Articoli marcati con tag ‘fini’

“…in campo, ora o mai più”

domenica, 15 aprile 2012


Gianfranco Fini ha anticipato la fine delle categorie politiche del 900 e, per difendere legalità e dignità nazionale ha determinato la fine del berlusconismo.
Tutto questo non lo ha, non lo abbiamo fatto, per consegnare la politica italiana ai poteri finanziari ne tamtomeno per morire democristiani: per questo ora è il momento per tornare in campo a mani libere e per costruire il grande movimento del patriottismo repubblicano e legalitario.
Ora o mai più :   il suo tempo è qui e ora,  senza se, senza ma e senza impedimenti istituzionali.
Il Partito della nazione ha senso se è giustizia sociale e supremazia della politica e non moderatismo fine a se stesso,senza respiro e senza ideali.
Su questo Futuro e Libertà e’pronta a costruire una nuova fase politica ,con coraggio e determinazione.
Per l’Italia.

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Da Bastia a Pietrasanta:oltre il moderatismo, per l’Italia.

venerdì, 16 marzo 2012


 

Per due giorni il gruppo dirigente di Futuro e Libertà si ritroverà a Pietrasanta per una Convenzione aperta, e conclusa,  da Gianfranco Fini.
Dopo aver determinato la definitiva archiaviazione di Berlusconi la Nuova Destra repubblicana e legalitaria lancerà la prospettiva politica dei prossimi anni,senza perdere le tracce del prezioso e coraggioso cammino intrapreso contro tutto e tutti ma rilanciandolo in avanti.
Andare oltre le categorie e le culture politiche del 900 è la nostra sfida: mettere in gioco un pensiero critico e creativo con una rinnovata passione per “il nostro tempo”.
Il Patriottismo Repubblicano è la formula non retorica di questo nuovo racconto:passione e consapevolezza,metodo prima che tradizione,impegno prima che eredità.
Ci occuperemo di legalità e cura del bene e dei beni comuni,di difesa del paesaggio italiano e del patrimonio materiale e immateriale.Di Cittadinanza e di diritti civili.
Sopratutto chiariremo che non siamo andati oltre la destra per finire in un liberismo produttivista privo di anima ne’tantomeno in un neo centrismo moderato e sostanzialmente democristiano.
La principale sfida che ci attende è trovare il profilo, il linguaggio e la misura per riconoscere,chiamandole con nuovo nome, idee e persone per governare il presente e progettare il futuro rispetto a chi vuole solo difendere l’esistente.
Da Bastia Umbra a Pietrasanta il cammino non è finito: èsolamente iniziato.
Tutti coloro che” ci stanno”ne siano consapevoli e rileggano,facendola propria ,l’esortazione di Vladimir Majakovskij: “esci Partito dalle tue stanze.Torna amico dei ragazzi di strada”.

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SU STRAGI ’92 DIBATTITO CON NOMI E RESPONSABILITÀ POLITICHE IN PARLAMENTO

venerdì, 9 marzo 2012

Mi appello al Presidente Fini e al Presidente Pisanu affinché si adoperino per portare all’attenzione del Parlamento le risultanze della commissione Parlamentare e delle indagini sulle stragi del 92.

Le stragi del 1992, e in particolare quella di via D’Amelio, rappresentano uno snodo fondamentale della nostra storia, per capire il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica e i ricatti e i condizionamenti che gravano fin da allora sulla vita democratica e sulla politica italiana.
Anche su questo  abbiamo rotto con Berlusconi che li riteneva ‘vecchi fatti privi di interesse le cui indagini costano ai contribuenti’ (testuale), e su questo non ci fermeremo davanti ad alcun santuario o esponente delle Istituzioni politiche o dell’Arma. Le amnesie e le rimozioni di alcuni esponenti di primo piano delle Istituzioni sono una vergogna e politicamente sono già da condannare.

