Articoli marcati con tag ‘Italia’

OLTRE !

giovedì, 11 aprile 2013

I partiti spariranno: resteranno solo se diventeranno strumento di una grande amicizia.
La sintesi del percorso nato il 6 aprile a Roma, in fondo,  è tutta qui: provare a rimettere in movimento volontà di partecipazione politica e condivisione culturale, riallacciando il “filo” della speranza e delle idee alle nostre giovani origini di Bastia Umbra , oltre l’incubo degli ultimi mesi.

Oltre le analisi incapacitanti, le accuse reciproche, il torcicollo su vecchie suggestioni, i litigi sulle alleanze, le polemiche ridicole.
Oltre il disincanto e il disimpegno,per tornare alla Politica e al Modello Italiano.
Oltre passerelle e pennacchi, attraverso un nuovo metodo di partecipazione.
Oltre gerarchie fondate solo su presunzione e autoreferenzialita’.
Oltre schematismi obsoleti ma con una identità chiara,non apolide, definita,forte e affascinante.
Oltre” la lagna e lo schianto” per un nuovo Racconto.
Oltre sopratutto “l’attesa“, categoria impolitica per eccellenza.
Infine Oltre un Febbraio da cancellare:
passione e furore,impegno,conflitto,consapevolezza,partecipazione legalità,etica pubblica,diritti,cittadinanza,cultura,lavoro,innovazione.
Giustizia sociale e modernizzazione.Impresa e dignità del lavoro.
Su queste coordinate torneremo presto nell’agone pubblico,con le nostre Idee,le nostre donne,i nostri giovani.
I nostri uomini.
La nostra idea dell’Italia.
Un’Idea antica e modernissima che qualcuno,dall’alto del suo potere criminale,economico e mediatico ha creduto di cancellare.
Ma noi siamo qui,e siamo già Oltre: inizia un’altra partita.

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«L’Italia? Vedrete, sarà bellissima perché…»

giovedì, 22 marzo 2012

*Intervento alla convention di Futuro e libertà (Pietrasanta, 18 marzo 2012)

http://video.repubblica.it/politica/fli-musica-e-versi-per-il-comizio-show-del-duo-perina-granata/90727/89120

C’è in Italia un po’ di gente, gente giovane, e cominciano ormai a conoscersi e a contarsi… Che non si sente nata a far da fedelissima a nessuno… Che saggia, sonda, sposta la visuale… Che rasenta l’eresia e preferisce lo sbagliarsi al dondolarsi tra gli agevoli schemi… Che parla un linguaggio proprio e ha proprie e ben riconoscibili idee; che considera il presente unicamente in funzione del futuro, che ha buone gambe e una tremenda voglia di camminare.

C’è gente che dice: «L’Italia può essere bellissima».

C’è gente che è sicura: «Sarà bellissima».

Sarà bellissima perché Giovanardi non esiste ed eravamo su “Scherzi a parte”.

Sarà bellissima perché un ragazzo veneto con gli occhi a mandorla allo stadio mi griderà “terrone”.

Sarà bellissima perché “berlusconismo” sarà solo una voce su wikipedia.

Sarà bellissima perché i giudici antimafia a 70 anni non saranno eroi ma pg di cassazione.

Sarà bellissima perché per avere un prestito di cinquantamila euro non ne serviranno centomila a garanzia.

Sarà bellissima perché l’unico “Porta a porta” sarà quello dei venditori di aspirapolvere.

Sarà bellissima perché finiremo di pensare…: «Signor colonnello, accade una cosa incredibile, i tedeschi si sono alleati con gli americani».

Sarà bellissima perché senza tanto disturbo qualcuno sparirà. I ladri, i troppo furbi e i cretini di ogni età.

Sarà bellissima perché dirà: «Eluana riposi in pace».

Sarà bellissima perché ridurrà lo spread tra Scampia e via Montenapoleone.

Sarà bellissima perché conoscerò chi eleggo.

Sarà bellissima perché guarderà le sue colline e le sue valli senza dirsi subito: come ci starebbe bene un outlet, un tunnel o un’autostrada

Sarà bellissima perché non dirà più: sei troppo giovane per…

Sarà bellissima perché il 2 giugno sarà la festa, non una delle feste, e unirà tutti nella stessa bandiera.

Sarà bellissima perché saprà dire ogni giorno: se non ora quando?

Sarà bellissima perché verranno ragazzi dall’India e dalla Cina a studiare greco e latino.

Sarà bellissima perché i cervelli non fuggiranno, ma andranno in giro a fare esperienza e a sperimentare genio.

