Articoli marcati con tag ‘intervista’

Gli attacchi ai pm un segnale ai mafiosi

giovedì, 12 maggio 2011

Vi proponiamo l’intervista rilasciata da Fabio Granata a “Il Riformista”.

«Le accuse a Pisapia? Ridicole. Ma attenzione: attaccando i pm di Milano e Napoli, i berlusconiani stanno lanciando messaggi pericolosi a chi controlla pacchetti di voti», dice il vicepresidente dell’Antimafia. «Dopo il voto, dialogo con la Lega».

Fabio Granata mette insieme «le accuse di Berlusconi e dei berlusconiani ai magistrati napoletani, alla procura di Palermo, a Ilda Boccassini». Il finiano vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dal Riformista, sostiene che «si tratta di una strategia mirata. Un chiaro segnale ai mafiosi, a quegli ambienti oscuri che controllano pacchetti consistenti di voti sul territorio».

Granata, il tema centrale delle ultime ore sono le accuse rivolte dalla Moratti a Pisapia.
Una cosa ridicola, semplicemente ridicola. Parlando di queste accuse inesistenti si rischia di mascherare lo stato di illegalità diffusa che sta caratterizzando la campagna elettorale del Pdl su gran parte del territorio nazionale.

In che senso, scusi?
Ma vi rendete conto che, stranamente, Berlusconi e i suoi stanno prendendo di mira tutti i magistrati impegnati nella lotta alle più importanti organizzazioni criminali che agiscono in questo Paese? L’attacco ai pubblici ministeri di Milano, culminati negli insulti a Ilda Boccassini. E poi le polemiche contro la procura di Palermo. Infine, le accuse che il presidente del Consiglio ha rivolto alla procura di Napoli, che è in prima fila nella sfida alla camorra.

Sta dicendo che…
Sto dicendo che non si tratta di battute estemporanee. Questa è una strategia mirata, fatta di messaggi molto pericolosi. Vogliono dire ai classici «ambienti oscuri», a quella zona grigia che sta tra i clan e la politica, che le mafie possono tranquillamente votare per loro.

Sta per caso dicendo che Berlusconi e i suoi stanno facendo campagna elettorale usando messaggi cripto-mafiosi?

Al di là delle etichette, in alcuni settori del Pdl si sta realizzando una nitida connessione con ambienti criminali. Con quegli stessi ambienti che, sul territorio, controllano pacchetti di voti non indifferenti.

Accuse tutt’altro che lievi, le sue. Significa che il Terzo Polo, di cui lei fa parte, farà di tutto pur di non agevolare i candidati di questo centrodestra al ballottaggio?

Sulle strategie future decideremo tutti insieme.

Però si può dire che, a Milano…
Milano è la partita principale. Lo ha fatto capire anche Berlusconi, che dal capoluogo lombardo ha fatto partire l’ennesimo referendum su se stesso. Noi lì sosteniamo la corsa di un candidato eccellente, Manfredi Palmeri.

Lasciando perdere i suoi compagni di strada, viene difficile immaginare il “cittadino” Granata che al secondo turno vota per la Moratti.

Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti.

E a Napoli? Il candidato del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, non ha chances di arrivare al secondo turno.
L’obiettivo principale è impedire che il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, diventi sindaco di Napoli. Se arrivasse al ballottaggio, noi avremmo delle buone alternative. A cominciare dal prefetto Morcone, che è in campo per il Pd. Quanto all’uomo dell’Italia dei valori, Luigi de Magistris, ha delle posizioni a volte “estreme”, diverse dalle nostre. Ma è senz’altro una persona perbene. Però, oltre alle sfide nelle città principali, invito tutti a prestare attenzione a quello che succederà a Latina e a Olbia. Sul primo fronte, dove noi siamo impegnati con la lista di Pennacchi, la curiosità è vedere se esiste ancora un elettorato moderato e di centrodestra libero da eventuali “condizionamenti”. A Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria.

Se il Cavaliere uscisse “ammaccato” dal voto, avrebbe ben altri problemi rispetto alla cittadinanza onoraria di Olbia. Non trova?

Sicuramente succederebbe qualcosa. Anche in Parlamento.

