Articoli marcati con tag ‘Gianfranco Fini’

Granata: “Fini esempio di trasparenza e difesa della memoria”

lunedì, 4 gennaio 2010

fini_granata

“Il nuovo attacco de ‘Il Giornale’  a Gianfranco Fini è volgare nei contenuti e ridicolo nella sostanza”.

Lo sostiene l’on. Fabio Granata, secondo il quale “aver voluto dar vita ad una Fondazione per gestire in modo trasparente e impersonale il considerevole patrimonio materiale e culturale di una comunità politica, è stato un gesto lungimirante e nobile da parte di Fini, che ha coinvolto nei suoi vertici tutte le componenti della vecchia An, anche quelle attualmente a lui più lontane”.

Questo continuo tentativo di delegittimazione di Fini – prosegue Granata -  deve immediatamente essere interrotto: sarebbe bello sentire parole chiare da parte dei vertici del Pdl, anche per capire se il partito dell’amore è tale anche verso Gianfranco Fini e verso chi condivide apertamente le sue tesi politiche e culturali”.

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Fini: alla Sicilia serve un nuovo modello culturale e di sviluppo

lunedì, 21 dicembre 2009

Fondamentale richiamo del Presidente della Camera Gianfranco Fini, in Sicilia per inaugurare un impianto di energia fotovoltaica: “sia bandita definitivamente ogni contiguità con le Mafie.

Non votare mai per chi chiede qualcosa in cambio del voto – prosegue Fini – è fondamentale per costruire un’Italia diversa, così come essenziale è l’esempio che la Politica deve dare. Solo a queste condizioni la Sicilia e il Sud possono rinascere, attraverso nuovi gruppi dirigenti, rigore etico, nuova idea di sviluppo: serve questo molto più che nuovi finanziamenti o infrastrutture. Servono soprattutto un grande progetto di rinascita culturale e un nuovo modello di sviluppo.

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Fini e Granata: accuse di Spatuzza gravi ma senza alcun riscontro

venerdì, 4 dicembre 2009

“L’atomica amplificazione mediatica delle dichiarazioni di Spatuzza non deve far passare in secondo piano un elementare principio di civiltà giuridica: senza riscontri puntuali e rigorosi, che è dovere dei magistrati individuare, le accuse restano soltanto parole”, ha dichiarato Gianfranco Fini.

“Le cose che ha detto Spatuzza sono gravissime ma non ha fornito un solo elemento di riscontro rispetto a quello che già conoscevamo. Sono cose che ha appreso dai Graviano. Toccherà ora ai magistrati verificare se ci possono essere riscontri a quanto affermato in aula oggi. Comunque non vedo elementi di novità”, secondo le parole di Fabio Granata.

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Fini leale e coerente

mercoledì, 2 dicembre 2009

Cadono le braccia. E’ in atto un’operazione di delegittimazione nei confronti del presidente della Camera Gianfranco Fini ad opera di una parte del Pdl, della quale non fa parte Berlusconi, ma dei cosiddetti ultrà. Meraviglia che tra questi ci siano dirigenti politici che devono tutto a Fini e che ora si caratterizzano per malafede intellettuale.

Tutti dovrebbero ricordare che il Presidente della Camera è il cofondatore del Pdl e che ha portato in dote al partito valori di legalità, modernità, memoria storica, consapevolezza culturale e patriottismo repubblicano che rappresentano il risultato di enormi sacrifici e di una lunga e complessa ‘marcia’, della quale oggi molti beneficiari sono del tutto immemori, pronti a declinare a comando nuove ‘ortodossie’.

La lealtà e la visione politica legata al bene comune di Fini è un patrimonio per il Pdl e per le istituzioni repubblicane. Per questo diciamo basta ai continui attacchi e ai tentativi, maldestri e inutili, di delegittimazione.

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La legge sulla cittadinanza arriva in Aula

giovedì, 26 novembre 2009

Esprimo grande soddisfazione per la volontà politica dimostrata dal Presidente Fini, che ha calendarizzato per i prossimi lavori d’aula la legge sulla riforma della cittadinanza, nell’affrontare in maniera innovativa il tema, contribuendo, in maniera determinante, all’approdo in aula  del ddl di riforma organica della materia che tanto mi ha visto impegnato assieme ai colleghi firmatari dell’iniziativa legislativa.

