Articoli marcati con tag ‘Gianfranco Fini’

Generazione Italia: da Palermo rilanciamo la sfida su legalità, identità culturale e politiche giovanili.

mercoledì, 23 giugno 2010
Immagine anteprima YouTube

Conferenza stampa di presentazione
Venerdì 25 giugno – ore 11 – Hotel Villa Igiea – Palermo

Finalmente Generazione Italia inizia il suo percorso siciliano, da Palermo e da un luogo simbolo di una certa idea della Sicilia legato all’epopea dei Florio.

In poco più di un mese sono nati spontaneamente decine di Circoli e centinaia di amministratori locali hanno aderito a quella che possiamo definire una autentica “Comunità di difesa dell’Identità e della legalità minacciata”.

Insieme a Gianfranco Fini daremo un contributo fondamentale per rilanciare in Sicilia battaglie politiche fondamentali per tutelare e rappresentare istanze di legalità e sviluppo sostenibile, guardando sopratutto alle giovani generazioni che devono essere protagoniste di una fase nuova della vita dell’Isola.

Cultura, merito, sviluppo sostenibile, coesione sociale: questo il nostro manifesto per una Sicilia che possa ridiventare “la Sicilia”.

Tornare alle nostre radici per rilanciare non folclore ma stratificazione culturale, non vuoto orgoglio ma consapevolezza.

Una Sicilia antica ma modernissima: aperta al Mondo ma ancora in grado di “pensare Greco”.

La faccia al Sole della nostra Isola!

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Qualche parola su queste ore difficili

giovedì, 10 giugno 2010

Qualche parola sul mio blog per accompagnare questo editoriale di Filippo Rossi poiché rispecchia in modo intelligente il nostro stato d’animo di queste ore. So bene che molti manifestano delusione poiché, al di là dei contenuti del provvedimento, auspicavano una rottura definitiva all’interno del Pdl. La vicenda è più complessa e deve tener conto del quadro politico ed economico dell’Italia e del senso di responsabilità che Fini, e noi che gli stiamo più vicini, deve sempre manifestare.
Mi sembra però ingeneroso non capire gli sforzi di miglioramento del testo in molti suoi punti
, dimenticarsi tutte le battaglie fatte a viso aperto dall’inizio di questa legislatura in difesa dei diritti civili e della legalità e, soprattutto, dare per scontato che ci sia stato un accordo o, peggio, un passo indietro nostro rispetto a temi fondamentali.
Consapevoli del momento difficile siamo certi che faremo rientrare molte delusioni, soprattutto quelle in buona fede e non strumentali.

Fabio Granata

Intercettazioni, inutile nascondere la delusione
di Filippo Rossi per FareFuturo Web Magazine

Lettera aperta ai delusi.

E sì, perché questa storia delle intercettazioni, inutile negarlo, non va giù a molti. E, anche questa volta, non è affatto questione di destra e sinistra. Anche questa volta, la gabbia del bipolarismo italiano non riesce a interpretare una società molto, molto più complessa. Una società che di fronte a una “legge simbolo”, una “legge manifesto”, non può che dividersi senza seguire le dicotomie standardizzate di un bipolarismo annoiato. Ed è per questo che, allora, chi si trova in mezzo al guado, chi cerca di combattere una battaglia per una nuova politica all’interno di uno schieramento, non può che deludere, non può che deludere in primo luogo se stesso.

Perché si poteva fare di più e di meglio. Perché si ha la brutta sensazione di fare la foglia di fico di una decisione che non piace. Perché – come ha detto Fabio Granata ieri – sulla lotta alla mafia ci sarebbe ancora da cambiare. E sulle sanzioni agli editori, e sulle intercettazioni ambientali, e sui limiti temporali. Tanto è cambiato: è vero. Ma tanto forse poteva ancora cambiare. Ed è inutile nasconderla, questa delusione. Inutile nasconderla questa insofferenza verso se stessi. Verso un ruolo difficile, di persone che vogliono mettere in campo tutta la propria capacità di moderazione, di dialogo, di compromesso per fare qualcosa di buono per il proprio paese dalla posizione in cui si trovano.

È meglio urlarla con tutto il fiato in gola, questa nostra delusione. Questa nostra insofferenza. Non per modificare quello che non si ha la forza di modificare, ma per mettere ancora una volta sul piatto di un dibattito, culturale prima che politico, l’anomalia pericolosa di un’Italia che non riesce, non sa ragionare nel merito. Che deve sempre tifare e alzare stendardi di parte. Che fa politica come i ragazzi della via Pal.

