Articoli marcati con tag ‘coerenza’

L’entusiasmo di Bastia contro i filosofi della Magna Grecia

giovedì, 6 gennaio 2011

In questi giorni di ripresa dell’attività politica, alcuni amici sono stati protagonisti di curiose quanto sofferte riflessioni sul “che fare”.

Sinceramente hanno destato, e credo non soltanto in chi scrive, più di una perplessità poiché sembrano frutto di una rimozione mentale, misteriosa e preoccupante, sulle vicende che hanno portato la nostra comunità umana e politica dalla rottura con il Pdl, dopo mesi di minacce, aggressioni mediatiche, intrighi e aspre battaglie, alla sfiducia del 14 Dicembre.

Mi sembra di ricordare che Futuro e Liberta a Bastia Umbra abbia indicato un percorso fortemente condiviso dalla nostra base militante e d’opinione: costruire l’alternativa politica a Berlusconi e al berlusconismo. Ricordo nitidamente gli interventi appassionati e coerenti di tutti nostri parlamentari, anche dei tre che poi, “fulminati sulla Via di Damasco”, hanno dato vita ad uno dei voltafaccia piu disgustosi e imbarazzanti della storia repubblicana.

A Bastia, tra i tanti interventi, quello di Pasquale Viespoli fece apparire moderato e impallidire, per radicalismo di toni e contenuti, anche quello del sottoscritto e tutti gli interventi dei cosiddetti “falchi”.

Il resto è storia recente ma, dopo il voto di sfiducia, improvvisamente, alcuni amici sembrano aver perso la memoria e rimosso le polemiche feroci di luglio, la questione morale, la farsa dei probiviri, l’espulsione di Fini.

Nessuna rimembranza sulla vergognosa gogna mediatica nei confronti di Gianfranco Fini e sulla vera motivazione della costituzione dei gruppi parlamentari autonomi, per arrivare alla costruzione di un movimento politico che rappresentasse la destra repubblicana e legalitaria. Quindi, il voto di sfiducia e la “gloriosa” pagina del 14 dicembre.

Rimuovendo come non esistente la vergognosa campagna acquisti e dimenticando i toni sempre oscillanti tra l’insulto e la minaccia nei nostri confronti, oltre che la insidiosa quanto squallida azione di logoramento e delegitimazione, ecco che improvvisamente si attacca la linea di Bastia Umbra, si prova a gettare la croce su alcuni di noi e, magia, ci si riscopre “responsabili”, teorizzando con argomentazioni sofferte il passaggio dalla mozione di sfiducia al patto di legislatura…

A questi amici, con semplicità e franchezza, e credo in buona compagnia, rispondo che non è che è stata sbagliata la linea: hanno semplicemente “acquistato” 3 dei nostri parlamentari, salvandosi in calcio d’angolo grazie ad un drappello di ascari.

E faccio inoltre sommessamente notare che tutto questo logoramento sui “finiani pronti a passare”, parallelamene al combinato disposti delle aperture illogiche ad un nuovo sostegno a Berlusconi, sono utili solo a farci arrivare “svuotati” a Milano e a farci perdere il sostegno e l’entusiasmo di chi ha creduto e crede ancora in “una certa idea dell’Italia e della Politica”.

Per questo appare francamente imbarazzante ogni richiamo al generico “senso di responsabilità” o a improbabili patti di legislatura, peraltro regolarmente rispediti al mittente, con arroganza, da Berlusconi.

La nostra risposta deve essere politica e culturale. E deve essere alternativa a Berlusconi e al berlusconismo, in coerenza con le ragioni per le quali siamo nati e sulle quali abbiamo costruito un percorso di rottura. E per le quali siamo passati all’opposizione.

Solo così daremo senso all’appuntamento congressuale di Milano: il resto sono solo chiacchiere da filosofi della “Magna Grecia”.