Tale riforma è indispensabile al fine di costruire un progetto importante ed innovativo per l’Italia del domani. Anche la sicurezza tanto invocata, a ragione, dai cittadini, passa esclusivamente dalla costruzione di percorsi di integrazione e cittadinanza che contribuiscano a formare un nuovo concetto di identità, soprattutto per i nati in Italia da genitori stranieri regolarmente residenti, e, per i giovani che completano nel nostro Paese il ciclo di studi.

Adesso auspichiamo con forza che si riesca ad elaborare una sintesi normativa efficace delle varie ipotesi legislative in materia che tenga conto delle proposte più innovative, partendo dalla condivisione dei valori fondamentali che hanno caratterizzato il dibattito sulla riforma normativa in materia di cittadinanza.

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Il consigliere di Ulisse

martedì, 24 novembre 2009

granata-con-giornali

Vi proponiamo un articolo di Marianna Rizzini, pubblicato sul Foglio del 20 maggio 2009, che dipinge un interessante ed approfondito ritratto di Fabio Granata.

Il consigliere di Ulisse (pdf)

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Bene Fini, la sua idea espressione della migliore tradizione italiana

domenica, 22 novembre 2009

Immigrati, Granata (Pdl): “Bene Fini, la sua idea espressione della migliore tradizione italiana”

Sulle recenti dichiarazioni che hanno scatenato polemiche all’indirizzo del Presidente della Camera on.Gianfranco Fini da parte della Lega e dello stesso Ministro Matteoli e’ intervenuto l’on.le Fabio Granata: “L’idea di Cittadinanza espressa dal Presidente Fini è espressione della migliore tradizione culturale italiana, – ha detto Granata.

Una identita’dinamica e plurale che ha reso possibile il Rinascimento e il Made in Italy.Altri- ha aggiunto Granata- l’hanno intesa come totale abbandono e, a volte, la totale ignoranza, di questa nobile tradizione, rimossa in nome di un moderatismo privo di visione strategica e futuro,o di una moderna forma di tribalismo”.

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Il voto dei lealisti all’ARS sul DPEF tradisce il mandato degli elettori siciliani. Lealisti maestri di slealtà.

mercoledì, 11 novembre 2009

Crisi Regione Sicilia, Fabio Granata ( Pdl) : “ Il voto dei lealisti all’ARS sul DPEF tradisce il mandato degli elettori siciliani. Lealisti maestri di slealtà.”

“ Ciò che è accaduto ieri in Assemblea, con il voto contrario al DPEF da parte dei cosiddetti “lealisti” del Pdl, rappresenta la chiara indicazione di una incoerenza politica e di un risentimento personale cosi radicato fra di loro, da mettere in pericolo quel Governo Lombardo che hanno fortemente voluto, sulle cui poltrone si sono abbondantemente accomodati, e rispetto al sostegno del quale avevano ottenuto un preciso mandato dagli elettori siciliani”.

Con questo duro commento, l’On. Fabio Granata, tra i fondatori ed animatori del progetto Pdl Sicilia, torna ad attaccare l’atteggiamento dei parlamentari pidiellini che fanno riferimento all’attuale coordinamento regionale, protagonisti,con il loro voto negativo,della bocciatura in aula del DPEF regionale.

“I siciliani debbono sapere che i sedicenti lealisti non solo hanno infranto qualsiasi patto di lealtà con le loro cervellotiche posizioni politiche,ma hanno anche preferito votare con la sinistra in Assemblea, provocando lo stop allo strumento di governo più importante quale il documento di programmazione economica e finanziaria – prosegue Granata -, dimenticando come il Governo Lombardo sia nato con l’appoggio reale e convinto sia del Presidente del Consiglio, Berlusconi, sia di quello della camera, Fini. Ritirare il proprio sostegno al Governo e votare con l’opposizione in aula, per i deputati del Pdl che lo hanno fatto, significa non solo mettere in pericolo il Governo voluto dai Siciliani, ma anche tradire il progetto politico di Berlusconi e Fini.”

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Islam: ministro Maroni si convinca che cittadinanza e integrazione rafforzano convivenza e sicurezza

lunedì, 19 ottobre 2009

Islam, Granata(PDL):”Il Ministro Maroni si convinca che cittadinanza ed integrazione rafforzano la convivenza e la sicurezza”.

