Articoli marcati con tag ‘Generazione Italia’

Giovanni vive

sabato, 21 maggio 2011

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

Con questo grande striscione saremo lunedì davanti al Palazzo di Giustizia di Roma con i giovani di Generazione Futuro, a testimoniare l’identità di una destra che onora i magistrati caduti, che contrasta tutte le Mafie, che non offende le Procure ma che si schiera con decisione a fianco delle Magistrature e delle Forze dell’ordine baluardo insostituibile di legalità.

Una Destra repubblicana, legalitaria, costituzionale ed europea che dalle sue organizzazioni giovanili ai gruppi parlamentari sarà sempre coerente e all’altezza della Memoria di sangue e di battaglie contro tutte le Mafie che il nome di Giovanni Falcone rappresenta.

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Vinceremo, nonostante i pesi morti

venerdì, 8 aprile 2011

Riapriamo ai vostri contributi, sperando tornino ad essere inerenti gli articoli e privi di frasi volgari o offensive, nell’assoluta libertà delle opinioni espresse. Non a caso ho scelto un pezzo di Filippo Rossi molto significativo e colmo di lucida consapevolezza.
Oltre tutte le difficoltà, possiamo farcela.
Forza e Onore!
Fabio Granata

Vinceremo, nonostante i pesi morti
di Filippo Rossi

Ieri mi è arrivata una lettera da un esponente locale di Futuro e Libertà, candidato sindaco in una piccola città. Mi ha chiesto di non rivelare né nome né città e così farò. Però il contenuto, quello sì, credo sia opportuno farvelo leggere.

Perché questo nostro amico e lettore è riuscito, proprio perché in prima linea, a spiegare meglio di quanto saremmo capaci noi la difficoltà di una sfida e il danno che fanno certi atteggiamenti “conservativi” a un progetto politico che dovrebbe (o avrebbe dovuto?) essere rivoluzionario.

Ascoltiamo lo sfogo: «Faccio questa corsa a mie spese, senza nessun aiuto da parte del partito che, anzi, devo dire che mi ha creato più di un problema sul mio territorio. Abbiamo abbracciato fin dall’inizio il progetto di Generazione Italia e applaudito alle splendide parole di Fini in quel di Mirabello, ci siamo riconosciuti nelle tue parole e abbiamo interpretato la linea del partito come la volontà di innovare la politica italiana contribuendo al contempo a portare il paese oltre il berlusconismo. Eppure, dal 14 dicembre in poi, con un’accelerazione preoccupante dall’assemblea di Milano, i messaggi contraddittori si sono moltiplicati, i nostri dirigenti ci hanno letteralmente lasciati soli, noi della base, tutti presi a scannarsi sul posizionamento geografico di Fli all’interno del centrodestra… Ma non eravamo oltre la destra e la sinistra? Non eravamo futuristi?

Oggi, l’opera di Adolfo Urso e di alcuni altri dirigenti sta spaccando in due il partito, ci sta allontanando tanti simpatizzanti che non capiscono più chi siamo e cosa vogliamo. A che serve uscire dal Pdl se poi contribuiremo a rafforzare Berlusconi aiutandolo a vincere nelle amministrative? Tanti di noi si sono lasciati terra bruciata dietro e ora stiamo assistendo a questo scempio, non consumato nelle stanze di famiglia ma sui media a colpi di comunicati e intanto perdiamo colpi e simpatizzanti. Perché dovrei spendere i miei soldi, sacrificare il mio tempo e chiedere altrettanto ai candidati della mia lista per uomini che dimostrano di non avere alcun rispetto per la base creandoci solo problemi nella campagna elettorale? Abbiamo davvero realizzato Mirabello, con una lista dove c’è gente che viene dai Radicali, da Rifondazione e molti che hanno abbracciato la politica grazie a Gianfranco Fini.

Come li vado a cercare i voti tra gli scontenti del Pdl se poi appare evidente a tutti che al ballottaggio il partito mi costringerà ad apparentarmi con il Pdl? Perché uno scontento dovrebbe votare qualcuno che non ha possibilità di vincere e poi dovrà ritornare con la cenere in capo da chi lo scontento lo ha provocato? Come li vado a cercare i voti a sinistra se, a ragione, molti a sinistra pensano di non potersi fidare di me e del Fli se appare chiaro che tanto poi i loro voti li porterò al Pdl? Dopo tutta la fatica fatta io mi sento sul punto di mollare tutto, posso ribattere alla destra e alla sinistra ma davanti al fuoco amico sono disarmato e come me, credo, moltissimi altri candidati in tutta Italia. È così che mi sento, disarmato».

