Articoli marcati con tag ‘Generazione Italia’

A Perugia dovremo assumerci, dinanzi all’Italia, le nostre responsabilità

martedì, 2 novembre 2010

Proponiamo di seguito un articolo dell’Onorevole Carmelo Briguglio, pubblicato sul sito di Generazione Italia.

Faccio una premessa: se siamo usciti dal Pdl e abbiamo deciso di dare vita a Futuro e Libertà è perchè ci siamo lasciati dietro le spalle, personalmente senza remore e senza rancore, un “partito personale” dove solo discutere o criticare era considerato un atto di lesa maestà.

Il fermo-immagine di Fini col dito puntato su un Berlusconi in posa padronale nella direzione Pdl del 22 aprile scorso, è eloquente e vale più di cento discorsi. E ancor più vale il dossieraggio al quale Gianfranco Fini è riuscito politicamente a sopravvivere. Giorni nei quali, sia detto con franchezza, da parte di alcuni amici filogovernativi tout court, sarebbe stato giusto aspettarsi qualche parola in più. Sotto i colpi e le intimidazioni dei giornali presidenziali, ho visto più di una volta il coraggio e la dignità sopraffatti da piccoli e grandi timori e opportunismi.

Per questo, la nuova area politica, culturale e di opinione che a Perugia nascerà intorno a Fini, non può non avere nel suo dna un principio fondamentale che è quello della discussione libera, aperta, leale. Senza finzioni, senza personalismi e nel rispetto di tutti e di tutte le posizioni.

(continua…)

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Dopo l’Adriano e Perugia, apriamo una nuova stagione

domenica, 31 ottobre 2010

Lo straordinario discorso di Gianfranco Fini all’Adriano ha aperto di fatto, alla vigilia dell’appuntamento di Perugia, una nuova e impegnativa fase nella giovane vita del nostro progetto politico.

Se Fini ha ragione, e ha certamente ragione, a dire che l’Italia è ferma e in profondo declino e che il Governo non è più all’altezza della situazione, dopo Perugia è doveroso e inevitabile immaginare di aprire una fase nuova, nella quale sarà inevitabile e coerente con le nostre posizioni, ritirare la nostra delegazione dal Governo, assicurando soltanto l’appoggio esterno all’esecutivo, al solo fine di affrontare le emergenze reali del paese e le parti condivise del programma.

Su legalità, regole, giustizia non siamo più disposti a cedere di un solo millimetro al cupio dissolvi che sembra caratterizzare l’azione politica di Berlusconi e del Pdl.

Attraverso il ritiro della nostra delegazione appariremo certamente più coerenti sia agli occhi dell’opinione pubblica sia della straordinaria, e nuova, base militante che sopratutto attraverso Generazione Italia, abbiamo aggregato ed entusiasmato e che adesso attende coerenza e segni inequivocabili di rinnovamento nei metodi e negli uomini.

Serve per questo distinguerci con più forza dall’attuale centrodestra e sopratutto non commettere errori nella organizzazione territoriale.

Dobbiamo avere una grande capacità di ascolto della base e di coloro i quali dall’inizio ci hanno sostenuto. In Toscana come in Abruzzo, in Sicilia come in Piemonte non consentiamo il crescere di malumori o polemiche per l’eccessiva apertura verso soggetti e posizioni politiche non in linea con i grandiosi propositi di innovazione e legalità che ci siamo dati.

E’ quella la nostra forza e la nostra garanzia per la prospettiva. Legalità, innovazione, coerenza per costruire una nuova Italia.

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Legalità e cultura: il “perimetro politico” del patriottismo repubblicano

lunedì, 25 ottobre 2010

La proposta di Gianfranco Fini di raddoppiare la tassazione sulle rendite finanziarie per reperire fondi per la scuola, la ricerca e l’Università insieme allo stop netto alla reiterabilità del lodo Alfano (parziale apertura alla mia posizione di contrasto al Lodo) e a proposte inaccettabili di riforma della giustizia che si concretizzano in un tentativo di stravolgere l’indipendenza della magistratura e la titolarità dell’azione penale sono stati “segnali” politici fondamentali per poter, con decisione, andare avanti nel nostro ambizioso progetto politico.

