Articoli marcati con tag ‘elezioni’

ll Polo della bellezza

lunedì, 12 marzo 2012

La discriminante politica per il rinnovo dell’amministrazione della Città di Siracusa sarà la difesa del paesaggio e dell’ambiente.

La nostra è una Città unica e straordinaria,Patrimonio dell’Umanità: per questo l’unica discriminante vera e possibile per un progetto politico per la prossima amministrazione passerà non dalle parole vuote o dagli schemi ideologici,  ma dai comportamenti e dalle azioni sul grande tema della difesa dell’identità ambientale, paesaggistica e culturale di Siracusa.

Per questo sarà inevitabile e fondamentale creare il Polo della bellezza contro chi intende perseguire interiori cementificazioni.

Cultura,paesaggio,turismo,innovazione e ambiente per la rinascita della nostra città, con uomini e movimenti coerenti a questo progetto.

Oltre il vecchio centrodestra e il vecchio centrosinistra.

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Da Palermo una nuova Etica pubblica

lunedì, 13 febbraio 2012

Indiscutibilmente le elezioni palermitane rivestono un test di valenza nazionale e saranno seguite con attenzione dall’opinione pubblica.

Noi sosteniamo con entusiasmo e consapevolezza una storia pulita e nuova come quella incarnata dal volto giovane di Massimo Costa.

Ma serve anche creare una condizione di cambiamento e partecipazione nel Consiglio Comunale della più importante città siciliana .

In questa ottica Futuro e libertà proporrà e sottoscriverà un codice etico per tutti i candidati e che per quando ci riguarda sara’obbligatorio condividere,sottoscrivere e rispettare.

Non si tratta soltanto di avere la fedina penale pulita ma di accettare per andare in lista due condizioni essenziali:trovarsi nelle condizioni di superare il filtro che le prefetture utilizzano per il rilascio delle certificazioni antimafia alle imprese(che fanno riferimento oltre che alla mancanza di precedenti o procedimenti penali,anche ai contesti sociali e familiari) e accettare di rendere pubbliche le condizioni patrimoniali dalla candidatura fino all’elezione e nel corso della legislatura,per chi eletto.

Al di la del Sindaco serve una politica priva di condizionamenti e ombre.

Per la vera primavera di Palermo e della Sicilia.

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AMMINISTRATIVE.GRANATA: FLI DECISIVO PER FAR VOLTARE PAGINA ALL’ITALIA

venerdì, 13 maggio 2011

 

 ”Futuro e Libertà sarà certamente decisivo in molte città, a partire da Milano, per far voltare pagina alla politica italiana e per accelerare la fine del berlusconismo”. Lo dichiara in una nota il deputato di Futuro e Libertà, Fabio  Granata e aggiunge: “Non saranno gli appelli alla parte più retriva della società a far recuperare consenso al Pdl e a Berlusconi e il nostro contributo sarà fondamentale in attesa della partita decisiva alle politiche. Legalità, Nazione, Merito per la rinascita italiana e per il patriottismo repubblicano”, conclude Granata.

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Gli attacchi ai pm un segnale ai mafiosi

giovedì, 12 maggio 2011

Vi proponiamo l’intervista rilasciata da Fabio Granata a “Il Riformista”.

«Le accuse a Pisapia? Ridicole. Ma attenzione: attaccando i pm di Milano e Napoli, i berlusconiani stanno lanciando messaggi pericolosi a chi controlla pacchetti di voti», dice il vicepresidente dell’Antimafia. «Dopo il voto, dialogo con la Lega».

Fabio Granata mette insieme «le accuse di Berlusconi e dei berlusconiani ai magistrati napoletani, alla procura di Palermo, a Ilda Boccassini». Il finiano vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dal Riformista, sostiene che «si tratta di una strategia mirata. Un chiaro segnale ai mafiosi, a quegli ambienti oscuri che controllano pacchetti consistenti di voti sul territorio».

Granata, il tema centrale delle ultime ore sono le accuse rivolte dalla Moratti a Pisapia.
Una cosa ridicola, semplicemente ridicola. Parlando di queste accuse inesistenti si rischia di mascherare lo stato di illegalità diffusa che sta caratterizzando la campagna elettorale del Pdl su gran parte del territorio nazionale.

