Dopo il Ponte sullo Stretto, per fortuna definitivamente archiviato, la Tav e’ il nuovo dogma italiano:non può essere messo in discussione,nonostante risulti oggettiva la sua inutilità e del tutto fuori dalla realtà la spesa che lo Stato dovrà sostenere.
Ferma restando la condanna verso metodi violenti di protesta,la risposta di Monti e’apparsa,al di la’dei soliti toni distaccati e sobri,come una provocazione e una minaccia.
Infatti, se si apre un dialogo, si deve voler approfondire le questioni e, appunto, metterle in discussione: Monti invece ha già deciso e finge di voler dialogare ma solo per lanciare avvertimenti ai manifestanti.
Sarò certamente espressione di una minoranza , anche nel mio partito, ma questa maggioranza trasversale e conformista che parla per slogan e che non vuole discutere il dogma delle magnifiche sorti e progressive della Tav non è degna della tradizione italiana di dialogo per il bene comune . Per quanto mi riguarda piena solidarietà agli irriducibili cittadini della Val di Susa che difendono territorio, paesaggio, qualità della vita e dignità “
NO TAV
mar
2012
ETERNIT: GRANATA, SENTENZA STORICA
feb
2012
La sentenza che ha condannato gli ex vertici dell’Eternit di Casal Monferrato crea un precedente importantissimo per la giurisprudenza. Finalmente e’ stata fatta giustizia su una questione che si trascinava da anni: la sicurezza sul lavoro e’ un tema fondamentale e la decisione presa questa mattina puo’ e deve essere un segnale positivo.
Bisogna cogliere il significato di questa pronuncia storica e tutte le forze del Parlamento devono impegnarsi appieno sulle politiche della sicurezza sul lavoro e sulla tutela dell’ambiente e del territorio.
Da Palermo una nuova Etica pubblica
feb
2012
Indiscutibilmente le elezioni palermitane rivestono un test di valenza nazionale e saranno seguite con attenzione dall’opinione pubblica.
Noi sosteniamo con entusiasmo e consapevolezza una storia pulita e nuova come quella incarnata dal volto giovane di Massimo Costa.
Ma serve anche creare una condizione di cambiamento e partecipazione nel Consiglio Comunale della più importante città siciliana .
In questa ottica Futuro e libertà proporrà e sottoscriverà un codice etico per tutti i candidati e che per quando ci riguarda sara’obbligatorio condividere,sottoscrivere e rispettare.
Non si tratta soltanto di avere la fedina penale pulita ma di accettare per andare in lista due condizioni essenziali:trovarsi nelle condizioni di superare il filtro che le prefetture utilizzano per il rilascio delle certificazioni antimafia alle imprese(che fanno riferimento oltre che alla mancanza di precedenti o procedimenti penali,anche ai contesti sociali e familiari) e accettare di rendere pubbliche le condizioni patrimoniali dalla candidatura fino all’elezione e nel corso della legislatura,per chi eletto.
Al di la del Sindaco serve una politica priva di condizionamenti e ombre.
Per la vera primavera di Palermo e della Sicilia.
La Sicilia laboratorio dell’alternativa.
feb
2012
Negli ultimi anni alcune dinamiche poi diventate patrimonio della politica nazionale hanno avuto in Sicilia un laboratorio politico di avanguardia, a partire dall’elezione diretta dei sindaci fino alla clamorosa dissoluzione della Democrazia Cristiana, con la nascita del fenomeno Rete e del peronismo di Leoluca Orlando. Così come nel ’92 , sullo sfondo di vicende drammatiche che si consumavano tra le stragi di Capaci e via D’Amelio, sono proprio le stagioni di transizione a determinare dinamiche nuove e ad aprire scenari inediti. Prima ancora della Direzione nazionale in cui Gianfranco Fini ruppe con Berlusconi e diede inizio a quel processo che ha portato alla fine del berlusconismo e alla nascita di Futuro e libertà, è stata la Sicilia lo scenario di una rottura del neonato Pdl: prima attraverso la nascita di quel Pdl Sicilia che vide alleati contro l’asse della conservazione Alfano-Schifani gli uomini che poi hanno vita a Fli e Gianfranco Miccichè e successivamente con la nascita di Grande Sud, che si è definitivamente staccato dalla casa madre ormai in piena dissoluzione. Quell’esperienza è continuata con il sostegno al presidente della Regione eletto direttamente dai siciliani. Raffaele Lombardo non ci ha deluso e ha saputo segnare nette discontinuità: con l’opposizione al colossale affare dei termovalorizzatori (ai quali erano molto interessati i vertici Pdl siciliano e nazionale) e con le scelte coraggiose sulla gestione della sanità, affidata come assessore al presidente dell’Associazione magistrati e come dirigente generale alla figlia di Paolo Borsellino. Lombardo, che proprio per le sue decisioni inedite fu soggetto a un tentativo di criminalizzazione finito in una clamorosa archiviazione, rappresenta oggi con l’Mpa il più forte partner di Futuro e Libertà sul territorio, con un asse politico che ha trionfato in 9 dei 13 comuni chiamati alle ultime amministrative, in alcuni dei quali ha confermato l’alleanza con la parte più innovativa del Pd.
Oggi Futuro e Libertà si trova ad affrontare su Palermo un test decisivo per il rilancio del proprio progetto politico e per la rinascita di una grande capitale mediterranea devastata dal peggior sindaco degli ultimi vent’anni.
Tra l’altro Diego Cammarata, dimettendosi, ha talmente avvelenato i pozzi della città da rendere difficilissimo anche l’assunzione di responsabilità da parte del funzionario preposto al regime di transizione commissariale. Noi in Sicilia , a Palermo e non solo, partiamo quindi con un punto fermo e strategico: siamo alternativi al Pdl.
