Liberare Palermo

di Fabio Granata
3
nov
2011

 

Liberare Palermo.

Fli e Terzo Polo hanno dimostrato lungimiranza e grande senso di responsabilità politica offrendo il proprio convinto sostegno alla candidatura di Rita Borsellino.

Noi crediamo che la Capitale siciliana possa assumere grande valenza simbolica per superare la grave crisi di rappresentanza politica in cui versa l’Italia.Ma e’soprattutto il nostro amore per Palermo che ci ha portato ad assumere una posizione di piena e disinteressata disponibilità .

Il Governo cittadino del centrodestra ha devastato l’immagine e il tessuto sociale ed economico della capitale della Sicilia,e solo una grande coalizione di rinnovamento può salvare Palermo.

Per questo motivo sollevano molte perplessità e amare riflessioni le dinamiche di chi non vuole chiudere positivamente la partita,cercando di ricreare steccati ideologici tra le attuali opposizioni.

Sorprende particolarmente Luca Orlando,testimone e protagonista della grande rottura che porto alla Primavera palermitana e che ora appare come il custode dei recinti di appartenenza politica predeterminata su vecchi schemi.

Noi auspichiamo che ci sia un sussulto di lucidità e lungimiranza nelle scelte finali.

In ogni caso saremo presenti come Futuro e Liberta’con liste e candidati all’altezza della importantissima sfida:provare a far “ridiventare Bellissima”la nostra Palermo.

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Sicilia: il Nostro Patrimonio per i Viaggiatori. Stop al prestito delle opere.

di Fabio Granata
22
ott
2011

 

La Sicilia e’una delle più grandi stratificazioni storico culturali del Pianeta: 5 siti UNESCO, oltre a un sesto riconoscimento relativo al “patrimonio immateriale”, lo certificano. La Valle dei Templi,La Villa Romana del Casale,Le Isole Eolie,Il Val di Noto, Siracusa e Pantalica.

Attorno e a testimonianza di questa “opulenza”culturale Musei e Gallerie pieni di reperti,statue,opere d’arte di valore incalcolabile.

L’idea di far viaggiare, prestandoli per mostre e manifestazioni, nostri capolavori e’ sbagliata e superficiale:va bloccata subito e per sempre attraverso una normativa che proporrò al mio gruppo parlamentare all’Ars.

Bisogna promuovere il Patrimonio Culturale materiale e immateriale nel mondo attraverso l’evocazione sapiente del contesto unico nel quale tali opere sono incastonate:contesto fatto di paesaggio, vino, cibo, qualità e dolcezza del vivere.

Per questo dobbiamo smetterla di cercare turisti ma ridiventare la Terra dei Viaggiatori attenti e curiosi .

Basta ai prestiti di singole opere d’arte, tranne rarissime e importantissime eccezioni,e attenzione invece massima a ripensarne e valorizzarne l’efficacia espositiva e la costante possibilità di visita.

La Sicilia, così come e’avvenuto nei primi anni del 2000,con 2 riconoscimenti UNESCO e decine di mostre ed eventi internazionali, torni ad essere la terra dei Viaggiatori:vengano qui, da tutto il mondo, per conoscere la nostra cultura e il “racconto” di una Civiltà straordinaria.

“Sicilia, una Terra che racconta”: questa l’idea che insieme all’indimenticabile Ferruccio Barbera cercammo qualche anno fa’ di evocare e affermare in Italia e nel mondo.

Mai prestando opere d’arte, ma organizzando il sistema della cultura siciliano con sapienza e consapevolezza attorno e nel cuore vivo delle nostre Città, dei nostri Musei e traccia della nostra identità .

“Non abbiamo bisogno di una nuova Terra ma di nuovi occhi per guardarla”:questo resta l’auspicio.

E la Speranza.