In che senso, scusi?
Ma vi rendete conto che, stranamente, Berlusconi e i suoi stanno prendendo di mira tutti i magistrati impegnati nella lotta alle più importanti organizzazioni criminali che agiscono in questo Paese? L’attacco ai pubblici ministeri di Milano, culminati negli insulti a Ilda Boccassini. E poi le polemiche contro la procura di Palermo. Infine, le accuse che il presidente del Consiglio ha rivolto alla procura di Napoli, che è in prima fila nella sfida alla camorra.

Sta dicendo che…
Sto dicendo che non si tratta di battute estemporanee. Questa è una strategia mirata, fatta di messaggi molto pericolosi. Vogliono dire ai classici «ambienti oscuri», a quella zona grigia che sta tra i clan e la politica, che le mafie possono tranquillamente votare per loro.

Sta per caso dicendo che Berlusconi e i suoi stanno facendo campagna elettorale usando messaggi cripto-mafiosi?

Al di là delle etichette, in alcuni settori del Pdl si sta realizzando una nitida connessione con ambienti criminali. Con quegli stessi ambienti che, sul territorio, controllano pacchetti di voti non indifferenti.

Accuse tutt’altro che lievi, le sue. Significa che il Terzo Polo, di cui lei fa parte, farà di tutto pur di non agevolare i candidati di questo centrodestra al ballottaggio?

Sulle strategie future decideremo tutti insieme.

Però si può dire che, a Milano…
Milano è la partita principale. Lo ha fatto capire anche Berlusconi, che dal capoluogo lombardo ha fatto partire l’ennesimo referendum su se stesso. Noi lì sosteniamo la corsa di un candidato eccellente, Manfredi Palmeri.

Lasciando perdere i suoi compagni di strada, viene difficile immaginare il “cittadino” Granata che al secondo turno vota per la Moratti.

Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti.

E a Napoli? Il candidato del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, non ha chances di arrivare al secondo turno.
L’obiettivo principale è impedire che il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, diventi sindaco di Napoli. Se arrivasse al ballottaggio, noi avremmo delle buone alternative. A cominciare dal prefetto Morcone, che è in campo per il Pd. Quanto all’uomo dell’Italia dei valori, Luigi de Magistris, ha delle posizioni a volte “estreme”, diverse dalle nostre. Ma è senz’altro una persona perbene. Però, oltre alle sfide nelle città principali, invito tutti a prestare attenzione a quello che succederà a Latina e a Olbia. Sul primo fronte, dove noi siamo impegnati con la lista di Pennacchi, la curiosità è vedere se esiste ancora un elettorato moderato e di centrodestra libero da eventuali “condizionamenti”. A Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria.

Se il Cavaliere uscisse “ammaccato” dal voto, avrebbe ben altri problemi rispetto alla cittadinanza onoraria di Olbia. Non trova?

Sicuramente succederebbe qualcosa. Anche in Parlamento.

D’Alema, intervistato dal Piccolo di Trieste, è tornato a parlare della Santa Alleanza di tutti – Fini compreso – contro Berlusconi.
Ho visto. Però questo è un tema che affronteremo quando le prossime elezioni politiche avranno una data certa. Intanto va registrato che le opposizioni, in Parlamento, affrontano già moltissime battaglie insieme. E non è una cosa da poco.

Se Moratti perde Milano, tenterete di riagganciare la Lega?

Tolti quelli che puntano solo alla distruzione dell’avversario, in politica bisogna discutere con tutti. E quello con la Lega può diventare un dialogo molto importante. Il Carroccio, tra l’altro, esprime il miglior esponente di questo governo. Anzi, tolto il clamoroso errore che ha fatto a Napoli l’altro giorno, quando s’è presentato in città per sostenere il candidato di Cosentino, credo che Roberto Maroni sia il miglior ministro dell’Interno degli ultimi anni.