D’Alema, intervistato dal Piccolo di Trieste, è tornato a parlare della Santa Alleanza di tutti – Fini compreso – contro Berlusconi.
Ho visto. Però questo è un tema che affronteremo quando le prossime elezioni politiche avranno una data certa. Intanto va registrato che le opposizioni, in Parlamento, affrontano già moltissime battaglie insieme. E non è una cosa da poco.

Se Moratti perde Milano, tenterete di riagganciare la Lega?

Tolti quelli che puntano solo alla distruzione dell’avversario, in politica bisogna discutere con tutti. E quello con la Lega può diventare un dialogo molto importante. Il Carroccio, tra l’altro, esprime il miglior esponente di questo governo. Anzi, tolto il clamoroso errore che ha fatto a Napoli l’altro giorno, quando s’è presentato in città per sostenere il candidato di Cosentino, credo che Roberto Maroni sia il miglior ministro dell’Interno degli ultimi anni.

Scarica l’intervista in formato pdf

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In piazza con il Tricolore, per una legalità Repubblicana

lunedì, 14 marzo 2011

“Sì, vado in piazza, la manifestazione l’abbiamo organizzata anche noi. Ci saranno anche Flavia Perina, Angela Napoli, Filippo Rossi”. Fabio Granata, oggi sfilerà a difesa della Costituzione con bel po’ di popolo della sinistra. Ogni sigla, il marchio dell’antiberlusconismo doc: Articolo 21, Libertà e Giustizia, Tavolo della pace, Emergency, e pure l’Anpi.

Granata, nessun imbarazzo per uno di destra?
Assolutamente no. E lo dico da uomo di destra. La Costituzione rappresenta il tessuto connettivo della nazione, un patrimonio immateriale simboleggiato dalla bandiera, un insieme di valori che sono la precondizione della politica e dello stare assieme. È giusto che questi valori siano condivisi.

Da destra e sinistra.
Sì. Guardi, a qualcuno fa comodo strumentalizzare la manifestazione per parlare di santa alleanza. Allora sgombriamo il campo: quell’ipotesi non è attuale, visto che la situazione è cambiata. Noi vogliamo costruire la destra repubblicana, costituzionale, legalitaria ed europea che non si riconosce più nel berlusconismo.

Sarà tramontata la santa alleanza, ma se la Costituzione va difesa qualcuno la offende.
La offende chi alimenta lo scontro istituzionale, chi attacca la magistratura, chi non riconosce l’unità nazionale, i suoi simboli, la sua festa, chi asseconda questi segnali inquietanti di disfacimento.

Cioè Berlusconi e la Lega. E la giustizia?
Appunto, la manovra è chiara: è diventata una priorità per coprire gli scandali e il processo di Milano. E per non far discutere il paese delle vere priorità, dallo sfascio della scuola a quello della cultura. Diciamo che della riforma non se ne sentiva il bisogno.

Questo è già un voto contrario.
Discuteremo, ma emerge una volontà punitiva su alcuni punti, dall’obbligatorietà dell’azione penale alla riforma della polizia giudiziaria. Si tratta di norme che non possono non vederci contrari. E poi Berlusconi lo ha detto chiaramente che vuole i pm col cappello in mano di fronte ai giudici. Questo per uno di destra è inaccettabile. Domando, a chi si professa di destra: Paolo Borsellino doveva bussare col cappello in mano, essere sottomesso? Per non parlare, sempre a proposito di destra, delle frasi su tangentopoli.

Parliamone.
Cosa ne pensano Ignazio La Russa e i leghisti della difesa dei ladri? Lo so anche io che quel processo storico ebbe eccessi. Ma ci fu una questione morale gigantesca, che non si può rimuovere ora all’insegna del qualunquismo, dell’impunità, della vergognosa operazione Montecarlo che mira a far passare il messaggio «tutti sono uguali e tutti rubano alla stessa maniera», come cantava De Gregori.

Mi pare che non si è dimesso da falco.
No, non mi sono dimesso. E non perché io sia un Pierino fondamentalista. Ma perché anche se siamo in una fase diversa rispetto a qualche tempo fa, io non rinnego quello che abbiamo fatto. Senza radici non c’è futuro e le nostre radici sono lo scontro nel Pdl sulla legalità, quando Fini con un gesto ha messo in discussione una vita politica. Quello spirito resta: noi siamo nati nel conflitto col berlusconismo.