Tutti i garanti e i referenti dalla prima alla seconda Repubblica, infatti, iniziano a delinearsi e ad avere finalmente nomi e cognomi. Noi vogliamo verità e giustizia senza se e senza ma. Lo dobbiamo a Paolo Borsellino e agli uomini della sua scorta traditi da molti giuda magari ancora oggi onorati come uomini delle istituzioni”, conclude l’esponente di Fli.

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Oltre, per l’Italia.

lunedì, 9 gennaio 2012

All’indomani della mancata sfiducia a Berlusconi del 14 Dicembre 2010,dopo che si consumo’la più grande operazione di corruzione parlamentare della storia repubblicana,per la prima volta Fini, Casini e Rutelli parlarono di un “nuovo polo”, oltre il bipolarismo, che riuscisse a riorganizzare l’opposizione sia in parlamento che nella nazione e affrontasse le difficoltà della fase politica,drammatica,che si apriva .

Tra alti e bassi,entusiasmi e contraddizioni l’iniziale gesto di rivolta di Gianfranco Fini, la nascita’di Futuro e Libertà e una opposizione parlamentare rigorosa e intelligente hanno contribuito,in modo determinante, a far cadere Berlusconi e ad aprire una nuova stagione politica e parlamentare nella quale il Terzo polo può avere un ruolo fondamentale per traghettare l’Italia oltre la palude di questi anni.

Noi siamo stati impegnati con serietà e determinazione(e con inesistenti risorse economiche…)nella costruzione di un soggetto politico partecipato e nuovo, strumento indispensabile per costruire scenari inediti .

La realtà odierna di Futuro e Libertà,pur tra qualche contraddizione,rappresenta il coronamento di un grande sforzo umano,politico e di militanza.

Adesso pero’ si apre una nuova stagione e serve una “ripartenza” adeguata: lanciare un Patto per il “patriottismo repubblicano” che sappia coinvolgere tutte le energie intellettuali e politiche in grado di costituire un nuovo grande schieramento riformista,moderno,europeo e legalitario.

Si tratta di abbandonare,contestualmente,ogni improbabile sogno di ricostruzione del centro destra e ogni illusione di grande alleanza con una sinistra che,da Palermo a Roma,al momento della verità anziché costruire “superamento”si chiude a riccio nel rassicurante perimetro di un centrosinistra privo di sogni e idee e perdipiu’nuovamente candidato alla sconfitta.

Questo non significa voler costruire politiche di centro o neomoderate ma invece accettare la sfida e costruire risposte nuove a scenari nuovi,oltre le categorie politiche del 900 e oltre il fallimentare bipolarismo italiano.

Ambiente,legalità,identità e consapevolezza culturale,coesione sociale e nazionale, diritti civili,innovazione,sovranità della Politica, devono rappresentare i punti di riferimento per costruire un Patto innovativo e vincente.

Un Patto dentro il quale vivranno,rielaborate e intrise di novità ,quelle idee e quei valori che hanno costituito l’eredità nobile del nostro percorso e della destra politica italiana,quella che abbiano salvato dal berlusconismo,dall’affarismo e da alcune figure caricaturali e ignobili.

Non un nuovo centro,ma un avanzamento dei valori patriottici e sociali su cui costruire le solide basi della Terza Repubblica.

Oltre, per l’Italia.

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Fli:militanza attiva e partecipazione politica.

martedì, 29 novembre 2011

 Cosi come dopo l’assemblea costituente di Milano ci eravamo ripromessi,entro l’anno avremo celebrato (con qualche rara e motivata eccezione)l’intera stagione congressuale e ratificato la elezione di centinaia e centinaia di Presidenti di circolo e responsabili di quasi tutte le grandi città,province e regioni attraverso la partecipazione di quasi centomila iscritti.

