Articoli marcati con tag ‘granata’

Diventerà bellissima.

giovedì, 19 gennaio 2012

 

Oggi, 19 gennaio, come tutti gli anni, ricordiamo il compleanno di Paolo Borsellino. Una figura di altissimo profilo morale e legale, nonché umano. Lo facciamo con i nostri circoli romani e i nostri giovani. Già, perché l’insegnamento di Borsellino deve servire da guida per le nuove generazioni che rappresentano il futuro del nostro paese. Non un mito da commemorare, bensì un modello vero, di impegno costante e fattivo, a cui aspirare nella lotta contro la criminalità organizzata, contro tutte le ingiustizie sociali e legali, per arrivare ad uno Stato e una società finalmente liberi da ogni condizionamento illegale e omertoso.
Ricordiamo Paolo per rivendicarne l’eredità spirituale, culturale e, perché no, politica. Lo facciamo per dire ancora oggi: «Meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino». Nel ricordarlo, in suo nome e per onorarne il sacrificio, la destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo deve dare un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie.
Borsellino si è sacrificato per una certa idea dell’Italia, mai perdendo la speranza nel cambiamento e nei giovani. Pochi giorni prima di morire, in merito all’impegno della lotta alla mafia dopo l’uccisione del suo amico e collega Giovanni Falcone, Paolo Borsellino rispose: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di continuare a farlo senza lasciarci condizionare…dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro».
Noi dobbiamo esserne all’altezza chiudendo definitivamente una fase politica e liberando l’Italia. Solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle nostre coraggiose rotture e nuove aperture. Nella consapevolezza che l’Italia, come amava dire Paolo della sua amata Sicilia, «diventerà bellissima» solo annientando tutte le mafie e cacciando tutti i suoi complici dal Parlamento e dalle istituzioni.
Tutto questo per sottolineare anche che Fli è l’unico movimento politico erede di quel messaggio spirituale e culturale fondato sulla legalità e la coerenza e soprattutto sul rifiuto di ogni compromesso.
La difficile fase politica e sociale che attraversa l’Italia vogliamo affrontarla con occhi lucidi e tenendo ben alta la bandiera della legalità e della dignità: quella che molti altri hanno definitivamente ammainato.
Questo il nostro compito. Questo il nostro difficile cammino.
Auguri Paolo.

Si informano i blogger che non sarà possibile commentare il presente post. Tale limitazione  vuole solo essere una autentica  forma di rispetto per onorare al meglio il ricordo del giudice Borsellino, evitando qualsiasi commento al riguardo. Si ringraziano i lettori.  

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Fabio Granata stoppa Lombardo sul Ponte:”No Presidente, non è una priorità”.

venerdì, 2 dicembre 2011

 

 

Non si è ancora spenta l’eco del dramma delle povere vittime di Saponara e l’on.Fabio Granata torna sull’argomnento, stoppando l’idea del Presidente della Regione di rilanciare l’idea del Ponte sullo Stretto.

 Chiediamo con forza al Governo di archiviare definitivamente il progetto del ponte sullo Stretto,evitando la dodicesima posa della prima pietra e il protrarsi dello scandaloso affare sulle parcelle di progettazione e sul funzionamento della SPA competente.

In Sicilia serve far immediatamente partire una vera opera ciclopica ,che passera’alla storia:il risanamento idrogeologico e ambientale. Archiviare il Ponte e restituire bellezza e dignità alla Sicilia.

Monti si esprima subito,elimini questo scandaloso progetto,recuperi le risorse pubbliche recuperabili e concordi con la Regione Siciliana una immediata azione di risanamento.

Restituiamo bellezza e dignità alla Sicilia e serenità e sicurezza ai suoi cittadini:non e’tempo di bussiness sulla pelle della gente.

Muoia il Ponte,viva la Sicilia

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Granata al Riformista. Cittadinanza immigrati:” Pdl bloccato dai tatticismi”

giovedì, 24 novembre 2011

 Fli non molla sulla cittadinanza ai bambini figli di immigrati e, dopo il nuovo intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano a sollecitare nuove regole in materia, rilancia in Parlamento la vecchia proposta SarubbiGranata.

Onorevole Fabio Granata, come rilanciate la vostra proposta?

