Vi proponiamo l’intervento integrale che l’On. Fabio Granata, a nome del gruppo Pdl alla Camera, ha svolto giovedì in aula durante le dichiarazioni di voto dell’importante provvedimento che lo ha visto tra i protagonisti.
“La Commissione parlamentare Antimafia ha approvato un codice etico contro l’inserimento nelle liste elettorali di candidati implicati con la mafia. Ma il codice è già stato trasgredito da un po’ tutti i partiti. Di questo riferiremo alla Camera”.
Lo ha detto il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Fabio Granata, a margine dell’inaugurazione del corso in Storia della ‘Ndrangheta all’Università Roma Tre.
Granata è convinto che “un contrasto forte” alla criminalità organizzata “debba esistere anche in politica”: è “una questione nazionale” e non regionale e metterlo al primo punto dell’agenda politica e’ un “buon inizio”.
“Oggi – ha concluso Granata – in Parlamento si approva l’agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie. E’ un colpo importante contro il loro patrimonio. Il deficit di sviluppo non si spiega se non con il fenomeno della mafia” che lo blocca “a causa della sua forza economica”.
“Esprimiamo il nostro pieno e convinto appoggio al Governo sulla palese volontà politica espressa, con la costituzione dell’Agenzia per la gestione dei beni confiscati, di dichiarare guerra aperta alle mafie.”
Questo il commento dei parlamentari del PDL, Fabio Granata ed Angela Napoli, componenti la Commisione Nazionale Antimafia, che però rilanciano contestualmente il tema della selezione delle classi dirigenti nel nostro paese: “Adesso è arrivato per il Governo e la maggioranza, ma anche per la politica tutta, il momento della coerenza, a partire proprio dalla selezione delle classi dirigenti, selezionando candidati, in vista delle prossime consultazioni elettorali, inattaccabili sotto il profilo etico. Non è più sufficiente – proseguono Granata e Napoli – non mettere in lista pregiudicati, ma bisogna anche evitare di candidare o dare responsablità dirigenziali a soggetti che, per contesto familiare o sociale, hanno contatti con le organizzazioni mafiose.”
“Tale regola- concludono i due parlamentari- non deve valere solo per le prossime regionali, ma anche per la selezione delle rappresentanze parlamentari, di governo e di partito. Solo con classi dirigenti rinnovate ed al di sopra di ogni sospetto, la politica potrà fare un passo avanti decisivo nella lotta alle mafie.”
Il colpo sferrato oggi alla mafia dagli uomini della Dia e dal Gico della Guardia di finanza – afferma Fabio Granta, vice presidente della commissione antimafia – con il sequestro di beni per un ammontare di 550 milioni di euro, è l’ennesima dimostrazione di una lotta senza tregua che lo Stato sta attuando soprattutto verso le organizzazioni criminali organizzate.
Esprimo inoltre apprezzamento pieno per la volontà del ministro dell’interno, Roberto Maroni – prosegue il parlamentare siciliano - che ‘ giovedì prossimo, nel consiglio dei ministri che si terrà a Reggio Calabria, in piena e rigorosa applicazione dell’ordine del giorno fatto approvare dal Parlamento, a firma Granata/Angela Napoli, proporrà l‘istituzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.
Con l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati che avrà la sua sede proprio a Reggio Calabria – conclude Granata – si sta andando nella direzione giusta e il ministro conferma la sua piena volontà e coerente politica di contrasto alle mafie.
La confisca dei beni di provenienza illecita agli uomini delle cosche e il loro riutilizzo per fini sociali – conclude Granata è una delle condizioni necessarie per condurre efficacemente la lotta contro tutte le ”Mafie”
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