In poco più di 1 anno,senza mezzi economici se non quelli messi a disposizione direttamente da noi, questo rappresenta un risultato straordinario e segna un’altra tappa di quella lunga navigazione o marcia nel deserto che abbiamo intrapreso per tenere ben alta la Bandiera delle nostre Idee e dei nostri valori.

Una cosa e’certa:la partecipazione, attraverso la libertà piena di adesione al partito attraverso il tesseramento,e’stata garantita in modo trasparente e assoluto . Abbiamo quindi la” struttura partito” pronta per rafforzare in modo adeguato e organizzato l’azione politica di Futuro e libertà,radicandola sul territorio e facendo partire una nuova fase aggregativa e costituente per il nostro movimento di patriottismo repubblicano. Questo mi sembra essere un importante punto di partenza e dobbiamo rapidamente sciogliere gli ultimi nodi che riguardano singole città o aree geografiche circoscritte. Nonostante questo enorme lavoro dobbiamo essere capaci di ascoltare le critiche e le segnalazioni che arrivano dal territorio ma ricordando sempre a tutti che nei movimenti politici si sta’dentro le dinamiche e le eventuali alternative si costruiscono con l’impegno e la militanza anche attraverso,quando e’inevitabile,il conflitto interno.

Bisogna in una parola bandire per sempre la logica del “allora me ne vado”,logica che non fa’parte della politica ma dei giochi infantili. Anche le “migliori ragioni”se restano rancorose analisi o asettiche prese di posizione in rete,finiscono non solo per non incidere ma a volte anche a far “rivalutare”le peggiori.

Da domani consapevolezza,militanza e partecipazione attiva per disegnare un partito sempre più all’altezza dei nostri sogni e delle nostre speranze.

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Fabio Granata:Futuro e Libertà grande forza di cambiamento”

sabato, 8 ottobre 2011

Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di Fli l’on .Fabio Granata, presentando il Preisdente della Camera on.Gianfranco Fini a Palermo ha detto:

“Questa grande manifestazione con migliaia di palermitani lancia il progetto vincente di una destra repubblicana e legalitaria dalla Città di Paolo Borsellino,in nome dei suoi valori. E contro il Pdl e questo centrodestra oramai al servizio della illegalità e del disgregazione etica e politica dell’Italia. Abbiamo lanciato una sfida di rinnovamento radicale in nome dei valori di unità nazionale,giustizia sociale e legalità  creando le condizioni di un laboratorio politico che da Palermo faccia di Fli il perno di una nuova epoca per la Città improntata sulla legalità ,sullo sviluppo sostenibile,sulla cultura e sulla innovazione”.

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Il Riformista intervista Fabio Granata. “Della Valle qualunquista.Non c’è solo l’economia”

martedì, 4 ottobre 2011

Il Riformista 4 ottobre, 2011

Onorevole, cosa ne pensa del j’accuse di Diego Della Valle contro la politica?

Una premessa. Ho un grande rispetto per chi ha diffuso e difeso l’ eccellenza italiana nel mondo attraverso produzioni di qualità. Il Della Valle che mi piace è questo e anche quello che fa una grande operazione di mecenatismo culturale finanziando il restauro di un opera come il Colosseo. Noi che facciamo politica, però, non ci sentiamo e non  mi sento personalmente in attesa di un Papa nero proveniente dalla grande impresa per far ripartire l’Italia. Nel manifesto che ha pubblicato a pagamento sui giornali, Della Valle ha scritto tante cose condivisibili anche a livello popolare, ma con uno stile che ricorda le precedenti simpatie politiche. Come Clemente Mastella, infatti, non si capiva mai da che parte stava, così in Della Valle non si capisce mai di chi sono le responsabilità della situazione attuale. Invece, le responsabilità ci sono eccome, vanno denunciate nome per nome.

Anche Montezemolo e altri banchieri sembrano tentati dallo scendere in campo.

