Articoli marcati con tag ‘cittadinanza’

Granata e Sarubbi: emendamenti bipartisan al testo della maggioranza sulla cittadinanza

martedì, 15 dicembre 2009

granata_sarubbi

Arrivano, in commissione Affari costituzionali della Camera, otto emendamenti ‘bipartisan’ al testo base sulla cittadinanza per cercare di ‘ammorbidire’ la proposta messa a punto dalla relatrice, Isabella Bertolini (Pdl), che mantiene il tetto dei 10 anni, non concede ‘scorciatoie’ per i minori nati in Italia e stabilisce l’obbligo di corsi d’integrazione piu’ un giuramento di fedelta’ alla Repubblica.

Promotori dell’inziativa sono i deputati Fabio Granata (Pdl) e Andrea Sarubbi (Pd), autori della proposta di legge ‘bipartisan’ sulla ‘cittadinanza breve’, che dimezzava i tempi a 5 anni e chiedeva l’acquisizione dello status di italiano per i figli di immigrati nati in Italia o per i minori stranieri che avessero frequentato le scuole almeno fino alle medie.

Granata e Sarubbi, in pratica, hanno ‘spacchettato’ quella proposta di legge, che era stata sottoscritta da 50 parlamentari di tutti gli schieramenti (20 Pd, 20 Pdl, 5 Udc e 5 Idv), in otto proposte di modifica al testo Bertolini. Due di queste vertono sulla questione minori e sono state sottoscritte da tutti i 50 firmatari: tra di essi, tra gli altri, Barbareschi, Mussolini, Della Vedova, Perina, Moffa, Lo Presti per il Pdl; Mantini, Tassone, Rao per l’Udc; Favia, Di Giuseppe, Zazzera per l’Idv; Villecco Calipari, Concia, F.Colombo, Bobba, Touadi, D’Antona, Mecacci, Realacci per il Pd.

Gli altri emendamenti, di cui sono primi firmatari Granata e Sarubbi, sono stati invece sottoscritti solo da alcuni dei deputati iniziali. Per quanto riguarda la questione adulti, spiegano Granata e Sarubbi, “siamo disposti anche a mediare, e percio’ in un emendamento manteniamo la richiesta dei 5 anni, in un’altra adottiamo una formulazione ‘piu’ soft’ stabilendo in 7 gli anni necessari per diventare cittadini. Questo – sottolineano – per far capire che siamo aperti al diaologo”.

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Cittadinanza. Emendamenti bipartisan: ammorbidire testo Bertolini

martedì, 15 dicembre 2009

Arrivano, in commissione Affari costituzionali della Camera, otto emendamenti ‘bipartisan’ al testo base sulla cittadinanza per cercare di ‘ammorbidire’ la proposta messa a punto dalla relatrice, Isabella Bertolini (Pdl), che mantiene il tetto dei 10 anni, non concede ‘scorciatoie’ per i minori nati in Italia e stabilisce l’obbligo di corsi d’integrazione piu’ un giuramento di fedelta’ alla Repubblica.

Promotori dell’inziativa sono i deputati Andrea Sarubbi (Pd) e Fabio Granata (Pdl), autori della proposta di legge ‘bipartisan’ sulla ‘cittadinanza breve’, che dimezzava i tempi a 5 anni e chiedeva l’acquisizione dello status di italiano per i figli di immigrati nati in Italia o per i minori stranieri che avessero frequentato le scuole almeno fino alle medie.

Sarubbi e Granata, in pratica, hanno ‘spacchettato’ quella proposta di legge, che era stata sottoscritta da 50 parlamentari di tutti gli schieramenti (20 Pd, 20 Pdl, 5 Udc e 5 Idv), in otto proposte di modifica al testo Bertolini. Due di queste vertono sulla questione minori e sono state sottoscritte da tutti i 50 firmatari: tra di essi, tra gli altri, Barbareschi, Mussolini, Della Vedova, Perina, Moffa, Lo Presti per il Pdl; Mantini, Tassone, Rao per l’Udc; Favia, Di Giuseppe, Zazzera per l’Idv; Villecco Calipari, Concia, F.Colombo, Bobba, Touadi, D’Antona, Mecacci, Realacci per il Pd.

Gli altri emendamenti, di cui sono primi firmatari Sarubbi e Granata, sono stati invece sottoscritti solo da alcuni dei deputati iniziali. Per quanto riguarda la questione adulti, spiega Sarubbi, “siamo disposti anche a tendere una mano alla maggioranza, e percio’ in un emendamento manteniamo la richiesta dei 5 anni, in un’altra adottiamo una formulazione ‘piu’ soft’ stabilendo in 7 gli anni necessari per diventare cittadini. Questo- sottolinea- per far capire che siamo aperti al diaologo”

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Fabio Granata a Exit

venerdì, 11 dicembre 2009
Immagine anteprima YouTube

Pubblichiamo un estratto della trasmissione Exit del 9 dicembre scorso alla quale ha partecipato Fabio Granata.

