Articoli marcati con tag ‘Fabio Granata’

Filo diretto con Fabio Granata su Radio Radicale

mercoledì, 1 settembre 2010

Questa mattina, dalla Festa di Futuro e Libertà in corso a Mirabello, Fabio Granata è stato ospite del filo diretto di Radio Radicale, nel corso del quale ha risposto, per circa un’ora, alle domande poste dai giornalisti e dai tantissimi ascoltatori intervenuti da ogni parte d’Italia.

A questo link è possibile ascoltare la registrazione della trasmissione.

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Futuro e Libertà incontra i vertici della Procura di Reggio Calabria: “Veniamo a portare solidarietà ed a raccogliere le vere priorità sulla Giustizia in Italia”

domenica, 29 agosto 2010

Italo Bocchino, Fabio Granata, Nino Lo Presti ed Angela Napoli, incontreranno lunedì alle 12, a Reggio Calabria, i vertici della locale Procura della Repubblica, dopo i gravissimi atti intimidatori subiti da parte della Ndrangheta.

Il capogruppo alla Camera Bocchino, il Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Granata, il capogruppo in Commissoone Giustizia, Lo Presti, e la parlamentare antimafia calabrese, Angela Napoli, incontreranno il dott. Pignatone e il dott. Di Landro, portando la solidarietà del loro gruppo Parlamentare e della Commissione Nazionale Antimafia.

“Da Reggio Calabria parte un tour nelle Procure Italiane maggiormente impegnate nella lotta alle mafie, per portare la solidarietà e il sostegno della Politica e del nostro gruppo Parlamentare alle Procure maggiormente esposte e per raccogliere indicazioni e suggerimenti per una riforma della Giustizia che tenga conto delle vere emergenze e delle vere priorità del sistema giudiziario italiano”, hanno dichiarato Granata, Bocchino, Lo Presti e Napoli.

Il contrasto alle mafie rappresenta il primo punto all’odg della nostra agenda parlamentare. Servono risorse, personale e pieno sostegno politico per potenziare l’azione di contrasto alle organizzazioni criminali e alle loro connessioni con un parte della politica e della economia. Quella zona grigia che rappresenta la vera anima e la vera forza delle mafie e che va individuata e debellata senza se e senza ma.”

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Avanti verso la verità sulle stragi

giovedì, 22 luglio 2010

Il Giornale lo ha attaccato senza troppi complimenti, accusandolo di usare e strumentalizzare le inchieste sulle stragi per combattere la sua battaglia politica dentro il Pdl e contro Forza Italia. Fabio Granata, il finiano più eclettico e meno ortodosso, l’uomo del presidente della Camera in commissione antimafia, risponde rilanciando: “Queste sono vere e proprie miserie. Chi le scrive non solo mente e prova ad infangarmi, ma si allontana dalla verità”.

Leggi l’intervista a Fabio Granata pubblicata su Il Fatto Quotidiano di oggi

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Generazione Italia è una novità non solo politica ma soprattutto culturale

sabato, 26 giugno 2010

Un laboratorio di idee, non un progetto teorico, con una presenza politica che permetta alla Sicilia di rinnovare nuove sfide, sociali, politiche e culturali. Generazione Italia deve essere arcipelago di ascolto per quelle comunità che devono interpretare il cambiamento su scelte di natura culturale, di coesione nazionale. Non una nomenclatura di presenze provinciali, ma intergenerazionali che formino la classe dirigente sulle idee e sui valori del nostro impegno politico.

Rilanciare battaglie politiche fondamentali per tutelare e rappresentare istanze di legalità e sviluppo, guardando alle nuove generazioni che devono essere protagoniste di una fase nuova della vita nell’Isola. Tornare alla nostre radici per rilanciare non folclore ma stratificazione culturale, non vuoto orgoglio ma consapevolezza.

Ai giornalisti che mi hanno chiesto un parere sulla  nomina del nuovo Ministro Bracher ritengo inopportuna sul piano politico la procedura con cui si è arrivati da parte del nuovo Ministro a chiedere il legittimo impedimento. Sul piano formale, nulla da eccepire, su quello politico molto, anche alla luce di una delega che non è chiara e non è stata ancora attribuita.

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Generazione Italia: da Palermo rilanciamo la sfida su legalità, identità culturale e politiche giovanili.

mercoledì, 23 giugno 2010
Immagine anteprima YouTube

Conferenza stampa di presentazione
Venerdì 25 giugno – ore 11 – Hotel Villa Igiea – Palermo

Finalmente Generazione Italia inizia il suo percorso siciliano, da Palermo e da un luogo simbolo di una certa idea della Sicilia legato all’epopea dei Florio.

In poco più di un mese sono nati spontaneamente decine di Circoli e centinaia di amministratori locali hanno aderito a quella che possiamo definire una autentica “Comunità di difesa dell’Identità e della legalità minacciata”.

Insieme a Gianfranco Fini daremo un contributo fondamentale per rilanciare in Sicilia battaglie politiche fondamentali per tutelare e rappresentare istanze di legalità e sviluppo sostenibile, guardando sopratutto alle giovani generazioni che devono essere protagoniste di una fase nuova della vita dell’Isola.