La presentazione a Milano del Manifesto d’ottobre, sottoscritto da centinaia di accademici, intellettuali e operatori culturali, in concomitanza del mio incontro torinese con Giancarlo Caselli per parlare di legalità, rappresentano tasselli importanti di una volontà politica precisa di disegnare il perimetro politico della nostra nuova avventura lungo le coordinate rigorose della difesa della legalità e della cultura.

Si tratta di due facce della medesima medaglia, per contrastare il declino della Nazione, declino che si manifesta sia nell’imperversare delle mafie sia nel disinteresse verso il patrimonio e le politiche culturali.

Nel nostro Patriottismo Repubblicano le architravi restano l’articolo 5 della Costituzione sulla indivisibilità della nazione, l’articolo 9 sulla Ricerca e la tutela delle arti e del patrimonio paesaggistico e culturale e gli articoli che garantiscono l’indipendenza della Magistratura dal potere politico.

C’è stata una risposta dura e orgogliosa della nostra base a segnali che andavano in direzioni assolutamente sbagliate: le parole di Fini spazzano via il campo da ogni equivoco.

A Perugia e Milano possiamo nuovamente guardare con fiducia e convinzione e tornare a credere nella nascita del movimento della legalità, della cittadinanza consapevole e dell’etica repubblicana.

Oltre le vecchie categorie politiche e i soliti riflessi condizionati, per provare a costruire un’Italia migliore, oltre l’attuale intollerabile declino e al triste risveglio (per chi ci aveva creduto) dal sogno berlusconiano.

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La politica, oltre il fango e gli affari

sabato, 9 ottobre 2010

Che il Giornale, quotidiano dalla storia prestigiosa, attraverso un triste e inesorabile declino, si fosse trasformato in una macchina di fango e dossier lo avevamo chiaro da tempo.

L’inchiesta avviata dalla Procura di Napoli ha solo confermato il livello culturale e umano di alcuni personaggi con i quali spesso abbiamo dovuto confrontarci in accesi dibattiti televisivi.

E’ oramai evidente a tutti, dal caso Boffo a Fini alla Marcegaglia, come, e per conto di chi, venga prodotto il fango e i dossier nei confronti di chi osa muovere critiche all’editore della gloriosa testata, creatura dell’indimenticabile Indro Montanelli.

In questo contesto ha intanto mosso i primi passi il nostro nuovo Movimento politico, che dovrà con forme e metodi trasparenti e partecipati, declinare in forma organizzata quello straordinario fenomeno movimentista rappresentato da Generazione Italia e dai tantissimi cittadini che in questi mesi hanno “fatto il tifo” per noi e per Gianfranco Fini.

Un contributo appassionato di idee a questo grande progetto lo daranno certamente i tanti personaggi del mondo della cultura, dell’Università e dell’arte che abbiamo chiamato a darci una mano per creare e comporre quel Manifesto d’Ottobre che rappresenterà un punto di riferimento importante per delineare un nuovo impegno culturale, sociale e politico.

Cittadinanza, etica repubblicana, legalità e giustizia sociale le stelle polari di questo cammino.

Siamo pienamente consapevoli di avere tanti e potenti nemici, spregiudicati e pronti a tutto: serve quindi coerenza e capacità di difesa del nucleo essenziale della nostra battaglia per rinnovare la politica italiana.

Serve sopratutto, come Ezra Pound ci ha insegnato, perseguire l’unica cultura politica possibile e che riconosciamo: quella delle idee che diventano azione.

Per questo, dal linguaggio politico al Parlamento, abbiamo il dovere della coerenza, chiudendo definitivamente e archiviando la triste epoca delle leggi ad personam, delle cricche e degli affari.