Sarà bellissima perché avrà capito che il problema di Palermo non è il traffico.

Sarà bellissima perché avrà capito che Roma non si governa con le corse delle bighe.

Sarà bellissima perché ai bambini insegneremo il coraggio, non la paura.

Sarà bellissima perché ci si suiciderà magari per scelta o per amore, non ammazzati di botte in un carcere; o perché le banche non fanno prestiti per pagare i tuoi operai.

Sarà bellissima perché sarà facile e conveniente essere cittadini onesti; e tutti si faranno i loro conti e seguiranno leggi giuste, anche per non essere giudicati come miserabili o responsabili dagli altri.

Sarà bellissima di una bellezza autentica e tutta sua, ma meticciata e strana.

Sarà bellissima perché l’avrà costruita mia figlia, con le sue energie, con le sue misure, con i suoi desideri; e non assomiglierà a nulla che conosco; e mi stupirà.

Sarà bellissima perché chi dirà «non mi interesso di politica», sarà considerato come nell’Atene del V sec. o nei nostri anni ’70: un idiota.

Sarà bellissima perché per nostra fortuna non sarà mai un paese normale ma sempre una terra di miti e di eroi.

Sarà bellissima perché tutti saranno in competizione e vincerà chi saprà rendere più luminosa la vita degli altri.

È già bellissima perché La Russa e Gasparri stanno in taglio basso a pagina dodici.

È già bellissima perché Denis Verdini non ha più nessuno da comprare.

È già bellissima perché Pennacchi comunque ha vinto il premio Strega.

È già bellissima perché facciamo i funerali di stato a Placido Rizzotto.

È già bellissima perché nonostante tutto e contro tutti siamo qui.

Nel nostro dizionario è già bellissima: nel nostro dizionario prima dell’Abc viene la F di Gianfranco Fini.

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Terzo Polo e Partito della Nazione: aprire il dialogo con Idv.

venerdì, 24 giugno 2011

 

Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro, con sfumature diverse, hanno rappresentato e rappresentano due leader in grado di costruire, insieme a altre culture politiche cattoliche e riformiste ,un area nazionale, legalitaria e costituzionale in grado di mettere definitivamente in crisi il bipolarismo grigio e fallimentare nel quale moltissimi italiani,specialmente giovani e non garantiti, non possono più identificarsi.

Per questo, dopo la straordinaria affermazione nei referendum, dei quali solo Di Pietro può realmente intestarsi politicamente la vittoria e dopo il suo recente e contestatissimo intervento in Parlamento,penso sia naturale che tutta l’area dell’opposizione al declinante e malconcio asse Pdl Lega, che non si riconoscenell’egemonia culturale e politica della sinistra italiana, debba, con lungimiranza e generosità, aprire una nuova fase e verificare la possibilita’ di un Polo che sia sempre meno “dicentro”e sempre piu’ innovativo,legalitario e patriottico.

Serve uno sforzo e una capacita’di sparigliare le carte: ma la costruzione di una alleanza ,e in prospettiva di un Partito della Nazione, che parli di legalità,dignità nazionale e giustizia sociale può rappresentare la vera novità del panorama politico italiano.

Per dare voce e rappresentanza a quel patriottismo repubblicano che vuole andare oltre Berlusconi ma anche oltre il conservatorismo retorico della sinistra.

Può essere l’inizio di una nuova storia…

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Alziamo la bandiera!

venerdì, 6 maggio 2011

Tra una settimana si voterà in molte città italiane e Futuro e Libertà, a due mesi dalla sua nascita, avrà il primo riscontro elettorale seppur in una elezione legata al territorio e al dato amministrativo.

Questa è quindi una settimana molto importante nella quale moltiplicare gli sforzi e l’impegno poiché si tratta dei giorni nei quali realmente si concretizza il lavoro fatto.

Un primo importante risultato è stato comunque raggiunto: aggregare sull’intero territorio nazionale una nuova comunità umana e politica che certamente crescerà nei prossimi mesi in modo esponenziale in radicamento e organizzazione.

E’ a tutti chiaro chi ha girato l’Italia in maniera instancabile, guidando la battaglia e chi ha invece preferito organizzare piccole correnti di nostalgici di Berlusconi e del Pdl.

Noi non ci curiamo neanche di queste piccole dinamiche e non ci appassiona rispondere con polemiche a chi sembra avere come unica ‘mission’ eterodiretta quella di spaccare Futuro e Libertà e pregiudicarne il cammino.

Andiamo avanti, quindi, consapevoli della difficoltà dell’intrapresa ma anche della sua importanza per l’Italia.