Con gli imprenditori prestati alla politica abbiamo già dato con Berlusconi. In ogni caso, nell’impegno civile di personalità come Montezemolo che hanno dato lustro all’Italia promuovendo le sue eccellenze in tutto il mondo come la Ferrari, non ci vedo nulla di male né sono contrario in via pregiudiziale come di fronte a tutti coloro che intendono rimboccarsi le maniche davanti alla crisi e al degrado dell’attuale scena politica. La chiamata alla responsabilità è per tutti, imprese in testa. Se vogliono dare il loro contributo sono i benvenuti, dico no agli appelli qualunquisti e che accarezzano l’antipolitica come quello di Della Valle. E ricordo a tutti che l’essenza della politica è la partecipazione attiva al bene comune: riguarda anche gli interessi economici, ma non solo quelli. Il cuore del problema è far ripartire una grande alternativa possibile per rompere la gabbia del berlusconismo e offrire una prospettiva di governo al paese. Legalità, unità nazionale, valorizzare il merito, selezione democratica dei gruppi dirigenti, diritti civili. Questa è la proposta politica di Fli e del Terzo Polo, nonché la cifra più importante della discesa in campo di Fini quando ruppe col Pdl.

A proposito di Pdl. Gli scricchiolii aumentano.

Le defezioni dentro il Pdl né caratterizzeranno, sempre di più, in questa sua fase finale, la crisi. Avremo, presto, altre sorprese. Come Terzo Polo siamo molto attenti a quello cghe sta facendo Beppe Pisanu e la sua area e trovo vergognoso che si cerchi, da parte di esponenti dello stesso Pdl, di macchiarne l’immagine adamantina di miglior ministro dell’Interno degli ultimi decenni. Per quanto riguarda il futuro della legislatura, lo strumento referendario è una macchina messa in moto anche con il nostro contributo che non si fermerà. A quel punto, il premier vorrà andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale perché è l’unica che gli garantisce, creando dal nulla un nuovo partito, di poter mandare in Parlamento una Guardia Repubblicana che ne difenda gli interessi e ne garantisca un minimo di rappresentanza politica. Di conseguenza, il Pdl si spaccherà in mille pezzi. Proprio come Fini aveva previsto. Voteremo nel 2012 con il Porcellum e la vera novità politica sarà il Terzo Polo, che non solo resterà unito ma si allargherà verso il Pdl e verso i settori più riformisti del Pd che non vogliono entrare nella riedizione della gioiosa macchina da guerra di Occhetto. Nascerà un’alleanza di centro inedita e attenta al merito e all’economia, come chiedono gli imprenditori, ma soprattutto attenta ai problemi della gente, ai diritti e alla cittadinanza.

Intanto, arrivano le intercettazioni, in Aula.

Berlusconi e le cricche puntano a difendere se stessi ma non vanno da nessuna parte. Forse metteranno la fiducia e passerà, ma nel Paese monteranno rabbia e indignazione. Sarà l’ultimo atto.

Si dice che lei potrebbe finire con Di Pietro…

E’ più facile che Di Pietro si iscriva a Fli….

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Tra Sodoma e Camorra.

sabato, 17 settembre 2011

 

Ricatti e rifiuti,affari e prostituzione. Denaro e corruzione.

Tra Tarantini e Lavitola, Laboccetta e Cosentino, Mora e Fede ,papy-girls e responsabili, la compagnia di giro del centrodestra moderato (sic) italiano rappresenta un oltraggio alla dignità degli italiani.

Berlusconi e i suoi stanno distruggendo l’Italia e la sua immagine.

E’ incredibile constatare come le uniche voci coraggiose e di dissenso da questa cupio dissolvi della nazione all’interno del Pdl siano quelle,coraggiose, di Pisanu e Pecorella mentre i nostri’ ex camerati duri e puri’, a iniziare dai giovani di Atreju appaiono come delle pecorelle mansuete,allineate e coperte.

Per non parlare degli altri duri e puri della Lega,tutti zitti e in fila per due.