In realtà, già in occasione del primo intervento del Quirinale, avevamo consegnato una nota a Giorgio Napolitano in proposito. E il Capo dello Stato ora ha detto una parola definitiva e condivisa dalla maggioranza del Paese, glielo assicuro, su una questione di civiltà come questa. Ora riproponiamo il testo che ho firmato insieme con il collega del Pd, Andrea Sarubbi, ma solamente nella parte che riguarda i bambini nati in Italia. Che, sia chiaro, devono essere figli di immigrati regolari che vivono qui da almeno cinque anni. Insomma, chi parla di Lampedusa come una sala parto, sta facendo solamente demagogia. Proponiamo uno “ius soli” temperato che renda giustizia a quei giovani che rappresentano una risorsa per far uscire il Paese dal declino demografico e anagrafico. Tutti ragazzi che conoscono non soltanto la nostra lingua, ma anche la nostra storia. Alle volte meglio pure di taluni parlamentari.

Parole che suonano come una bestemmia alle orecchie del Carroccio.

Non mi meraviglia la Lega. Ma chi mi sorprende è il Pdl. Come fa a dimenticare le componenti socialiste, cattoliche e pure quelle della destra che al valore della cittadinanza ha sempre dato un senso e che ora sembra precipitata in un`ottica becera? Spero riflettano.

Eppure anche loro sostengono che sarebbe quasi un vulnus alla Costituzione.

Appunto. Chi ora grida contro questa proposta, affermando che va oltre le prerogative imposte al Governo dalla crisi, sono le stesse persone che gridavano contro il commissariamento del Parlamento.

Eppure, mai come in questo caso il Parlamento sarebbe sovrano e libero di decidere su una misura che inciderebbe oltre che sul piano sociale, anche su quello economico.

Ma perché allora il Pdl è così ostile?

È una rigidità che deriva dal fatto che la questione della cittadinanza agli immigrati è diventata la bandiera finiana. Così, il Pdl ha eretto le barricate per non partecipare a questa partita politica. Una valutazione ancora più miope se abbinata all`argomentazione secondo cui la cittadinanza non attiene all`economia. Quando ne è precondizione politica, come le misure anti-corruzione lo sono sul versante della legalità.

Mi spieghi, meglio.

Nel primo caso, parliamo di un milione di ragazzi appartenente a un segmento che partecipa all`11% del Pil nazionale. Nel secondo caso, mi riferisco a 60 miliardi di euro che ogni anno la corruzione sottrae alle casse dello Stato. Come vede, è la politica che deve dettare le ricette del risanamento, non solamente gli automatismi del mercato.

E la questione italiane si legge in controluce proprio attraverso queste cifre.

Ma crede davvero che il Parlamento possa affrontare la discussione? Le condizioni ci sono. Anche prima c`era una maggioranza possibile sul punto, ma il Pdl temeva la rottura con la Lega e la conseguente crisi di Governo. Ora che questa fase è superata, mi auguro che il Pdl si ricordi che sulla questione della cittadinanza ai bambini, non è schierato solamente il Capo dello Stato, ma pure la Chiesa e gli industriali.

E spero che su questa convergenza tra laici e cattolici, non vincano i tatticismi di quelli come Ignazio La Russa.

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IMMIGRATI: GRANATA, CITTADINANZA A NATI IN ITALIA E` QUESTIONE DI CIVILTA`

mercoledì, 23 novembre 2011

 

La nostra proposta di legge mira a riconoscere il diritto di cittadinanza a quanti siano nati in Italia da genitori stranieri stabilmente residenti o a quanti, avendo raggiunto l’Italia da minori, vi abbiano compiuto un intero ciclo scolastico: una riforma epocale, sempre più improrogabile, che consentirebbe ad una fetta importante di giovani di essere parte della comunità nazionale.

Non amiamo definirli stranieri di seconda generazione, ma “italiani senza cittadinanza”.

Parlano italiano, spesso con inflessione dialettale, conoscono e vivono l’Italia come loro “casa”. La scoperta di non godere appieno dei diritti e dei doveri dei loro amici o dei compagni di scuola – che solitamente avviene in età adolescenziale – provoca nella gran parte dei casi un senso profondo di esclusione e di discriminazione: si crea una sorta di «terra di mezzo», dove i bambini nati da genitori non italiani crescono con un senso di frustrazione, estraniazione dal loro contesto, pericoloso per il futuro processo di integrazione e di inserimento sociale del minore. L’iter attuale di acquisizione della cittadinanza, lungo e incerto, rappresenta per molti di questi giovani italiani la prova concreta di una “diversità” inaccettabile.