A fianco di Gianfranco Fini e definitivamente contro il sistema berlusconiano, il suo fallimento consumato tra compravendite di uomini e donne e illegalità diffusa, corruzione e rapporti disinvolti con i poteri oscuri e criminali.

Andiamo avanti in difesa di ‘una certa idea dell’Italia’.

Alziamo la Bandiera allora: da italiani coraggiosi contro tutti i prepotenti e i nemici della Patria e contro tutti i nostalgici, i ‘responsabili’ e i disponibili…

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Schiaffo al Parlamento e all’Italia: siamo in emergenza democratica

mercoledì, 30 marzo 2011

Mentre è in corso una guerra a due passi dai nostri confini e l’emergenza dei rifugiati ha drammaticamente sconvolto la vita di Lampedusa, il Pdl e la Lega non trovano di meglio da fare che tornare ad occupare il Parlamento con i problemi giudiziari del Premier.

Per costoro la sola emergenza dell’Italia è rappresentata dalla necessità di salvare Berlusconi dai suoi processi.

Spero che questo ennesimo schiaffo al Parlamento e agli italiani renda chiaro a tutti, anche all’interno della opposizione, della sostanziale emergenza democratica che attraversiamo.

Altro che post-berlusconismo: fin quando l’Italia non riuscirà a liberarsi di questo Governo e di questo Premier al declino non ci sarà fine.

Futuro e Libertà costruisca in Parlamento e nelle piazze antagonismo sociale e politico al berlusconismo e ai suoi ascari.

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Patrimonio culturale e patriottismo repubblicano

giovedì, 10 marzo 2011

Pompei, Istituto Luce, Accademia di Santa Cecilia: gli ultimi tre tasselli di un mosaico in disfacimento, il mosaico dello straordinario patrimonio culturale italiano.

La sciagurata politica del governo Berlusconi che ha abbassato i livelli d’intervento e sostegno pubblico sulle architravi delle politiche culturali italiane che ci hanno portato a un’iniziativa forte come la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Bondi, sta iniziando a dare i suoi frutti avvelenati con la chiusura minacciata e quasi certa di alcune tra le più prestigiose istituzioni della nazione quali Fondazioni liriche, sinfoniche e teatrali e le altre sopra indicate di prima grandezza nel panorama internazionale.

Questa vergognosa rimozione nei confronti di politiche adeguate alla più grande stratificazione storico culturale del pianeta, quale quella italiana, è conseguenza diretta e inevitabile di una visione della politica e di un’idea dell’Italia nella quale il patrimonio comune e la sua cura rappresentano preoccupazioni via via sempre più labili nell’azione di governo.

Tra qualche giorno festeggeremo i 150 anni dell’Unità politica dell’Italia e quella sarà un’occasione per ridestare negli italiani il senso di un patriottismo repubblicano che va oltre le categorie politiche di destra e sinistra e che affonda le sue radici nell’antichità classica, nella grandezza di Roma, nell’epopea rinascimentale e dei comuni, nell’avventuroso Novecento italiano e nel Made in Italy come idea di qualità e consapevolezza culturale, sintesi di segni e simboli antichi e allo stesso tempo modernissimi e attuali.

Non può parlarsi di Italia e di identità nazionale se non attraverso una visione dinamica e aperta di una storia antica ma che ha segnato di sé i destini dell’occidente e che ha ancora molto da offrire a un mondo globalizzato dall’egemonia del denaro e del produttivismo.

E’ proprio una componente nobilmente improduttiva e profondamente umanistica che ci rende ancora una grande potenza internazionale. Come nel seicento e nel settecento attraverso l’esperienza memorabile dei grandi viaggiatori europei che arrivavano in Italia alla ricerca dell’arcadia e delle radici stesse dell’identità dell’Europa e dell’Occidente, oggi occorre ridestare negli italiani, e non più solo nei viaggiatori, la nobiltà e l’importanza del nostro patrimonio culturale mentre restiamo sgomenti e indignati dall’inadeguatezza governativa di fronte alla vita di istituzioni che rappresentano la continuità di un eritage da spendere nel futuro.

Futuro e Libertà muove i primi e complicati passi di una storia politica controversa e apparentemente fragile ma la grande scommessa è costituita anche dalla capacità che avremo di interpretare il ruolo lucidamente indicato da Beppe Niccolai in uno dei suoi indimenticabili interventi: “Essere comunità di difesa dell’identità minacciata”.

