Esattamente due anni fa insieme a Gianfranco Fini, in una calda e assolata giornata romana di fine luglio, demmo vita al gruppo parlamentare di Futuro e Libertà, durante una affollatissima conferenza stampa al Minerva.
Erano i giorni del massimo livello di conflitto con Berlusconi e i suoi sostenitori e vivevamo una avventura esaltante e gioiosa di riaffermazione di valori innegoziabili, in nome dei quali avevamo bloccato in Parlamento il tentativo di demolizione del sistema giudiziario e bocciato leggi inique e incivili .
In quella fase e in quei giorni memorabili la gente faceva il tifo per noi e questo clima da “stato nascente”fu consacrato dalla magia di Bastia Umbra.
Nei giorni successivi, giorni di rabbia e passione, tra rivolte studentesche e tentativi di restaurazione, vivemmo le drammatiche ore della sfiducia mancata e della vergognosa compravendita di molti parlamentari,alcuni dei quali avevano condiviso fin dall’inizio la nostra scelta ma non seppero resistere al “grande corruttore”della vita pubblica italiana.
Eppure,nonostante la sconfitta parlamentare,i tumultuosi avvenimenti ci avevano temprato come Comunità politica orgogliosa e coesa.
L’immagine della lunga traversata del deserto, inventata da Gianfranco Fini,non solo non ci scoraggiava ma ci esaltava,nonostante lungo il percorso subimmo altre defezioni prezzolate e incomprensibili di piccoli uomini vigliacchi e sopravalutati.
La volonta’e la coerenza sembravano caratterizzare questo nostro gruppo di coraggiosi.
Paradossalmente fu la fine di Berlusconi e la caduta del suo Governo,determinata anche dalla nostra decisiva azione,ad aprire una nuova fase ma anche l’inizio di un declino e di una crisi: indecisioni sulla linea politica, altalenanti ipotesi di alleanze, equivoci politici e culturali,appiattimenti eccessivi sul Governo Monti e, non ultimo elemento, eccessiva fiducia nella lealtà di Casini nella costruzione del Terzo Polo,determinarono il crollo nei sondaggi e,cosa più grave,una enorme confusione sul “che fare”con oscillazioni incomprensibili e repentine tra ipotesi di scioglimento del partito e quelle di un suo rilancio.
Attraverso questo percorso siamo giunti ai giorni che viviamo con una convinzione che per fortuna sembra farsi strada oltre ogni equivoco: nellacomplessa transizione che attraversa l’Italia non si può neanche sperare di rilanciare un progetto politico se non partendo da una comunità che abbia un suo “perimetro”,una sua “identità dinamica”,un suo spazio politico di riferimento.
Per questo ,e sopratutto per non rottamare anni di lotte politiche difficili e disinteressate,a settembre dobbiamo ripartire dal Manifesto per l’Italia,aprire la nostra area ai “mille”e presentare all’opinione pubblica un progetto politico coerente di Patriottismo repubblicano,legalitario ed europeo che rilanci la figura di Gianfranco Fini come leader italiano di una “nuova destra”moderna,legalitaria e aperta ai diritti civili e a quelli di cittadinanza.
Sarebbe bello ritrovarci tutti a Bastia Umbra a due anni di distanza,orgogliosi di aver resistito alla sete del deserto e alle molteplici sirene lungo la traversata, per rilanciare la nostra sfida con in testa Gianfranco Fini.
Sopratutto consapevoli che cercare nuove sintesi non può significare rifondare il PLI o appiattirsi su un radicalismo neo liberista ma seguire,come diceva una bella canzone di qualche anno fa , la “seconda Stella a destra”.
Ancora oggi, questo è il cammino.
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