Nessuno si illuda quindi di poter trovare compromessi al ribasso sui temi della giustizia: per noi l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il contrasto alle Mafie e il sostegno alla Magistratura rappresentano condizioni irrinunciabili e segneranno  il perimetro della nostra azione politica.

Andiamo avanti con la passione e il furore tutto italiano di cui siamo capaci: senza compromessi e con la lucida volontà di arrestare il declino inesorabile della politica e della nostra amata Italia.

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Legalità e patriottismo repubblicano: un progetto per l’Italia

giovedì, 30 settembre 2010

Dopo una estate di veleni e dossier, ieri in Parlamento ho espresso un No simbolico di solidarietà a Gianfranco Fini, contro una visione arrogante e prepotente della politica.

Una visione aziendale e ‘proprietaria’, emanazione diretta e non più tollerabile del berlusconismo.

Il mio voto contrario alla fiducia a Berlusconi non mette in discussione la mia piena condivisione della linea portata avanti da Fli, linea che ho contribuito a determinare, per contrastare pericolosi disegni egemonici sul Parlamento, caratterizzati dalla compravendita di deputati, operazione grave ma pateticamente fallita.

In questi mesi in Parlamento e nel paese abbiamo ridato fiato e speranza ad un nuovo racconto della politica che andasse oltre schematismi mentali e culturali striminziti e oramai insignificanti, parlando nuovamente all’Italia di valori e progetti, diritti e opportunità.

Dobbiamo essere soddisfatti per esser diventati protagonisti di una fase politica nuova che adesso però va caratterizzata da una azione legislativa coerente e attenta alla coesione sociale della nazione, alla legalità, ai diritti civili, ai giovani.

In questo scenario Generazione Italia è lo strumento imprescindibile per la creazione di una rete movimentista e flessibile in grado di rappresentare l’anima di questo nuovo e ambizioso progetto politico.

Al di là quindi del valore simbolico e politico del mio No alla fiducia, Fli ieri ha espresso l’unica posizione in grado di darle centralità parlamentare, aprendo una nuova stagione della politica italiana.

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Espelleteci tutti

mercoledì, 14 luglio 2010

Conoscete Mauro La Mantia? Io lo conosco da 16 anni. Lo ricordo adolescente, con il megafono, alla prima fiaccolata per Paolo Borsellino. Ne ho poi seguito le lotte studentesche e universitarie, la crescita politica fatta di sacrificio e militanza, fino al meritato riconoscimento del coordinamento dei nostri giovani in Sicilia, protagonista insieme a Carolina e tanti altri ragazzi siciliani di quella trama di lotte e memorie che ancora oggi ricorda ai palermitani che è meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino. Mauro non appartiene a Generazione Italia. Non è ”finiano”… ma è bastata un parola di condanna e indignazione contro il nuovo processo di beatificazione del mafioso Mangano dal pulpito di una condanna a 7 anni per associazione mafiosa a farlo mettere in croce.

Personalmente ero un po’ diffidente, lo confesso, verso Giulia Bongiorno. Per me, cresciuto nella temperie di quelle lotte e di quell’impegno, essere stata l’avvocato di Giulio Andreotti rappresentava elemento di perplessità. Poi via via ne ho apprezzato la straordinaria preparazione giuridica affiancata ad una sensibilità politica invidiabile.

Giulia non era cresciuta certamente con qualche forma di sudditanza verso la magistratura ma una conduzione improntata alla legalità repubblicana della Commissione Giustizia della Camera è stato elemento sufficiente a farla etichettare come “una pericolosa giustizialista” da eliminare.

Italo Bocchino lo ricordo dalla stagione del Fuan. Ho sempre avuto molta simpatia nei suoi confronti anche, e forse, perché portatore di una antropologia e di una cultura politica molto diversa dalla mia. Italo ha sempre rappresentato una visione moderata e conservatrice della destra italiana, brillante braccio destro di Pinuccio Tatarella, ministro dell’armonia, ai nostri occhi di militanti della sinistra interna era quasi un democristiano. Da quando, con la sua sagacia comunicativa, reclama legalità e trasparenza ai vertici del Pdl, è diventato tout court un pericolosissimo megafono delle Procure.

