Articoli marcati con tag ‘cittadinanza’

SIRACUSA, GRANATA A PIAZZA MINERVA PER RILANCIARE SU CITTADINANZA, LEGALITA’ E DIRITTI

giovedì, 21 febbraio 2013


Il capolista in Sicilia di Futuro e Libertà, Fabio Granata,chiuderà la sua campagna elettorale venerdì 22 febbraio alle 20 in Piazza Minerva a Siracusa, con una festa di piazza sul tema : “Cittadinanza,legalità, cultura, diritti:rilanciamo la bella politica”.

Si esibirà il cantante tunisino Ramzi e la poetessa e musa di Zeffirelli, Habiba Elaschi.

L’inno italiano, invece, sarà cantato da nuovi cittadini italiani, un gruppo di bambini tunisini.
“Chiudo nel cuore della mia Siracusa con i temi portanti della mia intera vita e battaglia politica”.
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Granata al Riformista. Cittadinanza immigrati:” Pdl bloccato dai tatticismi”

giovedì, 24 novembre 2011

 Fli non molla sulla cittadinanza ai bambini figli di immigrati e, dopo il nuovo intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano a sollecitare nuove regole in materia, rilancia in Parlamento la vecchia proposta SarubbiGranata.

Onorevole Fabio Granata, come rilanciate la vostra proposta?

In realtà, già in occasione del primo intervento del Quirinale, avevamo consegnato una nota a Giorgio Napolitano in proposito. E il Capo dello Stato ora ha detto una parola definitiva e condivisa dalla maggioranza del Paese, glielo assicuro, su una questione di civiltà come questa. Ora riproponiamo il testo che ho firmato insieme con il collega del Pd, Andrea Sarubbi, ma solamente nella parte che riguarda i bambini nati in Italia. Che, sia chiaro, devono essere figli di immigrati regolari che vivono qui da almeno cinque anni. Insomma, chi parla di Lampedusa come una sala parto, sta facendo solamente demagogia. Proponiamo uno “ius soli” temperato che renda giustizia a quei giovani che rappresentano una risorsa per far uscire il Paese dal declino demografico e anagrafico. Tutti ragazzi che conoscono non soltanto la nostra lingua, ma anche la nostra storia. Alle volte meglio pure di taluni parlamentari.

Parole che suonano come una bestemmia alle orecchie del Carroccio.

Non mi meraviglia la Lega. Ma chi mi sorprende è il Pdl. Come fa a dimenticare le componenti socialiste, cattoliche e pure quelle della destra che al valore della cittadinanza ha sempre dato un senso e che ora sembra precipitata in un`ottica becera? Spero riflettano.

Eppure anche loro sostengono che sarebbe quasi un vulnus alla Costituzione.

Appunto. Chi ora grida contro questa proposta, affermando che va oltre le prerogative imposte al Governo dalla crisi, sono le stesse persone che gridavano contro il commissariamento del Parlamento.

Eppure, mai come in questo caso il Parlamento sarebbe sovrano e libero di decidere su una misura che inciderebbe oltre che sul piano sociale, anche su quello economico.

Ma perché allora il Pdl è così ostile?

È una rigidità che deriva dal fatto che la questione della cittadinanza agli immigrati è diventata la bandiera finiana. Così, il Pdl ha eretto le barricate per non partecipare a questa partita politica. Una valutazione ancora più miope se abbinata all`argomentazione secondo cui la cittadinanza non attiene all`economia. Quando ne è precondizione politica, come le misure anti-corruzione lo sono sul versante della legalità.

Mi spieghi, meglio.

Nel primo caso, parliamo di un milione di ragazzi appartenente a un segmento che partecipa all`11% del Pil nazionale. Nel secondo caso, mi riferisco a 60 miliardi di euro che ogni anno la corruzione sottrae alle casse dello Stato. Come vede, è la politica che deve dettare le ricette del risanamento, non solamente gli automatismi del mercato.

E la questione italiane si legge in controluce proprio attraverso queste cifre.

Ma crede davvero che il Parlamento possa affrontare la discussione? Le condizioni ci sono. Anche prima c`era una maggioranza possibile sul punto, ma il Pdl temeva la rottura con la Lega e la conseguente crisi di Governo. Ora che questa fase è superata, mi auguro che il Pdl si ricordi che sulla questione della cittadinanza ai bambini, non è schierato solamente il Capo dello Stato, ma pure la Chiesa e gli industriali.