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Cittadinanza: grande rivoluzione culturale

domenica, 29 novembre 2009

granata_convegno

Oggi l’On. Fabio Granata ha partecipato al convegno “i siciliani d’Africa” che si è tenuto al Castello di Donnafugata a Ragusa, organizzato dal Cinema Nuovo Italiano, dal Comune di Ragusa e dall’ Assessorato Regionale al Lavoro.

Nel corso del suo intervento, che ha chiuso i lavori, alla presenza di prestigiosi studiosi provenienti da tutta l’area del Mediterraneo, Granata ha illustrato le ragioni culturali e storiche che stanno alla base della sua proposta di legge in materia di cittadinanza, oggi al centro del dibattito politico nazionale.

Commentando la presentazione del rapporto “Migrantes” della Caritas, Granata ha ribadito l’urgenza, dimostrata in maniera inequivocabile dai dati, di affrontare la questione ed accellerare sulla diminuzione dei tempi necessari per la concessione della cittadinanza agli immigrati pienamente inseriti nella vita sociale e produttiva del nostro Paese.

“Il tema vero – ha detto Granata – non è la quantificazione dei tempi per ottenere la cittadinanza, che può essere oggetto di confronto, ma una grande rivoluzione culturale che, una volta acquisita l’adesione alla nostra identità nazionale degli stranieri, dia il senso pieno di un mondo che è oggi profondamente cambiato. Il tipico esempio di tale nuova frontiera è dato dai minori nati in Italia da genitori stranieri, che oggi si sentono pienamente italiani e che debbono attendere la maggiore età per ottenere il riconoscimento giuridico di un’identità che è invece già profondamente radicata in loro.”

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La legge sulla cittadinanza arriva in Aula

giovedì, 26 novembre 2009

Esprimo grande soddisfazione per la volontà politica dimostrata dal Presidente Fini, che ha calendarizzato per i prossimi lavori d’aula la legge sulla riforma della cittadinanza, nell’affrontare in maniera innovativa il tema, contribuendo, in maniera determinante, all’approdo in aula  del ddl di riforma organica della materia che tanto mi ha visto impegnato assieme ai colleghi firmatari dell’iniziativa legislativa.

Tale riforma è indispensabile al fine di costruire un progetto importante ed innovativo per l’Italia del domani. Anche la sicurezza tanto invocata, a ragione, dai cittadini, passa esclusivamente dalla costruzione di percorsi di integrazione e cittadinanza che contribuiscano a formare un nuovo concetto di identità, soprattutto per i nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti, e, per i giovani che completano nel nostro Paese il ciclo di studi.

Adesso auspichiamo con forza che si riesca ad elaborare una sintesi normativa efficace delle varie ipotesi legislative in materia che tenga conto delle proposte più innovative, partendo dalla condivisione dei valori fondamentali che hanno caratterizzato il dibattito sulla riforma normativa in materia di cittadinanza.

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Bene Fini, la sua idea espressione della migliore tradizione italiana

domenica, 22 novembre 2009

Immigrati, Granata (Pdl): “Bene Fini, la sua idea espressione della migliore tradizione italiana”

Sulle recenti dichiarazioni che hanno scatenato polemiche all’indirizzo del Presidente della Camera on.Gianfranco Fini da parte della Lega e dello stesso Ministro Matteoli e’ intervenuto l’on.le Fabio Granata: “L’idea di Cittadinanza espressa dal Presidente Fini è espressione della migliore tradizione culturale italiana, – ha detto Granata.

Una identita’dinamica e plurale che ha reso possibile il Rinascimento e il Made in Italy.Altri- ha aggiunto Granata- l’hanno intesa come totale abbandono e, a volte, la totale ignoranza, di questa nobile tradizione, rimossa in nome di un moderatismo privo di visione strategica e futuro,o di una moderna forma di tribalismo”.

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Islam: ministro Maroni si convinca che cittadinanza e integrazione rafforzano convivenza e sicurezza

lunedì, 19 ottobre 2009

Islam, Granata(PDL):”Il Ministro Maroni si convinca che cittadinanza ed integrazione rafforzano la convivenza e la sicurezza”.