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Per l’Italia

mercoledì, 15 dicembre 2010

“Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada.
Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell’uomo.
Non vogliamo morire con nessuno ch’abbia paura di morir con noi”

Enrico V – William Shakespeare

Queste parole immortali non per raccontare una sconfitta ma per rivendicare il valore del coraggio, della lealtà e della coerenza.

Contro il potere del Dio Denaro e la miseria di piccoli uomini e piccole donne.

Per l’Italia.

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Il Viaggio può continuare…

lunedì, 8 novembre 2010
Immagine anteprima YouTube

Istintivamente dedicherei la straordinaria giornata di ieri a tutti quelli che in questi mesi hanno sistematicamente messo in discussione la nostra coerenza e il nostro coraggio, sottolineando con delusione e anche con insulti ogni “segnale” negativo e contraddittorio.

E, soprattutto, a quelli che, al nostro interno, in questi mesi hanno frenato e prodotto mille distinguo e che ieri all’improvviso si sono riscoperti più intransigenti di noi.

Invece preferisco dedicarla ai tantissimi giovani che hanno riscoperto attorno a Gianfranco Fini la passione politica e l’impegno civile, in nome del patriottismo repubblicano, della legalità, dell’etica della responsabilità e del merito, dei diritti civili e della solidarietà.

Ieri Fini ha rimesso in movimento la politica italiana e ha indicato una strada, difficile ma appassionante, per portare fuori la Nazione dalla palude.

Ci attendono giornate decisive: per questo è importante essere forti e coerenti, non cercare scorciatoie e non deludere tante aspettative e speranze, iniziando dalla selezione attenta di chi ora vorrà salire sul nostro carro.

Seneca diceva: “Non esiste vento favorevole per chi non sa dove vuole andare”. Noi lo sappiamo bene, ma per “arrivare” i compagni di viaggio devono essere di un certo tipo e la direzione di marcia certa e priva di cedimenti.

Solo così il Viaggio potrà continuare…

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La “cosa giusta”…

martedì, 19 ottobre 2010

“Andate avanti. Non fermatevi ora”:  è questo l’incitamento incessante e continuo, quasi imbarazzante, che riceviamo in queste settimane, in qualsiasi contesto o luogo ci troviamo, in qualsiasi angolo d’Italia.

Si tratta di un spinta prepotente e popolare, per certi versi inaspettata nelle dimensioni che ha assunto, e molto impegnativa nelle responsabilità che ne derivano.

Una spinta che proviene dai settori più disparati e eterogenei, sia anagraficamente che socialmente e ideologicamente, della società italiana.

E’ come se avessimo fatto saltare un argine al disincanto e al distacco rassegnato con il quale si guardava da parte di tanti cittadini alla politica, rimettendo in movimento la speranza nella possibilità del cambiamento e nella fuoriuscita dal tunnel interminabile della “transizione italiana”.

E’ bene tenere nella più grande considerazione questo elemento nelle settimane che precedono appuntamenti fondamentali per la nascita del nostro nuovo movimento politico. E allora va bene la stesura di un programma/manifesto, va bene l’individuazione di percorsi organizzativi, va bene la definizione di organismi e gruppi di lavoro, vanno bene le riunioni e gli approfondimenti.

Bisogna però avere ben chiaro che due elementi sono imprescindibili e rappresentano il vero perimetro pubblico e politico della nostra nuova impresa e dello stato nascente della nostra identità: la coerenza e l’esempio.

La coerenza nei comportamenti parlamentari su “temi sensibili” come legalità e giustizia: quindi una chiusura netta a qualsiasi ulteriore legge ad personam e un impegno a viso aperto per rendere operative immediatamente rigorosissime norme anticorruzione e antimafia.

E poi la coerenza in un percorso aggregativo nel quale i mezzi devono essere adeguati ai fini, iniziando a tenere ben lontani facce e storie politiche legate a concezioni e prassi clientelari o comunque spregiudicate nella ricerca del consenso.

