Articoli marcati con tag ‘granata’

Tra Sodoma e Camorra.

sabato, 17 settembre 2011

 

Ricatti e rifiuti,affari e prostituzione. Denaro e corruzione.

Tra Tarantini e Lavitola, Laboccetta e Cosentino, Mora e Fede ,papy-girls e responsabili, la compagnia di giro del centrodestra moderato (sic) italiano rappresenta un oltraggio alla dignità degli italiani.

Berlusconi e i suoi stanno distruggendo l’Italia e la sua immagine.

E’ incredibile constatare come le uniche voci coraggiose e di dissenso da questa cupio dissolvi della nazione all’interno del Pdl siano quelle,coraggiose, di Pisanu e Pecorella mentre i nostri’ ex camerati duri e puri’, a iniziare dai giovani di Atreju appaiono come delle pecorelle mansuete,allineate e coperte.

Per non parlare degli altri duri e puri della Lega,tutti zitti e in fila per due.

Per questo la destra repubblicana e legalitaria di Fli non può che lavorare per mandare all’opposizione dovunque il centrodestra decadente e corrotto che pretende di continuare a governare l’Italia e le sue Città. Costruendo politica,classi dirigenti e alleanze all’altezza del traguardo.

Per questo essere patrioti repubblicani significherà sempre più scombinare tutti i progetti di restaurazione di questo centro destra:con coraggio,caparbietà e

lungimiranza essere davvero futuristi. E dimostrare di avere colto il senso profondo e la ribellione radicale di quel dito puntato da Gianfranco Fini contro l’illegalità e l’ingiustizia sociale e politica.

Chi oggi condivide questa marcia e questa difficile costruzione conservi sempre la consapevolezza,o la acquisti,del progetto politico al quale ha coraggiosamente aderito:non la costruzione del partitino moderato alleato e utile al centrodestra ma inedito e futurista lievito dell’Italia profonda e dell’Italia migliore.

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IMMIGRATI. GRANATA: SI’ A IUS SOLI TEMPERATO, NO A PROPOSTA CGIL

venerdì, 9 settembre 2011
 

“E’ mille volte piu’ italiano un ragazzino nato in Italia da genitori stranieri che un uomo politico potente che attraverso la concussione e la corruzione ruba al proprio Paese. Lancio una provocazione intellettuale, ma non troppo: in alcuni casi bisognerebbe pensare alla revoca della cittadinanza”.
Lo ha detto Fabio Granata, deputato di Futuro e Liberta’, durante il dibattito ‘Italiani senza cittadinanza’ in corso a Mirabello alla festa nazionale di Fli.
Rispetto al referendum proposto dalla Cgil per una legge sulla cittadinanza ispirata al modello dello ‘ius soli’ (e’ italiano chi nasce in Italia), Granata ha commentato: “La proposta di Fli, che abbiamo lanciato con una proposta di legge di iniziativa popolare, sulla falsariga del ddl Sarubbi-Granata, prevede lo ius soli temperato: e’ italiano chi nasce da genitori residenti da almeno cinque anni in Italia o compie nel nostro paese un intero ciclo di studi. La proposta della CGIL e’ invece pericolosa, creerebbe un inaccettabile turismo di partoriente per la cittadinanza, rischiamo di assistere a viaggi di carrette del mare che portano donne incinte disperate, che sfidano la morte pur di dare ai propri figli un passaporto europeo”.

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Granata avverte Fini: “Senza coraggio siamo finiti”

martedì, 6 settembre 2011

 

intervista da:  Il Fatto Quotidiano del 6 settembre 2011

Uno dei fedelissimi del presidente della  Camera prende le distanze da Futuro e libertà. “Manca lo spirito fondativo di un anno fa – dice – . Il partito oggi è solo al 3%”. Però conferma: “Mai con il Pdl”

La verità è che siamo a metà strada. Siamo a metà di quel deserto che Fini ci ha chiesto di attraversare”, sospira Fabio Granata. E forse, qualcuno dei finiani di ferro, inizia ad avere il fiatone. Certo non lui, non il “falco” per antonomasia, acclamato dalla base di Fli per le sue posizioni “bianche” o “nere”, mai grigie. Meno apprezzato dai compagni di viaggio, per lo stesso motivo. Dal primo settembre è tornata la Festa Tricolore di Mirabello, dove l’anno scorso il presidente della Camera aveva definitivamente sancito lo strappo da Silvio Berlusconi. Entusiasmo, gioia, orgoglio, fiducia e speranza tra i suoi. A loro aveva chiesto di essere “granitici”. Passato un anno, la roccia si è sgretolata. E chi è rimasto continua a litigare, su tutto.