Oggi è proprio l’identità antica e nobile dell’Italia ad essere minacciata nell’attacco volgare alla sua Unità, nella contrapposizione ai capisaldi di legalità costituiti dalla Magistratura, nell’indifferenza sulla sorte delle sue storiche istituzioni culturali, nel disprezzo dell’etica pubblica e della dignità dei comportamenti.

Oltre la destra e la sinistra sarà questo il nucleo formidabile di un nuovo patto da stipulare con gli italiani, in nome di un patriottismo repubblicano che può rappresentare lo scenario su cui spendere le nostre energie e la proposta politica di una destra europea, legalitaria, laica e costituzionale in grado di andare oltre l’attuale declino della Nazione.

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Veniamo da Destra: vogliamo una nuova Italia

lunedì, 28 febbraio 2011

In questa convulsa stagione della politica italiana, mentre con entusiasmo e buona volontà iniziamo a costruire, coordinare e radicare su tutto il territorio nazionale il progetto di Futuro e Libertà, l’accusa, o l’alibi dei pochi che ritornano sotto l’ala protettrice di Berlusconi, ricorrente nei nostri confronti è quella di aver “tradito la Destra e i suoi valori”.

Sia che provenga da Berlusconi che dalla sua corte di camerieri, questa accusa è ridicola nella forma e falsa nella sostanza.

Al di là della nostra ambizione di voler costruire il grande movimento del patriottismo repubblicano e dell’identità nazionale minacciata, è fuori discussione che le nostre radici sono “di destra”, così come lo sono le nostre storie personali.

Noi veniamo da lontano e l’anticomunismo lo abbiamo praticato in epoche diverse e ben più difficili, quando il comunismo esisteva e governava oltre la metà del pianeta e condizionava e ispirava gran parte delle aspirazioni e delle idealità dei giovani italiani.

Noi eravamo già in trincea allora, minoranza volenterosa e coraggiosa, mentre altri costruivano palazzi o pensavano ai propri affari e ai propri interessi. Per questo è semplicemente ridicolo che chi muove quotidianamente queste accuse, sostenga poi un Premier che rappresenta oramai antropologicamente la negazione dei valori e dei simboli della Destra: dalla legalità alla scuola pubblica, dall’etica repubblicana all’unità e dignità nazionale.

Noi crediamo nella bandiera e nell’Italia così come crediamo nella necessita di dare voce e rappresentanza a quella moltitudine di donne e uomini che non si riconoscono nell’attuale bipolarismo e che attendono un nuovo “racconto” e una politica nuova.

Il nostro compito, difficile e affascinante, è tutto qui: costruire un movimento di rappresentanza della nuova Italia, orgogliosa e consapevole della propria storia e della propria bandiera, della scuola pubblica voluta da Giovanni Gentile e del nostro straordinario paesaggio culturale.

Una “certa idea” dell’Italia dignitosa, fiera e innovativa. La nostra Italia.

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Aria nuova e pulita: inizia la navigazione!

lunedì, 21 febbraio 2011

La perseveranza maniacale con la quale molti seguaci di Silvio Berlusconi si accaniscono su questo e altri nostri blog con commenti ripetitivi e grotteschi, quasi sempre volgari e offensivi, racconta meglio di qualsiasi analisi sociologica l’odio che questi signori (si fa per dire…) nutrono nei nostri confronti poiché abbiamo osato “rompere” il giocattolo del Premier e rivendicato dignità e Libertà per l’Italia e per la Destra legalitaria e repubblicana.

Il triste, e per certi versi pietoso, abbandono di qualche parlamentare attratto da promesse e offerte per “tornare alla casa madre” ha acceso entusiasmi sopiti.

In molti, incuranti di ciò che nel Mediterraneo sta spazzando via tutti gli interlocutori privilegiati di Berlusconi e del suo fattorino Frattini e delle vicende giudiziarie che lo investono pesantemente oltre che da un crollo verticale di credibilità e consenso, alzano alte grida di entusiasmo per le “gesta eroiche” di un Barbareschi o di un Rosso che tornano ad accucciarsi dal padrone, ovviamente per nobili motivi ideali, e attendono trepidanti che altri perplessi in pausa di riflessione si trasformino in “disponibili” e raggiungano nuovamente il Pdl o qualche sua succursale collaterale.

Tra citazioni salesiane e lucidissime analisi tipo “grazie a me si era al 9 per cento” (sic) questi personaggi vengono oramai considerati esempi viventi del dissolvimento stesso del nostro progetto politico.

La mia sensazione, lo dico subito e con chiarezza, è la stessa di una mia cara amica ed è radicalmente altra: quella di aria nuova e ritorno a quello spirito straordinario di militanza e impegno che ha caratterizzato la prima stagione di Generazione Italia.