Beppe Pisanu, grande allievo di Aldo Moro e straordinario Ministro degli Interni del precedente Governo Berlusconi, ha osato far ridiventare la Commissione parlamentare Antimafia, Commissione parlamentare Antimafia e cioè un organismo che si occupa e preoccupa del rapporto mafia politica e… apriti cielo.

Quando poi temerariamente ha rilanciato la volontà politica di verità e giustizia sulle stragi del 92 e sulla trattativa Stato-mafia, è diventato seduta stante un torbido congiurato portatore di un progetto di ribaltamento della volontà popolare.

Angela Napoli, sapiente ed equilibrata parlamentare calabrese, era molto stimata per la sua competenza su scuola e pubblica istruzione, ma non appena si è schierata senza se e senza ma contro tutte le mafie e ha iniziato a denunciare l’infiltrazione mafiosa nella politica calabrese, è stata catalogata come pericolosa nemica del centrodestra.

Di Flavia Perina e dei miei amici siciliani Briguglio, Lo Presti e Scalia ho quasi pudore a parlarne, poiché oramai definitivamente ascritti alla categoria dei sovversivi o peggio.

Per il rispetto e l’affetto che ne ho, e per non offendere l’intelligenza di chi legge, ritengo inutile parlare di Gianfranco Fini e dei motivi che ne hanno causato la “caduta in disgrazia” agli occhi di Berlusconi e soprattutto dei berluschini e dei tanti che da lui hanno avuto tutto ma, sulla via di Damasco, hanno avuto un illuminazione e ne hanno finalmente scoperto la pericolosissima indole deviazionista e di sinistra, atea e forse massonica.

Per i vertici del Pdl, la questione morale non esiste e il problema gravissimo e non più eludibile siamo diventati noi piuttosto che il quadro torbido di affari, logge, dossieraggi e associazioni a delinquere semplici, segrete o mafiose che emerge.

Noi che  parliamo delle inchieste e non chi delle inchieste è assoluto protagonista, in un girone dantesco che oscilla tra banda del buco e Romanzo Criminale.

Allora, se siamo a questo, provate ad espellerci. Espelleteci tutti: per antimafia e difesa della legalità.

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Generazione Italia è una novità non solo politica ma soprattutto culturale

sabato, 26 giugno 2010

Un laboratorio di idee, non un progetto teorico, con una presenza politica che permetta alla Sicilia di rinnovare nuove sfide, sociali, politiche e culturali. Generazione Italia deve essere arcipelago di ascolto per quelle comunità che devono interpretare il cambiamento su scelte di natura culturale, di coesione nazionale. Non una nomenclatura di presenze provinciali, ma intergenerazionali che formino la classe dirigente sulle idee e sui valori del nostro impegno politico.

Rilanciare battaglie politiche fondamentali per tutelare e rappresentare istanze di legalità e sviluppo, guardando alle nuove generazioni che devono essere protagoniste di una fase nuova della vita nell’Isola. Tornare alla nostre radici per rilanciare non folclore ma stratificazione culturale, non vuoto orgoglio ma consapevolezza.

Ai giornalisti che mi hanno chiesto un parere sulla  nomina del nuovo Ministro Bracher ritengo inopportuna sul piano politico la procedura con cui si è arrivati da parte del nuovo Ministro a chiedere il legittimo impedimento. Sul piano formale, nulla da eccepire, su quello politico molto, anche alla luce di una delega che non è chiara e non è stata ancora attribuita.

