Articoli marcati con tag ‘antimafia’

Antimafia: Granata, riferiremo alla Camera su liste inquinate

giovedì, 11 marzo 2010

fabiogranata

“La Commissione parlamentare Antimafia ha approvato un codice etico contro l’inserimento nelle liste elettorali di candidati implicati con la mafia. Ma il codice è già stato trasgredito da un po’ tutti i partiti. Di questo riferiremo alla Camera”.

Lo ha detto il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Fabio Granata, a margine dell’inaugurazione del corso in Storia della ‘Ndrangheta all’Università Roma Tre.

Granata è convinto che “un contrasto forte” alla criminalità organizzata “debba esistere anche in politica”: è “una questione nazionale” e non regionale e metterlo al primo punto dell’agenda politica e’ un “buon inizio”.

“Oggi – ha concluso Granata – in Parlamento si approva l’agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie. E’ un colpo importante contro il loro patrimonio. Il deficit di sviluppo non si spiega se non con il fenomeno della mafia” che lo blocca “a causa della sua forza economica”.

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Granata: “L’antimafia indaghi subito sull’omicidio di Enzo Fragalà”

lunedì, 1 marzo 2010

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“E’ necessario che la Commissione Parlamentare Antimafia apra immediatamente un’inchiesta formale sul vile omicidio dell’avv. Enzo Fragalà”.

A sostenerlo con forza il Vicepresidente dell’organismo parlamentare d’inchiesta sui fenomeni mafiosi, Fabio Granata, pronto a sollecitare un intervento diretto del Presidente Pisanu, affinchè si accorcino i termini per l’avvio delle procedure d’inchiesta: “Chiederò domani stesso – ha detto Granata – al presidente Pisanu, di aprire un’inchiesta sull’omicidio Fragalà, dando vita ad un’apposita sottocommissione. Le caratteristiche dell’agguato, la personalità cristallina di Fragalà, la gravità del gesto non consentono di derubricare l’inquietante episodio.”

Probabile per Granata la matrice mafiosa del delitto: “Si tratta con ogni probabilità di un omicidio voluto dalla mafia e rispetto a questo dato va analizzata con attenzione sia l’attività professionale di Fragalà, sia quella all’interno del Consiglio Comunale di Palermo, dove l’amico Enzo portava avanti valori e comportamenti di trasparenza e legalità nel solco di quanto fatto per tutta la sua onorata carriera politica.”

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Antimafia: ecco lo strumento per le liste pulite

sabato, 20 febbraio 2010

Dopo l’approvazione del codice etico, il Vice-presidente della Commissione Antimafia Fabio Granata ha commentato: “La Commissione Parlamentare Antimafia ha approvato all’unanimità il protocollo di legalita nella formulazione rigorosa formulata dal Presidente Pisanu e da noi sostenuta. Ora i partiti hanno lo strumento politico per selezionare con rigore le candidature“.

Vigileremo con grande rigore sulla piena applicazione del protocollo – ha aggiunto Granata – che rappresenta una bella pagina della Commissione Parlamentare Antimafia”.

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Antimafia, Fabio Granata e Angela Napoli: ”Approvato il codice etico antimafia. Accolte le nostre proposte rafforzative. E’ un bel segnale per la Politica e per il contrasto alle Mafie”

giovedì, 18 febbraio 2010

“La Commissione Parlamentare Antimafia ha approvato all’unanimità il protocollo di legalita” nella formulazione rigorosa formulata dal Presidente Pisanu e da noi sostenuta. Ora i partiti hanno lo strumento politico per selezionare con rigore le candidature.

Ad annunciarlo questo importante provvedimento di contrasto i deputati Pdl Granata e Napoli che hanno aggiunto:
“Vigileremo con grande rigore sulla piena applicazione del protocollo che rappresenta una bella pagina della Commissione Parlamentare Antimafia”.

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Dichiarazioni Ciancimino su nascita Forza Italia. Granata (Pdl): “Forza Italia nata per imput dei corleonesi? Una follia”.

martedì, 9 febbraio 2010

“Le dichiarazioni gravissime di Ciancimino vanno riscontrate dai giudici in cui ripongo la massima fiducia, ma sostenere che Forza Italia è nata a tavolino su imput dei corleonesi e della mafia, oltrechè dei servizi deviati, è una sciocchezza o, peggio ancora, una follia”.