Onorevole, ora vi siete divisi anche sull’appoggio al referendum contro il Porcellum.
C’è una questione aperta sul metodo. Alcuni di noi pensano che il quesito possa non risolvere il problema. Però a maggioranza abbiamo deciso l’appoggio al comitato.

Qualche divisione c’è stata.
Senta, la nostra gente chiede due cose: di scegliere la forma di governo e di eleggere il proprio deputato. Basta con le deleghe in bianco alle liste dei partiti, anche se non ci conviene.

Altra questione: il Molise. Tra voi c’è chi vuole appoggiare il presidente uscente, Iorio, del Pdl.
Qui è vero, siamo divisi sul territorio: una metà è pronta a sostenere la giunta uscente, mentre l’altra è orientata su Frattura, uomo del centrosinistra (con passato in Forza Italia). Credo che Iorio abbia promesso qualche posto in lista.

La discussione non è solo a livello locale.
Bè sì, è un fatto d’immagine. Sta di fatto che gli ultimi sondaggi ci danno al 3,3 proprio perché non siamo stati in grado di coltivare quello slancio iniziale, nato dalla rottura con Berlusconi.

Quindi?
Non possiamo appoggiare Iorio, sia perché è il candidato del Pdl, sia perché inquisito.

Chi lo sostiene a livello nazionale?
C’è stata una spaccatura.

Bocchino chi appoggia?
Iorio.

Mentre chi è d’accordo con lei?
La Perina, Raisi, Croppi, Della Vedova e altri. La maggioranza.

In questo momento politico, cosa teme?
Siamo stati determinanti per la rottura del sistema berlusconiano e non vogliamo ritrovarci sotto le macerie proprio nel momento in cui sta crollando.

Come potete evitarlo?
Dobbiamo interpretare un ruolo vicino a una certa posizione culturale. Quindi legalitaria, repubblicana e costituzionale. Più una capacità di esprimere innovazione e coerenza aggrappati al filo rosso di quella frattura politica.

Al contrario, sono più frequenti le oscillazioni…
Lo so. E le dirò di più: il problema non è Berlusconi, ma il berlusconismo. Il problema sono La Russa e Bondi. Cosentino e Dell’Utri. Il problema è la questione morale.

Alfano è un interlocutore?
No! E come? È stato il ministro portatore di tutti gli interessi, di tutte le leggi ad personam, principale esecutore degli ordini di un certo berlusconismo. Con lui non possiamo parlare. Eppoi ha anche ricandidato Berlusconi. Tolto lui, sopravviverà quello che ha costruito, e qualcuno al nostro interno deve rendersi conto di questo.

Lei sembra molto lontano dal Bocchino di questi tempi.
Ribadisco: oggi siamo al minimo storico, al 3,3%, mentre a novembre dello sorso anno eravamo all’8,5. Questo è un fatto. Come è un fatto che vinciamo dove ci presentiamo all’opposizione del Pdl. È accaduto in Sicilia e in Sardegna. Lì abbiamo intercettato anche un voto di sinistra e abbiamo sfiorato il 9%.

Lei parla a nuora-Bocchino perché intenda suocera-Fini?
Il presidente deve fare un passo avanti: ben venga il suo tour per il Paese, previsto subito dopo Mirabello. Non solo…

Cosa?
Deve arrivare un messaggio più chiaro.

Ce lo dica…
Se la scelta del Terzo polo è strategica, deve essere ovunque e al primo turno.

Rispetto a un anno fa, cosa avete perso?
Siamo nel cuore della traversata del deserto.

Siete stanchi?
No, ma non dobbiamo perdere il senso e la direzione di marcia.

E qual è?
Costruire un’Italia diversa dal berlusconismo, altrimenti ci dissolviamo.

E poi?
Tornare alla forza, all’intuizione che ha avuto Fini nel creare un soggetto identitario attraverso argomenti chiave. Senza questi, anche lui cade nel gradimento.

Quali argomenti?
Legalità, difesa dei diritti civili, cittadinanza per i figli di immigrati, contro gli sprechi della politica. E anche il voto sull’Ici alla Chiesa mi lascia perplesso. Noi dobbiamo separare ciò che è di Cesare, da ciò che è di Dio.

