Articoli marcati con tag ‘Futuro e libertà’

Fli:militanza attiva e partecipazione politica.

martedì, 29 novembre 2011

 Cosi come dopo l’assemblea costituente di Milano ci eravamo ripromessi,entro l’anno avremo celebrato (con qualche rara e motivata eccezione)l’intera stagione congressuale e ratificato la elezione di centinaia e centinaia di Presidenti di circolo e responsabili di quasi tutte le grandi città,province e regioni attraverso la partecipazione di quasi centomila iscritti.

In poco più di 1 anno,senza mezzi economici se non quelli messi a disposizione direttamente da noi, questo rappresenta un risultato straordinario e segna un’altra tappa di quella lunga navigazione o marcia nel deserto che abbiamo intrapreso per tenere ben alta la Bandiera delle nostre Idee e dei nostri valori.

Una cosa e’certa:la partecipazione, attraverso la libertà piena di adesione al partito attraverso il tesseramento,e’stata garantita in modo trasparente e assoluto . Abbiamo quindi la” struttura partito” pronta per rafforzare in modo adeguato e organizzato l’azione politica di Futuro e libertà,radicandola sul territorio e facendo partire una nuova fase aggregativa e costituente per il nostro movimento di patriottismo repubblicano. Questo mi sembra essere un importante punto di partenza e dobbiamo rapidamente sciogliere gli ultimi nodi che riguardano singole città o aree geografiche circoscritte. Nonostante questo enorme lavoro dobbiamo essere capaci di ascoltare le critiche e le segnalazioni che arrivano dal territorio ma ricordando sempre a tutti che nei movimenti politici si sta’dentro le dinamiche e le eventuali alternative si costruiscono con l’impegno e la militanza anche attraverso,quando e’inevitabile,il conflitto interno.

Bisogna in una parola bandire per sempre la logica del “allora me ne vado”,logica che non fa’parte della politica ma dei giochi infantili. Anche le “migliori ragioni”se restano rancorose analisi o asettiche prese di posizione in rete,finiscono non solo per non incidere ma a volte anche a far “rivalutare”le peggiori.

Da domani consapevolezza,militanza e partecipazione attiva per disegnare un partito sempre più all’altezza dei nostri sogni e delle nostre speranze.

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Giovanni vive

sabato, 21 maggio 2011

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

Con questo grande striscione saremo lunedì davanti al Palazzo di Giustizia di Roma con i giovani di Generazione Futuro, a testimoniare l’identità di una destra che onora i magistrati caduti, che contrasta tutte le Mafie, che non offende le Procure ma che si schiera con decisione a fianco delle Magistrature e delle Forze dell’ordine baluardo insostituibile di legalità.

Una Destra repubblicana, legalitaria, costituzionale ed europea che dalle sue organizzazioni giovanili ai gruppi parlamentari sarà sempre coerente e all’altezza della Memoria di sangue e di battaglie contro tutte le Mafie che il nome di Giovanni Falcone rappresenta.

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Gli attacchi ai pm un segnale ai mafiosi

giovedì, 12 maggio 2011

Vi proponiamo l’intervista rilasciata da Fabio Granata a “Il Riformista”.

«Le accuse a Pisapia? Ridicole. Ma attenzione: attaccando i pm di Milano e Napoli, i berlusconiani stanno lanciando messaggi pericolosi a chi controlla pacchetti di voti», dice il vicepresidente dell’Antimafia. «Dopo il voto, dialogo con la Lega».

Fabio Granata mette insieme «le accuse di Berlusconi e dei berlusconiani ai magistrati napoletani, alla procura di Palermo, a Ilda Boccassini». Il finiano vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dal Riformista, sostiene che «si tratta di una strategia mirata. Un chiaro segnale ai mafiosi, a quegli ambienti oscuri che controllano pacchetti consistenti di voti sul territorio».

Granata, il tema centrale delle ultime ore sono le accuse rivolte dalla Moratti a Pisapia.
Una cosa ridicola, semplicemente ridicola. Parlando di queste accuse inesistenti si rischia di mascherare lo stato di illegalità diffusa che sta caratterizzando la campagna elettorale del Pdl su gran parte del territorio nazionale.

