Fli non molla sulla cittadinanza ai bambini figli di immigrati e, dopo il nuovo intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano a sollecitare nuove regole in materia, rilancia in Parlamento la vecchia proposta SarubbiGranata.
Onorevole Fabio Granata, come rilanciate la vostra proposta?
In realtà, già in occasione del primo intervento del Quirinale, avevamo consegnato una nota a Giorgio Napolitano in proposito. E il Capo dello Stato ora ha detto una parola definitiva e condivisa dalla maggioranza del Paese, glielo assicuro, su una questione di civiltà come questa. Ora riproponiamo il testo che ho firmato insieme con il collega del Pd, Andrea Sarubbi, ma solamente nella parte che riguarda i bambini nati in Italia. Che, sia chiaro, devono essere figli di immigrati regolari che vivono qui da almeno cinque anni. Insomma, chi parla di Lampedusa come una sala parto, sta facendo solamente demagogia. Proponiamo uno “ius soli” temperato che renda giustizia a quei giovani che rappresentano una risorsa per far uscire il Paese dal declino demografico e anagrafico. Tutti ragazzi che conoscono non soltanto la nostra lingua, ma anche la nostra storia. Alle volte meglio pure di taluni parlamentari.
Parole che suonano come una bestemmia alle orecchie del Carroccio.
Non mi meraviglia la Lega. Ma chi mi sorprende è il Pdl. Come fa a dimenticare le componenti socialiste, cattoliche e pure quelle della destra che al valore della cittadinanza ha sempre dato un senso e che ora sembra precipitata in un`ottica becera? Spero riflettano.
Eppure anche loro sostengono che sarebbe quasi un vulnus alla Costituzione.
Appunto. Chi ora grida contro questa proposta, affermando che va oltre le prerogative imposte al Governo dalla crisi, sono le stesse persone che gridavano contro il commissariamento del Parlamento.
Eppure, mai come in questo caso il Parlamento sarebbe sovrano e libero di decidere su una misura che inciderebbe oltre che sul piano sociale, anche su quello economico.
Ma perché allora il Pdl è così ostile?
È una rigidità che deriva dal fatto che la questione della cittadinanza agli immigrati è diventata la bandiera finiana. Così, il Pdl ha eretto le barricate per non partecipare a questa partita politica. Una valutazione ancora più miope se abbinata all`argomentazione secondo cui la cittadinanza non attiene all`economia. Quando ne è precondizione politica, come le misure anti-corruzione lo sono sul versante della legalità.
Mi spieghi, meglio.
Nel primo caso, parliamo di un milione di ragazzi appartenente a un segmento che partecipa all`11% del Pil nazionale. Nel secondo caso, mi riferisco a 60 miliardi di euro che ogni anno la corruzione sottrae alle casse dello Stato. Come vede, è la politica che deve dettare le ricette del risanamento, non solamente gli automatismi del mercato.
E la questione italiane si legge in controluce proprio attraverso queste cifre.
Ma crede davvero che il Parlamento possa affrontare la discussione? Le condizioni ci sono. Anche prima c`era una maggioranza possibile sul punto, ma il Pdl temeva la rottura con la Lega e la conseguente crisi di Governo. Ora che questa fase è superata, mi auguro che il Pdl si ricordi che sulla questione della cittadinanza ai bambini, non è schierato solamente il Capo dello Stato, ma pure la Chiesa e gli industriali.
E spero che su questa convergenza tra laici e cattolici, non vincano i tatticismi di quelli come Ignazio La Russa.

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