C’è chi ha detto che questa legge sulle intercettazioni è uno spartiacque per la democrazia italiana: di qua la dittatura, di là la democrazia. È un’evidente esagerazione, però una cosa è certa: questa legge poteva essere molto, molto migliore. Poteva limitare le esagerazioni di una pratica spiona senza limitare la libertà d’informazione. Poteva. L’elenco è lungo. Date le condizioni, questo era il massimo che si poteva ottenere. Forse. E quel forse, inutile negarlo, pesa come un macigno. Un macigno che ancora schiaccia a terra la politica italiana.

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Il Senatur pensi a se stesso. Gianfranco non ha mai tradito

lunedì, 17 maggio 2010

Casini fa già parte della famiglia Ppe. Un suo coinvolgimento nella compagine di maggioranza e di governo non potrebbe che essere positivo.

Leggi tutta l’intervista pubblicata oggi, 17 maggio, da La Repubblica

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Questione morale: coerenza e rigore

venerdì, 14 maggio 2010

Il quadro che si sta delineando sui rapporti tra pezzi della politica e dell’impresa affaristica fa emergere l’esistenza di una grave questione morale che non può essere affrontata con la autoreferenziale e scontata tesi del complotto dei giudici e delle liste di proscrizione.

La maggioranza inasprisca e approvi il ddl anticorruzione e ascolti il grido d’allarme dei magistrati sulle intercettazioni, ampliando questo fondamentale strumento di indagine a tutta una serie di reati quasi sempre ’spia’ di reati molto più gravi. In una parola il Pdl dimostri senso dello Stato e sensibilità politica affrontando con rigore e lucidità i temi vitali del contrasto alla corruzione, alle mafie, al malaffare.

In Italia le Mafie fatturano 130 miliardi annui e si infiltrano sull’intero territorio nazionale riciclando enormi somme e uccidendo il mercato e l’impresa pulita. Oltre gli arresti, le confische e i sequestri vanno affrontati questi nodi con decisione e coerenza attraverso una selezione rigorosa del personale politico e della classe dirigente.

Fini ha posto da tempo questi temi: sia ascoltato dal Premier.

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Il Pdl si intesti la lotta alla corruzione

lunedì, 3 maggio 2010

I giornali vicini alla maggioranza continuano a sparare cannonate contro la pattuglia dei finiani. Ieri il bersaglio è stato Italo Bocchino e gli appalti Rai alla società della moglie. Loro, i finiani, rispondono alzando ancora di più il tiro. Fabio Granata, sicuramente uno dei primi nella “lista nera”, manda un messaggio preciso…

Leggi l’intervista rilasciata da Fabio Granata a La Stampa di oggi 3 maggio 2010

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Fini è di destra. Ditelo anche a Feltri

sabato, 1 maggio 2010

Ieri è stata la volta di Walter Veltroni. Anche l’ex leader del Pd ha voluto spiegare come stanno le cose sulla vicenda Fini a quelli della sua parte che avrebbero deciso di puntare sul presidente della Camera per la loro disperata ossessione antiberlusconiana. No, ha detto Veltroni, «non facciamo confusione su questo». Il riferimento va alla confusione degli ultimi giorni e che, secondo lui, ha danneggiato anche Fini, il quale – a detta del candidato premier del centrosinistra alle ultime politiche – sta dall’altra parte, è di destra, e fa la sua battaglia per affermare una linea alternativa alla deriva populista e plebiscitaria. Più o meno quello che, sempre ieri, scriveva anche Michele Serra, definendo «sciocchi» quelli che chiamano «compagno» il presidente della Camera, «non accorgendosi – annota il giornalista – che Fini è più di destra di loro». Anzi, ribatte Serra, quella di Fini è una battaglia che punta esplicitamente «alla sopravvivenza della destra».

Purtroppo – leggiamo sul Venerdì di Repubblica – l’approccio politico-culturale di Longanesi e di Montanelli «è stato sostituito (sugli stessi giornali) da un tifo sguaiato da popolino che smania per il Capo». Gli insulti contro Fini non avrebbero alcun bisogno di essere prezzolati, essendo secondo Serra l’espressione di umori e che attestano solo la “tifizzazione” della società italiana. Ragion per cui, conclude, «siamo costretti a tifare Fini, non perché siamo di sinistra, ma perché siamo italiani, e di una destra migliore avremmo bisogno». Tutti. È d’accordo anche Aldo Cazzullo, che su Sette rilancia: «Sarebbe un grave errore sottovalutare Fini, come fanno quasi tutti». Il punto, spiega, non è quanti parlamentari ha al momento ma la sua capacità attrattiva nei confronti della società civile. Come a dire, attenzione a interpretare gli ultimi eventi in termini di manovre di Palazzo e dietrologie. «Se si aprirà – conclude Cazzullo – ai giovani non garantiti, ai tartassati dal fisco, ai portatori di saperi scientifici, economici, culturali, il discorso potrebbe cambiare». Capito?