A sostenere la tesi il Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Granata, che rilancia il suo pensiero in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa”.

“Ricordo molto bene i primi passi di Forza Italia in Sicilia – continua Granata – cosiccome ricordo benissimo la determinazione con la quale Miccichè chiudeva i circoli sospetti che allora, soprattutto in Provincia di Palermo, sorgevano come funghi. E’ evidente come la mafia cercasse interlocutori in forza Italia, soprattutto dopo il famoso 61 a 0, cosa che del resto ha fatto anche la ‘ndrangheta nei confronti del PD in Calabria, o la camorra in Campania. Ma ciò non significa automaticamente che l’interlocuzione che cercavano l’abbiano mai trovata soprattutto in Sicilia con Forza Italia”

“A rafforzare questa tesi – conclude Granata – i supporti documentali che ci indicano con chiarezza come nel periodo della presunta trattativa tra stato e mafia, Forza Italia non fosse neanche nata come movimento, e quindi non potesse in alcun modo incidere sulle eventuali scelte di uno Stato che non la vedeva tra le forze parlamentari o di governo allora in carica con propri rappresentanti. Ciancimino fino ad ora ha solo dimostrato di saper ben raccontare gli intrighi del padre, ma tutto il resto và qualificato come astratte deduzioni personali prive di ogni riferimento storico e temporale.”

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Fabio Granata e Pino Arlacchi intervistati da La Stampa sulle dichiarazioni di Ciancimino

martedì, 9 febbraio 2010

granata_arlacchi

Fabio Granata: “Racconta bene gli intrighi del padre. Il resto solo deduzioni”

Pino Arlacchi:Ricostruzione assurda rafforza il premier e delegittima i pentiti”

Leggi le interviste

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Emergenza paesaggio siciliano: “Speculazione e mafia su energia in Sicilia dal trapanese agli iblei”.

domenica, 7 febbraio 2010

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Il Vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia, On. Fabio Granata, lancia l’allarme sul durissimo attacco subito dal paesaggio siciliano in questo ultimo periodo e si rivolge direttamente al Presidente della Regione, Lombardo, per attirare l’attenzione sulla difesa di una delle più straordinarie strutture immateriali dell’isola.

La Sicilia – ricorda Granata – è stata la prima regione italiana a dotarsi di un avanzatissimo piano regionale del paesaggio, addirittura 4 anni prima del codice Urbani. Nonostante questa lungimiranza, a causa di ritardi inammissibili dell’ amministrazione regionale e delle soprintendenze, la stragrande maggioranza dei piani paesaggistici sono rimasti inapplicati. Il risultato è stata l’invasione intollerabile di pale eoliche, di costruzioni in aree agricole protette, ed adesso, l’insediamento dei pannelli solari, senza alcun criterio discriminante, né legato alla difesa del paesaggio, né all’effettiva produzione di energia.”

In questo panorama desolante – prosegue Granata – come dimostrano le tante inchieste in corso, è altissimo il rischio di speculazioni ed infiltrazioni mafiose. Il Governo della Regione intervenga subito, con in testa il Presidente Lombardo, disponendo l’applicazione immediata ed integrale del piano paesaggistico su tutto il territorio dell’Isola, e, sospendendo ogni concessione fino alla definizione di ciò che è utile e consentito, rispetto a ciò che, invece, è solo speculazione o, peggio ancora, riciclaggio di denaro mafioso.”

“Solo cosi – conclude Granata – potrà essere salvaguardato un enorme patrimonio ambientale, culturale, turistico ed agricolo, e potranno essere ripristinate le piene condizioni di legalità nella gestione del territorio in Sicilia”.

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Antimafia, Granata e Napoli (PDL):”Bene Governo su Agenzia beni confiscati alle mafie, ma adesso coerenza su selezione classi dirigenti”

venerdì, 29 gennaio 2010

“Esprimiamo il nostro pieno e convinto appoggio al Governo sulla palese volontà politica espressa, con la costituzione dell’Agenzia per la gestione dei beni confiscati, di dichiarare guerra aperta alle mafie.”

