Articoli marcati con tag ‘antimafia’

Da Palermo una nuova Etica pubblica

lunedì, 13 febbraio 2012

Indiscutibilmente le elezioni palermitane rivestono un test di valenza nazionale e saranno seguite con attenzione dall’opinione pubblica.

Noi sosteniamo con entusiasmo e consapevolezza una storia pulita e nuova come quella incarnata dal volto giovane di Massimo Costa.

Ma serve anche creare una condizione di cambiamento e partecipazione nel Consiglio Comunale della più importante città siciliana .

In questa ottica Futuro e libertà proporrà e sottoscriverà un codice etico per tutti i candidati e che per quando ci riguarda sara’obbligatorio condividere,sottoscrivere e rispettare.

Non si tratta soltanto di avere la fedina penale pulita ma di accettare per andare in lista due condizioni essenziali:trovarsi nelle condizioni di superare il filtro che le prefetture utilizzano per il rilascio delle certificazioni antimafia alle imprese(che fanno riferimento oltre che alla mancanza di precedenti o procedimenti penali,anche ai contesti sociali e familiari) e accettare di rendere pubbliche le condizioni patrimoniali dalla candidatura fino all’elezione e nel corso della legislatura,per chi eletto.

Al di la del Sindaco serve una politica priva di condizionamenti e ombre.

Per la vera primavera di Palermo e della Sicilia.

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Appuntamenti

mercoledì, 16 marzo 2011

Vi aspetto lunedì 21 marzo a Palermo per la conferenza “Combattiamola. Mafia e stato: verbo o congiunzione? Dal pizzo alle holding” che si svolgerà alle ore 17 presso Villa Castelnuovo in Viale del Fante 66.

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19 gennaio: diventerà bellissima

mercoledì, 19 gennaio 2011

Oggi è il compleanno di Paolo Borsellino, eroe italiano.

Nel ricordarlo, in suo nome e per onorarne il sacrificio, la Destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo deve dare un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie.

Soprattutto liberarla dalla decadenza vergognosa e da “basso impero” che emerge dalle cronache di questi giorni.

Borsellino si è sacrificato per una certa idea dell’Italia, mai perdendo la speranza nel cambiamento e nei giovani. Noi dobbiamo esserne all’altezza chiudendo definitivamente una fase politica e liberando l’Italia.

Solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle recenti e coraggiose rotture.

La nostra politica deve parlare di etica pubblica e senso di responsabilità e diffondere il messaggio opposto alle tristi pagine di questi giorni.

Il Sovrano che si nutre della prostituzione e del corpo di giovanissime donne e della prostituzione politica di tanti, che lo hanno illusoriamente salvato il 14 dicembre: due facce della stessa medaglia di decadenza e perdita di ogni dignità.

L’Italia merita di più e può “ridiventare bellissima”, come auspicava Paolo per la nostra Sicilia.

Questo il nostro compito. Questo il nostro difficile cammino.

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Legalità e nuova Italia: non deludere le speranze

mercoledì, 20 ottobre 2010

Dentro Fli e Generazione Italia si è aperta una nuova, complessa, pagina, del percorso verso Perugia, Milano e la nascita del nuovo movimento politico.

In questi mesi con coerenza e continuità siamo riusciti a evocare speranza e volontà di cambiamento tra gli italiani attorno al nostro progetto.

Sulla legalità e la giustizia si gioca la partita decisiva, e il perimetro della nostra identità in questi mesi è stato costruito sopratutto su questi temi.

Bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscere che il voto al Senato sul lodo Alfano e alla Camera ha creato un combinato disposto che ha disorientato l’opinione pubblica e gran parte dei nostri quadri e militanti.

Mentre sul lodo, fin da Mirabello la posizione di Fini è stata favorevole, considerandolo l’unico possibile strumento di salvaguardia delle alte cariche dello Stato, dopo essere stati decisivi nel bloccare il processo breve e le sue conseguenze devastanti sul sistema giudiziario, il voto su Lunardi, pur motivato come semplice richiesta di nuovi atti, è stato un grave errore politico.

Auspico l’impegno pubblico e solenne, al ritorno degli atti in aula, a votare compatti a favore dell’autorizzazione a procedere contro il Ministro per i gravi fatti di corruzione che lo vedono coinvolto, ma anche sul Lodo è opportuna una franca discussione politica per capirne le conseguenze e se comunque posizioni contrarie come la mia abbiano cittadinanza.

