Articoli marcati con tag ‘immigrazione’

Granata al Riformista. Cittadinanza immigrati:” Pdl bloccato dai tatticismi”

giovedì, 24 novembre 2011

 Fli non molla sulla cittadinanza ai bambini figli di immigrati e, dopo il nuovo intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano a sollecitare nuove regole in materia, rilancia in Parlamento la vecchia proposta SarubbiGranata.

Onorevole Fabio Granata, come rilanciate la vostra proposta?

In realtà, già in occasione del primo intervento del Quirinale, avevamo consegnato una nota a Giorgio Napolitano in proposito. E il Capo dello Stato ora ha detto una parola definitiva e condivisa dalla maggioranza del Paese, glielo assicuro, su una questione di civiltà come questa. Ora riproponiamo il testo che ho firmato insieme con il collega del Pd, Andrea Sarubbi, ma solamente nella parte che riguarda i bambini nati in Italia. Che, sia chiaro, devono essere figli di immigrati regolari che vivono qui da almeno cinque anni. Insomma, chi parla di Lampedusa come una sala parto, sta facendo solamente demagogia. Proponiamo uno “ius soli” temperato che renda giustizia a quei giovani che rappresentano una risorsa per far uscire il Paese dal declino demografico e anagrafico. Tutti ragazzi che conoscono non soltanto la nostra lingua, ma anche la nostra storia. Alle volte meglio pure di taluni parlamentari.

Parole che suonano come una bestemmia alle orecchie del Carroccio.

Non mi meraviglia la Lega. Ma chi mi sorprende è il Pdl. Come fa a dimenticare le componenti socialiste, cattoliche e pure quelle della destra che al valore della cittadinanza ha sempre dato un senso e che ora sembra precipitata in un`ottica becera? Spero riflettano.

Eppure anche loro sostengono che sarebbe quasi un vulnus alla Costituzione.

Appunto. Chi ora grida contro questa proposta, affermando che va oltre le prerogative imposte al Governo dalla crisi, sono le stesse persone che gridavano contro il commissariamento del Parlamento.

Eppure, mai come in questo caso il Parlamento sarebbe sovrano e libero di decidere su una misura che inciderebbe oltre che sul piano sociale, anche su quello economico.

Ma perché allora il Pdl è così ostile?

È una rigidità che deriva dal fatto che la questione della cittadinanza agli immigrati è diventata la bandiera finiana. Così, il Pdl ha eretto le barricate per non partecipare a questa partita politica. Una valutazione ancora più miope se abbinata all`argomentazione secondo cui la cittadinanza non attiene all`economia. Quando ne è precondizione politica, come le misure anti-corruzione lo sono sul versante della legalità.

Mi spieghi, meglio.

Nel primo caso, parliamo di un milione di ragazzi appartenente a un segmento che partecipa all`11% del Pil nazionale. Nel secondo caso, mi riferisco a 60 miliardi di euro che ogni anno la corruzione sottrae alle casse dello Stato. Come vede, è la politica che deve dettare le ricette del risanamento, non solamente gli automatismi del mercato.

E la questione italiane si legge in controluce proprio attraverso queste cifre.

Ma crede davvero che il Parlamento possa affrontare la discussione? Le condizioni ci sono. Anche prima c`era una maggioranza possibile sul punto, ma il Pdl temeva la rottura con la Lega e la conseguente crisi di Governo. Ora che questa fase è superata, mi auguro che il Pdl si ricordi che sulla questione della cittadinanza ai bambini, non è schierato solamente il Capo dello Stato, ma pure la Chiesa e gli industriali.

E spero che su questa convergenza tra laici e cattolici, non vincano i tatticismi di quelli come Ignazio La Russa.

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GRANATA (Pdl):”Su Cittadinanza e integrazione serve approfondimento e clima politico adatto”

venerdì, 8 gennaio 2010

“La nuova normativa sulla Cittadinanza non puo’ più risentire del clima pre-elettorale, nè ‘avvitarsi attorno ai gravi fatti di Rosarno.”