Ecco, ho deciso di rendere pubblica questa lunga lettera per rigirarla a chi di dovere, soprattutto a chi si riempie la bocca della parola “base” avendo in testa qualche vecchio militante, soprattutto a chi sventaglia alle agenzie comunicati per parlare di “elettorato di riferimento” senza spiegarci come fanno a conoscerlo visto che Fli dovrebbe (avrebbe dovuto?) essere un’avventura tutta nuova, un’avventura che parla alla nuova Italia. Da parte mia, posso mettere in campo quel che stiamo facendo.

Ci hanno chiuso Farefuturo webmagazine da un giorno all’altro come se fosse un cancro. Avremmo potuto arrendermi, fare altro. E invece eccoci qui. Abbiamo fondato un quotidiano online, a fine mese andremo in edicola con un settimanale. Lo facciamo perché pensiamo di fare la cosa giusta, senza pensare al piccolo cabotaggio di piccoli uomini che vivono nell’incubo di perdere pezzi di potere. Lo facciamo con il gusto dell’azzardo. Perché siamo convinti che una destra europea e patriottica non possa che essere antiberlusconiana. Saremo in pochi? Non importa. La storia ci darà ragione. Di questo ne sono convinto. Aiutiamoci a vincere. Nonostante i pesi morti.

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Voltare pagina, per l’Italia

domenica, 3 aprile 2011

Mentre inizia una settimana fondamentale per le questioni della giustizia, troppi accadimenti hanno determinato in me la consapevolezza precisa che occorre voltare pagina.

Questo blog ha rappresentato, anche con il vostro contributo, un tassello importante della elaborazione politica di Futuro e Libertà, quello che oramai, dopo la fondamentale azione di Generazione Italia, è diventato il movimento del Patriottismo Repubblicano.

Ultimamente però il linguaggio dei commenti si è incattivito e molto spesso, nei miei confronti o verso altri esponenti politici, sono state indirizzate minacce o frasi ingiuriose e offensive.

Fin dall’inizio avevo ritenuto importante non filtrare i commenti sugli articoli ma questo è possibile solo quando i… commenti sono tali e non invece diventano strumento per non più di 3 o 4 soggetti (abbiamo accertato anche questo) per dare sfogo a odio e volgarità, probabilmente prezzolata (visto la sistematicità della presenza).

Alla luce di tutto questo lo spazio dei commenti è sospeso a tempo indeterminato sul blog ma potrà trovare accoglienza sulla mia pagina Facebook collegata al blog. Sono certo capirete le motivazioni di questa decisione.

A presto e avanti per l’Italia. Forza e onore.

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Patriottismo Repubblicano, oltre la destra e la sinistra

lunedì, 7 marzo 2011

Ieri a Roma sullo sfondo del palcoscenico dell’Adriano, accanto al nostro bel simbolo, si notava la riproduzione ossessiva di uno slogan, “il vero centrodestra”, diventato una sorta di “coperta di Linus” per futuristi in crisi di identità…

Con franchezza vorrei dire che sono veramente stanco, e per certi versi nauseato, da tutta una serie di “perimetri e steccati” costruiti attorno a Gianfranco Fini per limitarne lo straordinario potenziale di rappresentanza della nuova Italia e di una politica nuova.

Affermare che veniamo da Destra è scontato, ma a dare forza al nostro progetto c’è molto di più e di più complesso.

In un passaggio epocale nel quale le categorie politiche del ’900 non riescono più a spiegare il mondo, la nostra grande ambizione è quella di rappresentare e costruire il movimento del Patriottismo Repubblicano e costituzionale.

Gli strascichi di qualche piccola ambizione personale frustrata rischia invece di determinare una dinamica nella quale, dopo la zavorra rappresentata da alcuni personaggi poi regolarmente approdati alle aree di responsabilità e coesione nazionale, dovremmo adesso sorbirci quella di un diuturno richiamo alla perimetrazione rigida e inesorabile nel centrodestra.