In che senso, scusi?
Ma vi rendete conto che, stranamente, Berlusconi e i suoi stanno prendendo di mira tutti i magistrati impegnati nella lotta alle più importanti organizzazioni criminali che agiscono in questo Paese? L’attacco ai pubblici ministeri di Milano, culminati negli insulti a Ilda Boccassini. E poi le polemiche contro la procura di Palermo. Infine, le accuse che il presidente del Consiglio ha rivolto alla procura di Napoli, che è in prima fila nella sfida alla camorra.

Sta dicendo che…
Sto dicendo che non si tratta di battute estemporanee. Questa è una strategia mirata, fatta di messaggi molto pericolosi. Vogliono dire ai classici «ambienti oscuri», a quella zona grigia che sta tra i clan e la politica, che le mafie possono tranquillamente votare per loro.

Sta per caso dicendo che Berlusconi e i suoi stanno facendo campagna elettorale usando messaggi cripto-mafiosi?

Al di là delle etichette, in alcuni settori del Pdl si sta realizzando una nitida connessione con ambienti criminali. Con quegli stessi ambienti che, sul territorio, controllano pacchetti di voti non indifferenti.

Accuse tutt’altro che lievi, le sue. Significa che il Terzo Polo, di cui lei fa parte, farà di tutto pur di non agevolare i candidati di questo centrodestra al ballottaggio?

Sulle strategie future decideremo tutti insieme.

Però si può dire che, a Milano…
Milano è la partita principale. Lo ha fatto capire anche Berlusconi, che dal capoluogo lombardo ha fatto partire l’ennesimo referendum su se stesso. Noi lì sosteniamo la corsa di un candidato eccellente, Manfredi Palmeri.

Lasciando perdere i suoi compagni di strada, viene difficile immaginare il “cittadino” Granata che al secondo turno vota per la Moratti.

Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti.

E a Napoli? Il candidato del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, non ha chances di arrivare al secondo turno.
L’obiettivo principale è impedire che il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, diventi sindaco di Napoli. Se arrivasse al ballottaggio, noi avremmo delle buone alternative. A cominciare dal prefetto Morcone, che è in campo per il Pd. Quanto all’uomo dell’Italia dei valori, Luigi de Magistris, ha delle posizioni a volte “estreme”, diverse dalle nostre. Ma è senz’altro una persona perbene. Però, oltre alle sfide nelle città principali, invito tutti a prestare attenzione a quello che succederà a Latina e a Olbia. Sul primo fronte, dove noi siamo impegnati con la lista di Pennacchi, la curiosità è vedere se esiste ancora un elettorato moderato e di centrodestra libero da eventuali “condizionamenti”. A Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria.

Se il Cavaliere uscisse “ammaccato” dal voto, avrebbe ben altri problemi rispetto alla cittadinanza onoraria di Olbia. Non trova?

Sicuramente succederebbe qualcosa. Anche in Parlamento.

D’Alema, intervistato dal Piccolo di Trieste, è tornato a parlare della Santa Alleanza di tutti – Fini compreso – contro Berlusconi.
Ho visto. Però questo è un tema che affronteremo quando le prossime elezioni politiche avranno una data certa. Intanto va registrato che le opposizioni, in Parlamento, affrontano già moltissime battaglie insieme. E non è una cosa da poco.

Se Moratti perde Milano, tenterete di riagganciare la Lega?

Tolti quelli che puntano solo alla distruzione dell’avversario, in politica bisogna discutere con tutti. E quello con la Lega può diventare un dialogo molto importante. Il Carroccio, tra l’altro, esprime il miglior esponente di questo governo. Anzi, tolto il clamoroso errore che ha fatto a Napoli l’altro giorno, quando s’è presentato in città per sostenere il candidato di Cosentino, credo che Roberto Maroni sia il miglior ministro dell’Interno degli ultimi anni.

Scarica l’intervista in formato pdf

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Alziamo la bandiera!

venerdì, 6 maggio 2011

Tra una settimana si voterà in molte città italiane e Futuro e Libertà, a due mesi dalla sua nascita, avrà il primo riscontro elettorale seppur in una elezione legata al territorio e al dato amministrativo.

Questa è quindi una settimana molto importante nella quale moltiplicare gli sforzi e l’impegno poiché si tratta dei giorni nei quali realmente si concretizza il lavoro fatto.

Un primo importante risultato è stato comunque raggiunto: aggregare sull’intero territorio nazionale una nuova comunità umana e politica che certamente crescerà nei prossimi mesi in modo esponenziale in radicamento e organizzazione.

E’ a tutti chiaro chi ha girato l’Italia in maniera instancabile, guidando la battaglia e chi ha invece preferito organizzare piccole correnti di nostalgici di Berlusconi e del Pdl.