 

E’ sempre più diffuso il convincimento che sia ormai antistorico negare ad un giovane nato in Italia o emigratovi da bambino il diritto di essere italiano (i dati stimano che i minori stranieri nati o comunque residenti in Italia abbiano ormai raggiunto il milione di unità), passando dai principi dello «jus sanguinis» e da un’ottica «concessoria e quantitativa» della cittadinanza, sui quali si basa la legislazione vigente, al principio dello “jus soli temperato”, condizionato dalla stabilità del nucleo familiare in Italia o dalla partecipazione del minore a un ciclo scolastico-formativo. L’ispirazione della presente proposta di legge – oltre ad avere come riferimento storico-culturale la tradizione del modello italiano, fondato su una identità dinamica ed aperta – si rifà alla Convenzione europea sulla nazionalità, del 6 novembre 1997, che prevede che lo Stato faciliti nel suo diritto interno l’acquisto della cittadinanza per le «persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente» [(articolo 6, paragrafo 4, lettera e)

Prevediamo al comma 1 dell’unico articolo che il minore nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno legalmente soggiornante da almeno cinque anni e attualmente residente, possa diventare cittadino italiano, previa dichiarazione di un genitore da inserire «obbligatoriamente» nell’atto di nascita. L’obbligatorietà della dichiarazione introduce, per così dire, un onere a carico dello Stato a fare sì che il diniego sia consapevole o, da un altro punto di vista, a evitare che l’omissione dell’assenso avvenga per ignoranza della norma. È un meccanismo previsto per soddisfare l’interesse dello Stato a favorire e a garantire l’instaurarsi del processo di integrazione. Se il genitore, poi, dovesse dissentire, al soggetto è comunque garantita, sulla base degli stessi presupposti, la possibilità di diventare cittadino italiano richiedendolo entro due anni dal compimento della maggiore età.

 Al comma 2 si presta invece attenzione ai minori che, seppure non nati in Italia, vi risiedano legalmente e compiano in Italia il proprio percorso formativo. È previsto che un minore diventi cittadino italiano, su istanza del genitore (o del soggetto stesso se compie la maggiore età durante gli studi), se ha completato un percorso d’istruzione scolastica o di formazione professionale nel nostro Paese.

 I commi da 3 a6 contengono la disciplina di attuazione e le misure transitorie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fabio Granata:Futuro e Libertà grande forza di cambiamento”

sabato, 8 ottobre 2011

Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di Fli l’on .Fabio Granata, presentando il Preisdente della Camera on.Gianfranco Fini a Palermo ha detto:

“Questa grande manifestazione con migliaia di palermitani lancia il progetto vincente di una destra repubblicana e legalitaria dalla Città di Paolo Borsellino,in nome dei suoi valori. E contro il Pdl e questo centrodestra oramai al servizio della illegalità e del disgregazione etica e politica dell’Italia. Abbiamo lanciato una sfida di rinnovamento radicale in nome dei valori di unità nazionale,giustizia sociale e legalità  creando le condizioni di un laboratorio politico che da Palermo faccia di Fli il perno di una nuova epoca per la Città improntata sulla legalità ,sullo sviluppo sostenibile,sulla cultura e sulla innovazione”.

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Il Riformista intervista Fabio Granata. “Della Valle qualunquista.Non c’è solo l’economia”

martedì, 4 ottobre 2011

Il Riformista 4 ottobre, 2011

Onorevole, cosa ne pensa del j’accuse di Diego Della Valle contro la politica?

Una premessa. Ho un grande rispetto per chi ha diffuso e difeso l’ eccellenza italiana nel mondo attraverso produzioni di qualità. Il Della Valle che mi piace è questo e anche quello che fa una grande operazione di mecenatismo culturale finanziando il restauro di un opera come il Colosseo. Noi che facciamo politica, però, non ci sentiamo e non  mi sento personalmente in attesa di un Papa nero proveniente dalla grande impresa per far ripartire l’Italia. Nel manifesto che ha pubblicato a pagamento sui giornali, Della Valle ha scritto tante cose condivisibili anche a livello popolare, ma con uno stile che ricorda le precedenti simpatie politiche. Come Clemente Mastella, infatti, non si capiva mai da che parte stava, così in Della Valle non si capisce mai di chi sono le responsabilità della situazione attuale. Invece, le responsabilità ci sono eccome, vanno denunciate nome per nome.

Anche Montezemolo e altri banchieri sembrano tentati dallo scendere in campo.