Per questo la destra repubblicana e legalitaria di Fli non può che lavorare per mandare all’opposizione dovunque il centrodestra decadente e corrotto che pretende di continuare a governare l’Italia e le sue Città. Costruendo politica,classi dirigenti e alleanze all’altezza del traguardo.

Per questo essere patrioti repubblicani significherà sempre più scombinare tutti i progetti di restaurazione di questo centro destra:con coraggio,caparbietà e

lungimiranza essere davvero futuristi. E dimostrare di avere colto il senso profondo e la ribellione radicale di quel dito puntato da Gianfranco Fini contro l’illegalità e l’ingiustizia sociale e politica.

Chi oggi condivide questa marcia e questa difficile costruzione conservi sempre la consapevolezza,o la acquisti,del progetto politico al quale ha coraggiosamente aderito:non la costruzione del partitino moderato alleato e utile al centrodestra ma inedito e futurista lievito dell’Italia profonda e dell’Italia migliore.

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Granata avverte Fini: “Senza coraggio siamo finiti”

martedì, 6 settembre 2011

 

intervista da:  Il Fatto Quotidiano del 6 settembre 2011

Uno dei fedelissimi del presidente della  Camera prende le distanze da Futuro e libertà. “Manca lo spirito fondativo di un anno fa – dice – . Il partito oggi è solo al 3%”. Però conferma: “Mai con il Pdl”

La verità è che siamo a metà strada. Siamo a metà di quel deserto che Fini ci ha chiesto di attraversare”, sospira Fabio Granata. E forse, qualcuno dei finiani di ferro, inizia ad avere il fiatone. Certo non lui, non il “falco” per antonomasia, acclamato dalla base di Fli per le sue posizioni “bianche” o “nere”, mai grigie. Meno apprezzato dai compagni di viaggio, per lo stesso motivo. Dal primo settembre è tornata la Festa Tricolore di Mirabello, dove l’anno scorso il presidente della Camera aveva definitivamente sancito lo strappo da Silvio Berlusconi. Entusiasmo, gioia, orgoglio, fiducia e speranza tra i suoi. A loro aveva chiesto di essere “granitici”. Passato un anno, la roccia si è sgretolata. E chi è rimasto continua a litigare, su tutto.

Onorevole, ora vi siete divisi anche sull’appoggio al referendum contro il Porcellum.
C’è una questione aperta sul metodo. Alcuni di noi pensano che il quesito possa non risolvere il problema. Però a maggioranza abbiamo deciso l’appoggio al comitato.

Qualche divisione c’è stata.
Senta, la nostra gente chiede due cose: di scegliere la forma di governo e di eleggere il proprio deputato. Basta con le deleghe in bianco alle liste dei partiti, anche se non ci conviene.

Altra questione: il Molise. Tra voi c’è chi vuole appoggiare il presidente uscente, Iorio, del Pdl.
Qui è vero, siamo divisi sul territorio: una metà è pronta a sostenere la giunta uscente, mentre l’altra è orientata su Frattura, uomo del centrosinistra (con passato in Forza Italia). Credo che Iorio abbia promesso qualche posto in lista.

La discussione non è solo a livello locale.
Bè sì, è un fatto d’immagine. Sta di fatto che gli ultimi sondaggi ci danno al 3,3 proprio perché non siamo stati in grado di coltivare quello slancio iniziale, nato dalla rottura con Berlusconi.

Quindi?
Non possiamo appoggiare Iorio, sia perché è il candidato del Pdl, sia perché inquisito.

Chi lo sostiene a livello nazionale?
C’è stata una spaccatura.

Bocchino chi appoggia?
Iorio.

Mentre chi è d’accordo con lei?
La Perina, Raisi, Croppi, Della Vedova e altri. La maggioranza.

In questo momento politico, cosa teme?
Siamo stati determinanti per la rottura del sistema berlusconiano e non vogliamo ritrovarci sotto le macerie proprio nel momento in cui sta crollando.