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Fabio Granata:Futuro e Libertà grande forza di cambiamento”

di uffstampaongranata
8
ott
2011

Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di Fli l’on .Fabio Granata, presentando il Preisdente della Camera on.Gianfranco Fini a Palermo ha detto:

“Questa grande manifestazione con migliaia di palermitani lancia il progetto vincente di una destra repubblicana e legalitaria dalla Città di Paolo Borsellino,in nome dei suoi valori. E contro il Pdl e questo centrodestra oramai al servizio della illegalità e del disgregazione etica e politica dell’Italia. Abbiamo lanciato una sfida di rinnovamento radicale in nome dei valori di unità nazionale,giustizia sociale e legalità  creando le condizioni di un laboratorio politico che da Palermo faccia di Fli il perno di una nuova epoca per la Città improntata sulla legalità ,sullo sviluppo sostenibile,sulla cultura e sulla innovazione”.

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Fabio Granata:”Fini a Palermo apre il laboratorio Sicilia di Fli:costruiamo il Governo della Citta”

di uffstampaongranata
7
ott
2011

 

Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di Fli l’on .Fabio Granata sottolinea come “la decisione di Futuro e libertà di iniziare da Palermo il tour nazionale di Gianfranco Fini evidenzia la nostra volontà di puntare sulla capitale dell’isola e sulla Sicilia per radicare il nostro progetto e creare le condizioni di un laboratorio politico che da Palermo faccia di Fli il perno di una nuova epoca per la Città improntata sulla legalità ,sullo sviluppo sostenibile,sulla cultura e sulla innovazione”.

“Chiudere per sempre la stagione del Pdl e dei suoi alleati- prosegue Granata-  che hanno umiliato e degradato Palermo, per far tornare la Città alla sua naturale vocazione di Capitale mediterranea”.

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Il Riformista intervista Fabio Granata. “Della Valle qualunquista.Non c’è solo l’economia”

di uffstampaongranata
4
ott
2011

Il Riformista 4 ottobre, 2011

Onorevole, cosa ne pensa del j’accuse di Diego Della Valle contro la politica?

Una premessa. Ho un grande rispetto per chi ha diffuso e difeso l’ eccellenza italiana nel mondo attraverso produzioni di qualità. Il Della Valle che mi piace è questo e anche quello che fa una grande operazione di mecenatismo culturale finanziando il restauro di un opera come il Colosseo. Noi che facciamo politica, però, non ci sentiamo e non  mi sento personalmente in attesa di un Papa nero proveniente dalla grande impresa per far ripartire l’Italia. Nel manifesto che ha pubblicato a pagamento sui giornali, Della Valle ha scritto tante cose condivisibili anche a livello popolare, ma con uno stile che ricorda le precedenti simpatie politiche. Come Clemente Mastella, infatti, non si capiva mai da che parte stava, così in Della Valle non si capisce mai di chi sono le responsabilità della situazione attuale. Invece, le responsabilità ci sono eccome, vanno denunciate nome per nome.

Anche Montezemolo e altri banchieri sembrano tentati dallo scendere in campo.

Con gli imprenditori prestati alla politica abbiamo già dato con Berlusconi. In ogni caso, nell’impegno civile di personalità come Montezemolo che hanno dato lustro all’Italia promuovendo le sue eccellenze in tutto il mondo come la Ferrari, non ci vedo nulla di male né sono contrario in via pregiudiziale come di fronte a tutti coloro che intendono rimboccarsi le maniche davanti alla crisi e al degrado dell’attuale scena politica. La chiamata alla responsabilità è per tutti, imprese in testa. Se vogliono dare il loro contributo sono i benvenuti, dico no agli appelli qualunquisti e che accarezzano l’antipolitica come quello di Della Valle. E ricordo a tutti che l’essenza della politica è la partecipazione attiva al bene comune: riguarda anche gli interessi economici, ma non solo quelli. Il cuore del problema è far ripartire una grande alternativa possibile per rompere la gabbia del berlusconismo e offrire una prospettiva di governo al paese. Legalità, unità nazionale, valorizzare il merito, selezione democratica dei gruppi dirigenti, diritti civili. Questa è la proposta politica di Fli e del Terzo Polo, nonché la cifra più importante della discesa in campo di Fini quando ruppe col Pdl.

A proposito di Pdl. Gli scricchiolii aumentano.