Io credo che sui temi della legalità e della lotta alle cricche e alle mafie serva un supplemento di coerenza e rigore. Bisogna riprendere l’iniziativa immediatamente, e una buona occasione può essere rappresentata dalla presentazione della proposta di legge anticorruzione insieme ad altri gruppi parlamentari, sul testo discusso questa estate alla festa del Fatto quotidiano.

Noi abbiamo suscitato speranze e nuovo entusiasmo verso l’impegno politico e la possibilità di cambiamento: tutto questo ci dà grandi responsabilità verso chi ci sostiene o semplicemente ci guarda con simpatia.

Ieri in alcuni commenti mi hanno invitato a togliere dal mio blog la foto di Paolo Borsellino: alcuni saranno stati, e sono certamente, provocatori… ma molti li capisco perfettamente, per la delusione che hanno provato (al di là di mie dirette responsabilità…).

Una cosa è certa e rappresenta un mio impegno preciso: da oggi, sui temi sensibili, dovrà discutersi ogni posizione e ogni voto d’aula, per evitare che, nella distrazione in buona fede di alcuni, prenda il sopravvento il “partito trasversale  della conservazione”.

E sopratutto per potere ancora guardare negli occhi i ragazzi e la gente che con noi hanno ripreso a sognare un’Italia  diversa e che non possiamo deludere e mortificare.

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La politica, oltre il fango e gli affari

sabato, 9 ottobre 2010

Che il Giornale, quotidiano dalla storia prestigiosa, attraverso un triste e inesorabile declino, si fosse trasformato in una macchina di fango e dossier lo avevamo chiaro da tempo.

L’inchiesta avviata dalla Procura di Napoli ha solo confermato il livello culturale e umano di alcuni personaggi con i quali spesso abbiamo dovuto confrontarci in accesi dibattiti televisivi.

E’ oramai evidente a tutti, dal caso Boffo a Fini alla Marcegaglia, come, e per conto di chi, venga prodotto il fango e i dossier nei confronti di chi osa muovere critiche all’editore della gloriosa testata, creatura dell’indimenticabile Indro Montanelli.

In questo contesto ha intanto mosso i primi passi il nostro nuovo Movimento politico, che dovrà con forme e metodi trasparenti e partecipati, declinare in forma organizzata quello straordinario fenomeno movimentista rappresentato da Generazione Italia e dai tantissimi cittadini che in questi mesi hanno “fatto il tifo” per noi e per Gianfranco Fini.

Un contributo appassionato di idee a questo grande progetto lo daranno certamente i tanti personaggi del mondo della cultura, dell’Università e dell’arte che abbiamo chiamato a darci una mano per creare e comporre quel Manifesto d’Ottobre che rappresenterà un punto di riferimento importante per delineare un nuovo impegno culturale, sociale e politico.

Cittadinanza, etica repubblicana, legalità e giustizia sociale le stelle polari di questo cammino.

Siamo pienamente consapevoli di avere tanti e potenti nemici, spregiudicati e pronti a tutto: serve quindi coerenza e capacità di difesa del nucleo essenziale della nostra battaglia per rinnovare la politica italiana.

Serve sopratutto, come Ezra Pound ci ha insegnato, perseguire l’unica cultura politica possibile e che riconosciamo: quella delle idee che diventano azione.

Per questo, dal linguaggio politico al Parlamento, abbiamo il dovere della coerenza, chiudendo definitivamente e archiviando la triste epoca delle leggi ad personam, delle cricche e degli affari.

Nessuno si illuda quindi di poter trovare compromessi al ribasso sui temi della giustizia: per noi l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il contrasto alle Mafie e il sostegno alla Magistratura rappresentano condizioni irrinunciabili e segneranno  il perimetro della nostra azione politica.

Andiamo avanti con la passione e il furore tutto italiano di cui siamo capaci: senza compromessi e con la lucida volontà di arrestare il declino inesorabile della politica e della nostra amata Italia.

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Legalità e voto segreto

mercoledì, 22 settembre 2010

Il voto sulla autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni nei confronti di Cosentino ha fatto emergere con forza alcune questioni.

Il nostro gruppo parlamentare, ed è l’aspetto di maggior rilievo politico, si è espresso ufficialmente in modo politicamente coerente con le battaglie condotte in questi mesi su legalità e intercettazioni, nonostante l’esistenza al nostro interno di qualche sensibilità diversa su questi importanti temi.