Noi non ci curiamo neanche di queste piccole dinamiche e non ci appassiona rispondere con polemiche a chi sembra avere come unica ‘mission’ eterodiretta quella di spaccare Futuro e Libertà e pregiudicarne il cammino.

Andiamo avanti, quindi, consapevoli della difficoltà dell’intrapresa ma anche della sua importanza per l’Italia.

A fianco di Gianfranco Fini e definitivamente contro il sistema berlusconiano, il suo fallimento consumato tra compravendite di uomini e donne e illegalità diffusa, corruzione e rapporti disinvolti con i poteri oscuri e criminali.

Andiamo avanti in difesa di ‘una certa idea dell’Italia’.

Alziamo la Bandiera allora: da italiani coraggiosi contro tutti i prepotenti e i nemici della Patria e contro tutti i nostalgici, i ‘responsabili’ e i disponibili…

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“Il dito alzato” un anno dopo

venerdì, 22 aprile 2011

A un anno esatto dalla famosa “direzione del dito alzato”, il 22 aprile 2010, che segnò la definitiva frattura tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi lancio un appello agli amici di Futuro e libertà.

In tanti dibattiti televisivi abbiamo risposto alla fatidica domanda sul “tradimento” dicendo: non siamo noi che abbiamo tradito, è Berlusconi che ci ha cacciato.

Dodici mesi dopo le nostre idee e la nostra stessa concezione della politica sono radicalmente incompatibili con tutto ciò che il Pdl ha scelto di rappresentare in questa sua fase terminale. Comunque, ce ne saremmo andati perché non riesco a immaginare la destra finiana al servizio del progetto che il premier sta portando allo scoperto in questi giorni: uno Stato ad personam dove tutto, dal primo articolo della Costituzione fino alla legge elettorale passando per il codice penale e il Parlamento, è al servizio del suo interesse politico ed economico.

E allora è arrivato anche il momento di uscire dal vittimismo inconsapevole che ci ha accompagnato fino a ora. Qualche tempo fa Peppino Caldarola ha scritto che la repressione del dissenso finiano “entrerà negli annali della destra italiana come l’esempio della sua irriformabilità”, assieme allo spettacolo dei “cosiddetti liberali che difendono le notti di Arcore”, ma assistono senza battere ciglio e senza verificare l’attuazione dei loro principi a una “caccia al finiano” senza esclusione di mezzi.

Tutti i sondaggi dimostrano che alle prossime elezioni politiche sarà il consenso che otterrà Fli con il Nuovo Polo a determinare la sua possibile sconfitta. E questa volta non sarà battuto (se lo sarà) dalle “estreme” che lo sconfissero nel 2006, dai giustizialisti o dai comunisti, ma da uno schieramento che lo contesta in nome del popolarismo europeo, del patriottismo, dell’interesse nazionale, dei valori del civismo e della legalità: per questo i finiani sono il suo incubo peggiore, e credo sia un titolo di merito.

Siamo orgogliosi di esserci chiamati fuori dalla macchina del potere berlusconiano con lo scopo dichiarato di aprire una nuova stagione per l’Italia, separando ciò che è nostro da ciò che è “suo”, secondo la magistrale descrizione il suo migliore amico, Fedele Confalonieri.

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Pennacchi-show: ”Non si può mischiare Mussolini con Berlusconi…”

mercoledì, 20 aprile 2011

Presentazione alla Camera del candidato sindaco di Latina, Filippo Cosignani. Presenti Italo Bocchino e Fabio Granata e il vincitore del premio Strega 2010 Antonio Pennacchi, il mattatore dell’appuntamento.

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Vinceremo, nonostante i pesi morti

venerdì, 8 aprile 2011

Riapriamo ai vostri contributi, sperando tornino ad essere inerenti gli articoli e privi di frasi volgari o offensive, nell’assoluta libertà delle opinioni espresse. Non a caso ho scelto un pezzo di Filippo Rossi molto significativo e colmo di lucida consapevolezza.
Oltre tutte le difficoltà, possiamo farcela.
Forza e Onore!
Fabio Granata

Vinceremo, nonostante i pesi morti
di Filippo Rossi

Ieri mi è arrivata una lettera da un esponente locale di Futuro e Libertà, candidato sindaco in una piccola città. Mi ha chiesto di non rivelare né nome né città e così farò. Però il contenuto, quello sì, credo sia opportuno farvelo leggere.