Le defezioni dentro il Pdl né caratterizzeranno, sempre di più, in questa sua fase finale, la crisi. Avremo, presto, altre sorprese. Come Terzo Polo siamo molto attenti a quello cghe sta facendo Beppe Pisanu e la sua area e trovo vergognoso che si cerchi, da parte di esponenti dello stesso Pdl, di macchiarne l’immagine adamantina di miglior ministro dell’Interno degli ultimi decenni. Per quanto riguarda il futuro della legislatura, lo strumento referendario è una macchina messa in moto anche con il nostro contributo che non si fermerà. A quel punto, il premier vorrà andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale perché è l’unica che gli garantisce, creando dal nulla un nuovo partito, di poter mandare in Parlamento una Guardia Repubblicana che ne difenda gli interessi e ne garantisca un minimo di rappresentanza politica. Di conseguenza, il Pdl si spaccherà in mille pezzi. Proprio come Fini aveva previsto. Voteremo nel 2012 con il Porcellum e la vera novità politica sarà il Terzo Polo, che non solo resterà unito ma si allargherà verso il Pdl e verso i settori più riformisti del Pd che non vogliono entrare nella riedizione della gioiosa macchina da guerra di Occhetto. Nascerà un’alleanza di centro inedita e attenta al merito e all’economia, come chiedono gli imprenditori, ma soprattutto attenta ai problemi della gente, ai diritti e alla cittadinanza.

Intanto, arrivano le intercettazioni, in Aula.

Berlusconi e le cricche puntano a difendere se stessi ma non vanno da nessuna parte. Forse metteranno la fiducia e passerà, ma nel Paese monteranno rabbia e indignazione. Sarà l’ultimo atto.

Si dice che lei potrebbe finire con Di Pietro…

E’ più facile che Di Pietro si iscriva a Fli….

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Granata su Ministro Romano:”SI’ A SFIDUCIA, POLITICA DIA SEGNALE A NAZIONE”

di uffstampaongranata
28
set
2011

 

 Futuro e Liberta’ votera’ si alla mozione di sfiducia nei confronti del Ministro Saverio Romano, poiche’ al di la’ delle responsabilita’ giudiziarie che saranno accertate dalla magistratura,  ritiene che spetti al parlamento e quindi alla politica fare un passo avanti e lanciare un segnale chiaro alla nazione.

Oggi non é in discussione nessun principio “garantista”, noi non siamo e non saremo mai un tribunale penale, noi siamo chiamati a giudicare sulla politica e il buon funzionamento delle istituzioni.

 Noi riteniamo un grave danno per l’immagine dell’Italia e per la credibilita’ delle istituzioni che il ministro continui a ricoprire la carica e a rappresentare il governo come se nulla fosse.

Tra le tante personalita’ che aspiravano a quel ruolo il Presidente del consiglio decise contro tutto e contro tutti di nominare Saverio Romano nonostante i gravi procedimenti giudiziari nei suoi confronti e nonostante in campagna elettorale avesse chiesto voti contro berlusconi.

C’era una cambiale da onorare: il suo cambio di schieramento a dicembre contribui’ a salvare il governo.

Abbiamo atteso in queste settimane, che hanno preceduto la mozione di sfiducia che oggi discutiamo, un atto di dignita’ politica, tendente a sottrarre il  parlamento e la politica italiana dall’accusa di impunita’ e offesa al sacrosanto principio dell’eguaglianza dei cittadini davanti  alla legge.

 Abbiamo soprattutto atteso invano che la richiesta di tale atto di dignita’ provenisse anche da alcuni settori della stessa maggioranza che ritenevamo sensibili e coerenti alle politiche di contrasto alle mafie.

 Ministro maroni il suo silenzio e’ stato sorprendente e anzi la sua dichiarazione di sostegno a romano di qualche giorno fa ci ha lasciato perplessi e lo confessiamo anche molto delusi nei suoi confronti.

Lei ha ben operato da ministro degli interni nelle politiche di contrasto alle mafie, ha sempre sostenuto con ben altro stile rispetto a importanti settori del governo l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine impegnate nella repressione militare delle organizzazioni criminali attraverso indagini sofisticate, arresti sequestri e confische di ingenti patrimoni, che per certi versi hanno certificato la straordinaria forza delle mafie sull’intero territorio nazionale.

Ministro Maroni oggi noi le diciamo, ma lei lo sa bene, che gli arresti, le retate, i sequestri, le confische dei patrimoni sono importanti, ma altrettanto importante e’ l’esempio che la politica deve dare all’opinione pubblica e i segnali che lancia alle organizzazione criminali.