Con gli imprenditori prestati alla politica abbiamo già dato con Berlusconi. In ogni caso, nell’impegno civile di personalità come Montezemolo che hanno dato lustro all’Italia promuovendo le sue eccellenze in tutto il mondo come la Ferrari, non ci vedo nulla di male né sono contrario in via pregiudiziale come di fronte a tutti coloro che intendono rimboccarsi le maniche davanti alla crisi e al degrado dell’attuale scena politica. La chiamata alla responsabilità è per tutti, imprese in testa. Se vogliono dare il loro contributo sono i benvenuti, dico no agli appelli qualunquisti e che accarezzano l’antipolitica come quello di Della Valle. E ricordo a tutti che l’essenza della politica è la partecipazione attiva al bene comune: riguarda anche gli interessi economici, ma non solo quelli. Il cuore del problema è far ripartire una grande alternativa possibile per rompere la gabbia del berlusconismo e offrire una prospettiva di governo al paese. Legalità, unità nazionale, valorizzare il merito, selezione democratica dei gruppi dirigenti, diritti civili. Questa è la proposta politica di Fli e del Terzo Polo, nonché la cifra più importante della discesa in campo di Fini quando ruppe col Pdl.

A proposito di Pdl. Gli scricchiolii aumentano.

Le defezioni dentro il Pdl né caratterizzeranno, sempre di più, in questa sua fase finale, la crisi. Avremo, presto, altre sorprese. Come Terzo Polo siamo molto attenti a quello cghe sta facendo Beppe Pisanu e la sua area e trovo vergognoso che si cerchi, da parte di esponenti dello stesso Pdl, di macchiarne l’immagine adamantina di miglior ministro dell’Interno degli ultimi decenni. Per quanto riguarda il futuro della legislatura, lo strumento referendario è una macchina messa in moto anche con il nostro contributo che non si fermerà. A quel punto, il premier vorrà andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale perché è l’unica che gli garantisce, creando dal nulla un nuovo partito, di poter mandare in Parlamento una Guardia Repubblicana che ne difenda gli interessi e ne garantisca un minimo di rappresentanza politica. Di conseguenza, il Pdl si spaccherà in mille pezzi. Proprio come Fini aveva previsto. Voteremo nel 2012 con il Porcellum e la vera novità politica sarà il Terzo Polo, che non solo resterà unito ma si allargherà verso il Pdl e verso i settori più riformisti del Pd che non vogliono entrare nella riedizione della gioiosa macchina da guerra di Occhetto. Nascerà un’alleanza di centro inedita e attenta al merito e all’economia, come chiedono gli imprenditori, ma soprattutto attenta ai problemi della gente, ai diritti e alla cittadinanza.

Intanto, arrivano le intercettazioni, in Aula.

Berlusconi e le cricche puntano a difendere se stessi ma non vanno da nessuna parte. Forse metteranno la fiducia e passerà, ma nel Paese monteranno rabbia e indignazione. Sarà l’ultimo atto.

Si dice che lei potrebbe finire con Di Pietro…

E’ più facile che Di Pietro si iscriva a Fli….

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Tra Sodoma e Camorra.

sabato, 17 settembre 2011

 

Ricatti e rifiuti,affari e prostituzione. Denaro e corruzione.

Tra Tarantini e Lavitola, Laboccetta e Cosentino, Mora e Fede ,papy-girls e responsabili, la compagnia di giro del centrodestra moderato (sic) italiano rappresenta un oltraggio alla dignità degli italiani.

Berlusconi e i suoi stanno distruggendo l’Italia e la sua immagine.

E’ incredibile constatare come le uniche voci coraggiose e di dissenso da questa cupio dissolvi della nazione all’interno del Pdl siano quelle,coraggiose, di Pisanu e Pecorella mentre i nostri’ ex camerati duri e puri’, a iniziare dai giovani di Atreju appaiono come delle pecorelle mansuete,allineate e coperte.

Per non parlare degli altri duri e puri della Lega,tutti zitti e in fila per due.

Per questo la destra repubblicana e legalitaria di Fli non può che lavorare per mandare all’opposizione dovunque il centrodestra decadente e corrotto che pretende di continuare a governare l’Italia e le sue Città. Costruendo politica,classi dirigenti e alleanze all’altezza del traguardo.