In questa logica ci si rifugia nell’ipocrita formula del postberlusconismo, come se la “ragione sociale” della nascita del nostro progetto non fosse intimamente collegata alla deriva incarnata dal Premier e dai suoi uomini.

Fini e Futuro e Libertà hanno rappresentato una speranza per tanti italiani di destra e non di destra: per questo bisogna essere avanguardia culturale e politica ben oltre ogni posizionamento scontato.

Sui referendum, ad esempio, io rappresento un’area contraria al nucleare, favorevole alla gestione pubblica dell’acqua e contro ogni meccanismo ad personam di “legittimo impedimento”, ma non ho l’arroganza di indicare questa mia sensibilità come “linea di partito”. Quei provvedimenti furono infatti sostenuti in un altro quadro politico: ora che tutto è cambiato tutto va democraticamente ridiscusso al nostro interno.

Non dimentichiamo, infine, che Fini e alcuni di noi sono stati espulsi dal Pdl e da Berlusconi perché difendevano la legalità, l’etica pubblica e la coesione sociale e culturale della nazione in nome di una certa “idea dell’Italia”.

Il 14 dicembre la sfiducia da noi proposta e votata è stata conseguenza logica e doverosa di quel percorso: chi oggi, dall’interno di Fli e mentre si costituisce in corrente, mette in dubbio la bontà di quelle scelte, dà implicitamente ragione ai “quaquaraquà” di cui ieri parlava Gianfranco Fini. E al groviglio di interessi torbidi ai quali il nostro progetto fa paura.

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Aria nuova e pulita: inizia la navigazione!

lunedì, 21 febbraio 2011

La perseveranza maniacale con la quale molti seguaci di Silvio Berlusconi si accaniscono su questo e altri nostri blog con commenti ripetitivi e grotteschi, quasi sempre volgari e offensivi, racconta meglio di qualsiasi analisi sociologica l’odio che questi signori (si fa per dire…) nutrono nei nostri confronti poiché abbiamo osato “rompere” il giocattolo del Premier e rivendicato dignità e Libertà per l’Italia e per la Destra legalitaria e repubblicana.

Il triste, e per certi versi pietoso, abbandono di qualche parlamentare attratto da promesse e offerte per “tornare alla casa madre” ha acceso entusiasmi sopiti.

In molti, incuranti di ciò che nel Mediterraneo sta spazzando via tutti gli interlocutori privilegiati di Berlusconi e del suo fattorino Frattini e delle vicende giudiziarie che lo investono pesantemente oltre che da un crollo verticale di credibilità e consenso, alzano alte grida di entusiasmo per le “gesta eroiche” di un Barbareschi o di un Rosso che tornano ad accucciarsi dal padrone, ovviamente per nobili motivi ideali, e attendono trepidanti che altri perplessi in pausa di riflessione si trasformino in “disponibili” e raggiungano nuovamente il Pdl o qualche sua succursale collaterale.

Tra citazioni salesiane e lucidissime analisi tipo “grazie a me si era al 9 per cento” (sic) questi personaggi vengono oramai considerati esempi viventi del dissolvimento stesso del nostro progetto politico.

La mia sensazione, lo dico subito e con chiarezza, è la stessa di una mia cara amica ed è radicalmente altra: quella di aria nuova e ritorno a quello spirito straordinario di militanza e impegno che ha caratterizzato la prima stagione di Generazione Italia.

E mentre qualche topo scappa sulla nave che affonda, attratto dal formaggio promesso e distribuito in maniera industriale, il nostro vascello prende il largo con un equipaggio giovane e motivatissimo.

Sappiamo che la navigazione sarà lunga e difficile ma abbiamo entusiasmo, consapevolezza, volontà e coraggio.

Seneca ammoniva: “Non esiste vento favorevole per chi non sa dove vuole andare”. La nostra rotta è chiara e delineata: costruire la nuova Italia e la terza Repubblica. Oltre la cupio dissolvi di un sistema di potere che potrà disporre di enormi risorse ma che non “comprerà” mai la nostra anima e la nostra gente.