Su questo, nella capitale siciliana e in altri comuni capoluogo, da Agrigento a Trapani, stiamo costruendo un sistema di alleanze che potrà determinare la definitiva frantumazione del Pdl e la fine dell’illusione, per alcuni in buona fede, che Alfano fosse in grado di superare la deriva etica e politica del berlusconismo trasformandolo nel partito degli onesti. È una sfida difficile e affascinante, ma ancora una volta potrà indicare una strada alla nostra area e costituirsi come laboratorio di un nuovo patriottismo repubblicano fondato sulla legalità, sulla consapevolezza culturale, sulla giustizia sociale, sui diritti civili e di cittadinanza: qualcosa di molto diverso da un neomoderatismo privo di anima, ma piuttosto la proiezione di quella certa idea dell’Italia che ha animato le nostre scelte politiche nell’ultimo anno contro ogni rassegnazione all’esistente, allo scontato, al “conveniente”.
Futuro e Libertà e Il Patriottismo del paesaggio
gen
2012
L’Italia rappresenta la più grande stratificazione culturale, ambientale, paesaggistica del Pianeta con la più alta concentrazione di siti inseriti nella world heritage list UNESCO come Patrimonio dell’ Umanita’, oltre a una rete di Parchi, riserve e aree marine protette di valore universale.
Se a tutto questo si aggiungono migliaia di piccole, medie e grandi Città dove arte, paesaggio, qualità e dolcezza del vivere rappresentano la ‘cifra’ di un Patrimonio inestimabile e unico al Mondo, ci si rende conto di come tutto questo sia elemento centrale e imprescindibile per un Movimento che vuol fare del ‘Patriottismo repubblicano’ la sua Bandiera.
Per questo Futuro e Libertà si e’ battuta con atti politici concreti e motivati contro una previsione sciagurata di liberalizzazione delle ricerche petrolifere sul territorio nazionale, ottenendo lo stop a una misura che prevedeva il restringimento della perimetrazione di Parchi, riserve e aree marine protette per garantire la possibilità di ricerca di gas e petrolio.
Anni fa’ siamo stati alla testa, in Sicilia, di un grande movimento spontaneo che impedì le trivellazioni petrolifere nel cuore della perla barocca del Val di Noto, consapevoli che un’ idea di sviluppo legata alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale e alla produzione alimentare e vitivinicola di qualità, sia del tutto incompatibile con le ricerche petrolifere, così come peraltro esplicitamente previsto da tutti i protocolli UNESCO.
Oggi dobbiamo caratterizzarci sul territorio, dalla Puglia alla Sardegna, dalla Sicilia alla Campania al nord Italia e a Roma come movimento di difesa delle identità minacciate.
Iniziative legislative e politiche saranno coerenti con questa traccia che Beppe Niccolai ci ha lasciato in eredita’ e che può costruire in futuro un’altra idea di sviluppo.
Siamo stati determinanti per la moratoria (speriamo definitiva) al Ponte sullo stretto e ci stiamo battendo per una normativa rivoluzionaria e di facilissima applicazione sulle demolizioni degli abusi.
Insomma consapevolezza e impegno lungimirante in difesa dell’anima dei luoghi italiani.
Futuro e Libertà ma soprattutto ambiente e legalità, per l’Italia.
Diventerà bellissima.
gen
2012
Oggi, 19 gennaio, come tutti gli anni, ricordiamo il compleanno di Paolo Borsellino. Una figura di altissimo profilo morale e legale, nonché umano. Lo facciamo con i nostri circoli romani e i nostri giovani. Già, perché l’insegnamento di Borsellino deve servire da guida per le nuove generazioni che rappresentano il futuro del nostro paese. Non un mito da commemorare, bensì un modello vero, di impegno costante e fattivo, a cui aspirare nella lotta contro la criminalità organizzata, contro tutte le ingiustizie sociali e legali, per arrivare ad uno Stato e una società finalmente liberi da ogni condizionamento illegale e omertoso.
Ricordiamo Paolo per rivendicarne l’eredità spirituale, culturale e, perché no, politica. Lo facciamo per dire ancora oggi: «Meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino». Nel ricordarlo, in suo nome e per onorarne il sacrificio, la destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo deve dare un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie.
Borsellino si è sacrificato per una certa idea dell’Italia, mai perdendo la speranza nel cambiamento e nei giovani. Pochi giorni prima di morire, in merito all’impegno della lotta alla mafia dopo l’uccisione del suo amico e collega Giovanni Falcone, Paolo Borsellino rispose: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di continuare a farlo senza lasciarci condizionare…dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro».
Noi dobbiamo esserne all’altezza chiudendo definitivamente una fase politica e liberando l’Italia. Solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle nostre coraggiose rotture e nuove aperture. Nella consapevolezza che l’Italia, come amava dire Paolo della sua amata Sicilia, «diventerà bellissima» solo annientando tutte le mafie e cacciando tutti i suoi complici dal Parlamento e dalle istituzioni.
Tutto questo per sottolineare anche che Fli è l’unico movimento politico erede di quel messaggio spirituale e culturale fondato sulla legalità e la coerenza e soprattutto sul rifiuto di ogni compromesso.
La difficile fase politica e sociale che attraversa l’Italia vogliamo affrontarla con occhi lucidi e tenendo ben alta la bandiera della legalità e della dignità: quella che molti altri hanno definitivamente ammainato.
Questo il nostro compito. Questo il nostro difficile cammino.
Auguri Paolo.
Si informano i blogger che non sarà possibile commentare il presente post. Tale limitazione vuole solo essere una autentica forma di rispetto per onorare al meglio il ricordo del giudice Borsellino, evitando qualsiasi commento al riguardo. Si ringraziano i lettori.

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