Archivio di luglio 2012

Seconda Stella a destra:riprendiamo il cammino…

martedì, 31 luglio 2012

Esattamente due anni fa insieme a Gianfranco Fini, in una calda e assolata giornata romana di fine luglio, demmo vita al gruppo parlamentare di Futuro e Libertà, durante una affollatissima conferenza stampa al Minerva.

Erano i giorni del massimo livello di conflitto con Berlusconi e i suoi sostenitori e vivevamo una avventura esaltante e gioiosa di riaffermazione di valori innegoziabili, in nome dei quali avevamo bloccato in Parlamento il tentativo di demolizione del sistema giudiziario e bocciato leggi inique e incivili .

In quella fase e in quei giorni memorabili la gente faceva il tifo per noi e questo clima da “stato nascente”fu consacrato dalla magia di Bastia Umbra.

Nei giorni successivi, giorni di rabbia e passione, tra rivolte studentesche e tentativi di restaurazione, vivemmo le drammatiche ore della sfiducia mancata e della vergognosa compravendita di molti parlamentari,alcuni dei quali avevano condiviso fin dall’inizio la nostra scelta ma non seppero resistere al “grande corruttore”della vita pubblica italiana.

Eppure,nonostante la sconfitta parlamentare,i tumultuosi avvenimenti ci avevano temprato come Comunità politica orgogliosa e coesa.

L’immagine della lunga traversata del deserto, inventata da Gianfranco Fini,non solo non ci scoraggiava ma ci esaltava,nonostante lungo il percorso subimmo altre defezioni prezzolate e incomprensibili di piccoli uomini vigliacchi e sopravalutati.

La volonta’e la coerenza sembravano caratterizzare questo nostro gruppo di coraggiosi.

Paradossalmente fu la fine di Berlusconi e la caduta del suo Governo,determinata anche dalla nostra decisiva azione,ad aprire una nuova fase ma anche l’inizio di un declino e di una crisi: indecisioni sulla linea politica, altalenanti ipotesi di alleanze, equivoci politici e culturali,appiattimenti eccessivi sul Governo Monti e, non ultimo elemento, eccessiva fiducia nella lealtà di Casini nella costruzione del Terzo Polo,determinarono il crollo nei sondaggi e,cosa più grave,una enorme  confusione sul “che fare”con oscillazioni incomprensibili e repentine tra ipotesi di scioglimento del partito e quelle di un suo rilancio.

Attraverso questo percorso siamo giunti ai giorni che viviamo con una convinzione che per fortuna sembra farsi strada oltre ogni equivoco: nellacomplessa transizione che attraversa l’Italia non si può neanche sperare di rilanciare un progetto politico se non partendo da una comunità che abbia un suo “perimetro”,una sua “identità dinamica”,un suo spazio politico di riferimento.

Per questo ,e sopratutto per non rottamare anni di lotte politiche difficili e disinteressate,a settembre dobbiamo ripartire dal Manifesto per l’Italia,aprire la nostra area ai “mille”e presentare all’opinione pubblica un progetto politico coerente di Patriottismo repubblicano,legalitario ed europeo che rilanci la figura di Gianfranco Fini come leader italiano di una “nuova destra”moderna,legalitaria e aperta ai diritti civili e a quelli di cittadinanza.

Sarebbe bello ritrovarci tutti a Bastia Umbra a due anni di distanza,orgogliosi di aver resistito alla sete del deserto e alle molteplici sirene lungo la traversata, per rilanciare la nostra sfida con in testa Gianfranco Fini.

Sopratutto consapevoli che cercare nuove sintesi non può significare rifondare il PLI o appiattirsi su un radicalismo neo liberista ma seguire,come diceva una bella canzone di qualche anno fa , la “seconda Stella a destra”.

Ancora oggi, questo è il cammino.