Sarà contenta l’Udc…
Bè, in certe cose ci possiamo anche dividere.

Ancora?
Senta, noi dobbiamo ritrovare lo spirito di un anno fa, altrimenti è finita.

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GRANATA:” RIGENERIAMO IL CENTRO DESTRA: MANDIAMOLO ALL’OPPOSIZIONE”

sabato, 27 agosto 2011

 Io non credo che FLI non abbia un buon gruppo dirigente… e comunque si tratta di uomini e donne che per seguire Fini hanno resistito a mille lusinghe, proposte e pressioni e, in alcuni casi, subito vergognose gogne mediatiche che in alcuni casi hanno devastato la serenità di alcuni. Vedo invece molta ingenerosità nei giudizi diffusi , specialmente sul social network e molte esagerazioni moralistiche su fatti e frequentazioni che comunque attengono alla vita privata di ognuno di noi. In una logica politica può eventualmente preoccupare la eventuale frequentazione di Alfano non quella di Sabina Began. Costruire senza finanziamenti e sostegni di alcun tipo un partito serio e moderno, è impresa complessa e difficilissima che può diventare impossibile se non la smettiamo di agitare polemiche e chiacchere. A Mirabello riparta quindi un progetto arioso e innovativo per cambiare la politica in Italia e per mandare l’attuale centro destra a rigenerarsi. All’opposizione.

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Intervista di Fabio Granata a l’Espresso.repubblica.it

martedì, 12 luglio 2011

Granata: “Fini e Di Pietro, futuri alleati”

Fabio Granata

“Gianfranco e Tonino sarebbero perfetti per costruire insieme il nuovo partito della nazione e della legalità. Non staremo mai più con il Pdl. Urso e Ronchi? Due infiltrati, meno male che se ne sono andati”. Parla Fabio Granata, ‘falco’ di Futuro e libertà

 
Granata, Gianfranco Fini deve fare un altro partito?
Dio ce ne scampi e liberi, dobbiamo ancora fare questo. A parte le battute, la provocazione di Filippo Rossi è comprensibile, ma i nodi che si sono sciolti in questi giorni con l’allontanamento di Urso, Ronchi e Scalia, le uniche tre persone che realmente non credevano a questo progetto e tra l’altro solo per motivi di organigrammi, rende più chiaro lo scenario.

Non mi dica che va tutto bene.
Non va tutto bene. Le criticità sono tantissime. Bisogna recuperare lo spirito delle origini e avere il coraggio di definirci più sull’identità culturale e politica che sulle alleanze. Del resto trasformare un grande movimento di opinione che ha in Fini un punto di riferimento in un partito organizzato è un’operazione difficilissima e che richiede tempo. Soprattutto quando costruita su una identità che vuole superare le categorie del 900.

Cosa intende per “spirito delle origini”?
Lo spirito irriverente, innovativo, riformista di Bastia Umbra. Posso dirlo? Più riformista e innovativo che moderato. Non si può giocare questa partita sul fronte del moderatismo. Se il moderato in Italia è rappresentato da La Russa e Gasparri, allora è un termine che va profondamente rivisto.

Bisogna eliminare, come scrive il Futurista, “i feudi, i padroni, i signori delle tessere”?
E’ qualcosa che si dovrà fare, ma non credo abbia la dimensione e la gravità della denuncia di Rossi, che pure ha una funzione di stimolo. Ci sono situazioni locali che ci preoccupano, come la Liguria, ma da qui a parlare di “signori delle tessere” ce ne passa. Bisogna vigilare. A Rossi chiedo ironicamente, quale tipo di investimento sarebbe quello sulle tessere di un partito come Fli? Mi sembra una cosa paradossale. Ben vengano coloro i quali fanno le tessere, l’importante è che passino il nostro codice etico.
Un mea culpa?
Abbiamo perso molti consensi votando la riforma Gelmini. In quella fase avevamo un grande consenso soprattutto tra i giovani, che non hanno apprezzato. E poi c’è stata sicuramente qualche contraddizione interna. Ronchi e Urso sono stati per mesi nel partito solo per logorarlo dall’interno, quasi avessero il mandato da Berlusconi per farlo.

Avevano o no questo mandato?
A mio avviso ce lo avevano, anche perché se ne sono andati senza portarsi dietro neppure un consigliere di quartiere. Si doveva dare l’idea, attraverso il depauperamento del numero dei parlamentari, dell’affievolirsi del progetto.