Cultura, merito, sviluppo sostenibile, coesione sociale: questo il nostro manifesto per una Sicilia che possa ridiventare “la Sicilia”.

Tornare alle nostre radici per rilanciare non folclore ma stratificazione culturale, non vuoto orgoglio ma consapevolezza.

Una Sicilia antica ma modernissima: aperta al Mondo ma ancora in grado di “pensare Greco”.

La faccia al Sole della nostra Isola!

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Granata: «Ddl intercettazioni, la lotta alla mafia prima di tutto»

venerdì, 21 maggio 2010

di Alessandro Oriente per FareFuturo Web Magazine

Il ddl sulle intercettazioni è ancora in lavorazione, ma il tempo stringe. E i punti controversi restano. Anzi, c’è da trovare un equilibrio delicatissimo e complesso tra privacy, esigenze investigative, diritto di cronaca. Ma secondo Fabio Granata, deputato del Pdl e vicepresidente della Commissione antimafia, ci sono questioni su cui non si può fare a meno di riflettere ancora. Accogliendo i rilievi del procuratore Grasso, per esempio, perché «per una forza politica che si voglia intestare il tema della legalità e del contrasto alle mafie, è assolutamente fondamentale salvaguardare il “canale privilegiato” investigativo per i reati di mafia e per i reati a esso collegati». Ricordandosi, anche, che è molto di destra mettere la sicurezza di tutti davanti alla tutela della privacy di qualcuno. E «chissà che ne pensano La Russa e Gasparri…»

Onorevole Granata, il senatore Gasparri ha definito il ddl sulle intercettazioni “un buon testo”. Lei è d’accordo?
Siamo ancora in attesa di vedere il testo nella sua formulazione definitiva, dal momento che al Senato ha subito modifiche su cui – è l’opinione mia e di altri parlamentari di area “finiana” – si deve riflettere ancora. E poi credo che, alla Camera, il testo vada discusso anche all’interno del nostro gruppo parlamentare.

Quali sono i punti su cui c’è ancora da lavorare?
In Commissione Antimafia, il procuratore Grasso ha sollevato una serie di questioni di cui, a mio avviso, il Parlamento farebbe molto bene a tener conto. La prima questione è quella del “doppio binario” investigativo. Poi, c’è quella della rapidità con cui deve essere disposta l’intercettazione. E infine, il tema della riservatezza. Sono tutti rilievi da accogliere. Non solo, come è ovvio, per quanto riguarda i reati di mafia, ma anche per tutti quei reati minori che – come si sa per esperienza – sono collegati alla mafia. Faccio due esempi: il combattimento fra cani e il traffico illecito di rifiuti (su questo punto, in particolare, si è espresso anche un collega certamente non giustizialista come Gaetano Pecorella). Ma la riflessione, a parer mio, andrebbe estesa anche ad altre tipologie di reati che le intercettazioni rendono possibile perseguire e reprimere: adescamento di minori, pedopornografia, stalking (come ha denunciato il ministro Carfagna). E anche i black block che hanno devastato Genova senza intercettazioni non sarebbero stati consegnati alla giustizia…

Ma c’è anche il punto dolente del diritto di cronaca…
Sì, il mondo dell’editoria è in subbuglio, è vero. Ma noi, grazie alla presidente di Commissione Giulia Bongiorno, avevamo reintrodotto alla Camera la possibilità di pubblicare quanto meno il riassunto delle intercettazioni, in modo che il diritto di cronaca fosse garantito senza tuttavia permettere la creazione di vere e proprie “gogne mediatiche”. Ecco, questa possibilità ora è stata cassata.

C’è ancora molto da fare, dunque?
Ripeto: per una forza politica che si voglia intestare il tema della legalità e del contrasto alle mafie, è assolutamente fondamentale salvaguardare il “canale privilegiato” per i reati di mafia e per i reati a esso collegati. Ma è un lavoro molto difficile, alla ricerca di un equilibrio complesso fra tutela della privacy e limitazione di alcune “esagerazioni” compiute da parte della magistratura. E al contempo bisogna evitare (e su questo c’è una grande attenzione da parte del presidente della Repubblica) che il ddl metta a rischio il diritto di cronaca o – cosa ancor più grave – che indebolisca l’efficacia della lotta alla mafia.

Il procuratore Grasso ha detto anche che in certi casi la sicurezza è più importante della privacy. Non sembra pensarla così – alla luce delle controverse affermazioni di ieri sulle conversazioni tra i mafiosi e i loro familiari – l’onorevole Daniela Santanchè…
Ribadisco che le parole dell’onorevole Santanchè lasciano semplicemente sgomenti, sono di una gravità assoluta, nonostante siano state maldestramente interpretate da qualche giornalista amico (come se ci fosse qualcuno che desidera avere morbose curiosità sulle abitudini sessuali dei mafiosi). Sono parole che denotano, oltretutto, una totale mancanza di conoscenza del fenomeno, e un preoccupante livello di superficialità nell’intervenire su un tema così delicato: come minimo il governo (i ministri Alfano e Maroni, soprattutto) dovrebbe censurare ufficialmente l’onorevole Santanchè. Sarebbe un segnale importante per chi, in nome della lotta alla mafia, rischia la vita ogni giorno.