Lo ha detto Fabio Granata, V. Presidente della Commissione Nazionale Antimafia che ha aggiunto: ” Proponiamo fin dall’avvio del proficuo dibattito di dicembre,un  ritorno in Commissione della norma, al fine di trovare  soluzioni condivise dal Parlamento e restiamo oggi del medesimo parere per evitare strumentalizzazioni e semplificazioni,  consapevoli che solo nuove politiche di integrazione e contemporaneamente di rigore e legalità, contro i trafficanti di esseri umani,potranno evitare il riproporsi dei fatti gravissimi di questi giorni”.

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Fabio Granata a Exit

venerdì, 11 dicembre 2009
Immagine anteprima YouTube

Pubblichiamo un estratto della trasmissione Exit del 9 dicembre scorso alla quale ha partecipato Fabio Granata.

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Cittadinanza: grande rivoluzione culturale

domenica, 29 novembre 2009

granata_convegno

Oggi l’On. Fabio Granata ha partecipato al convegno “i siciliani d’Africa” che si è tenuto al Castello di Donnafugata a Ragusa, organizzato dal Cinema Nuovo Italiano, dal Comune di Ragusa e dall’ Assessorato Regionale al Lavoro.

Nel corso del suo intervento, che ha chiuso i lavori, alla presenza di prestigiosi studiosi provenienti da tutta l’area del Mediterraneo, Granata ha illustrato le ragioni culturali e storiche che stanno alla base della sua proposta di legge in materia di cittadinanza, oggi al centro del dibattito politico nazionale.

Commentando la presentazione del rapporto “Migrantes” della Caritas, Granata ha ribadito l’urgenza, dimostrata in maniera inequivocabile dai dati, di affrontare la questione ed accellerare sulla diminuzione dei tempi necessari per la concessione della cittadinanza agli immigrati pienamente inseriti nella vita sociale e produttiva del nostro Paese.

“Il tema vero – ha detto Granata – non è la quantificazione dei tempi per ottenere la cittadinanza, che può essere oggetto di confronto, ma una grande rivoluzione culturale che, una volta acquisita l’adesione alla nostra identità nazionale degli stranieri, dia il senso pieno di un mondo che è oggi profondamente cambiato. Il tipico esempio di tale nuova frontiera è dato dai minori nati in Italia da genitori stranieri, che oggi si sentono pienamente italiani e che debbono attendere la maggiore età per ottenere il riconoscimento giuridico di un’identità che è invece già profondamente radicata in loro.”

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Bene Fini, la sua idea espressione della migliore tradizione italiana

domenica, 22 novembre 2009

Immigrati, Granata (Pdl): “Bene Fini, la sua idea espressione della migliore tradizione italiana”

Sulle recenti dichiarazioni che hanno scatenato polemiche all’indirizzo del Presidente della Camera on.Gianfranco Fini da parte della Lega e dello stesso Ministro Matteoli e’ intervenuto l’on.le Fabio Granata: “L’idea di Cittadinanza espressa dal Presidente Fini è espressione della migliore tradizione culturale italiana, – ha detto Granata.

Una identita’dinamica e plurale che ha reso possibile il Rinascimento e il Made in Italy.Altri- ha aggiunto Granata- l’hanno intesa come totale abbandono e, a volte, la totale ignoranza, di questa nobile tradizione, rimossa in nome di un moderatismo privo di visione strategica e futuro,o di una moderna forma di tribalismo”.

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Islam: ministro Maroni si convinca che cittadinanza e integrazione rafforzano convivenza e sicurezza

lunedì, 19 ottobre 2009

Islam, Granata(PDL):”Il Ministro Maroni si convinca che cittadinanza ed integrazione rafforzano la convivenza e la sicurezza”.