Perché questo nostro amico e lettore è riuscito, proprio perché in prima linea, a spiegare meglio di quanto saremmo capaci noi la difficoltà di una sfida e il danno che fanno certi atteggiamenti “conservativi” a un progetto politico che dovrebbe (o avrebbe dovuto?) essere rivoluzionario.

Ascoltiamo lo sfogo: «Faccio questa corsa a mie spese, senza nessun aiuto da parte del partito che, anzi, devo dire che mi ha creato più di un problema sul mio territorio. Abbiamo abbracciato fin dall’inizio il progetto di Generazione Italia e applaudito alle splendide parole di Fini in quel di Mirabello, ci siamo riconosciuti nelle tue parole e abbiamo interpretato la linea del partito come la volontà di innovare la politica italiana contribuendo al contempo a portare il paese oltre il berlusconismo. Eppure, dal 14 dicembre in poi, con un’accelerazione preoccupante dall’assemblea di Milano, i messaggi contraddittori si sono moltiplicati, i nostri dirigenti ci hanno letteralmente lasciati soli, noi della base, tutti presi a scannarsi sul posizionamento geografico di Fli all’interno del centrodestra… Ma non eravamo oltre la destra e la sinistra? Non eravamo futuristi?

Oggi, l’opera di Adolfo Urso e di alcuni altri dirigenti sta spaccando in due il partito, ci sta allontanando tanti simpatizzanti che non capiscono più chi siamo e cosa vogliamo. A che serve uscire dal Pdl se poi contribuiremo a rafforzare Berlusconi aiutandolo a vincere nelle amministrative? Tanti di noi si sono lasciati terra bruciata dietro e ora stiamo assistendo a questo scempio, non consumato nelle stanze di famiglia ma sui media a colpi di comunicati e intanto perdiamo colpi e simpatizzanti. Perché dovrei spendere i miei soldi, sacrificare il mio tempo e chiedere altrettanto ai candidati della mia lista per uomini che dimostrano di non avere alcun rispetto per la base creandoci solo problemi nella campagna elettorale? Abbiamo davvero realizzato Mirabello, con una lista dove c’è gente che viene dai Radicali, da Rifondazione e molti che hanno abbracciato la politica grazie a Gianfranco Fini.

Come li vado a cercare i voti tra gli scontenti del Pdl se poi appare evidente a tutti che al ballottaggio il partito mi costringerà ad apparentarmi con il Pdl? Perché uno scontento dovrebbe votare qualcuno che non ha possibilità di vincere e poi dovrà ritornare con la cenere in capo da chi lo scontento lo ha provocato? Come li vado a cercare i voti a sinistra se, a ragione, molti a sinistra pensano di non potersi fidare di me e del Fli se appare chiaro che tanto poi i loro voti li porterò al Pdl? Dopo tutta la fatica fatta io mi sento sul punto di mollare tutto, posso ribattere alla destra e alla sinistra ma davanti al fuoco amico sono disarmato e come me, credo, moltissimi altri candidati in tutta Italia. È così che mi sento, disarmato».

Ecco, ho deciso di rendere pubblica questa lunga lettera per rigirarla a chi di dovere, soprattutto a chi si riempie la bocca della parola “base” avendo in testa qualche vecchio militante, soprattutto a chi sventaglia alle agenzie comunicati per parlare di “elettorato di riferimento” senza spiegarci come fanno a conoscerlo visto che Fli dovrebbe (avrebbe dovuto?) essere un’avventura tutta nuova, un’avventura che parla alla nuova Italia. Da parte mia, posso mettere in campo quel che stiamo facendo.

Ci hanno chiuso Farefuturo webmagazine da un giorno all’altro come se fosse un cancro. Avremmo potuto arrendermi, fare altro. E invece eccoci qui. Abbiamo fondato un quotidiano online, a fine mese andremo in edicola con un settimanale. Lo facciamo perché pensiamo di fare la cosa giusta, senza pensare al piccolo cabotaggio di piccoli uomini che vivono nell’incubo di perdere pezzi di potere. Lo facciamo con il gusto dell’azzardo. Perché siamo convinti che una destra europea e patriottica non possa che essere antiberlusconiana. Saremo in pochi? Non importa. La storia ci darà ragione. Di questo ne sono convinto. Aiutiamoci a vincere. Nonostante i pesi morti.

