Presentazione alla Camera del candidato sindaco di Latina, Filippo Cosignani. Presenti Italo Bocchino e Fabio Granata e il vincitore del premio Strega 2010 Antonio Pennacchi, il mattatore dell’appuntamento.
Articoli marcati con tag ‘Italo Bocchino’
Pennacchi-show: ”Non si può mischiare Mussolini con Berlusconi…”
mercoledì, 20 aprile 2011Futuro e Libertà incontra i vertici della Procura di Reggio Calabria: “Veniamo a portare solidarietà ed a raccogliere le vere priorità sulla Giustizia in Italia”
domenica, 29 agosto 2010
Italo Bocchino, Fabio Granata, Nino Lo Presti ed Angela Napoli, incontreranno lunedì alle 12, a Reggio Calabria, i vertici della locale Procura della Repubblica, dopo i gravissimi atti intimidatori subiti da parte della Ndrangheta.
Il capogruppo alla Camera Bocchino, il Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Granata, il capogruppo in Commissoone Giustizia, Lo Presti, e la parlamentare antimafia calabrese, Angela Napoli, incontreranno il dott. Pignatone e il dott. Di Landro, portando la solidarietà del loro gruppo Parlamentare e della Commissione Nazionale Antimafia.
“Da Reggio Calabria parte un tour nelle Procure Italiane maggiormente impegnate nella lotta alle mafie, per portare la solidarietà e il sostegno della Politica e del nostro gruppo Parlamentare alle Procure maggiormente esposte e per raccogliere indicazioni e suggerimenti per una riforma della Giustizia che tenga conto delle vere emergenze e delle vere priorità del sistema giudiziario italiano”, hanno dichiarato Granata, Bocchino, Lo Presti e Napoli.
“Il contrasto alle mafie rappresenta il primo punto all’odg della nostra agenda parlamentare. Servono risorse, personale e pieno sostegno politico per potenziare l’azione di contrasto alle organizzazioni criminali e alle loro connessioni con un parte della politica e della economia. Quella zona grigia che rappresenta la vera anima e la vera forza delle mafie e che va individuata e debellata senza se e senza ma.”
Incompatibili
venerdì, 30 luglio 2010
All’inizio fu Giuliano Urbani: nel suo stile sobrio e elegante, a chi gli chiedeva come avrebbe potuto giudicare Fabio Granata da probiviro, replicava sottolineando una profonda incompatibilità culturale nei confronti del Pdl.
Ieri il documento partorito dall’ufficio politico del partito di Silvio Berlusconi ha utilizzato lo stesso concetto per sottolineare le “colpe” di Gianfranco Fini oltre che per motivare (si fa per dire…) il mio deferimento insieme a quello di Italo Bocchino e Carmelo Briguglio.
Se la mente corre agli ultimi mesi riesce con facilità ad individuare questa incompatibilità.
Siamo incompatibili con un partito che esprime piena e convinta solidarietà a chi, condannato in appello per associazione mafiosa, come prima dichiarazione, proclama l’eroismo di un capomafia palermitano.
Siamo incompatibili con un Ministro che non riesce a darsi pace sui motivi misteriosi per i quali, qualcuno alle sue spalle, gli ha acquistato un appartamento.
Siamo incompatibili con un partito che ritiene di poter lasciare come coordinatore regionale in Campania un suo dirigente colpito da mandato di cattura per associazione camorristica e che, dopo essere stato costretto, a causa di una ennesima e gravissima inchiesta giudiziaria, dalla nostra azione intransigente a rassegnare le dimissioni, da Sottosegretario all’Economia, riceve la piena e convinta solidarietà del partito stesso.
Siamo certamente incompatibili con un partito nel quale un coordinatore nazionale ritiene normale, al di là degli aspetti giudiziari, incontrare regolarmente personaggi fuoriusciti dalle ombre piu oscure della Prima Repubblica, faccendieri e magistrati infedeli, per costruire, in febbrile collaborazione con alcuni dei personaggi prima citati, dossier vergognosi contro dirigenti dello stesso partito, pressioni nei confronti degli organi giurisdizionali e affari.
Per questa nostra incompatibilità in Parlamento si apre oggi una nuova pagina della storia repubblicana attraverso la formazione di gruppi parlamentari che si sentono ancora fortemente incompatibili con una visione proprietaria della politica e ne hanno invece una legata al bene comune, alla legalità repubblicana, al rispetto dei diritti civili, alla coesione sociale e al grande patrimonio dell’Unità nazionale.