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Generazione Italia: da Palermo rilanciamo la sfida su legalità, identità culturale e politiche giovanili.

mercoledì, 23 giugno 2010
Immagine anteprima YouTube

Conferenza stampa di presentazione
Venerdì 25 giugno – ore 11 – Hotel Villa Igiea – Palermo

Finalmente Generazione Italia inizia il suo percorso siciliano, da Palermo e da un luogo simbolo di una certa idea della Sicilia legato all’epopea dei Florio.

In poco più di un mese sono nati spontaneamente decine di Circoli e centinaia di amministratori locali hanno aderito a quella che possiamo definire una autentica “Comunità di difesa dell’Identità e della legalità minacciata”.

Insieme a Gianfranco Fini daremo un contributo fondamentale per rilanciare in Sicilia battaglie politiche fondamentali per tutelare e rappresentare istanze di legalità e sviluppo sostenibile, guardando sopratutto alle giovani generazioni che devono essere protagoniste di una fase nuova della vita dell’Isola.

Cultura, merito, sviluppo sostenibile, coesione sociale: questo il nostro manifesto per una Sicilia che possa ridiventare “la Sicilia”.

Tornare alle nostre radici per rilanciare non folclore ma stratificazione culturale, non vuoto orgoglio ma consapevolezza.

Una Sicilia antica ma modernissima: aperta al Mondo ma ancora in grado di “pensare Greco”.

La faccia al Sole della nostra Isola!

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Comunità di difesa della legalità minacciata. Venerdì prossimo a Palermo il via a Generazione Italia

venerdì, 18 giugno 2010

Alla fine inizia a delinearsi la piena affermazione delle nostre battaglie in difesa della legalità.

Con caparbietà e coerenza ma anche con grande lucidità siamo riusciti a far breccia prima all’interno della nostra stessa area politica e culturale, dove pian piano anche i più moderati hanno iniziato a sostenere la necessita di riaprire i giochi sulle intercettazioni, poi tra personalità libere e autorevoli del Pdl, come Pisanu, Pecorella, Versace. Infine, tra gli alleati della Lega, con la presa di posizione di Umberto Bossi.

Lo diciamo senza iattanza, nè presunzione: siamo molto soddisfatti anche se consapevoli che occorre non abbassare la guardia.

Ciò che stiamo riuscendo ad ottenere, e l’attenzione e il sostegno di tantissima gente, in particolar modo giovani, ci devono far riflettere e perseverare nel nostro ruolo di comunità di difesa della legalità minacciata.

Ragionevoli ma fermi, dialoganti ma consapevoli delle nostre posizioni possiamo far crescere un progetto politico di patriottismo repubblicano che riaggreghi l’opinione pubblica su valori e battaglie fondamentali.

Venerdì presenteremo a Palermo, città simbolo della lotta alla mafia, Generazione Italia: potremo farlo a testa alta e senza ombre, in nome di una certa idea di destra che ha infiammato i cuori di tante generazioni per cambiare, e rendere migliore, la nostra Italia.

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Crisi politica e sociale, Italia prima di ogni cosa

giovedì, 27 maggio 2010

La difficile fase politica e sociale che attraversa l’Italia chiama all’impegno e alla condivisione i cittadini e la classe dirigente. La nostra nazione rappresenta la più straordinaria stratificazione storico/culturale del pianeta e i venti della crisi mondiale possono determinare paradossalmente una nostra grande opportunità.

I grandi popoli, le storie antiche, da una grande crisi colgono sempre opportunità uniche per fare “punto e a capo”: la politica faccia un passo avanti e sul nostro patrimonio materiale e immateriale tragga la forza per avviare un percorso di superamento del declino nazionale, di sconfitta delle mafie, di rilancio della meritocrazia, di superamento degli alibi autoassolutori, di definitivo isolamento dei ladri, dei corrotti e dei nemici del popolo.

Coesione sociale e identità nazionale possono rappresentare nuovamente punti di riferimento degli italiani. Sta a noi essere all’altezza del compito.

Essere Generazione Italia significa questo: nè corrente, nè partito. Idee, volontà, sacrificio, passione per l’Italia.

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