Solo così riusciremo a rappresentare il terminale della prepotente domanda di “nuovo” che nasce dalla società italiana. Idee forti e uomini all’altezza di una Italia diversa.

A 150 anni dall’unità nazionale, tornare a rappresentare un’Italia profonda, semplice e moderna ma coerente con una storia antichissima e nobile.

Quell’Italia che ritroviamo negli occhi orgogliosi e felici dei vecchi e dei bambini e che vediamo mortificata e umiliata negli sguardi spenti e nelle mani umide di cricche, mafie e affaristi privi di scrupolo: la faccia al Sole dell’Italia. Quella che amiamo e che possiamo tornare a far prevalere.

Ma solo se facciamo “la cosa giusta”…

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Legalità e patriottismo repubblicano: un progetto per l’Italia

giovedì, 30 settembre 2010

Dopo una estate di veleni e dossier, ieri in Parlamento ho espresso un No simbolico di solidarietà a Gianfranco Fini, contro una visione arrogante e prepotente della politica.

Una visione aziendale e ‘proprietaria’, emanazione diretta e non più tollerabile del berlusconismo.

Il mio voto contrario alla fiducia a Berlusconi non mette in discussione la mia piena condivisione della linea portata avanti da Fli, linea che ho contribuito a determinare, per contrastare pericolosi disegni egemonici sul Parlamento, caratterizzati dalla compravendita di deputati, operazione grave ma pateticamente fallita.

In questi mesi in Parlamento e nel paese abbiamo ridato fiato e speranza ad un nuovo racconto della politica che andasse oltre schematismi mentali e culturali striminziti e oramai insignificanti, parlando nuovamente all’Italia di valori e progetti, diritti e opportunità.

Dobbiamo essere soddisfatti per esser diventati protagonisti di una fase politica nuova che adesso però va caratterizzata da una azione legislativa coerente e attenta alla coesione sociale della nazione, alla legalità, ai diritti civili, ai giovani.

In questo scenario Generazione Italia è lo strumento imprescindibile per la creazione di una rete movimentista e flessibile in grado di rappresentare l’anima di questo nuovo e ambizioso progetto politico.

Al di là quindi del valore simbolico e politico del mio No alla fiducia, Fli ieri ha espresso l’unica posizione in grado di darle centralità parlamentare, aprendo una nuova stagione della politica italiana.

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Legalità e voto segreto

mercoledì, 22 settembre 2010

Il voto sulla autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni nei confronti di Cosentino ha fatto emergere con forza alcune questioni.

Il nostro gruppo parlamentare, ed è l’aspetto di maggior rilievo politico, si è espresso ufficialmente in modo politicamente coerente con le battaglie condotte in questi mesi su legalità e intercettazioni, nonostante l’esistenza al nostro interno di qualche sensibilità diversa su questi importanti temi.

E’ un grande segnale politico che contribuirà a far crescere in Parlamento e nel paese la cultura della legalità.

D’altra parte la richiesta da parte del Pdl del voto segreto è stato l’unico strumento praticabile per ottenere il diniego da parte del Parlamento alla doverosa autorizzazione, indispensabile per accertare i fatti, gravissimi, oggetti del procedimento penale. Purtroppo alcune forze politiche, Pdl e Lega, hanno ancora una volta, ostacolato, e non attraverso un voto alla luce del sole, l’accertamento della verità in relazione ai gravissimi fatti contestati.

Una cosa e certa: continueremo in Parlamento e nel paese a difendere i valori di legalità nei quali crediamo, contro tutte le cricche e le mafie.

Ma anche contro chi, solo attraverso il voto segreto, continua a frenare quella sete di verità e giustizia della stragrande maggioranza degli italiani di destra e di sinistra.

Su questi valori ci ritroveremo sabato a Pollica insieme a Roberto Saviano, Walter Veltroni e Gianfranco Fini: a testimoniare l’esistenza di una politica, e di un’Italia, diversa e distante anni luce da quella dei sistemi criminali e delle mafie.

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