E spero che su questa convergenza tra laici e cattolici, non vincano i tatticismi di quelli come Ignazio La Russa.

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IMMIGRATI: GRANATA, CITTADINANZA A NATI IN ITALIA E` QUESTIONE DI CIVILTA`

mercoledì, 23 novembre 2011

 

La nostra proposta di legge mira a riconoscere il diritto di cittadinanza a quanti siano nati in Italia da genitori stranieri stabilmente residenti o a quanti, avendo raggiunto l’Italia da minori, vi abbiano compiuto un intero ciclo scolastico: una riforma epocale, sempre più improrogabile, che consentirebbe ad una fetta importante di giovani di essere parte della comunità nazionale.

Non amiamo definirli stranieri di seconda generazione, ma “italiani senza cittadinanza”.

Parlano italiano, spesso con inflessione dialettale, conoscono e vivono l’Italia come loro “casa”. La scoperta di non godere appieno dei diritti e dei doveri dei loro amici o dei compagni di scuola – che solitamente avviene in età adolescenziale – provoca nella gran parte dei casi un senso profondo di esclusione e di discriminazione: si crea una sorta di «terra di mezzo», dove i bambini nati da genitori non italiani crescono con un senso di frustrazione, estraniazione dal loro contesto, pericoloso per il futuro processo di integrazione e di inserimento sociale del minore. L’iter attuale di acquisizione della cittadinanza, lungo e incerto, rappresenta per molti di questi giovani italiani la prova concreta di una “diversità” inaccettabile.

 

E’ sempre più diffuso il convincimento che sia ormai antistorico negare ad un giovane nato in Italia o emigratovi da bambino il diritto di essere italiano (i dati stimano che i minori stranieri nati o comunque residenti in Italia abbiano ormai raggiunto il milione di unità), passando dai principi dello «jus sanguinis» e da un’ottica «concessoria e quantitativa» della cittadinanza, sui quali si basa la legislazione vigente, al principio dello “jus soli temperato”, condizionato dalla stabilità del nucleo familiare in Italia o dalla partecipazione del minore a un ciclo scolastico-formativo. L’ispirazione della presente proposta di legge – oltre ad avere come riferimento storico-culturale la tradizione del modello italiano, fondato su una identità dinamica ed aperta – si rifà alla Convenzione europea sulla nazionalità, del 6 novembre 1997, che prevede che lo Stato faciliti nel suo diritto interno l’acquisto della cittadinanza per le «persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente» [(articolo 6, paragrafo 4, lettera e)

Prevediamo al comma 1 dell’unico articolo che il minore nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno legalmente soggiornante da almeno cinque anni e attualmente residente, possa diventare cittadino italiano, previa dichiarazione di un genitore da inserire «obbligatoriamente» nell’atto di nascita. L’obbligatorietà della dichiarazione introduce, per così dire, un onere a carico dello Stato a fare sì che il diniego sia consapevole o, da un altro punto di vista, a evitare che l’omissione dell’assenso avvenga per ignoranza della norma. È un meccanismo previsto per soddisfare l’interesse dello Stato a favorire e a garantire l’instaurarsi del processo di integrazione. Se il genitore, poi, dovesse dissentire, al soggetto è comunque garantita, sulla base degli stessi presupposti, la possibilità di diventare cittadino italiano richiedendolo entro due anni dal compimento della maggiore età.

 Al comma 2 si presta invece attenzione ai minori che, seppure non nati in Italia, vi risiedano legalmente e compiano in Italia il proprio percorso formativo. È previsto che un minore diventi cittadino italiano, su istanza del genitore (o del soggetto stesso se compie la maggiore età durante gli studi), se ha completato un percorso d’istruzione scolastica o di formazione professionale nel nostro Paese.

 I commi da 3 a6 contengono la disciplina di attuazione e le misure transitorie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Costruire la Terza Repubblica.

venerdì, 18 novembre 2011

Il Berlusconismo è finito e inizia oggi una nuova pagina della storia nazionale.

Il Governo Monti rappresenta una risposta straordinaria a una situazione economica gravissima nella quale l’Italia e’stata portata dal Governo Berlusconi.

Oggi riacquista centralità il Parlamento e sembra la nemesi storica che porta Gianfranco Fini a vincere la sfida lanciata più di un anno fa’in nome dei valori di legalità e unita’ nazionale,giustizia sociale e Cittadinanza.

Questo piccolo drappello di coraggiosi,nato contro il più grande apparato mediatico ed economico dell’occidente,ha vinto la sua prima sfida,tenendo alta la bandiera del patriottismo repubblicano.