In ordine a quanto affermato dal Ministro dell’Interno Maroni stamane a Mattino 5, interviene il V.Presidente della Commissione Nazionale Antimafia on.leFabio Granata (PDL):

“Le parole del Ministro Maroni “’Se fosse vigente la normativa che abbassa a 5 anni il periodo per ottenere la cittadinanza italiana, il libico che ha fatto esplodere la bomba alla caserma di Milano sarebbe un cittadino italiano’, portano a fare delle considerazioni.
“Maroni usa una argomentazione strumentale e illogica- dice l’on.le Granata-, non all’altezza della sua intelligenza e serieta’. Si potrebbe facilmente obiettare che con la legge attuale,ad esempio,  l’omicida El Ketawi Dafani,l’uccisore della figlia Sanaa, sarebbe stato cittadino italiano, mentre la figlia vittima dell’omicidio no. Non possono essere certamente gli esempi le discriminanti per sostanziare le leggi. Cittadinanza e integrazione sono invece potenti fattori di sicurezza e convivenza civile. La riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano e il passaggio dallo “ius sanguinis” allo “ius soli” per i figli di genitori residenti in Italia da 5 anni, è il riconoscimento dei valori della nostra Repubblica. Un modo – aggiunge Granata- per rafforzare la convivenza trasformando  al contrario l’immigrazione, l’integrazione come chances per una società diversa, davvero equa”.

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Battute da caserma coprono assenza di dibattito nel Pdl

domenica, 27 settembre 2009

Granata a La Russa: ”Le battute da caserma nel dibattito politico sul diritto di cittadinanza agli immigrati copre l’assenza di dibattito interno al PDL sulle scelte parlamentari e sulla priorità da dare ai disegni di legge. Si Abbia il coraggio di andare in aula al più presto per votare il ddl sulla citadinanza”

Non accenna a placarsi la polemica di un gran numero di parlamentari nei confronti del Ministro La Russa,reo di aver definito dispregiativamente peones i deputati firmatari del ddl sulla cittadinanza agli immigrati,con in testaFabio Granata del PDL.
Ed è proprio Granata a sintetizzare il pensiero dei parlamentari del PDL che hanno,in gran numero,sottoscritto la bozza di legge sulla riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza per gli immigrati:” Alcuni tra i vertici del PDL nazionale,a partire proprio da La Russa,parlano di concertazione interna al partito solo quando serve a bloccare le iniziative a loro sgradite o d’impaccio all’egemonia politica della Lega. Peccato che la stessa esigenza non venga avvertita quando si chiede ai parlamentari del PDL di votare le leggi di riforma sulla giustizia,a prescindere dalla condivisione delle stesse,ovvero,quando si parla di scudo fiscale e sull’argomento non si avverte la necessità di riunire né i gruppi parlamentari,né il partito,ma addirittura di non informare preventivamente neanche la delegazione in Comissione Parlamentare antimafia,nonostante il dibattito politico nazionale sul’argomento si sposti in questa direzione.”

Ancora più caustico Granata sulle critiche a priori della proposta di legge da parte di La Russa:” E’ strano-prosegue il parlamentare siciliano-come uno di coordinatori nazionali del partito,senza ascoltare la base,o consultare gli altri parlamentari,liquidi con un’alzata di spalle un disegno di legge che non solo fa avanzare il grado di civiltà del paese,ma che lo allinea alle moderne democrazie europee su un tema cosi delicato quale quello dell’integrazione culturale e sociale,con importanti e positive ricadute anche sull’economia e sul mercato del lavoro,come sottolineato giustamente da Tremonti.

E’ addirittura offensivo l’atteggiamento nei confronti dei 50 parlamentari di tutti i partiti che hanno sottoscritto l’accordo,ignorando peraltro come ufficialmente forze politiche di maggioranza ed opposizione abbiamo dato il proprio assenso alla proposta,e soprattutto come la stessa sia stata apprezzata da ambienti vicini al Vaticano,nonché ufficialmente appoggiata dal mondo del’associazionismo e per ultimo,in ordine temporale,espressamente auspicata dalla Comunità di Sant’Egidio,per bocca del suo fondatore,Riccardi”
La chiusura di Granata è un’autentica sfida lanciata agli scettici della maggioranza:” La democrazia consente una verifica senza appello sulla bontà di ogni proposta di legge ed è quella del voto d’aula. Si abbia dunque il coraggio,accedo l’invito del presidente Fini,uno degli ispiratori più illuminati di questa iniziativa,di calendarizzare subito il ddl e lo si sottoponga al dibattito ed al voto parlamentare. Solo allora sapremo se la coerenza e la modernità avrà la meglio su una visione antica e satrapica della politica e del ruolo dei parlamentari.”

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