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Voltare pagina, per l’Italia

domenica, 3 aprile 2011

Mentre inizia una settimana fondamentale per le questioni della giustizia, troppi accadimenti hanno determinato in me la consapevolezza precisa che occorre voltare pagina.

Questo blog ha rappresentato, anche con il vostro contributo, un tassello importante della elaborazione politica di Futuro e Libertà, quello che oramai, dopo la fondamentale azione di Generazione Italia, è diventato il movimento del Patriottismo Repubblicano.

Ultimamente però il linguaggio dei commenti si è incattivito e molto spesso, nei miei confronti o verso altri esponenti politici, sono state indirizzate minacce o frasi ingiuriose e offensive.

Fin dall’inizio avevo ritenuto importante non filtrare i commenti sugli articoli ma questo è possibile solo quando i… commenti sono tali e non invece diventano strumento per non più di 3 o 4 soggetti (abbiamo accertato anche questo) per dare sfogo a odio e volgarità, probabilmente prezzolata (visto la sistematicità della presenza).

Alla luce di tutto questo lo spazio dei commenti è sospeso a tempo indeterminato sul blog ma potrà trovare accoglienza sulla mia pagina Facebook collegata al blog. Sono certo capirete le motivazioni di questa decisione.

A presto e avanti per l’Italia. Forza e onore.

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Schiaffo al Parlamento e all’Italia: siamo in emergenza democratica

mercoledì, 30 marzo 2011

Mentre è in corso una guerra a due passi dai nostri confini e l’emergenza dei rifugiati ha drammaticamente sconvolto la vita di Lampedusa, il Pdl e la Lega non trovano di meglio da fare che tornare ad occupare il Parlamento con i problemi giudiziari del Premier.

Per costoro la sola emergenza dell’Italia è rappresentata dalla necessità di salvare Berlusconi dai suoi processi.

Spero che questo ennesimo schiaffo al Parlamento e agli italiani renda chiaro a tutti, anche all’interno della opposizione, della sostanziale emergenza democratica che attraversiamo.

Altro che post-berlusconismo: fin quando l’Italia non riuscirà a liberarsi di questo Governo e di questo Premier al declino non ci sarà fine.

Futuro e Libertà costruisca in Parlamento e nelle piazze antagonismo sociale e politico al berlusconismo e ai suoi ascari.

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Fabio Granata, con Italo Bocchino e Roberto Menia, al vertice dell’organigramma nazionale di Futuro e Libertà. Auguri Fabio!

mercoledì, 23 marzo 2011

Presidente: Gianfranco Fini
Vice presidente: Italo Bocchino
Coordinatore nazionale: Roberto Menia
Coordinatore Iniziative esterne: Fabio Granata
Affari generali: Chiara Moroni
Segretario amministrativo: Nino Lo Presti

Responsabili tematici
- Enti locali: Claudio Barbaro, Vice Franco Zaffini
- Ufficio comuni: Luigi Muro
- Territorio e Adesioni: Aldo Di Biagio, Vice Francesco Proietti e Giulio La Starza
- Elettorale: Candido De Angelis
- Pari Opportunità: Maria Ida Germontani, Vice Paola Guerci
- Propaganda: Enzo Raisi
- Italiani nel Mondo: Mirko Tremaglia
- Informazione e Media: Carmelo Briguglio
- Cultura: Umberto Croppi, Vice Massimiliano Simoni
- Economia: Mario Baldassarri
- Integrazione e diritti civili: Flavia Perina
- Giustizia: Giulia Bongiorno
- Esteri: Barbara Contini, Vice Andrea Vento
- Difesa: Gianfranco Paglia
- Affari legali: Antonio Buonfiglio
- Legalità: Angela Napoli
- Scuola e Università: Giuseppe Valditara, Vice Fabio Fatuzzo
- Credito: Enrico Nan
- Impresa e Infrastrutture: Daniele Toto, Vice Alberto Arrighi e Pietro Piccinetti
- Questione meridionale: Salvatore Tatarella
- Sanità: Pierfrancesco Dauri, Vice Gianmarco Surico
- Welfare: Marco Marazza
- Agricoltura: Marco Saraceno, Vice Stefano Losurdo
- Turismo: Nino Strano
- Sport: Claudio Perruzza
- Politiche europee: Cristiana Muscardini
- Liberalizzazioni e concorrenza: Piercamillo Falasca

Generazione Futuro: Coordinatore nazionale Gianmario Mariniello

Capo Ufficio Stampa: Luigi Di Gennaro

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