Articoli marcati con tag ‘mafia’

Tutto iniziò in via D’Amelio

martedì, 10 agosto 2010

“L’eroe è Paolo Borsellino. Mangano è un cittadino condannato per mafia, certamente non è un eroe”.

Queste parole di Gianfranco Fini, pronunciate in via D’Amelio davanti al popolo delle ‘agende rosse’ hanno rappresentato l’inizio dello scontro politico più aspro degli ultimi anni.

E’ oramai evidente che lotta alle mafie, legalità, questione morale rappresentano argomenti off limits nel Pdl, se utilizzati fuori dalla propaganda autoreferenziale del Governo.

Lo diventano ancor più se posti a fondamento di una grande esigenza di verità e giustizia sulle mafie e sul rapporto mafia/politica/economia.

In questa logica aver stigmatizzato la mancata concessione della massima protezione a Spatuzza per una discutibile e contrastata decisione della Commissione presieduta da Alfredo Mantovano suonò come provocazione inaccettabile, nonostante quattro Procure attestassero l’attendibilità piena del pentito considerato fondamentale per arrivare a ricostruire l’attentato di via D’Amelio dopo la colossale opera di depistaggio portata avanti attraverso la finta ricostruzione di Scarantino. A verbale di quella decisione certamente è riscontrabile la contrarietà dei magistrati e Mantovano, successivamente raggiunto dalla sentita solidarietà di tutte le colombe in servizio permanente effettivo, porta con sé la responsabilità e il peso di quella decisione.

Oggi che, di fronte ad una ciclopica questione morale che investe la classe politica e di governo, tutte le attenzioni sono concentrate sulla vendita di un appartamento da un partito a privati, noi non perdiamo d’occhio gli obiettivi e le questioni vere.

Noi che eravamo a via D’Amelio accanto a Fini e che lì siamo idealmente rimasti a contrastare affari, complotti e una visione della politica legata al servilismo e agli affari, quando non condizionata dal potere mafioso.

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]

Per Dell’Utri rispettiamo la sentenza e, fino alla Cassazione, la presunzione di innocenza, ma Mangano non è un eroe

martedì, 29 giugno 2010

La condanna di Marcello Dell’Utri farà certamente discutere e determinerà polemiche infinite tra le forze politiche e all’interno delle stesse. A caldo ci preme dire che, nel rispetto pieno della presunzione d’innocenza fino alla Cassazione, non ci sono piaciute le dichiarazioni del senatore Dell’Utri su Mangano. Quest’ultimo infatti non è certamente un eroe ma un mafioso conclamato. A Palermo in quegli anni ben altri sono stati gli eroi, ad iniziare da Paolo Borsellino e da chi ha dato la vita per una Italia libera dalle Mafie.

La sentenza ha un dispositivo molto complesso e attendiamo di leggere le motivazioni. Certamente quello che ha giudicato Dell’Utri non era un collegio di toghe rosse ma era composto da magistrati moderati e ritenuti garantisti.

Nel prendere atto della condanna ribadiamo fiducia nella magistratura e confidiamo che le inchieste portate avanti dalle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze riescano ad accertare la verità su esecutori e mandanti delle stragi che hanno insanguinato l’Italia.

E’ scontato ribadire che chiunque viene condannato per mafia non può continuare a svolgere ruolo politico e crediamo che su queste vicende, come su altre altrettanto gravi, il più grande partito italiano debba avviare una riflessione seria che senza demonizzazioni ponga il tema del contrasto alle mafie e della selezione dei gruppi dirigenti in maniera definitivamente seria. Iniziando dall’approvazione del ddl anticorruzione, con la incandidabilità assoluta per chi è condannato in via definitiva, con la salvaguardia di strumenti indispensabili per il contrasto alle mafie ad iniziare dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, con un linguaggio e una politica di sostegno alle procure più esposte ma anche con l’approvazione di un codice etico che nel pdl eviti la persistenza in ruoli politici o la ricandidabilità per chi è condannato o rinviato a giudizio per reati di mafia.

Sono elementi indispensabili per costruire una nuova politica e una nuova Italia.

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]

Questione morale: coerenza e rigore

venerdì, 14 maggio 2010

Il quadro che si sta delineando sui rapporti tra pezzi della politica e dell’impresa affaristica fa emergere l’esistenza di una grave questione morale che non può essere affrontata con la autoreferenziale e scontata tesi del complotto dei giudici e delle liste di proscrizione.

La maggioranza inasprisca e approvi il ddl anticorruzione e ascolti il grido d’allarme dei magistrati sulle intercettazioni, ampliando questo fondamentale strumento di indagine a tutta una serie di reati quasi sempre ‘spia’ di reati molto più gravi. In una parola il Pdl dimostri senso dello Stato e sensibilità politica affrontando con rigore e lucidità i temi vitali del contrasto alla corruzione, alle mafie, al malaffare.