Per questo essere patrioti repubblicani significherà sempre più scombinare tutti i progetti di restaurazione di questo centro destra:con coraggio,caparbietà e

lungimiranza essere davvero futuristi. E dimostrare di avere colto il senso profondo e la ribellione radicale di quel dito puntato da Gianfranco Fini contro l’illegalità e l’ingiustizia sociale e politica.

Chi oggi condivide questa marcia e questa difficile costruzione conservi sempre la consapevolezza,o la acquisti,del progetto politico al quale ha coraggiosamente aderito:non la costruzione del partitino moderato alleato e utile al centrodestra ma inedito e futurista lievito dell’Italia profonda e dell’Italia migliore.

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IMMIGRATI. GRANATA: SI’ A IUS SOLI TEMPERATO, NO A PROPOSTA CGIL

venerdì, 9 settembre 2011
 

“E’ mille volte piu’ italiano un ragazzino nato in Italia da genitori stranieri che un uomo politico potente che attraverso la concussione e la corruzione ruba al proprio Paese. Lancio una provocazione intellettuale, ma non troppo: in alcuni casi bisognerebbe pensare alla revoca della cittadinanza”.
Lo ha detto Fabio Granata, deputato di Futuro e Liberta’, durante il dibattito ‘Italiani senza cittadinanza’ in corso a Mirabello alla festa nazionale di Fli.
Rispetto al referendum proposto dalla Cgil per una legge sulla cittadinanza ispirata al modello dello ‘ius soli’ (e’ italiano chi nasce in Italia), Granata ha commentato: “La proposta di Fli, che abbiamo lanciato con una proposta di legge di iniziativa popolare, sulla falsariga del ddl Sarubbi-Granata, prevede lo ius soli temperato: e’ italiano chi nasce da genitori residenti da almeno cinque anni in Italia o compie nel nostro paese un intero ciclo di studi. La proposta della CGIL e’ invece pericolosa, creerebbe un inaccettabile turismo di partoriente per la cittadinanza, rischiamo di assistere a viaggi di carrette del mare che portano donne incinte disperate, che sfidano la morte pur di dare ai propri figli un passaporto europeo”.

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Granata avverte Fini: “Senza coraggio siamo finiti”

martedì, 6 settembre 2011

 

intervista da:  Il Fatto Quotidiano del 6 settembre 2011

Uno dei fedelissimi del presidente della  Camera prende le distanze da Futuro e libertà. “Manca lo spirito fondativo di un anno fa – dice – . Il partito oggi è solo al 3%”. Però conferma: “Mai con il Pdl”

La verità è che siamo a metà strada. Siamo a metà di quel deserto che Fini ci ha chiesto di attraversare”, sospira Fabio Granata. E forse, qualcuno dei finiani di ferro, inizia ad avere il fiatone. Certo non lui, non il “falco” per antonomasia, acclamato dalla base di Fli per le sue posizioni “bianche” o “nere”, mai grigie. Meno apprezzato dai compagni di viaggio, per lo stesso motivo. Dal primo settembre è tornata la Festa Tricolore di Mirabello, dove l’anno scorso il presidente della Camera aveva definitivamente sancito lo strappo da Silvio Berlusconi. Entusiasmo, gioia, orgoglio, fiducia e speranza tra i suoi. A loro aveva chiesto di essere “granitici”. Passato un anno, la roccia si è sgretolata. E chi è rimasto continua a litigare, su tutto.

Onorevole, ora vi siete divisi anche sull’appoggio al referendum contro il Porcellum.
C’è una questione aperta sul metodo. Alcuni di noi pensano che il quesito possa non risolvere il problema. Però a maggioranza abbiamo deciso l’appoggio al comitato.

Qualche divisione c’è stata.
Senta, la nostra gente chiede due cose: di scegliere la forma di governo e di eleggere il proprio deputato. Basta con le deleghe in bianco alle liste dei partiti, anche se non ci conviene.

Altra questione: il Molise. Tra voi c’è chi vuole appoggiare il presidente uscente, Iorio, del Pdl.
Qui è vero, siamo divisi sul territorio: una metà è pronta a sostenere la giunta uscente, mentre l’altra è orientata su Frattura, uomo del centrosinistra (con passato in Forza Italia). Credo che Iorio abbia promesso qualche posto in lista.

La discussione non è solo a livello locale.
Bè sì, è un fatto d’immagine. Sta di fatto che gli ultimi sondaggi ci danno al 3,3 proprio perché non siamo stati in grado di coltivare quello slancio iniziale, nato dalla rottura con Berlusconi.