E mentre qualche topo scappa sulla nave che affonda, attratto dal formaggio promesso e distribuito in maniera industriale, il nostro vascello prende il largo con un equipaggio giovane e motivatissimo.

Sappiamo che la navigazione sarà lunga e difficile ma abbiamo entusiasmo, consapevolezza, volontà e coraggio.

Seneca ammoniva: “Non esiste vento favorevole per chi non sa dove vuole andare”. La nostra rotta è chiara e delineata: costruire la nuova Italia e la terza Repubblica. Oltre la cupio dissolvi di un sistema di potere che potrà disporre di enormi risorse ma che non “comprerà” mai la nostra anima e la nostra gente.

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19 gennaio: diventerà bellissima

mercoledì, 19 gennaio 2011

Oggi è il compleanno di Paolo Borsellino, eroe italiano.

Nel ricordarlo, in suo nome e per onorarne il sacrificio, la Destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo deve dare un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie.

Soprattutto liberarla dalla decadenza vergognosa e da “basso impero” che emerge dalle cronache di questi giorni.

Borsellino si è sacrificato per una certa idea dell’Italia, mai perdendo la speranza nel cambiamento e nei giovani. Noi dobbiamo esserne all’altezza chiudendo definitivamente una fase politica e liberando l’Italia.

Solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle recenti e coraggiose rotture.

La nostra politica deve parlare di etica pubblica e senso di responsabilità e diffondere il messaggio opposto alle tristi pagine di questi giorni.

Il Sovrano che si nutre della prostituzione e del corpo di giovanissime donne e della prostituzione politica di tanti, che lo hanno illusoriamente salvato il 14 dicembre: due facce della stessa medaglia di decadenza e perdita di ogni dignità.

L’Italia merita di più e può “ridiventare bellissima”, come auspicava Paolo per la nostra Sicilia.

Questo il nostro compito. Questo il nostro difficile cammino.

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Piazza, bella piazza

lunedì, 20 dicembre 2010

Nei nostri ricordi giovanili e antagonisti le manifestazioni di piazza hanno sempre rappresentato un tassello di memoria indelebile e bellissimo.

E’ attraverso le bandiere alzate al sole e i canti lanciati al vento che generazioni intere hanno manifestato partecipazione politica e impegno sociale, rappresentato idee e sogni, alimentato passione e militanza e speranza di cambiamento, al di là della “barricata” più o meno istintivamente, o consapevolmente, scelta.

Forse per questo oggi ascoltare alcune parole oscene e demenziali che teorizzano arresti preventivi e deportazioni cautelative del dissenso indigna e fa crescere in modo esponenziale il nostro disgusto verso questa caricatura di una destra dalla bava alla bocca e capace di forza e autorità solo e sempre verso obiettivi sbagliati.

Mai ho sentito tanti fieri teorici del nuovo corso “legge e ordine” accennare un vagito di dissenso sul salvataggio dalla galera e dalle inchieste di molti dirigenti di partito o di parlamentari collusi con mafie e cricche.

Mai, in nome della legalità, abbiamo percepito, da alcuni ex “compagni di partito”, un qualche piccolo accenno di dubbio o perplessità su proposte legislative vergognose che, senza la nostra vigilanza attiva in Parlamento e la nostra azione politica, sarebbero diventate leggi della Repubblica, devastando il sistema giudiziario italiano, oltre quello investigativo.

In questo declino della nazione e in questa crisi etica, economica e culturale i giovani, gli studenti, il mondo della cultura, in forma diversa, hanno lanciato un grido d’allarme e di profondo dissenso verso un potere che sembra sempre più assumere le sembianze di un regime.

Noi vogliamo ascoltare con attenzione e rispetto queste voci e cercare di interpretarle politicamente.

E sopratutto non intendiamo criminalizzare una intera generazione, magari per poter far dimenticare la corruzione e la devastazione morale dilagante in questo “crepuscolo del berlusconismo”.

Oggi come ieri, noi ribelli di un tempo, sappiamo che “La Patria è di chi si batte”.

E di chi vuole mettersi in gioco per cambiare le cose, oltre e contro il potere e il condizionamento del denaro e la corruzione dei comportamenti.

Oggi, come ieri, siamo 10.000 volte più vicini a chi protesta e “vuole cambiare il mondo” rispetto a chi acclama Scilipoti o Catia Polidori per manifestare tutto il suo smisurato servilismo verso i grandi corruttori della politica e della vita pubblica italiana.

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