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La replica di Fabio Granata a Mannino

giovedì, 26 luglio 2012

Che si usi l’Aula parlamentare in maniera del tutto inopportuna, soprattutto alla luce dello status di imputato che attualmente l’onorevole Mannino riveste nel procedimento che proprio ieri ha visto la formalizzazione della richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura di Palermo, è un fatto particolarmente grave. Il tutto viene aggravato anche da alcune considerazioni che sono state espresse in quest’Aula e cioè questo attacco frontale alla procura, in particolar modo al dottor Ingroia, che è il titolare di quell’inchiesta, giustificato dalla richiesta che lo stesso fa di istituire una Commissione d’inchiesta sulle stragi. Credo sia assolutamente fuori luogo e politicamente non condivisibile, ma anche, da un punto di vista istituzionale, scorretto, utilizzare l’Aula del Parlamento per amplificare una propria posizione che diventa, a questo punto, una posizione politica, che è anche e contestualmente una posizione processuale per ribadire paradossalmente delle accuse verso la procura che ti accusa.  Io credo che ci sia anche una scelta di fondo, e cioè che le dichiarazioni che si tengono in quest’Aula parlamentare sono insindacabili, così come opportunamente la Costituzione prevede, e quindi tutto ciò che viene detto in questa Aula nei confronti, in questo caso, della procura abbia un’assoluta immunità rispetto alle valutazioni espresse. L’Aula dovrebbe osservare una stretta e rigorosa attenzione e rispetto nei confronti di altri poteri, salvaguardando i propri certamente, ma non trasformarsi in un luogo dove in maniera impropria un imputato in un procedimento gravissimo possa portare avanti accuse ai propri accusatori e difese in un luogo che non è legato a questa finalità.
L’attacco alla Procura di Palermo in Parlamento da parte dell’on. Mannino, imputato nella trattativa Stato Mafia, rappresenta una pagina vergognosa della storia repubblicana. Mannino non doveva né poteva avere la parola e il suo attacco intimidatorio nei confronti della Procura e in particolare del dott. Ingroia è gravissimo. Evidentemente ancora oggi una parte del Parlamento italiano teme e contrasta il raggiungimento della verità sui motivi per i quali è stato ucciso Paolo Borsellino. Vergogna.

Fabio Granata a seguito dell’intervento in Aula dell’on Mannino.

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La bandiera di Paolo

giovedì, 19 luglio 2012

 

Oggi, 19 luglio, sarò a Palermo insieme a Gianfranco Fini a rendere omaggio a Paolo Borsellino e a rinnovare la nostra volontà politica irriducibile di verità e giustizia sulla sua morte. Porteremo in Via D’Amelio una grande bandiera tricolore che doneremo al caro Salvatore e ai ‘giovani delle Agende Rosse’ per onorare la Memoria di Paolo con il simbolo più alto della Patria che lui tanto amava. Onoreremo Paolo per rivendicarne l’eredità spirituale, culturale e, perché no, politica, anche se Paolo, lo sappiamo bene, appartiene a tutti gli Italiani onesti. Lo faremo ancora una volta a Palermo per riaffermare che oggi più di ieri è meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino. Lo onoreremo per testimoniare che la nuova destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo darà un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie. E per arrivare alla verità su quelle stragi senza fermarsi davanti ad alcun ‘santuario’. Borsellino si è sacrificato senza mai perdere la speranza nel cambiamento e nei giovani. Pochi giorni prima di morire, in merito all’impegno nella lotta alle mafie e per la legalità, dopo l’uccisione del suo amico e collega Giovanni Falcone, affermò: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di continuare a farlo senza lasciarci condizionare dalla sensazione o dalla certezza, che tutto questo può costarci caro».

Noi dobbiamo cercare di essere all’altezza di questo messaggio poiché solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle nostre coraggiose rotture del passato. Nella consapevolezza che l’Italia, come amava dire Paolo della sua amata Sicilia, «diventerà bellissima» solo annientando tutte le mafie e cacciando tutti i suoi complici dal Parlamento e dalle istituzioni.

Costruire quindi un movimento politico erede di quel messaggio spirituale e culturale fondato sulla legalità e soprattutto sul rifiuto di ogni compromesso. La difficile fase politica e sociale che attraversa l’Italia va affrontata con occhi lucidi e tenendo ben alta la bandiera di Paolo Borsellino: questo il nostro compito e il nostro difficile cammino.

