Articoli marcati con tag ‘Beni culturali’

Bloccare i tagli alla cultura per superare il declino nazionale

domenica, 30 maggio 2010

L’Italia rappresenta indiscutibilmente una delle più grandi stratificazioni storico culturali del pianeta, ed è da sempre considerata una grande potenza e un punto di riferimento da un punto di vista culturale. Per questo appaiono profondamente sbagliati ed incomprensibili i tagli previsti dalla manovra a Teatri, Fondazioni, Musei anche alla luce della pregressa scarsità di risorse dedicate al settore dal bilancio dello Stato.

In una fase di declino culturale ed economico della nazione, è proprio in cultura, ricerca e formazione che si deve investire attraverso politiche lungimiranti e risorse adeguate.

Il Ministero per i beni e le attività culturali attraversa una grave crisi di autorevolezza a causa di pochi mezzi ma anche di non rilevanti idee.

A partire dalla manovra proveremo a invertire la tendenza cercando di ridare respiro proprio a quei settori che comunque dimostrano vivacità e progetto e ai quali lo Stato non può che dare supporto. Risorse economiche ma anche idee nuove per ridare senso e direzione di marcia alle politiche culturali italiane.

Per essere all’altezza di un patrimonio materiale e immateriale senza paragoni al mondo e per cercare di spingere la nazione oltre pericolose dinamiche di declino.

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Applicare in Sicilia il modello turistico e culturale Catalano. Il Barcellona di Messi metafora dell’identità di una regione

sabato, 10 aprile 2010

“C’è la chiara necessità di individuare un nuovo modello di promozione turistica e culturale in Sicilia, che prescinda dalla partecipazione alle fiere di settore, inutili per una meta turistica quale la Sicilia, immediatamente individuabile e riconoscibile dai turisti di tutto il mondo, e punti invece sull’esaltazione della propria identità e del proprio patrimonio culturale, come già accaduto in Catalogna negli ultimi anni. La parabola vincente del Barcellona di Messi è una metafora perfetta del riscatto catalano, passato attraverso una netta affermazione della propria identità e della propria specificità, vissuta senza complessi ed addirittura utilizzata come mezzo di attrazione turistica e radicamento territoriale da un intero popolo”.

Queste le dichiarazioni dell’On. Fabio Granata, intervenuto ieri, in qualità di relatore, alla prima conferenza regionale del turismo svoltasi a Catania su iniziativa dell’assessore regionale, Nino Strano.

Il turismo è oramai in tutto in mondo un progetto organico di sviluppo, che indica un modello di sistema che passa attraverso la qualità del’offerta e dei servizi integrati. Infrastrutture, cura dei luoghi, servizi pubblici efficienti, non sono semplici corollari, ma l’essenza stessa del sistema d’attrazione turistica e come tali vanno curati. Apprezzo l’impegno diretto dei privati, come avvenuto di recente nei nascenti distretti, purché esso sia favorito dalla definizione da parte della Regione di poche ma efficaci regole che dettino le linee guida e lascino ai territori ed alle loro sensibilità la capacità di trovare elementi di coesione e sviluppo comune.”

In conclusione Granata è tornato sulla recente riforma regionale degli assessorati: “E’ anacronistico e fuori dal tempo che non si sia proceduto in Sicilia con la fusione delle deleghe al Turismo ed ai Beni Culturali, privilegiando invece l’unione con la delega ai trasporti che non ha senso e limita la visione d’insieme dell’assessorato. Allo stesso tempo invito l’Ass. Armao a dedicarsi più all’organizzazione di mostre di respiro mondiale in Sicilia per attrarre visitatori, piuttosto che esportare, senza ritorno turistico, i nostri beni in giro per il mondo.”

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La Regione cambi mentalità sulla gestione dei Beni Culturali

mercoledì, 2 dicembre 2009

Nella valorizzazione del patrimonio culturale le responsabilità sono più della Regione che dei privati. Bisogna cambiare mentalità.

Dal 2000 al 2006 abbiamo recuperato una straordinaria parte del nostro patrimonio culturale, riaprendo molte aree archeologiche, ristrutturando tutti i musei regionali, riaprendo 12 teatri, restaurando dalla Tonnara di Favignana a Villa Romana del Casale, dal Castello Maniace alla villa Bellini di Catania, dalla Cattedrale di Siracusa all’Oratorio dei Bianchi di Palermo, impiegando utilmente oltre mille milioni di euro comunitari.

La valorizzazione non è entrata a pieno regime per questioni più legate alla sfera pubblica che a quella privata, attraverso una miriade di problemi sollevati ai privati che regolarmente si erano aggiudicate le gare, da me bandite, su biglietterie e servizi aggiuntivi ma che hanno trovato mille ostacoli insormontabili. Penso alle librerie, bar, ristoranti che si sono scontrati sempre con gli intoppi burocratici delle Soprintendenze. Bisogna approfondire il tema con l’amico Leanza e il presidente Lombardo.

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