Luciano Lanna – Dal Secolo d’Italia

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La Destra Nuova di Fini modello italiano di alti valori

martedì, 27 aprile 2010

Legalità, identità culturale, coesione sociale ed economica, solidarietà nazionale, riforme e modernità, nuove politiche culturali: questi i valori sui quali Gianfranco Fini, attraverso una lunga marcia, ha condotto la nostra comunità umana e politica oltre il guado dell’interminabile dopoguerra italiano. Una legittimazione culturale e politica che ha visto Fini come motore insostituibile e coerente”.

Lo ha detto l’on.le Fabio Granata, V.Presidente Commissione Nazionale Antimafia a sostegno dell’azione politica del Presidente della Camera on. Fini.

Questo patrimonio è stato portato in dote al Pdl e nel discorso congressuale del Presidente Fini ha avuto, proprio sui temi oggi ritenuti eretici, un momento altissimo di condivisione ed entusiasmo. In questi giorni è stato amaro constatare il livello di ingratitudine nei confronti di Fini da parte di una parte di un gruppo dirigente che a lui, e alla sua lungimiranza, deve tutto”.

“Si va avanti, comunque, – conclude Granata – per rappresentare una sensibilità politica e culturale in linea con le nuove destre europee e con la nostra migliore tradizione e identità dinamica degna di quel ‘modello italiano’ che nessuno potrà relegare alla residualità politica. Per questo restiamo al fianco di Gianfranco Fini con consapevolezza e convinzione. Per una certa idea dell’Italia: solidale, moderna, consapevole culturalmente attenta alla giustizia sociale”.

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La bella politica

venerdì, 23 aprile 2010

Legalità, identità nazionale, libertà e dignità, coesione sociale, solidarietà: questo è il nostro apporto civile, politico e culturale al Pdl. Per questo progetto abbiamo fatto confluire una storia politica antica e nobile in un nuovo contenitore politico.

Ieri Fini ha rivendicato questo patrimonio ideale e culturale, con lealtà e a viso aperto, ignorando i tradimenti vergognosi e le ipocrisie. Per questo hanno tentato di fermarlo ma non possono riuscirci.

Le idee e la politica sono più forti delle minacce, delle calunnie e del potere economico. Peccato, e che tristezza, per tanti amici piegati dalla paura e dagli egoismi.

Si va avanti. Vedremo chi avrà filo più lungo e maggior volontà.

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Granata: “Nessun ribaltone ma il ruolo di Fini mai in discussione”

venerdì, 16 aprile 2010

Granata: sessanta parlamentari pronti a venire con noi.
“La situazione è oggettivamente grave”. Il deputato finiano Fabio Granata non nasconde la gravità del momento nel Pdl. “Fini – spiega – ha parlato con franchezza a Berlusconi: il Pdl è un progetto comune, ma non è possibile delegarlo a un appiattimento sulla Lega. Si sono dati 48 ore per riflettere: la richiesta è chiara e non può essere elusa da parte del premier con una generica rassicurazione”

Leggi l’intera intervista rilasciata a La Stampa del 16 aprile 2010

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Macchè moderati: l’Italia ha bisogno di innovazione, gioventù e cambiamento

venerdì, 2 aprile 2010

Generazione Italia sarà uno strumento importante per dare slancio ulteriore e radicamento consapevole al progetto politico del Pdl.

La scelta di utilizzare la rete per parlare soprattutto ai giovani è fondamentale, ma sarà sui contenuti che faremo la differenza: legalità, riforme, presidenzialismo, meritocrazia, trasparenza, innovazione, solidarietà, cultura, ambiente, diritti civili, integrazione diventeranno tasselli di un manifesto per una nuova Italia.

Basta con i moderatismi e con le definizioni in negativo della nostra identità: Generazione Italia, con Fini e Berlusconi in testa, costruisca l’Italia dell’innovazione e della modernità nel solco delle nostre straordinarie radici di civiltà e cultura.

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