Come fa quindi a sostenere la permanenza all’interno del suo esecutivo di un ministro la cui nomina aveva peraltro gia’ sollevato serie perplessita’ da parte del presidente della repubblica?

Che risulta comunque in contatto con numerosi soggetti condannati o indagati per mafia di Palermo, di Villabate e di Belmonte Mezzagno?

E proprio su belmonte mezzagno, Ministro Maroni, che lei ci sorprende e ci delude maggiormente.

 Lei che insieme al prefetto di Palermo, funzionario di grande livello e di sua assoluta fiducia (da lei infatti nominato recentemente direttore dell’agenzia nazionale per i beni confiscati) ha raccolto un rapporto circostanziato sulle incontestabili infiltrazioni mafiose dell’amministrazione guidata dallo zio del ministro romano, sindaco di un paese che costituisce contemporaneamente il feudo elettorale del ministro, la sua citta natale e l’avamposto piu avanzato di quella rete di protezione che ha garantito la latitanza di Bernando Provenzano, capo indiscusso di cosa nostra, in tasca al cui autista e strettissimo collaboratore e’ stato trovato un pizzino con il numero di cellulare di romano.

Sorvolo sul numero dei pentiti che hanno riferito della vicinanza di Romano a uomini di cosa nostra e sorvolo su cio’ che emerge dalle carte dell’indagine che portera’ il 24ottobre il gip di Palermo a  pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti del ministro.

In quelle carte “risulta provato che uomini di spicco dell’aria operativa di cosa anostra disponga dei recapiti telefonici personali dello stesso romano e cosa ancora piu grave nelle eleaborazioni dei dati di traffico risultano rilevate le utenze di romano sia in entrata che in uscita”

Non mi soffermero’ sulle dichiarazioni rese alla magistratura dal tributarista dei ciancimino gianni lapis relative a dazioni di denaro nei confronti del romano e in riferimento agli appalti della societa’ gas gioiello di famiglia dei ciancimino,

Non mi soffermero neanche sul fatto che l’on. Romano sia stato uno dei pochi parlamentari ad opporsi ed aver votato contro il regime 41 bis.

In un paese normale sarebbero il presidente del consiglio, il ministro degli interni e il ministro della giustizia a chiedere ad un ministro implicato in un’inchiesta di mafia di farsi da parte. Non significherebbe dare per buone accuse che devono  ancora essere provate, né anticipare la pronuncia dei tribunali, ma proteggere le istituzioni dal discredito che il sospetto – il semplice sospetto – della contiguità con la criminalità mafiosa di un ministro irreparabilmente comporta.

Le questioni che emergono su romano devono infatti essere considerate dal parlamento, dalla poitica e dalle istituzioni con occhi diversi e per certi versi piu severi di quelle degli inquirenti.

Il nostro giudizio sul contesto nel quale il ministro opera e sul complesso delle sue relazioni prescindono anche dalla decisione di rinvio a giudizio che spetta soltanto alla magistratura

Le nostre sono esclusivamente valutazioni politiche da parte di un movimento che ama definirsi legalitario e repubblicano e che ha al primo punto del suo programma il rinnovamento etico dell’italia e l’amore verso la nostra patria.

Per questo riteniamo che il primo pensiero che un politico, sottoposto a procedimento penale per reati cosi’ gravi e che si trova a svolgere un ruolo importante di rappresentanza della nostra nazione, dovrebbe avere a cuore e’ salvaguardare il prestigio dell’istituzione nella quale esercita una pubblica funzione, dovrebbe esprimere fiducia verso l’operato della magistratura, dovrebbe fugare ogni ombra e sospetto da parte dei cittadini, facendo un passo indietro e contemporaneamente la politica non dovrebbe chiudere gli occhi su comportamenti, frequentazioni, rapporti, non solo oggettivamente provati, ma in molti casi ricercati dallo stesso romano.

Dovunque in europa il ministro avrebbe dovuto dimettersi spontaneamente, pretendere l’accertamento delle responsabilita’ e dimostrare con l’esempio e non con le parole che tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge.