In ordine a quanto affermato dal Ministro dell’Interno Maroni stamane a Mattino 5, interviene il V.Presidente della Commissione Nazionale Antimafia on.leFabio Granata (PDL):

“Le parole del Ministro Maroni “’Se fosse vigente la normativa che abbassa a 5 anni il periodo per ottenere la cittadinanza italiana, il libico che ha fatto esplodere la bomba alla caserma di Milano sarebbe un cittadino italiano’, portano a fare delle considerazioni.
“Maroni usa una argomentazione strumentale e illogica- dice l’on.le Granata-, non all’altezza della sua intelligenza e serieta’. Si potrebbe facilmente obiettare che con la legge attuale,ad esempio,  l’omicida El Ketawi Dafani,l’uccisore della figlia Sanaa, sarebbe stato cittadino italiano, mentre la figlia vittima dell’omicidio no. Non possono essere certamente gli esempi le discriminanti per sostanziare le leggi. Cittadinanza e integrazione sono invece potenti fattori di sicurezza e convivenza civile. La riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano e il passaggio dallo “ius sanguinis” allo “ius soli” per i figli di genitori residenti in Italia da 5 anni, è il riconoscimento dei valori della nostra Repubblica. Un modo – aggiunge Granata- per rafforzare la convivenza trasformando  al contrario l’immigrazione, l’integrazione come chances per una società diversa, davvero equa”.

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Battute da caserma coprono assenza di dibattito nel Pdl

domenica, 27 settembre 2009

Granata a La Russa: ”Le battute da caserma nel dibattito politico sul diritto di cittadinanza agli immigrati copre l’assenza di dibattito interno al PDL sulle scelte parlamentari e sulla priorità da dare ai disegni di legge. Si Abbia il coraggio di andare in aula al più presto per votare il ddl sulla citadinanza”

Non accenna a placarsi la polemica di un gran numero di parlamentari nei confronti del Ministro La Russa,reo di aver definito dispregiativamente peones i deputati firmatari del ddl sulla cittadinanza agli immigrati,con in testaFabio Granata del PDL.
Ed è proprio Granata a sintetizzare il pensiero dei parlamentari del PDL che hanno,in gran numero,sottoscritto la bozza di legge sulla riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza per gli immigrati:” Alcuni tra i vertici del PDL nazionale,a partire proprio da La Russa,parlano di concertazione interna al partito solo quando serve a bloccare le iniziative a loro sgradite o d’impaccio all’egemonia politica della Lega. Peccato che la stessa esigenza non venga avvertita quando si chiede ai parlamentari del PDL di votare le leggi di riforma sulla giustizia,a prescindere dalla condivisione delle stesse,ovvero,quando si parla di scudo fiscale e sull’argomento non si avverte la necessità di riunire né i gruppi parlamentari,né il partito,ma addirittura di non informare preventivamente neanche la delegazione in Comissione Parlamentare antimafia,nonostante il dibattito politico nazionale sul’argomento si sposti in questa direzione.”

Ancora più caustico Granata sulle critiche a priori della proposta di legge da parte di La Russa:” E’ strano-prosegue il parlamentare siciliano-come uno di coordinatori nazionali del partito,senza ascoltare la base,o consultare gli altri parlamentari,liquidi con un’alzata di spalle un disegno di legge che non solo fa avanzare il grado di civiltà del paese,ma che lo allinea alle moderne democrazie europee su un tema cosi delicato quale quello dell’integrazione culturale e sociale,con importanti e positive ricadute anche sull’economia e sul mercato del lavoro,come sottolineato giustamente da Tremonti.

E’ addirittura offensivo l’atteggiamento nei confronti dei 50 parlamentari di tutti i partiti che hanno sottoscritto l’accordo,ignorando peraltro come ufficialmente forze politiche di maggioranza ed opposizione abbiamo dato il proprio assenso alla proposta,e soprattutto come la stessa sia stata apprezzata da ambienti vicini al Vaticano,nonché ufficialmente appoggiata dal mondo del’associazionismo e per ultimo,in ordine temporale,espressamente auspicata dalla Comunità di Sant’Egidio,per bocca del suo fondatore,Riccardi”
La chiusura di Granata è un’autentica sfida lanciata agli scettici della maggioranza:” La democrazia consente una verifica senza appello sulla bontà di ogni proposta di legge ed è quella del voto d’aula. Si abbia dunque il coraggio,accedo l’invito del presidente Fini,uno degli ispiratori più illuminati di questa iniziativa,di calendarizzare subito il ddl e lo si sottoponga al dibattito ed al voto parlamentare. Solo allora sapremo se la coerenza e la modernità avrà la meglio su una visione antica e satrapica della politica e del ruolo dei parlamentari.”

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