Articoli marcati con tag ‘ddl anticorruzione’

Per Dell’Utri rispettiamo la sentenza e, fino alla Cassazione, la presunzione di innocenza, ma Mangano non è un eroe

martedì, 29 giugno 2010

La condanna di Marcello Dell’Utri farà certamente discutere e determinerà polemiche infinite tra le forze politiche e all’interno delle stesse. A caldo ci preme dire che, nel rispetto pieno della presunzione d’innocenza fino alla Cassazione, non ci sono piaciute le dichiarazioni del senatore Dell’Utri su Mangano. Quest’ultimo infatti non è certamente un eroe ma un mafioso conclamato. A Palermo in quegli anni ben altri sono stati gli eroi, ad iniziare da Paolo Borsellino e da chi ha dato la vita per una Italia libera dalle Mafie.

La sentenza ha un dispositivo molto complesso e attendiamo di leggere le motivazioni. Certamente quello che ha giudicato Dell’Utri non era un collegio di toghe rosse ma era composto da magistrati moderati e ritenuti garantisti.

Nel prendere atto della condanna ribadiamo fiducia nella magistratura e confidiamo che le inchieste portate avanti dalle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze riescano ad accertare la verità su esecutori e mandanti delle stragi che hanno insanguinato l’Italia.

E’ scontato ribadire che chiunque viene condannato per mafia non può continuare a svolgere ruolo politico e crediamo che su queste vicende, come su altre altrettanto gravi, il più grande partito italiano debba avviare una riflessione seria che senza demonizzazioni ponga il tema del contrasto alle mafie e della selezione dei gruppi dirigenti in maniera definitivamente seria. Iniziando dall’approvazione del ddl anticorruzione, con la incandidabilità assoluta per chi è condannato in via definitiva, con la salvaguardia di strumenti indispensabili per il contrasto alle mafie ad iniziare dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, con un linguaggio e una politica di sostegno alle procure più esposte ma anche con l’approvazione di un codice etico che nel pdl eviti la persistenza in ruoli politici o la ricandidabilità per chi è condannato o rinviato a giudizio per reati di mafia.

Sono elementi indispensabili per costruire una nuova politica e una nuova Italia.

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Questione morale: coerenza e rigore

venerdì, 14 maggio 2010

Il quadro che si sta delineando sui rapporti tra pezzi della politica e dell’impresa affaristica fa emergere l’esistenza di una grave questione morale che non può essere affrontata con la autoreferenziale e scontata tesi del complotto dei giudici e delle liste di proscrizione.

La maggioranza inasprisca e approvi il ddl anticorruzione e ascolti il grido d’allarme dei magistrati sulle intercettazioni, ampliando questo fondamentale strumento di indagine a tutta una serie di reati quasi sempre ‘spia’ di reati molto più gravi. In una parola il Pdl dimostri senso dello Stato e sensibilità politica affrontando con rigore e lucidità i temi vitali del contrasto alla corruzione, alle mafie, al malaffare.

In Italia le Mafie fatturano 130 miliardi annui e si infiltrano sull’intero territorio nazionale riciclando enormi somme e uccidendo il mercato e l’impresa pulita. Oltre gli arresti, le confische e i sequestri vanno affrontati questi nodi con decisione e coerenza attraverso una selezione rigorosa del personale politico e della classe dirigente.

Fini ha posto da tempo questi temi: sia ascoltato dal Premier.

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