E’ un grande segnale politico che contribuirà a far crescere in Parlamento e nel paese la cultura della legalità.

D’altra parte la richiesta da parte del Pdl del voto segreto è stato l’unico strumento praticabile per ottenere il diniego da parte del Parlamento alla doverosa autorizzazione, indispensabile per accertare i fatti, gravissimi, oggetti del procedimento penale. Purtroppo alcune forze politiche, Pdl e Lega, hanno ancora una volta, ostacolato, e non attraverso un voto alla luce del sole, l’accertamento della verità in relazione ai gravissimi fatti contestati.

Una cosa e certa: continueremo in Parlamento e nel paese a difendere i valori di legalità nei quali crediamo, contro tutte le cricche e le mafie.

Ma anche contro chi, solo attraverso il voto segreto, continua a frenare quella sete di verità e giustizia della stragrande maggioranza degli italiani di destra e di sinistra.

Su questi valori ci ritroveremo sabato a Pollica insieme a Roberto Saviano, Walter Veltroni e Gianfranco Fini: a testimoniare l’esistenza di una politica, e di un’Italia, diversa e distante anni luce da quella dei sistemi criminali e delle mafie.

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Le nostre denunce sull’eolico e fotovoltaico confermano le ombre sinistre

giovedì, 16 settembre 2010

Il maxisequestro di beni effettuato dalla Dia nel trapanese, nel settore delle energie alternative come l’eolico e il fotovoltaico, è la conferma di quanto denunciato da tempo. Quando segnalavamo la presenza di infiltrazioni nei settori della new-economy dell’energia, lo facevamo a ragion veduta.

I sospetti relativi ai rapporti tra l’imprenditore trapanese e il capomafia Matteo Messina Denaro, proprio nel settore delle energie alternative, dimostrano quanto andavamo ripetendo da tempo e getta una ombra lunga e sinistra su altre inchieste: mafie, logge e affaristi all’attacco del territorio italiano.

Tutelare e difendere il territorio per salvaguardare la più importante risorsa immateriale per l’Italia e per la Sicilia, il paesaggio, frutto di una stratificazione storica e culturale che non ha eguali al mondo e che rappresenta una irrinunciabile e indispensabile risorsa anche in funzione dello sviluppo economico del nostro Paese.

L’Italia tutta, ed in modo particolare la Sicilia, hanno assoluto bisogno di un impegno straordinario da parte dello Stato per assicurare la legalità e la civiltà, garanzie precipue di libertà.

Continuiamo la nostra battaglia in difesa della legalità e per la tutela del territorio
consapevoli che solo con il massimo sforzo da parte di tutti riusciremo ad arginare questa macchia intollerabile di affaristi mafiosi.

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Tra Fini e Supergiudici. Menomale che Silvio c’è…

sabato, 11 settembre 2010

Chissà come si saranno sentiti i magistrati italiani, soprattutto quelli delle Procure di frontiera nel contrasto alle mafie, nell’apprendere, dalla viva voce del Presidente del Consiglio impegnato in un conclave internazionale, che i giudici italiani sono addirittura dotati di poteri illimitati e che, attraverso questi, mettono a rischio la governabilità dell’Italia.

Chissà cosa avranno pensato alla Procura di Reggio Calabria, impegnata nell’attacco frontale allo strapotere della Ndrangheta, dopo 3 attentati subiti in 3 mesi.

Certamente avranno pensato di essersi clamorosamente sbagliati e di non essersi accorti che l’informatizzazione di tutti i dati delle indagini coordinati e intrecciati con quelli delle altre Procure italiane sulle loro delicatissime indagini sia oramai una realtà modernissima e operativa della quale, distratti dal contrasto alla governabilità, non si erano accorti, cosi come non avevano percezione del fatto evidente che di risorse economiche per il funzionamento degli uffici, per la benzina delle blindate o anche per le fotocopie degli atti ne avevano disponibilità illimitata, così come per gli straordinari degli agenti di polizia.

Distratti dai loro superpoteri non si erano resi conto che nelle sedi decentrate c’era una eccessiva presenza di personale motivato e professionalmente adeguato.