Quindi?
Non possiamo appoggiare Iorio, sia perché è il candidato del Pdl, sia perché inquisito.

Chi lo sostiene a livello nazionale?
C’è stata una spaccatura.

Bocchino chi appoggia?
Iorio.

Mentre chi è d’accordo con lei?
La Perina, Raisi, Croppi, Della Vedova e altri. La maggioranza.

In questo momento politico, cosa teme?
Siamo stati determinanti per la rottura del sistema berlusconiano e non vogliamo ritrovarci sotto le macerie proprio nel momento in cui sta crollando.

Come potete evitarlo?
Dobbiamo interpretare un ruolo vicino a una certa posizione culturale. Quindi legalitaria, repubblicana e costituzionale. Più una capacità di esprimere innovazione e coerenza aggrappati al filo rosso di quella frattura politica.

Al contrario, sono più frequenti le oscillazioni…
Lo so. E le dirò di più: il problema non è Berlusconi, ma il berlusconismo. Il problema sono La Russa e Bondi. Cosentino e Dell’Utri. Il problema è la questione morale.

Alfano è un interlocutore?
No! E come? È stato il ministro portatore di tutti gli interessi, di tutte le leggi ad personam, principale esecutore degli ordini di un certo berlusconismo. Con lui non possiamo parlare. Eppoi ha anche ricandidato Berlusconi. Tolto lui, sopravviverà quello che ha costruito, e qualcuno al nostro interno deve rendersi conto di questo.

Lei sembra molto lontano dal Bocchino di questi tempi.
Ribadisco: oggi siamo al minimo storico, al 3,3%, mentre a novembre dello sorso anno eravamo all’8,5. Questo è un fatto. Come è un fatto che vinciamo dove ci presentiamo all’opposizione del Pdl. È accaduto in Sicilia e in Sardegna. Lì abbiamo intercettato anche un voto di sinistra e abbiamo sfiorato il 9%.

Lei parla a nuora-Bocchino perché intenda suocera-Fini?
Il presidente deve fare un passo avanti: ben venga il suo tour per il Paese, previsto subito dopo Mirabello. Non solo…

Cosa?
Deve arrivare un messaggio più chiaro.

Ce lo dica…
Se la scelta del Terzo polo è strategica, deve essere ovunque e al primo turno.

Rispetto a un anno fa, cosa avete perso?
Siamo nel cuore della traversata del deserto.

Siete stanchi?
No, ma non dobbiamo perdere il senso e la direzione di marcia.

E qual è?
Costruire un’Italia diversa dal berlusconismo, altrimenti ci dissolviamo.

E poi?
Tornare alla forza, all’intuizione che ha avuto Fini nel creare un soggetto identitario attraverso argomenti chiave. Senza questi, anche lui cade nel gradimento.

Quali argomenti?
Legalità, difesa dei diritti civili, cittadinanza per i figli di immigrati, contro gli sprechi della politica. E anche il voto sull’Ici alla Chiesa mi lascia perplesso. Noi dobbiamo separare ciò che è di Cesare, da ciò che è di Dio.

Sarà contenta l’Udc…
Bè, in certe cose ci possiamo anche dividere.

Ancora?
Senta, noi dobbiamo ritrovare lo spirito di un anno fa, altrimenti è finita.

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GRANATA:” RIGENERIAMO IL CENTRO DESTRA: MANDIAMOLO ALL’OPPOSIZIONE”

sabato, 27 agosto 2011

 Io non credo che FLI non abbia un buon gruppo dirigente… e comunque si tratta di uomini e donne che per seguire Fini hanno resistito a mille lusinghe, proposte e pressioni e, in alcuni casi, subito vergognose gogne mediatiche che in alcuni casi hanno devastato la serenità di alcuni. Vedo invece molta ingenerosità nei giudizi diffusi , specialmente sul social network e molte esagerazioni moralistiche su fatti e frequentazioni che comunque attengono alla vita privata di ognuno di noi. In una logica politica può eventualmente preoccupare la eventuale frequentazione di Alfano non quella di Sabina Began. Costruire senza finanziamenti e sostegni di alcun tipo un partito serio e moderno, è impresa complessa e difficilissima che può diventare impossibile se non la smettiamo di agitare polemiche e chiacchere. A Mirabello riparta quindi un progetto arioso e innovativo per cambiare la politica in Italia e per mandare l’attuale centro destra a rigenerarsi. All’opposizione.

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