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Italiani coraggiosi: da Pericle a Futuro e Libertà

venerdì, 11 febbraio 2011

Oggi si costituisce a Milano la Destra Repubblicana, costituzionale, europea e legalitaria. Attorno al Manifesto per l’Italia nasce il nostro nuovo movimento politico.

Generazione Italia ha aperto la strada e ha rappresentato una straordinaria esperienza in questi mesi difficilissimi ma esaltanti. Generazione Italia come patrimonio “immateriale” dal quale nessuno potrà prescindere.

Meritocrazia, etica pubblica, innovazione, patriottismo repubblicano: attraverso questi valori possiamo contribuire alla costruzione di una nuova Italia, all’altezza della sua storia e della sua tradizione civile e politica.

Proprio per questo a Milano una comunità di donne e uomini liberi e un leader, Gianfranco Fini, iniziano un percorso complesso e affascinante per un progetto di rinascita nazionale.

Futuro e Libertà nasce per la legalità e per i giovani. Per il lavoro e l’innovazione. Nasce per l’Italia. Nasce sopratutto attraverso la forza e la passione di tanti italiani coraggiosi.

Organizzazione e linea politica saranno condivisi e decisi attraverso raffinati e modernissimi sistemi di democrazia partecipativa.

Ma l’essenza del Progetto resta scolpito da principi politici immortali che provengono dalle nostre radici classiche e occidentali.

“Sapere cosa fare, saperlo spiegare agli altri, amare la propria patria ed essere incorruttibili”. Ecco la vera sfida, al di là dei nemici esterni: essere adeguati e all’altezza di questi valori immortali.

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Navigare necesse est

sabato, 15 gennaio 2011

In questi giorni di preparativi per l’appuntamento di Milano, dentro Futuro e Libertà circolano molte preoccupazioni e perplessità sulla fase di transizione post 14 dicembre. Anche i sondaggi confermano una fase di stallo dopo lo straordinario entusiasmo sprigionato da Bastia Umbra.

In quella fase proprio dai giovani e dai settori della società italiana più culturalmente consapevoli provenivano le più ampie porzioni di consenso.

Una forza repubblicana e legalitaria caratterizzata da etica della responsabilità e da una volontà coraggiosa e precisa di chiudere un’epoca caratterizzata dalla presenza invasiva e totalizzante di Berlusconi e del berlusconismo, questa la nostra immagine.

Il coraggio e la nettezza delle scelte sembrava “premiarci” e ci spingeva a disegnare, sempre con maggiore forza e decisione, il profilo di una forza politica di destra ma allo stesso tempo in grado di superare le categorie politiche del 900 e di parlare al cuore della Nazione.

Fini veniva percepito dall’opinione pubblica come la sintesi, prima ancora che politica e culturale, antropologica ed estetica di questo progetto di cambiamento e le battaglie parlamentari per salvaguardare questioni fondamentali di legalità ridavano senso e orgoglio di “appartenenza” a tante donne e tanti uomini cresciuti nel mito di Paolo Borsellino e della bella politica.

Ammettiamolo: a distanza di poche settimane il clima politico che percepiamo attorno al nostro percorso è purtroppo cambiato.

Per questo il nostro mondo oggi, e subito, deve rilanciare la sfida con decisione attraverso una linea politica lungimirante e limpida, facendo ripartire con credibilità un grande appello all’impegno civile e alla cittadinanza attiva.

Per far questo bisogna recuperare lo spirito della prima Generazione Italia e tornare ad essere movimentisti, innovativi e intransigenti sui principi e sui valori.

Servono nuove dosi di coraggio e lungimiranza, costanza e passione: bandire ogni moderatismo ipocrita e ogni illusione di poter ricomporre l’attuale centro destra, in una parola.

Fini, a Bastia Umbra, al termine del suo straordinario intervento evocò la metafora della nave di Saint Exupery: “se vuoi costruire una nave non far raccogliere legna e non organizzare gli uomini, ma evoca la nostalgia del mare”.

La mia impressione è che questa “nostalgia” si sia diffusa in dimensioni incredibili tra chi ci sostiene e ci sprona ad andare avanti e che invece alcuni amici, sopratutto dopo il 14 dicembre, si siano preoccupati esclusivamente di “raccogliere legna e organizzare uomini”, magari in attesa di un “segnale” che scongiuri la partenza.