Ora inizia la costruzione della Terza Repubblica e dobbiamo rilanciare ancora più in alto la nostra sfida per affermare la nostra idea della Nazione e della Politica e la sua sovranità sulla economia.

Italia ,Repubblica,nuova Cittadinanza,giustizia sociale:questo il Cammino difficile e affascinante per la nostra comunità umana e politica.

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IMMIGRATI. GRANATA: SI’ A IUS SOLI TEMPERATO, NO A PROPOSTA CGIL

venerdì, 9 settembre 2011
 

“E’ mille volte piu’ italiano un ragazzino nato in Italia da genitori stranieri che un uomo politico potente che attraverso la concussione e la corruzione ruba al proprio Paese. Lancio una provocazione intellettuale, ma non troppo: in alcuni casi bisognerebbe pensare alla revoca della cittadinanza”.
Lo ha detto Fabio Granata, deputato di Futuro e Liberta’, durante il dibattito ‘Italiani senza cittadinanza’ in corso a Mirabello alla festa nazionale di Fli.
Rispetto al referendum proposto dalla Cgil per una legge sulla cittadinanza ispirata al modello dello ‘ius soli’ (e’ italiano chi nasce in Italia), Granata ha commentato: “La proposta di Fli, che abbiamo lanciato con una proposta di legge di iniziativa popolare, sulla falsariga del ddl Sarubbi-Granata, prevede lo ius soli temperato: e’ italiano chi nasce da genitori residenti da almeno cinque anni in Italia o compie nel nostro paese un intero ciclo di studi. La proposta della CGIL e’ invece pericolosa, creerebbe un inaccettabile turismo di partoriente per la cittadinanza, rischiamo di assistere a viaggi di carrette del mare che portano donne incinte disperate, che sfidano la morte pur di dare ai propri figli un passaporto europeo”.

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CITTADINANZA: GRANATA, PETIZIONE FLI PER LA VERA GENERAZIONE ITALIA

giovedì, 7 luglio 2011
 

 Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di FLI, Fabio Granata, annuncia la decisione di lanciare, parallelamente alla proposta di legge di iniziativa popolare sull’abolizione delle province, quella sulla cittadinanza ai giovani immigrati di seconda generazione, attraverso l’applicazione dello ius soli temperato.
In linea con le battaglie di questi anni, FLI chiedera’ agli italiani il sostegno alla proposta di riconoscimento di cittadinanza ai giovani nati in Italia da genitori immigrati regolarmente residenti nel nostro paese. E’ un segno di civilta’ e di riconoscimento di piena partecipazione alla vita della nazione per tanti giovani italiani per nascita e per cultura: la vera generazione Italia.

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Un progetto per l’Italia

giovedì, 3 febbraio 2011

Il voto contrario e determinante di Futuro e Libertà sul federalismo municipale proposto dal Governo, rappresenta un importante preludio al nostro congresso milanese, così come il nostro pieno sostegno attraverso il voto parlamentare all’azione della magistratura nei confronti del premier su ipotesi di reato molto gravi e che hanno determinato reazioni internazionali imbarazzanti e lo sdegno della stragrande maggioranza degli italiani.

Noi vogliamo dare voce e rappresentanza organizzata ad una grande area politica che guarda ai giovani, alle donne e ai cittadini in nome dei valori del patriottismo repubblicano e legalitario.

A Milano chiameremo gli italiani e le italiane all’impegno attraverso nuove forme di cittadinanza attiva, all’altezza della straordinaria storia nazionale: un progetto moderno, ma dalle radici profonde, di rappresentanza degli interessi nazionali, oltre il crepuscolo del berlusconismo e il grigiore dei giorni che viviamo.

Legalità, identità e unità nazionale, giustizia sociale, solidarietà e innovazione per riaffermare una “certa idea dell’Italia”: quella che ci rende orgogliosi e consapevoli. In una parola, quella che ci rende felici di essere italiani.

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Caro Gianfranco, senza se e senza ma contro cricche, prepotenti e ascari.

lunedì, 20 settembre 2010

Caro Gianfranco,

il distacco con il quale hai evitato di commentare la sceneggiata taorminese di Silvio Berlusconi, lo capisco profondamente ma devo confessarti di non condividerlo fino in fondo.

La volgarità delle parole di Storace e la gravità di quelle di Donna Assunta, in una cornice da taverna da parte dei tanti “nuovi ascari” della fiamma accorsi, merita, infatti, più di una riflessione da parte nostra.