Come potete evitarlo?
Dobbiamo interpretare un ruolo vicino a una certa posizione culturale. Quindi legalitaria, repubblicana e costituzionale. Più una capacità di esprimere innovazione e coerenza aggrappati al filo rosso di quella frattura politica.

Al contrario, sono più frequenti le oscillazioni…
Lo so. E le dirò di più: il problema non è Berlusconi, ma il berlusconismo. Il problema sono La Russa e Bondi. Cosentino e Dell’Utri. Il problema è la questione morale.

Alfano è un interlocutore?
No! E come? È stato il ministro portatore di tutti gli interessi, di tutte le leggi ad personam, principale esecutore degli ordini di un certo berlusconismo. Con lui non possiamo parlare. Eppoi ha anche ricandidato Berlusconi. Tolto lui, sopravviverà quello che ha costruito, e qualcuno al nostro interno deve rendersi conto di questo.

Lei sembra molto lontano dal Bocchino di questi tempi.
Ribadisco: oggi siamo al minimo storico, al 3,3%, mentre a novembre dello sorso anno eravamo all’8,5. Questo è un fatto. Come è un fatto che vinciamo dove ci presentiamo all’opposizione del Pdl. È accaduto in Sicilia e in Sardegna. Lì abbiamo intercettato anche un voto di sinistra e abbiamo sfiorato il 9%.

Lei parla a nuora-Bocchino perché intenda suocera-Fini?
Il presidente deve fare un passo avanti: ben venga il suo tour per il Paese, previsto subito dopo Mirabello. Non solo…

Cosa?
Deve arrivare un messaggio più chiaro.

Ce lo dica…
Se la scelta del Terzo polo è strategica, deve essere ovunque e al primo turno.

Rispetto a un anno fa, cosa avete perso?
Siamo nel cuore della traversata del deserto.

Siete stanchi?
No, ma non dobbiamo perdere il senso e la direzione di marcia.

E qual è?
Costruire un’Italia diversa dal berlusconismo, altrimenti ci dissolviamo.

E poi?
Tornare alla forza, all’intuizione che ha avuto Fini nel creare un soggetto identitario attraverso argomenti chiave. Senza questi, anche lui cade nel gradimento.

Quali argomenti?
Legalità, difesa dei diritti civili, cittadinanza per i figli di immigrati, contro gli sprechi della politica. E anche il voto sull’Ici alla Chiesa mi lascia perplesso. Noi dobbiamo separare ciò che è di Cesare, da ciò che è di Dio.

Sarà contenta l’Udc…
Bè, in certe cose ci possiamo anche dividere.

Ancora?
Senta, noi dobbiamo ritrovare lo spirito di un anno fa, altrimenti è finita.

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GRANATA:” RIGENERIAMO IL CENTRO DESTRA: MANDIAMOLO ALL’OPPOSIZIONE”

sabato, 27 agosto 2011

 Io non credo che FLI non abbia un buon gruppo dirigente… e comunque si tratta di uomini e donne che per seguire Fini hanno resistito a mille lusinghe, proposte e pressioni e, in alcuni casi, subito vergognose gogne mediatiche che in alcuni casi hanno devastato la serenità di alcuni. Vedo invece molta ingenerosità nei giudizi diffusi , specialmente sul social network e molte esagerazioni moralistiche su fatti e frequentazioni che comunque attengono alla vita privata di ognuno di noi. In una logica politica può eventualmente preoccupare la eventuale frequentazione di Alfano non quella di Sabina Began. Costruire senza finanziamenti e sostegni di alcun tipo un partito serio e moderno, è impresa complessa e difficilissima che può diventare impossibile se non la smettiamo di agitare polemiche e chiacchere. A Mirabello riparta quindi un progetto arioso e innovativo per cambiare la politica in Italia e per mandare l’attuale centro destra a rigenerarsi. All’opposizione.

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