Invece è necessario navigare poiché alle nostre spalle ogni pontile è bruciato. Navigare tracciando nuove rotte e lasciandosi alle spalle vecchi mondi. Navigare da italiani coraggiosi.

Per ricostruire la Patria.

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Generazione 2011

venerdì, 31 dicembre 2010

Auguro a tutte le amiche e gli amici che, attraverso questo blog, hanno sostenuto e condiviso la nostra battaglia politica e culturale, un anno all’altezza del nostro amore per l’Italia e dell’avventura appena iniziata.

Non saranno pochi gli ostacoli e le difficoltà che troveremo sul nostro cammino ma le ragioni della legalità, del patriottismo repubblicano e dell’etica della responsabilità non potranno essere fermate dal potere economico di un sistema in dissoluzione.

La nostra idea dell’Italia e della politica ha radici antiche e nobili. E nasce infinitamente prima di Berlusconi e del berlusconismo senza anima e progetto. Nasce molto prima e certamente gli sopravviverà.

Auguri ragazze e ragazzi di Generazione Italia. E avanti!

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Moderni, sociali e futuristi

sabato, 27 novembre 2010

L’aver deciso, su loro invito, di incontrare i ricercatori sul tetto della facoltà di Architettura ha tracciato la differenza tra chi criminalizza ogni forma di dissenso e chi invece, nella chiarezza delle posizioni politiche e culturali, ritiene che dietro la straordinaria mobilitazione del mondo della scuola e della università ci sia ben altro che l’opposizione ad una riforma.

A Pier Luigi Battista diciamo semplicemente che senza Futuro e Libertà quei principi di meritocrazia, la fine di parentopoli, l’apertura di un percorso per la stabilizzazione meritocratica dei ricercatori e per i diritti degli associati, i fondi per le borse di studio e per il funzionamento ordinario dell’Università sarebbero scomparsi nei tagli orizzontali e irrazionali di Tremonti e nella fragile capacità e forza di rappresentanza politica dell’attuale Ministro dell’Università.

Detto questo, una forza politica movimentista e attenta a ciò che di muove nella società non può non avere una sensibilità sociale e culturale distante anni luce da un moderatismo senza anima e senza progetto, capace solo di vedere nemici in chiunque turbi la rappresentazione, falsa, di una nazione dove “va tutto bene e a gonfie vele”.

Già una volta, nel 68, la destra politica non capì che dietro la mobilitazione straordinaria dei giovani non c’era soltanto cattiva ideologia o strumentalizzazione. Ieri come oggi c’è sopratutto voglia di senso e di qualità del vivere. Voglia di futuro e di partecipazione.

Per questo siamo saliti su quel tetto: non per discutere semplicemente di una riforma ma per contribuire, nel metodo e nell’estetica dell’agire politico alla costruzione di un movimento che non rifaccia errori tragici e che non si faccia “nemica” l’ennesima Generazione.

Una forza sociale, moderna e futurista che sappia parlare all’Italia migliore e che sappia ascoltare i segnali di vita e di speranza.

L’unica che vale la pena di costruire. L’unica che serve all’Italia di oggi.

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Il Viaggio continua

sabato, 6 novembre 2010

Legalità, nuova cittadinanza, patriottismo repubblicano, etica della responsabilità, consapevolezza culturale, innovazione: queste le basi culturali e politiche del nostro manifesto per l’Italia, che oggi e domani presenteremo a Perugia.

La qualità e la quantità della partecipazione è da autentico “stato nascente”: un movimento imponente di donne e di uomini, moltissimi giovani, che ci ha accompagnato in questo giovane viaggio politico dai primi passi ad oggi.

Abbiamo creato speranze e attesa: essenziale non deluderle.

Dobbiamo chiudere una fase politica e non cedere al ricatto di un premier oramai al tramonto e che oscilla, in una sorta di cupio dissolvi, tra minacce e aperture ipocrite e interessate nei confronti di Futuro e Libertà.

Per questo crediamo che Fini debba aprire una nuova fase e debba farlo a Perugia.

C’è una prepotente domanda di nuova politica in Italia: abbiamo la possibilità e il dovere di interpretarla. Ma serve un supplemento di coraggio e coerenza.

Solo così potremo dire che il Viaggio continua.

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