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Granata : ” Il Nuovo Polo faccia un unico listone del Presidente e indichi le primarie, io sono pronto”.

venerdì, 13 luglio 2012

Ci si candida alla guida di una Regione sulla base di un programma edi una visione politica. Il Nuovo Polo convochi i suoi stati generalie sulla base di un programma condiviso indichi le primarie tra me,Massimo Russo e chiunque vorrà condividere il programma stesso.Anche Rosario Crocetta o altri, se condividono il programma e non sicredono uomini della provvidenza, partecipino.Una sola condizione: tutti i candidati del listone e anche del listinodel Presidente devono avere i requisiti del Codice Etico antimafia ecioè non possono andare in lista anche se semplicemente rinviati agiudizio per associazione mafiosa, traffico rifiuti, peculato,corruzione e concussione. Basta inquisiti al Governo e all’Ars.

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PROVINCE: GRANATA, SICILIA TORNI ALLE ‘TRE VALLI’

lunedì, 9 luglio 2012

Alla luce della volonta’ di rivisitazione del territorio, la Sicilia potrebbe tornare alla classica suddivisione delle tre Valli storiche: Val di Mazara, Val Demone e Val di Noto facendone, insieme alle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina, la base di un assetto piu’ uniforme e razionale anche per la promozione e il marketing territoriale’. Lo ha detto l’on. Fabio Granata, vice coordinatore nazionale di FLI.

Da una immagine mixata di ritorno alla tradizione storica e di innovazione,  si puo’ determinare una nuova dinamica economica, produttiva e culturale per territori omogenei e rappresentativi di specificita’.

Presentero’ una proposta di legge che vada in questa direzione e che superi le attuali province con una proposta innovativa, originale e vincente.

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Granata: «Forse non sono esportabili le soluzioni politiche per le Regionali» Il ruolo di Fli. «Mi sono anche candidato per dimostrare che in Sicilia c’è»

mercoledì, 4 luglio 2012

 

Lillo Miceli intervista Fabio Granata per il quotidiano La Sicilia-martedì 3 luglio 2012

 

Palermo. «Grazie all’esito positivo della missione del premier Monti a Bruxelles, non ci saranno elezioni politiche anticipate. In Sicilia, invece, si voterà ad ottobre. E non è detto che le soluzioni politiche che ci porteranno alla consultazione regionale, si possano attuare a livello nazionale». Fabio Granata, vicepresidente nazionale di Fli, candidato alla presidenza della Regione, dal coordinatore del suo partito, Briguglio, è pronto a cimentarsi nella battaglia elettorale: «La mia candidatura non c’è solo per dimostrare che noi di Fli esistiamo, abbiamo ottenuto in media il 7,4% nelle città maggiori in cui si è votato nelle scorse amministrative, ma c’è anche per chiedere il consenso dei siciliani, a partire dalla legalità. Negli ultimi quindici anni la Regione Siciliana ha dovuto fare i conti con problemi legati proprio alla legalità. Per questo motivo, per la formazione delle nostre liste sarà applicato il codice etico. Non potrà essere candidato chi è rinviato a giudizio per reati mafiosi, truffa, concussione e reati contro la pubblica amministrazione. Sarebbe una risposta straordinaria».
Ma per amministrare occorrono anche i programmi. Al primo punto del programma di Granata c’è la salvaguardia del paesaggio: «Bisogna bloccare il consumo del territorio attraverso una moratoria generale di tutte le concessioni edilizie, facendo partire, anche con l’utilizzazione delle risorse europee, una grande operazione per la riutilizzazione delle volumetrie esistenti, nonché la bonifica delle aree urbane degradate e la ricostruzione con il ricorso a tecniche di bio-edilizia finalizzate al risparmio energetico e alla prevenzione sismica. Insomma, recuperare è meglio che lottizzare e cementificare. Peraltro, cemento e movimento terra fanno gola alla mafia».
Ma è sul piano dei trasporti, dei collegamenti intercity, che Granata intende subito affrontare, rispolverando il vecchio progetto che aveva già dato buoni risultati ai tempi in cui ricopriva l’incarico di assessore al Turismo, Trasporti, Sport e Spettacoli. Con il taglio di alcuni rami secchi e con l’utilizzo dei «Minuetto», eravamo riusciti ad avere cinque corse al giorno sulla Siracusa-Catania, in 50 minuti; Catania-Taormina, in 20 minuti anche di notte; Palermo-Cefalù, 40 minuti; Palermo-Trapani, 60 minuti; Palermo-Agrigento 1 ora e 45 minuti. La Regione aveva acquistato quarantotto «Minuetto», ma in giro non se ne vedono. Le Ferrovie dello Stato dovranno dirci cosa ne stanno facendo». Un programma che si occupa dei prodotti dell’agro-alimentare, dei prodotti a chilometro zero, dell’innovazione tecnologica in agricoltura, «senza trascurare il viaggio culturale».
Ma bisogna fare i conti con la situazione politica. E la chiusura di Fini a Pdl e Lega, con l’ipotesi anche di un accordo con Udc e Pd per la formazione di un’area patriottica, riformistra, nazionale ed europea, non è detto che agevoli le alleanze in Sicilia. «Per la prima volta la Sicilia non sarà laboratorio politico, perché con l’anomalia Lombardo sarà difficile ricostruire i rapporti con Udc e Pd che hanno deciso di sfiduciarlo, dopo essere stati alleati. Anche per questo abbiamo dato vita al Nuovo polo Sicilia». Un polo che, però, ha già due candidati alla presidenza della Regione, l’altro è l’assessore alla Salute, Russo, ma che l’ex-sindaco di Gela, Crocetta, è visto con simpatia dal Nuovo polo, ma non dal suo partito, il Pd. «Lombardo e l’Mpa – osserva Granata – non potevano non dare l’indicazione di Russo. Anche noi guardiamo con simpatia a Crocetta, ma non prendiamo lezioni da nessuno sul piano etico e politico. Siamo aperti al confronto. Il Nuovo polo può andare alle elezioni da solo, oppure alleato anche a quel pezzo del Pd che ha sempre sostenuto Lombardo. Io sono pronto. Il mio limite è sempre stato che mi stimava chi non mi votava. Ma ora che sono saltati gli schemi… ».