Questo il commento dei parlamentari del PDL, Fabio Granata ed Angela Napoli, componenti la Commisione Nazionale Antimafia,  che però rilanciano contestualmente il tema della selezione delle classi dirigenti nel nostro paese: “Adesso è arrivato per il Governo e la maggioranza, ma anche per la politica tutta, il momento della coerenza, a partire proprio dalla selezione delle classi dirigenti, selezionando candidati, in vista delle prossime consultazioni elettorali, inattaccabili sotto il profilo etico. Non è più sufficiente – proseguono Granata e Napoli – non mettere in lista pregiudicati, ma bisogna anche evitare di candidare o dare responsablità dirigenziali a soggetti che, per contesto familiare o sociale, hanno contatti con le organizzazioni mafiose.”

“Tale regola- concludono i due parlamentari- non deve valere solo per le prossime regionali, ma anche per la selezione delle rappresentanze parlamentari, di governo e di partito. Solo con classi dirigenti rinnovate ed al di sopra di ogni sospetto, la politica potrà fare un passo avanti decisivo nella lotta alle mafie.”

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Con l’istituzione dell’agenzia sui beni confiscati si sta andando nella direzione giusta

mercoledì, 27 gennaio 2010

Il colpo  sferrato oggi alla mafia dagli uomini della Dia e dal Gico della Guardia di finanza –  afferma Fabio Granta, vice presidente della commissione antimafia –  con il sequestro di beni per un ammontare di 550 milioni di euro, è l’ennesima dimostrazione di una lotta senza tregua che lo Stato sta attuando soprattutto verso le  organizzazioni criminali organizzate.

Esprimo inoltre apprezzamento pieno per la volontà del ministro dell’interno, Roberto Maroni – prosegue  il parlamentare siciliano -  che ‘ giovedì prossimo, nel consiglio dei ministri che si terrà a Reggio Calabria, in piena e rigorosa applicazione dell’ordine del giorno fatto approvare dal Parlamento, a firma Granata/Angela Napoli, proporrà l‘istituzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.

Con l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati che avrà la sua sede proprio a Reggio Calabria – conclude Granata – si sta andando nella direzione giusta e il ministro conferma la sua piena volontà e coerente politica di contrasto alle mafie.

La confisca dei beni di provenienza illecita agli uomini delle cosche e il loro riutilizzo per fini sociali – conclude Granata è una delle condizioni necessarie per condurre efficacemente la lotta contro tutte le ”Mafie”

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L’Antimafia filtrerà le candidature alle prossime regionali. Un passo avanti nelle politiche antimafia

mercoledì, 20 gennaio 2010

Si ‘filtrino’ le candidature alle prossime elezioni regionali – è quanto affermano i rappresentanti di tutti i gruppi politici presenti alla commissione antimafia chiedendo di utilizzare le norme previste dalla legge istitutiva per attuare una sorta di  ”filtro” sulle liste delle candidature per le prossime elezioni regionali.

Legge istitutiva alla mano, su indicazione del vicepresidente della commissione antimafia, Fabio Granata (Pdl), i parlamentari avanzano la proposta che già la prossima settimana la commissione decida di rendere operativo il comma della legge che assegna all’organismo di inchiesta il compito di indagare anche riguardo ”alla selezione dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive”.

A sostenere l’iniziativa sono, oltre a Granata, Angela Napoli (Pdl), Laura Garavini (Pd), Gianluca Buonanno (Lega), Luigi Ligotti (Idv) e Mario Tassone (Udc).

Si tratta di fare ”un passo avanti nella lotta alle mafie – affermano all’unisono i deputati – infatti all’esame dell’Ufficio di presidenza della commissione ci sarà a breve all’approvazione di un ”protocollo di monitoraggio” sulle candidature nei consigli regionali in cui si voterà a marzo.

Stiamo ottenendo risultati straordinari nel contrasto alle mafie – proseguono i promotori dell’iniziativa – ora serve che la politica ponga in essere un tassello ulteriore nel progetto di liberazione dalle mafie, depurando le rappresentanze politiche da ‘zone grigie e compiacenti’.

La commissione ha i poteri della magistratura e può, all’unanimità, fornire un filtro istruttorio che elimini dalle liste personaggi equivoci, collusi o ‘di confine’. Si tratta – concludono -  di un segnale importante che la politica può dare: non chiedere un passo indietro alla magistratura ma fare un passo avanti nelle politiche antimafia”.

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