Urso e Ronchi infiltrati di Berlusconi.
Sono persone che rappresentano malamente se stessi. Persone che hanno avuto un ruolo soltanto perché concesso da Fini. La nostra opinione pubblica è disgustata da quanto hanno fatto, e c’è un generale e diffuso festeggiamento in tutti i circoli di Fli perché se ne sono andati.

Come vede il futuro del partito?
Il terreno del conflitto si è spostato dal Parlamento alla società. Sel, per esempio, è al 9% senza avere gruppi parlamentari. Noi stiamo lanciando due leggi di iniziativa popolare, con raccolta di firme, sull’abolizione delle province e sulla cittadinanza per ragazzi nati in Italia da genitori non italiani regolarmente residenti. Io sono fiducioso: il progetto di una destra legalitaria, attenta ai diritti civili e degli immigrati e che ha consentito di far crollare il moloch berlusconiano, ripagherà in maniera adeguata quando ci saranno le elezioni politiche.

Eppure i sondaggi non prevedono da tempo risultati a due cifre…
All’inizio c’era una grande suggestione legata all’atto di rivolta di Fini contro l’illegalità diffusa e contro l’appiattimento sulla Lega, i grandi temi all’ordine del giorno e su cui il Pdl è morto. Ma la possibilità di costruire il progetto di Futuro e Libertà è legato fortemente a quella di avere Fini in campo a mani libere, non più da presidente della Camera ma da leader politico.

Gli elettori sembrano non capire se stiate al centro, con Casini e Rutelli, o a destra.
Il terzo polo per noi non è un’operazione neo-centrista o democristiana. Si tratta di rompere questo bipolarismo ipocrita e rifare il partito della Nazione. Al suo interno noi giochiamo il ruolo della destra, così come Casini rappresenta il centro e Rutelli l’ala riformista.

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FLI SICILIA, GRANATA: ”La defezione di Scalia dispiace umanamente ma politicamente è ininfluente e contribuisce anzi a far chiarezza”

lunedì, 11 luglio 2011

 

 

 FLI deciderà domani a Roma in un vertice tra Bocchino, Briguglio e Granata con i parlamentari nazionali e regionali e i massimi dirigenti l’assetto commissariale per governare il partito e preparare il Congresso Regionale che si terra’ entro l’anno.

“Umanamente sono dispiaciuto della defezione di Pippo Scalia dal nostro progetto- commenta l’on.Fabio Granata- :evidentemente le marce nel deserto non gli si addicevano e le sirene del berlusconismo hanno prevalso. Ma il nostro progetto politico di costruzione di una Destra legalitaria,repubblicana, costituzionale ed europea al fianco di Gianfranco Fini va avanti, forte degli ultimi risultati siciliani e della ininfluenza politica sostanziale dell’abbandono di Scalia”.

“Infatti dai deputati regionali a quelli nazionali,dai consiglieri comunali e provinciali ai responsabili dei Circoli nessuno lo ha seguito e tutti hanno confermato fedeltà a Fini e a Fli.Si può dire anzi che e’stata fatta chiarezza”.

“Da domani- concluide Granata- con gli alleati del Terzo Polo potremo costruire la definitiva sconfitta del berlusconismo partendo proprio dalla Sicilia”.

 

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CITTADINANZA: GRANATA, PETIZIONE FLI PER LA VERA GENERAZIONE ITALIA

giovedì, 7 luglio 2011
 

 Il coordinatore nazionale delle iniziative esterne di FLI, Fabio Granata, annuncia la decisione di lanciare, parallelamente alla proposta di legge di iniziativa popolare sull’abolizione delle province, quella sulla cittadinanza ai giovani immigrati di seconda generazione, attraverso l’applicazione dello ius soli temperato.
In linea con le battaglie di questi anni, FLI chiedera’ agli italiani il sostegno alla proposta di riconoscimento di cittadinanza ai giovani nati in Italia da genitori immigrati regolarmente residenti nel nostro paese. E’ un segno di civilta’ e di riconoscimento di piena partecipazione alla vita della nazione per tanti giovani italiani per nascita e per cultura: la vera generazione Italia.