Così come sarà rimasto altrettanto sorpreso Sergio Lari a Caltanissetta, il magistrato che aveva raccolto gli atti del primo processo sulla strage di via d’Amelio da un garage infestato da topi attraverso la coraggiosa iniziativa dell’unico agente di Pg di cui disponeva e che, su queste solide e incoraggianti basi, aveva iniziato da zero le nuove indagini sulle stragi, scoprendo una colossale opera di depistaggio di pezzi deviati dello Stato, grazie anche ai riscontri oggettivi dati da un pentito importantissimo, Spatuzza.

A dimostrazione dell’illimitato potere delle 4 Procure competenti sulle stragi il programma di protezione che tutelasse la piena attendibilità del teste e la sua enorme importanza per ricostruire la verità veniva coraggiosamente bocciato dal sottosegretario Mantovano che, giudicando inattendibile Spatuzza, si guadagnava l’encomio solenne di Berlusconi e dei difensori della governabilità in servizio permanente effettivo.

E poi, cosa avranno pensato i Procuratori della Repubblica di Palermo, Ingroia in testa, che irriducibilmente dal ’92 cercano verità e giustizia sulle stragi e non si sono mai fermati davanti a nessun potere o governo, in una storia fatta di servizi, piste deviate, sangue, sparizioni di prove, intrighi e veleni?

Presi com’erano a rendere l’Italia ingovernabile, hanno dimenticato i superpoteri di cui sono dotati e non si sono serviti di uomini, mezzi, sostegno politico, collaborazione che il Governo ha sempre loro generosamente assicurato.

Stessa storia per chi ha osato pensare che Verdino, Cosentino, Dell’Utri, Carboni e uno stuolo di magistrati e funzionari infedeli si riunissero per condizionare organi istituzionali o pianificare affari: attraverso i superpoteri anche questi giudici hanno condizionato l’azione di governo di siffatti statisti, bloccando la lungimirante visione del credito agevolato di Verdini e la sensibilità ambientalista e progressista sulle energie alternative di Dell’Utri, Carboni e Cosentino.

Ha ragione Berlusconi: in Italia i problemi sono creati dai giudici, sia al Governo che agli italiani.

Le cricche, la questione morale, le mafie, le verità negate, le logge coperte, le estorsioni alle imprese, l’usura, il bussiness sui rifiuti e sull’energia? Tutte invenzioni dei finiani, dei comunisti e delle toghe rosse.

Ma menomale che Silvio c’è…

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Filo diretto con Fabio Granata su Radio Radicale

mercoledì, 1 settembre 2010

Questa mattina, dalla Festa di Futuro e Libertà in corso a Mirabello, Fabio Granata è stato ospite del filo diretto di Radio Radicale, nel corso del quale ha risposto, per circa un’ora, alle domande poste dai giornalisti e dai tantissimi ascoltatori intervenuti da ogni parte d’Italia.

A questo link è possibile ascoltare la registrazione della trasmissione.

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Futuro e Libertà incontra i vertici della Procura di Reggio Calabria: “Veniamo a portare solidarietà ed a raccogliere le vere priorità sulla Giustizia in Italia”

domenica, 29 agosto 2010

Italo Bocchino, Fabio Granata, Nino Lo Presti ed Angela Napoli, incontreranno lunedì alle 12, a Reggio Calabria, i vertici della locale Procura della Repubblica, dopo i gravissimi atti intimidatori subiti da parte della Ndrangheta.

Il capogruppo alla Camera Bocchino, il Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Granata, il capogruppo in Commissoone Giustizia, Lo Presti, e la parlamentare antimafia calabrese, Angela Napoli, incontreranno il dott. Pignatone e il dott. Di Landro, portando la solidarietà del loro gruppo Parlamentare e della Commissione Nazionale Antimafia.

“Da Reggio Calabria parte un tour nelle Procure Italiane maggiormente impegnate nella lotta alle mafie, per portare la solidarietà e il sostegno della Politica e del nostro gruppo Parlamentare alle Procure maggiormente esposte e per raccogliere indicazioni e suggerimenti per una riforma della Giustizia che tenga conto delle vere emergenze e delle vere priorità del sistema giudiziario italiano”, hanno dichiarato Granata, Bocchino, Lo Presti e Napoli.

Il contrasto alle mafie rappresenta il primo punto all’odg della nostra agenda parlamentare. Servono risorse, personale e pieno sostegno politico per potenziare l’azione di contrasto alle organizzazioni criminali e alle loro connessioni con un parte della politica e della economia. Quella zona grigia che rappresenta la vera anima e la vera forza delle mafie e che va individuata e debellata senza se e senza ma.”

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