E sui valori siete più vicini alla sinistra.
Sui temi di fondo di difesa delle regole c’è più assonanza col centrosinistra, anche se siamo alternativi. Tuttavia è evidente che c’è un rispetto reciproco, che non viene contemplato da chi considera la politica l’abbattimento del nemico di turno.

Mai alleanze a sinistra?
Noi siamo impegnati a costruire la destra. Al momento del voto vedremo con questa legge elettorale che fare.

Le colombe Urso e Ronchi oggi fanno una corrente.
Dico due cose, senza polemiche. Primo: il pluralismo è una ricchezza, ed è un bene discutere. Secondo: fino a Milano tutti questi distinguo non ci sono stati né sulla sfiducia né sulla prospettiva. E aggiungo: al congresso non si è manifestato un solo dissenso. Mi auguro che non prevalga l’insoddisfazione da organigramma.

Dica la verità, sta costruendo la sinistra del terzo polo…
Non scherziamo. Sono d’accordo con Adornato ad andare oltre il Novecento. Scriva piuttosto che nel terzo polo sto benissimo, con i nuovi compagni di viaggio si parla meglio che con alcuni dei nostri.

Intervista pubblica su Il Fatto Quotidiano sabato 12 marzo.

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Granata serra le file “Alcuni se ne vanno il progetto resta. I Responsabili? Direi i Disponibili.”

venerdì, 18 febbraio 2011

Riportiamo il testo dell’intervista rilasciata da Fabio Granata a La Stampa e pubblicata oggi 18 febbraio 2011.

Alcuni se ne vanno, è vero. Ma il nostro progetto resta. E` fondato su un`idea forte di destra repubblicana e costituzionale, ha un leader riconosciuto e un radicamento nella società. Abbiamo migliaia di militanti impegnati sul territorio ed entro l`anno tutta la nostra classe dirigente sarà eletta dai nostri iscritti. Siamo il primo partito della Terza Repubblica. E’ questo l`importante, non i giochi di palazzo».

Eppure, onorevole Granata, Fli non ha più un gruppo al Senato. Minardi, Pontone, Rosso ieri hanno lasciato, andando a rafforzare la maggioranza berlusconiana. Si vocifera di altre possibili defezioni. State sottovalutando la mancanza di motivazione dei vostri parlamentari?
«Senta, noi non temiamo nulla. Stiamo facendo un partito, in una situazione nella quale il livello del conflitto dal Parlamento si è spostato alla società.
In Senato la maggioranza Berlusconi ce l`aveva già, e sta rafforzandosi alla Camera grazie al gruppo “dei disponibili”, come lo chiamo io, poiché usare l`aggettivo “responsabili” è francamente fuori luogo. Certo, speriamo che nessuno vada via, ma l`importante è la motivazione di chi resta».

Appunto. I guai sono cominciati al congresso. Con la contestazione della nomina di Italo Bocchino a vicepresidente. Un`intera notte di discussione e le prime crepe. Ma i guai erano cominciati già il giorno della fiducia al governo, quando Silvano Moffa ha deciso di votarla dopo aver sentito parlare il capogruppo…
«Siamo tutti dirigenti collaudati. E siamo in una fase nella quale, fatta l`assemblea costituente, avvieremo entro l`anno tutti i congressi sul territorio.
In questa fase, gli aggiustamenti sono naturali. Quello che è accaduto a Milano è semplice. Italo Bocchino è l`uomo che più coerentemente ha interpretato la fase costituente, con Generazione Futura…»

La interrompo: è per questo che Fini lo ha nominato? Non sarà proprio questo il problema, anche in Fli decide il capo, esattamente come nel Pdl? «Proprio no. Se si fosse votato, Italo avrebbe preso i`80 per cento dei voti.
Oltretutto ha 43 anni, e questo è un segnale importante. Qualcuno ritiene che il leader debba indicare e designare questo e quello per questo o quell`incarico.
E invece non è così. Per essere chiari, non è che chi stava al governo e ne è uscito in nome di un progetto politico abbia diritto a un “risarcimento”.
Chi entra o esce, entra o esce da un progetto politico. Non lascia o prende poltrone. E` un fatto di etica interna.
E` un valore condiviso, questo».