Scarica l’intervista in formato pdf

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Alziamo la bandiera!

venerdì, 6 maggio 2011

Tra una settimana si voterà in molte città italiane e Futuro e Libertà, a due mesi dalla sua nascita, avrà il primo riscontro elettorale seppur in una elezione legata al territorio e al dato amministrativo.

Questa è quindi una settimana molto importante nella quale moltiplicare gli sforzi e l’impegno poiché si tratta dei giorni nei quali realmente si concretizza il lavoro fatto.

Un primo importante risultato è stato comunque raggiunto: aggregare sull’intero territorio nazionale una nuova comunità umana e politica che certamente crescerà nei prossimi mesi in modo esponenziale in radicamento e organizzazione.

E’ a tutti chiaro chi ha girato l’Italia in maniera instancabile, guidando la battaglia e chi ha invece preferito organizzare piccole correnti di nostalgici di Berlusconi e del Pdl.

Noi non ci curiamo neanche di queste piccole dinamiche e non ci appassiona rispondere con polemiche a chi sembra avere come unica ‘mission’ eterodiretta quella di spaccare Futuro e Libertà e pregiudicarne il cammino.

Andiamo avanti, quindi, consapevoli della difficoltà dell’intrapresa ma anche della sua importanza per l’Italia.

A fianco di Gianfranco Fini e definitivamente contro il sistema berlusconiano, il suo fallimento consumato tra compravendite di uomini e donne e illegalità diffusa, corruzione e rapporti disinvolti con i poteri oscuri e criminali.

Andiamo avanti in difesa di ‘una certa idea dell’Italia’.

Alziamo la Bandiera allora: da italiani coraggiosi contro tutti i prepotenti e i nemici della Patria e contro tutti i nostalgici, i ‘responsabili’ e i disponibili…

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“Il dito alzato” un anno dopo

venerdì, 22 aprile 2011

A un anno esatto dalla famosa “direzione del dito alzato”, il 22 aprile 2010, che segnò la definitiva frattura tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi lancio un appello agli amici di Futuro e libertà.

In tanti dibattiti televisivi abbiamo risposto alla fatidica domanda sul “tradimento” dicendo: non siamo noi che abbiamo tradito, è Berlusconi che ci ha cacciato.

Dodici mesi dopo le nostre idee e la nostra stessa concezione della politica sono radicalmente incompatibili con tutto ciò che il Pdl ha scelto di rappresentare in questa sua fase terminale. Comunque, ce ne saremmo andati perché non riesco a immaginare la destra finiana al servizio del progetto che il premier sta portando allo scoperto in questi giorni: uno Stato ad personam dove tutto, dal primo articolo della Costituzione fino alla legge elettorale passando per il codice penale e il Parlamento, è al servizio del suo interesse politico ed economico.

E allora è arrivato anche il momento di uscire dal vittimismo inconsapevole che ci ha accompagnato fino a ora. Qualche tempo fa Peppino Caldarola ha scritto che la repressione del dissenso finiano “entrerà negli annali della destra italiana come l’esempio della sua irriformabilità”, assieme allo spettacolo dei “cosiddetti liberali che difendono le notti di Arcore”, ma assistono senza battere ciglio e senza verificare l’attuazione dei loro principi a una “caccia al finiano” senza esclusione di mezzi.

Tutti i sondaggi dimostrano che alle prossime elezioni politiche sarà il consenso che otterrà Fli con il Nuovo Polo a determinare la sua possibile sconfitta. E questa volta non sarà battuto (se lo sarà) dalle “estreme” che lo sconfissero nel 2006, dai giustizialisti o dai comunisti, ma da uno schieramento che lo contesta in nome del popolarismo europeo, del patriottismo, dell’interesse nazionale, dei valori del civismo e della legalità: per questo i finiani sono il suo incubo peggiore, e credo sia un titolo di merito.

Siamo orgogliosi di esserci chiamati fuori dalla macchina del potere berlusconiano con lo scopo dichiarato di aprire una nuova stagione per l’Italia, separando ciò che è nostro da ciò che è “suo”, secondo la magistrale descrizione il suo migliore amico, Fedele Confalonieri.

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