea culpa?
Abbiamo perso molti consensi votando la riforma Gelmini. In quella fase avevamo un grande consenso soprattutto tra i giovani, che non hanno apprezzato. E poi c’è stata sicuramente qualche contraddizione interna. Ronchi e Urso sono stati per mesi nel partito solo per logorarlo dall’interno, quasi avessero il mandato da Berlusconi per farlo.

Avevano o no questo mandato?
A mio avviso ce lo avevano, anche perché se ne sono andati senza portarsi dietro neppure un consigliere di quartiere. Si doveva dare l’idea, attraverso il depauperamento del numero dei parlamentari, dell’affievolirsi del progetto.

Urso e Ronchi infiltrati di Berlusconi.
Sono persone che rappresentano malamente se stessi. Persone che hanno avuto un ruolo soltanto perché concesso da Fini. La nostra opinione pubblica è disgustata da quanto hanno fatto, e c’è un generale e diffuso festeggiamento in tutti i circoli di Fli perché se ne sono andati.

Come vede il futuro del partito?
Il terreno del conflitto si è spostato dal Parlamento alla società. Sel, per esempio, è al 9% senza avere gruppi parlamentari. Noi stiamo lanciando due leggi di iniziativa popolare, con raccolta di firme, sull’abolizione delle province e sulla cittadinanza per ragazzi nati in Italia da genitori non italiani regolarmente residenti. Io sono fiducioso: il progetto di una destra legalitaria, attenta ai diritti civili e degli immigrati e che ha consentito di far crollare il moloch berlusconiano, ripagherà in maniera adeguata quando ci saranno le elezioni politiche.

Eppure i sondaggi non prevedono da tempo risultati a due cifre…
All’inizio c’era una grande suggestione legata all’atto di rivolta di Fini contro l’illegalità diffusa e contro l’appiattimento sulla Lega, i grandi temi all’ordine del giorno e su cui il Pdl è morto. Ma la possibilità di costruire il progetto di Futuro e Libertà è legato fortemente a quella di avere Fini in campo a mani libere, non più da presidente della Camera ma da leader politico.

Gli elettori sembrano non capire se stiate al centro, con Casini e Rutelli, o a destra.
Il terzo polo per noi non è un’operazione neo-centrista o democristiana. Si tratta di rompere questo bipolarismo ipocrita e rifare il partito della Nazione. Al suo interno noi giochiamo il ruolo della destra, così come Casini rappresenta il centro e Rutelli l’ala riformista.

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FLI SICILIA, GRANATA: ”La defezione di Scalia dispiace umanamente ma politicamente è ininfluente e contribuisce anzi a far chiarezza”

lunedì, 11 luglio 2011

 

 

 FLI deciderà domani a Roma in un vertice tra Bocchino, Briguglio e Granata con i parlamentari nazionali e regionali e i massimi dirigenti l’assetto commissariale per governare il partito e preparare il Congresso Regionale che si terra’ entro l’anno.

“Umanamente sono dispiaciuto della defezione di Pippo Scalia dal nostro progetto- commenta l’on.Fabio Granata- :evidentemente le marce nel deserto non gli si addicevano e le sirene del berlusconismo hanno prevalso. Ma il nostro progetto politico di costruzione di una Destra legalitaria,repubblicana, costituzionale ed europea al fianco di Gianfranco Fini va avanti, forte degli ultimi risultati siciliani e della ininfluenza politica sostanziale dell’abbandono di Scalia”.

“Infatti dai deputati regionali a quelli nazionali,dai consiglieri comunali e provinciali ai responsabili dei Circoli nessuno lo ha seguito e tutti hanno confermato fedeltà a Fini e a Fli.Si può dire anzi che e’stata fatta chiarezza”.

“Da domani- concluide Granata- con gli alleati del Terzo Polo potremo costruire la definitiva sconfitta del berlusconismo partendo proprio dalla Sicilia”.

 

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CITTADINANZA: GRANATA, PETIZIONE FLI PER LA VERA GENERAZIONE ITALIA

giovedì, 7 luglio 2011
 

 Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di FLI, Fabio Granata, annuncia la decisione di lanciare, parallelamente alla proposta di legge di iniziativa popolare sull’abolizione delle province, quella sulla cittadinanza ai giovani immigrati di seconda generazione, attraverso l’applicazione dello ius soli temperato.
In linea con le battaglie di questi anni, FLI chiedera’ agli italiani il sostegno alla proposta di riconoscimento di cittadinanza ai giovani nati in Italia da genitori immigrati regolarmente residenti nel nostro paese. E’ un segno di civilta’ e di riconoscimento di piena partecipazione alla vita della nazione per tanti giovani italiani per nascita e per cultura: la vera generazione Italia.

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PROTESTA WEB, ANCHE FABIO GRANATA ADERISCE ALLA “NOTTE DELLA RETE”

martedì, 5 luglio 2011

 

A 24 ore dall’approvazione della delibera definita “ammazza-Internet” dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento.
Il 6 luglio l’Autorita’ per le Comunicazioni si appresta a votare una delibera con cui si arroghera’ il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Su internet oltre 130.000 cittadini hanno espresso il loro dissenso via email all’Agcom e cresce di ora in ora il passaparola su Facebook, una mobilitazione on-line e off-line che ha gia’ dimostrato con il referendum quanto possa risultare incisiva.
Ma la protesta continua anche fuori dal web: “La notte della rete”, il 5 luglio alla Domus Talenti a Roma (via delle Quattro Fontane 113), e’ una no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web – tra cui l’associazione radicale Agora’ Digitale – politici, giornalisti, cantanti, esperti: tutti contro il bavaglio alla rete.
L’evento sara’ rigorosamente in diretta streaming sul Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali, accompagnato dai tweet e dai messaggi indirizzati all’Agcom. Fra i presenti gia’ confermati: Olivero Beha, Rita Bernardini, Emma Bonino, Roberto Cassinelli, Pippo Civati, Nicola D’Angelo, Juan Carlos de Martin, Tana de Zulueta, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Fabio Granata, Margherita Hack, Carlo Infante, Giulia Innocenzi, Ignazio Marino, Gianfranco Mascia, Gennaro Migliore, Roberto Natale, Luca Nicotra, Leoluca Orlando, Flavia Perina, Marco Perduca, Marco Pierani, il Piotta, Donatella Poretti, Enzo Raisi, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Antonio Tabucchi, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.

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