E questo dovere dovrebbe essere ancora piu’ forte in una fase nella quale gli umori dell’antipolitica rischiano di travolgere la credibilita’ delle istituzioni.

Mi chiedo: se la politica rinuncia a darsi un severo codice etico, se anche da parte di settori istituzionalmente e anche culturalmente legati all’idea di legalita’, come quelli della lega o quelli della ex destra prima missina e poi di alleanza nazionale con i quali abbiamo condiviso tante battaglie , chiudono oggi gli occhi, fingono di non vedere, blaterano di toghe rosse, perche’ poi sorprenderci se la magistratura si trova obbligata a porrre in essere attivita’ di supplenza?

Ed ad alcuni colleghi parlamentari e di governo che si accingono a votare contro la mozione di sfiducia per valutazioni di fedelta’ antica o acquisita alla maggioranza chiedo come faranno a continuare ad onorare la memoria di quel paolo borsellino giudice esemplare, uomo di destra che in uno dei suoi interventi piu significativi dopo la morte di giovanni falcone lancio’ un anatema a quei politici che “avevano tradito per vilta’, calcolo o complicita’, e che avevano perduto per sempre il diritto alla parola”

Quel paolo borsellino, profetico nel dire che un politico non deve solo essere onesto e leale nei confronti dello stato ma deve anche sembrarlo, non chiedendo consensi, non avendo relazioni, non coltivando rapporti con pezzi dell’antistato mafioso.

Infine mi rivolgo a lei ministro Romano, lo abbiamo visto in questi giorni lanciare quella che e’ stata definita una contro-offensiva mediatica con la quale ha sostanzialmente minacciato il governo che la sfiducia nei suoi confronti farebbe venire meno quella maggioranza politica acquisita, sappiamo come, il 14 dicembre.

 E sappiamo anche, da alcuni suoi atti nella gestione del ministero dell’agricoltura che lei si muove sprezzante di quelle regole sulle quali ha giurato nelle mani di un perplesso Capo dello Stato, rendendo prassi abituale un curioso spoil system in cui le competenze vengono sostituite dalla fedelta’ a lei ed al suo  sedicente partito.

Parlo delle nomine per sin controllata da agea dove ha messo nelle mani di un suo diretto collaboratore tutti i poteri, parlo di isa, parlo di agecontrol, e di tutta una serie di manovre interne alla struttura dirigenziale di un ministero prezionso e fondamentale della nostra italia, che saranno oggetto di nostre interpellanze.

Parlo anche colleghi della lega a qualche nomina in societa’ legate alla distribuzioni di fondi per l’agricoltura e della copertura di qualche imprenditore padano su procedure poco trasparenti sulle quote latte.

Ho voluto citare questi episodi legati alle sue interviste, ai suoi avvertimenti e alla presentazione di un libro “la mafia addosso”, non so se di taglio autobriogafico per parlare direttamente a lei ed alla sua dignita’:

Si alla dignita’ signor ministro dignita’.

Una parola ricamata nell’abito d’onore di ogni servitore dello stato, quei servitori dello stato ministro maroni che in situazioni analoghe a quelle di romano verrebbero immediatamente sospesi dal servizio e dallo sttipendio, di chi ha giurato sulla costituzione e sulla repubblica, di chi dovrebbe essere disposto a dare la propria vita per difenderla da ogni macchia e da ogni mano sudicia che la vorrebbe infangare.

Quelle mani che hanno strappato la vita a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino e tanti altri.

Ci sono parole che nascono invece per essere marce e hanno il potere di far marcire cio’ che vi e’ intorno e una di queste e’ senz’altro mafia!

Quando qualcuno accosta la parola ministro alla parola mafia bisognerebbe pronunciare subito due volte la parola dignita’ :

Lasci cadere dentro di se’ queste due parole e ascolti il suono che proviene dalla campana della sua coscienza e salvi il suo nome e salvi anche il nostro nome e l’onore degli italiani che ancora credono nel parlamento e nelle istituzioni.

Ministro si affidi alla legge, li’ difenda le sue ragioni, ma allontani la macchia dal parlamento e dal governo. Lo faccia per lei ma soprattutto per tutti noi se non lo fara’ e cio’ che chiederemo di fare al parlamento votando si alla sfiducia nei suoi confronti.

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