Ancora una volta il disprezzo ostentato nei nostri confronti da uno come Storace, indagato per la mala gestione della sanità laziale e da te miracolato con la nomina a Ministro e le parole durissime di chi abbiamo contribuito a far eleggere Presidente del Consiglio suonano allucinanti mentre ancora alcuni dei nostri utilizzano toni melliflui e dorotei sui nostri rapporti con il Pdl e sulla priorità assoluta di offrire uno scudo giudiziario al Premier.

Allora, Gianfranco, voglio dirti con chiarezza e affetto: non ci sto a sposare ancora la tesi della congiura giudiziaria contro Berlusconi.

E mentre con i dossier e i giornali di famiglia continua e si fa ancora più grave il metodo Boffo nei tuoi e, in prospettiva, nei nostri confronti, non sopporto più le sofferte riflessioni e le trovate giuridiche di qualche amico al fine di provare a garantire impunità nei confronto di chi, potendo, ci cancellerebbe dalla scena politica.

Non ci sto a sopportare con rassegnazione attacchi e lezioni di moralità politica nei nostri confronti dai difensori di alcune delle figure più torbide della storia repubblicana e da chi cerca di mettere insieme, con ogni mezzo, deputati disposti a tutto.

Gianfranco, tu sai bene, ed è il tuo più grande insegnamento, che per costruire una grande forza nazionale, legalitaria, Repubblicana e Costituzionale, dobbiamo far si che i mezzi siano all’altezza dei fini: allora va bene il sostegno al programma votato dagli elettori, ma riempiamo immediatamente di contenuto politico il senso delle “mani libere su tutto il resto” che abbiamo rivendicato.

Serve immediatamente una rigorosa norma anticorruzione, e non è più rinviabile la concessione di diritti pieni di cittadinanza a tanti bambini e ragazzi nati in Italia da genitori regolarmente qui residenti e che si sentono, e sono, “nuovi italiani”. Allo stesso tempo non è più rinviabile una rigorosa iniziativa politica e parlamentare sulla libertà d’informazione e sul conflitto d’interesse.

Eppoi occorre porre rimedio con il reperimento di adeguate risorse, agli enormi problemi della scuola pubblica, della ricerca e dell’Università se vogliamo costruire percorsi di superamento del declino nazionale, come attenzione e sostegno non potranno mancare a misure straordinarie adeguate per le forze dell’ordine e per la magistratura.

Essenziali poi nuove politiche culturali e ambientali, al fine di salvaguardare e rilanciare il più grande patrimonio, e la più grande risorsa dell’Italia.

Lo spazio politico che possiamo aprire, restando fedeli alle nostre radici ma con “capacità dinamica” di interpretare una “certa idea dell’Italia” è enorme, come enorme è la stima che gli italiani onesti hanno nei tuoi confronti.

Serve però liberarsi subito da tatticismi eccessivi e moderatismi privi di progetto e andare finalmente in campo aperto a parlare all’Italia profonda in modo semplice e coerente.

Solo così varrà la pena di percorrere questa nuova avventura politica.

Con l’ambizione di poter costruire un’Italia diversa e liberata da cricche, prepotenti e ascari.

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GRANATA (Pdl):”Su Cittadinanza e integrazione serve approfondimento e clima politico adatto”

venerdì, 8 gennaio 2010

“La nuova normativa sulla Cittadinanza non puo’ più risentire del clima pre-elettorale, nè ‘avvitarsi attorno ai gravi fatti di Rosarno.”

Lo ha detto Fabio Granata, V. Presidente della Commissione Nazionale Antimafia che ha aggiunto: ” Proponiamo fin dall’avvio del proficuo dibattito di dicembre,un  ritorno in Commissione della norma, al fine di trovare  soluzioni condivise dal Parlamento e restiamo oggi del medesimo parere per evitare strumentalizzazioni e semplificazioni,  consapevoli che solo nuove politiche di integrazione e contemporaneamente di rigore e legalità, contro i trafficanti di esseri umani,potranno evitare il riproporsi dei fatti gravissimi di questi giorni”.

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Cittadinanza: l’intervento di Fabio Granata oggi alla Camera

martedì, 22 dicembre 2009
Immagine anteprima YouTube

Pubblichiamo l’intervento tenuto oggi da Fabio Granata alla Camera dei Deputati nel corso della discussione generale sul disegno di legge sulla cittadinanza.

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