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PROTESTA WEB, ANCHE FABIO GRANATA ADERISCE ALLA “NOTTE DELLA RETE”

martedì, 5 luglio 2011

 

A 24 ore dall’approvazione della delibera definita “ammazza-Internet” dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento.
Il 6 luglio l’Autorita’ per le Comunicazioni si appresta a votare una delibera con cui si arroghera’ il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Su internet oltre 130.000 cittadini hanno espresso il loro dissenso via email all’Agcom e cresce di ora in ora il passaparola su Facebook, una mobilitazione on-line e off-line che ha gia’ dimostrato con il referendum quanto possa risultare incisiva.
Ma la protesta continua anche fuori dal web: “La notte della rete”, il 5 luglio alla Domus Talenti a Roma (via delle Quattro Fontane 113), e’ una no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web – tra cui l’associazione radicale Agora’ Digitale – politici, giornalisti, cantanti, esperti: tutti contro il bavaglio alla rete.
L’evento sara’ rigorosamente in diretta streaming sul Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali, accompagnato dai tweet e dai messaggi indirizzati all’Agcom. Fra i presenti gia’ confermati: Olivero Beha, Rita Bernardini, Emma Bonino, Roberto Cassinelli, Pippo Civati, Nicola D’Angelo, Juan Carlos de Martin, Tana de Zulueta, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Giovanbattista Frontera, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Beppe Giulietti, Fabio Granata, Margherita Hack, Carlo Infante, Giulia Innocenzi, Ignazio Marino, Gianfranco Mascia, Gennaro Migliore, Roberto Natale, Luca Nicotra, Leoluca Orlando, Flavia Perina, Marco Perduca, Marco Pierani, il Piotta, Donatella Poretti, Enzo Raisi, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Antonio Tabucchi, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vincenzo Vita, Vittorio Zambardino.

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Terzo Polo e Partito della Nazione: aprire il dialogo con Idv.

venerdì, 24 giugno 2011

 

Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro, con sfumature diverse, hanno rappresentato e rappresentano due leader in grado di costruire, insieme a altre culture politiche cattoliche e riformiste ,un area nazionale, legalitaria e costituzionale in grado di mettere definitivamente in crisi il bipolarismo grigio e fallimentare nel quale moltissimi italiani,specialmente giovani e non garantiti, non possono più identificarsi.

Per questo, dopo la straordinaria affermazione nei referendum, dei quali solo Di Pietro può realmente intestarsi politicamente la vittoria e dopo il suo recente e contestatissimo intervento in Parlamento,penso sia naturale che tutta l’area dell’opposizione al declinante e malconcio asse Pdl Lega, che non si riconoscenell’egemonia culturale e politica della sinistra italiana, debba, con lungimiranza e generosità, aprire una nuova fase e verificare la possibilita’ di un Polo che sia sempre meno “dicentro”e sempre piu’ innovativo,legalitario e patriottico.

Serve uno sforzo e una capacita’di sparigliare le carte: ma la costruzione di una alleanza ,e in prospettiva di un Partito della Nazione, che parli di legalità,dignità nazionale e giustizia sociale può rappresentare la vera novità del panorama politico italiano.

Per dare voce e rappresentanza a quel patriottismo repubblicano che vuole andare oltre Berlusconi ma anche oltre il conservatorismo retorico della sinistra.

Può essere l’inizio di una nuova storia…

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REFERENDUM, Granata (FLI):” Smascherato il depistaggio del Governo. Si esprimano i cittadini”

lunedì, 6 giugno 2011

 

Il depistaggio del Governo  sul nucleare e sulla inutilità del referendum , viene clamorosamente smascherato dalle motivazioni addotte dalla Corte di Cassazione per spiegare la conferma della consultazione referendaria. Chi  parlava  di programma nucleare già annullato viene clamorosamente smentito da autorevoli posizioni,sia pure personali, come quella del Presidente della Corte Costituzionale”.

Lo ha detto l’on.Fabio Granata, V.Presidente della Commissiona Nazionale Antimafia ed esponente di FLI.

“La parola adesso passa ai cittadini, i quali potranno esprimersi ascoltando  le posizioni di tutti i sostenitori del nucleare che negli ultimi tempi sembrano diventati eterei”.

“Se finanche il Presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare ancora in carica, il prof. Veronesi,- conclude Granata- preferisce glissare sul tema referendario posto, allora è chiaro quale sia la strategia dei nuclearisti, sperare, cioè, nella scarsa attenzione dell’elettorato e nella comunicazione finora carente che doveva essere assicurata al referendum”.

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