E allora, se lei dice che siete forti e compatti, quali sono le cause delle defezioni? Attriti personali, competizioni individuali?
Siamo un gruppo dirigente affiatato.
I rapporti personali sono forti, radicati in conoscenze e amicizie antichissime e che mai nulla ha incrinato. No, il dato davanti al quale siamo è politico.
E credo che abbia ragione Fini, che a Bastia Umbra non a caso aveva proposto una metafora di Antoine de Saint-Exupéry:di fronte alla nostalgia del mare, c`è chi si occupa di trovare il legno e gli uomini per la nave, e lo fa come se non si dovesse. mai partire. Meglio stare con quelli che pensano al mare, che con chi si occupa del legno e della nave».

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Appuntamenti

giovedì, 9 dicembre 2010

Questa sera, alle 21,10, sarò ospite di Annozero, la trasmissione di approfondimento di Rai2 condotta da Michele Santoro. Gli altri ospiti della puntata di oggi, dal titolo “L’amico terrone”, saranno: Roberto Castelli, Gianluigi Nuzzi, Daniela Santanchè, Santo Versace, Claudio Fava.

Seguitemi e lasciate qui i vostri commenti.

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Appuntamenti

martedì, 23 novembre 2010
Immagine anteprima YouTube

Questa sera alle 21,10 sarò ospite di Ballarò, la trasmissione di approfondimento di Rai 3 condotta da Giovanni Floris.

Gli altri ospiti della puntata saranno: la presidente del PD Rosy Bindi, il ministro per i rapporti con le regioni Raffaele Fitto, la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, il direttore di Libero Maurizio Belpietro, il direttore del Sole 24ore Gianni Riotta.

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Ci bombardano di offerte, ma non siamo in vendita

lunedì, 22 novembre 2010

Onorevole Granata, è vero che Fini ha adombrato una pacificazione con Berlusconi perché vi stavano spolpando il gruppo?

Nemmeno per sogno. Primo: Fini non ha adombrato niente. Secondo: il nostro gruppo, malgrado tutte le invettive che ci inseguono, resta compatto.

Leggi l’intera intervista rilasciata da Fabio Granata al Fatto Quotidiano il 20 novembre 2010.

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Avanti verso la verità sulle stragi

giovedì, 22 luglio 2010

Il Giornale lo ha attaccato senza troppi complimenti, accusandolo di usare e strumentalizzare le inchieste sulle stragi per combattere la sua battaglia politica dentro il Pdl e contro Forza Italia. Fabio Granata, il finiano più eclettico e meno ortodosso, l’uomo del presidente della Camera in commissione antimafia, risponde rilanciando: “Queste sono vere e proprie miserie. Chi le scrive non solo mente e prova ad infangarmi, ma si allontana dalla verità”.

Leggi l’intervista a Fabio Granata pubblicata su Il Fatto Quotidiano di oggi

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Il Senatur pensi a se stesso. Gianfranco non ha mai tradito

lunedì, 17 maggio 2010

Casini fa già parte della famiglia Ppe. Un suo coinvolgimento nella compagine di maggioranza e di governo non potrebbe che essere positivo.

Leggi tutta l’intervista pubblicata oggi, 17 maggio, da La Repubblica

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Il Pdl si intesti la lotta alla corruzione

lunedì, 3 maggio 2010

I giornali vicini alla maggioranza continuano a sparare cannonate contro la pattuglia dei finiani. Ieri il bersaglio è stato Italo Bocchino e gli appalti Rai alla società della moglie. Loro, i finiani, rispondono alzando ancora di più il tiro. Fabio Granata, sicuramente uno dei primi nella “lista nera”, manda un messaggio preciso…

Leggi l’intervista rilasciata da Fabio Granata a La Stampa di oggi 3 maggio 2010

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Granata: “Nessun ribaltone ma il ruolo di Fini mai in discussione”

venerdì, 16 aprile 2010

Granata: sessanta parlamentari pronti a venire con noi.
“La situazione è oggettivamente grave”. Il deputato finiano Fabio Granata non nasconde la gravità del momento nel Pdl. “Fini – spiega – ha parlato con franchezza a Berlusconi: il Pdl è un progetto comune, ma non è possibile delegarlo a un appiattimento sulla Lega. Si sono dati 48 ore per riflettere: la richiesta è chiara e non può essere elusa da parte del premier con una generica rassicurazione”

Leggi l’intera intervista rilasciata a La Stampa del 16 aprile 2010

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