Espelleteci tutti
mercoledì, 14 luglio 2010
Conoscete Mauro La Mantia? Io lo conosco da 16 anni. Lo ricordo adolescente, con il megafono, alla prima fiaccolata per Paolo Borsellino. Ne ho poi seguito le lotte studentesche e universitarie, la crescita politica fatta di sacrificio e militanza, fino al meritato riconoscimento del coordinamento dei nostri giovani in Sicilia, protagonista insieme a Carolina e tanti altri ragazzi siciliani di quella trama di lotte e memorie che ancora oggi ricorda ai palermitani che è meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino. Mauro non appartiene a Generazione Italia. Non è ”finiano”… ma è bastata un parola di condanna e indignazione contro il nuovo processo di beatificazione del mafioso Mangano dal pulpito di una condanna a 7 anni per associazione mafiosa a farlo mettere in croce.
Personalmente ero un po’ diffidente, lo confesso, verso Giulia Bongiorno. Per me, cresciuto nella temperie di quelle lotte e di quell’impegno, essere stata l’avvocato di Giulio Andreotti rappresentava elemento di perplessità. Poi via via ne ho apprezzato la straordinaria preparazione giuridica affiancata ad una sensibilità politica invidiabile.
Giulia non era cresciuta certamente con qualche forma di sudditanza verso la magistratura ma una conduzione improntata alla legalità repubblicana della Commissione Giustizia della Camera è stato elemento sufficiente a farla etichettare come “una pericolosa giustizialista” da eliminare.
Italo Bocchino lo ricordo dalla stagione del Fuan. Ho sempre avuto molta simpatia nei suoi confronti anche, e forse, perché portatore di una antropologia e di una cultura politica molto diversa dalla mia. Italo ha sempre rappresentato una visione moderata e conservatrice della destra italiana, brillante braccio destro di Pinuccio Tatarella, ministro dell’armonia, ai nostri occhi di militanti della sinistra interna era quasi un democristiano. Da quando, con la sua sagacia comunicativa, reclama legalità e trasparenza ai vertici del Pdl, è diventato tout court un pericolosissimo megafono delle Procure.
Beppe Pisanu, grande allievo di Aldo Moro e straordinario Ministro degli Interni del precedente Governo Berlusconi, ha osato far ridiventare la Commissione parlamentare Antimafia, Commissione parlamentare Antimafia e cioè un organismo che si occupa e preoccupa del rapporto mafia politica e… apriti cielo.
Quando poi temerariamente ha rilanciato la volontà politica di verità e giustizia sulle stragi del 92 e sulla trattativa Stato-mafia, è diventato seduta stante un torbido congiurato portatore di un progetto di ribaltamento della volontà popolare.
Angela Napoli, sapiente ed equilibrata parlamentare calabrese, era molto stimata per la sua competenza su scuola e pubblica istruzione, ma non appena si è schierata senza se e senza ma contro tutte le mafie e ha iniziato a denunciare l’infiltrazione mafiosa nella politica calabrese, è stata catalogata come pericolosa nemica del centrodestra.
Di Flavia Perina e dei miei amici siciliani Briguglio, Lo Presti e Scalia ho quasi pudore a parlarne, poiché oramai definitivamente ascritti alla categoria dei sovversivi o peggio.
Per il rispetto e l’affetto che ne ho, e per non offendere l’intelligenza di chi legge, ritengo inutile parlare di Gianfranco Fini e dei motivi che ne hanno causato la “caduta in disgrazia” agli occhi di Berlusconi e soprattutto dei berluschini e dei tanti che da lui hanno avuto tutto ma, sulla via di Damasco, hanno avuto un illuminazione e ne hanno finalmente scoperto la pericolosissima indole deviazionista e di sinistra, atea e forse massonica.
Per i vertici del Pdl, la questione morale non esiste e il problema gravissimo e non più eludibile siamo diventati noi piuttosto che il quadro torbido di affari, logge, dossieraggi e associazioni a delinquere semplici, segrete o mafiose che emerge.
Noi che parliamo delle inchieste e non chi delle inchieste è assoluto protagonista, in un girone dantesco che oscilla tra banda del buco e Romanzo Criminale.
Allora, se siamo a questo, provate ad espellerci. Espelleteci tutti: per antimafia e difesa della legalità.
Il Pdl si intesti la lotta alla corruzione
lunedì, 3 maggio 2010
I giornali vicini alla maggioranza continuano a sparare cannonate contro la pattuglia dei finiani. Ieri il bersaglio è stato Italo Bocchino e gli appalti Rai alla società della moglie. Loro, i finiani, rispondono alzando ancora di più il tiro. Fabio Granata, sicuramente uno dei primi nella “lista nera”, manda un messaggio preciso…
Leggi l’intervista rilasciata da Fabio Granata a La Stampa di oggi 3 maggio 2010
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