In ordine a quanto affermato dal Ministro dell’Interno Maroni stamane a Mattino 5, interviene il V.Presidente della Commissione Nazionale Antimafia on.leFabio Granata (PDL):

“Le parole del Ministro Maroni “’Se fosse vigente la normativa che abbassa a 5 anni il periodo per ottenere la cittadinanza italiana, il libico che ha fatto esplodere la bomba alla caserma di Milano sarebbe un cittadino italiano’, portano a fare delle considerazioni.
“Maroni usa una argomentazione strumentale e illogica- dice l’on.le Granata-, non all’altezza della sua intelligenza e serieta’. Si potrebbe facilmente obiettare che con la legge attuale,ad esempio,  l’omicida El Ketawi Dafani,l’uccisore della figlia Sanaa, sarebbe stato cittadino italiano, mentre la figlia vittima dell’omicidio no. Non possono essere certamente gli esempi le discriminanti per sostanziare le leggi. Cittadinanza e integrazione sono invece potenti fattori di sicurezza e convivenza civile. La riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano e il passaggio dallo “ius sanguinis” allo “ius soli” per i figli di genitori residenti in Italia da 5 anni, è il riconoscimento dei valori della nostra Repubblica. Un modo – aggiunge Granata- per rafforzare la convivenza trasformando  al contrario l’immigrazione, l’integrazione come chances per una società diversa, davvero equa”.

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Battute da caserma coprono assenza di dibattito nel Pdl

domenica, 27 settembre 2009

Granata a La Russa: ”Le battute da caserma nel dibattito politico sul diritto di cittadinanza agli immigrati copre l’assenza di dibattito interno al PDL sulle scelte parlamentari e sulla priorità da dare ai disegni di legge. Si Abbia il coraggio di andare in aula al più presto per votare il ddl sulla citadinanza”

Non accenna a placarsi la polemica di un gran numero di parlamentari nei confronti del Ministro La Russa,reo di aver definito dispregiativamente peones i deputati firmatari del ddl sulla cittadinanza agli immigrati,con in testaFabio Granata del PDL.
Ed è proprio Granata a sintetizzare il pensiero dei parlamentari del PDL che hanno,in gran numero,sottoscritto la bozza di legge sulla riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza per gli immigrati:” Alcuni tra i vertici del PDL nazionale,a partire proprio da La Russa,parlano di concertazione interna al partito solo quando serve a bloccare le iniziative a loro sgradite o d’impaccio all’egemonia politica della Lega. Peccato che la stessa esigenza non venga avvertita quando si chiede ai parlamentari del PDL di votare le leggi di riforma sulla giustizia,a prescindere dalla condivisione delle stesse,ovvero,quando si parla di scudo fiscale e sull’argomento non si avverte la necessità di riunire né i gruppi parlamentari,né il partito,ma addirittura di non informare preventivamente neanche la delegazione in Comissione Parlamentare antimafia,nonostante il dibattito politico nazionale sul’argomento si sposti in questa direzione.”

Ancora più caustico Granata sulle critiche a priori della proposta di legge da parte di La Russa:” E’ strano-prosegue il parlamentare siciliano-come uno di coordinatori nazionali del partito,senza ascoltare la base,o consultare gli altri parlamentari,liquidi con un’alzata di spalle un disegno di legge che non solo fa avanzare il grado di civiltà del paese,ma che lo allinea alle moderne democrazie europee su un tema cosi delicato quale quello dell’integrazione culturale e sociale,con importanti e positive ricadute anche sull’economia e sul mercato del lavoro,come sottolineato giustamente da Tremonti.

E’ addirittura offensivo l’atteggiamento nei confronti dei 50 parlamentari di tutti i partiti che hanno sottoscritto l’accordo,ignorando peraltro come ufficialmente forze politiche di maggioranza ed opposizione abbiamo dato il proprio assenso alla proposta,e soprattutto come la stessa sia stata apprezzata da ambienti vicini al Vaticano,nonché ufficialmente appoggiata dal mondo del’associazionismo e per ultimo,in ordine temporale,espressamente auspicata dalla Comunità di Sant’Egidio,per bocca del suo fondatore,Riccardi”
La chiusura di Granata è un’autentica sfida lanciata agli scettici della maggioranza:” La democrazia consente una verifica senza appello sulla bontà di ogni proposta di legge ed è quella del voto d’aula. Si abbia dunque il coraggio,accedo l’invito del presidente Fini,uno degli ispiratori più illuminati di questa iniziativa,di calendarizzare subito il ddl e lo si sottoponga al dibattito ed al voto parlamentare. Solo allora sapremo se la coerenza e la modernità avrà la meglio su una visione antica e satrapica della politica e del ruolo dei parlamentari.”

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