In Italia le Mafie fatturano 130 miliardi annui e si infiltrano sull’intero territorio nazionale riciclando enormi somme e uccidendo il mercato e l’impresa pulita. Oltre gli arresti, le confische e i sequestri vanno affrontati questi nodi con decisione e coerenza attraverso una selezione rigorosa del personale politico e della classe dirigente.

Fini ha posto da tempo questi temi: sia ascoltato dal Premier.

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]

Solo parole, sfuma la teoria del complotto

sabato, 5 dicembre 2009

Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Fabio Granata a Valter Delle Donne e pubblicata sul Secolo d’Italia di oggi, 5 dicembre 2009.

“Le dichiarazioni del pentito Spatuzza dovranno essere vagliate dai magistrati, ma mi sembrano generiche e “de relato”. Da qui a gridare al complotto ce ne corre e sarebbe pericoloso farlo mettendo nello stesso calderone tutte le inchieste di mafia”. Fabio Granata, deputato Pdl e vicepresidente della commissione Antimafia, ha appena terminato di ascoltare in diretta radiofonica la deposizione dall’aula bunker di Torino.

Onorevole Granata ci sono elementi di novità nella deposizione del killer di Brancaccio?
No, mi pare che Spatuzza abbia ripetuto quanto ampiamente preannunciato. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere passate al vaglio dei magistrati, sulla base di riscontri rigorosi, anche se, almeno in questa sede mi sembrano dichiarazioni generiche e de relato. Il coinvolgimento, oltre che di Marcello Dell’Utri del nome di Silvio Berlusconi accresce l’esigenza che il riscontro sia immediato.

(continua…)

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]

Fini e Granata: accuse di Spatuzza gravi ma senza alcun riscontro

venerdì, 4 dicembre 2009

“L’atomica amplificazione mediatica delle dichiarazioni di Spatuzza non deve far passare in secondo piano un elementare principio di civiltà giuridica: senza riscontri puntuali e rigorosi, che è dovere dei magistrati individuare, le accuse restano soltanto parole”, ha dichiarato Gianfranco Fini.

“Le cose che ha detto Spatuzza sono gravissime ma non ha fornito un solo elemento di riscontro rispetto a quello che già conoscevamo. Sono cose che ha appreso dai Graviano. Toccherà ora ai magistrati verificare se ci possono essere riscontri a quanto affermato in aula oggi. Comunque non vedo elementi di novità”, secondo le parole di Fabio Granata.

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]

Contro le Mafie, la bella Politica

sabato, 28 novembre 2009

borsellino

Fa riflettere come la questione giudiziaria che investe rappresentanti politici, enti economici, istituzioni e settori dell’economia sia tornata prepotentemente a caratterizzare  l’intero territorio nazionale, attraversando trasversalmente le aree politiche e geografiche della Nazione.

Oltre la crisi dell’economia, già di per sé fattore di grandi preoccupazioni, emerge con prepotenza “una questione morale” che non può più essere declinata nella retorica della giustizia politicizzata o delle “toghe rosse” ma che invece deve far riflettere i partiti sulla necessità di ripensare profondamente i metodi di selezione delle classi dirigenti.

Le decine di amministrazioni sciolte per mafia, la virulenza di ciò che emerge in Campania, in Puglia, in Calabria ma anche in Lombardia deve far comprendere che la infiltrazione criminale nell’economia è una grande questione nazionale e non può essere affrontata, né tantomeno risolta con gli stanche ritornelli dello “sviluppo che batte le Mafie”:  sono viceversa queste ultime il più grande freno allo sviluppo dell’economia italiana, sono  le Mafie che drogano il mercato e rendono la vita impossibile  ad  una libera intrapresa che non vuole piegare la testa.

(continua…)

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]

Mafia, Granata: ”Non riconsegnare alla mafia i beni confiscati”

venerdì, 27 novembre 2009

“A fianco dell’Associazione  Libera per difendere la Rognoni/Latorre. I beni confiscati non possono essere posti in vendita poiché sarebbero riconsegnati alle Mafie. Ci appelliamo a Maroni per bloccare questa ipotesi, certi della sua serietà e intransigenza nell’azione di contrasto alle mafie, suffragato da risultati eccezionali che sarebbero ridimensionati se passasse questa  proposta”.

Lo ha detto l’on.le Fabio Granata, Vice presidente della Commissione Nazionale Antimafia.

Condividi
[Facebook] [MySpace] [Technorati] [Twitter] [Windows Live] [Email]