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Piazza Armerina, riapre Villa del Casale. Granata:”I restauri in Sicilia hanno un nome e cognome”

martedì, 3 luglio 2012


La riapertura di Villa Romana del Casale e’ un motivo di grande soddisfazione per chi ha voluto il restauro,individuato le somme,fatto approvare il finanziamento e firmato il decreto, nominando Sgarbi Commissario straordinario.E visto che non lo ha ricordato nessuno,in questa Sicilia priva di memoria storica,lo faccio io.
Con queste parole, Fabio Granata ha espresso soddisfazione per la riapertura di Villa Romana del Casale alla fine di un lungo restauro voluto e finanziato dallo stesso Fabio Granata da Assessore Regionale ai beni culturali.

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Granata:”Stop consumo suolo: iniziamo dalla Sicilia”

lunedì, 2 luglio 2012

Il più grande patrimonio della Sicilia è immateriale ed è rappresentato dal paesaggio culturale e ambientale,elemento sul quale può edificarsi un modello di sviluppo del tutto nuovo. Bisogna bloccare il consumo del territorio attraverso una moratoria generale di tutte le nuove concessioni edilizie facendo partire parallelamente,anche attraverso l’utilizzazione di risorse comunitarie,una epocale operazione di riutilizzazione delle volumetrie esistenti,di bonifica delle aree urbane degradate attraverso piani colore e interventi di ricostruzione delle volumetrie esistenti con il ricorso a tecniche di bioedilizia finalizzata al risparmio energetico oltre che alla prevenzione sismica. Intervenire in modo organico e definitivo sul dissesto idrogeologico anche attraverso demolizioni e ricostruzioni di volumetrie in luoghi idonei e autorizzati.

Infine determinare, dopo tante chiacchiere,finalmente una vera bonifica delle grandi aree industriali attive e dismesse,costringendo la grande industria a contribuire e attraverso il pieno coinvolgimento delle facoltà di ingegneria e architettura.

Questo piano sarà il cuore del mio programma per la Sicilia e attiverà maestranze edili e professionalità legate alla progettazione in maniera enormemente superiore dei soliti piani di lottizzazione inutili,di bassa qualità e spesso legati al ciclo illegale e mafioso del cemento e del movimento terra .

Un grande progetto di legalita’e bellezza per la nostra Sicilia.

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