Ma quello della “sicurezza” non era un tema forte di tutta la destra?
Sì, se vogliamo entrare nel famoso giochetto “cos’è di destra” e “cos’è di sinistra”, è molto di destra avere un forte senso dello Stato e della legalità. E allora il contrasto alle mafie deve venire prima della tutela della privacy di qualche deputato o di qualche cittadino. Non so di che opinione sia Ignazio La Russa, non so di che opinione sia Maurizio Gasparri. Di certo qualche anno fa la pensavano come noi. Ma forse adesso hanno cambiato idea…

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Il Pdl si intesti la lotta alla corruzione

lunedì, 3 maggio 2010

I giornali vicini alla maggioranza continuano a sparare cannonate contro la pattuglia dei finiani. Ieri il bersaglio è stato Italo Bocchino e gli appalti Rai alla società della moglie. Loro, i finiani, rispondono alzando ancora di più il tiro. Fabio Granata, sicuramente uno dei primi nella “lista nera”, manda un messaggio preciso…

Leggi l’intervista rilasciata da Fabio Granata a La Stampa di oggi 3 maggio 2010

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La Destra Nuova di Fini modello italiano di alti valori

martedì, 27 aprile 2010

Legalità, identità culturale, coesione sociale ed economica, solidarietà nazionale, riforme e modernità, nuove politiche culturali: questi i valori sui quali Gianfranco Fini, attraverso una lunga marcia, ha condotto la nostra comunità umana e politica oltre il guado dell’interminabile dopoguerra italiano. Una legittimazione culturale e politica che ha visto Fini come motore insostituibile e coerente”.

Lo ha detto l’on.le Fabio Granata, V.Presidente Commissione Nazionale Antimafia a sostegno dell’azione politica del Presidente della Camera on. Fini.

Questo patrimonio è stato portato in dote al Pdl e nel discorso congressuale del Presidente Fini ha avuto, proprio sui temi oggi ritenuti eretici, un momento altissimo di condivisione ed entusiasmo. In questi giorni è stato amaro constatare il livello di ingratitudine nei confronti di Fini da parte di una parte di un gruppo dirigente che a lui, e alla sua lungimiranza, deve tutto”.

“Si va avanti, comunque, – conclude Granata – per rappresentare una sensibilità politica e culturale in linea con le nuove destre europee e con la nostra migliore tradizione e identità dinamica degna di quel ‘modello italiano’ che nessuno potrà relegare alla residualità politica. Per questo restiamo al fianco di Gianfranco Fini con consapevolezza e convinzione. Per una certa idea dell’Italia: solidale, moderna, consapevole culturalmente attenta alla giustizia sociale”.

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Granata: “Nessun ribaltone ma il ruolo di Fini mai in discussione”

venerdì, 16 aprile 2010

Granata: sessanta parlamentari pronti a venire con noi.
“La situazione è oggettivamente grave”. Il deputato finiano Fabio Granata non nasconde la gravità del momento nel Pdl. “Fini – spiega – ha parlato con franchezza a Berlusconi: il Pdl è un progetto comune, ma non è possibile delegarlo a un appiattimento sulla Lega. Si sono dati 48 ore per riflettere: la richiesta è chiara e non può essere elusa da parte del premier con una generica rassicurazione”

Leggi l’intera intervista rilasciata a La Stampa del 16 aprile 2010

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Tre anni per sconfiggere la mafia

mercoledì, 14 aprile 2010

Nei prossimi tre anni in Italia non ci saranno elezioni significative e il Governo e il Parlamento hanno l’opportunità di porre in essere politiche riformatrici e di modernizzazione. Al di la’ degli assetti istituzionali,delle forme di Governo e dei sistemi elettorali, vi sono argomenti centrali e avvertiti come tali sui quali i cittadini attendono risposte definitive e coerenti.“

Lo ha detto il V. Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, on. Fabio Granata.

“Certamente il Governo e il Parlamento hanno approvato norme e misure di grande efficacia nel contrasto alle mafie – ha detto Granata -, ma bisogna fare un ulteriore salto di qualità ponendosi l’obiettivo ambizioso di non accontentarsi degli arresti dei mafiosi e delle confische dei loro beni, ma impegnarsi e recidere definitivamente il rapporto tra mafia e politica attraverso una rigorosa selezione delle classi dirigenti e l’emarginazione e l’espulsione dai partiti della zona grigia e di ogni compromissione”.

Le mafie fatturano oltre 120 miliardi l’anno – ha aggiunto il V. Presidente dell’Antimafia Nazionale -,  in Italia. Senza un definitivo affrancamento da questa presenza, oramai radicata anche al nord in maniera pesante, nessuno potrà pensare di costruire una nuova Italia. Dentro il Pdl creiamo una consapevolezza diffusa su questo tema e diamo un contributo determinante alla edificazione di una Italia migliore ed all’altezza della sua straordinaria storia”.

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