Dopo il Ponte sullo Stretto, per fortuna definitivamente archiviato, la Tav e’ il nuovo dogma italiano:non può essere messo in discussione,nonostante risulti oggettiva la sua inutilità e del tutto fuori dalla realtà la spesa che lo Stato dovrà sostenere.
Ferma restando la condanna verso metodi violenti di protesta,la risposta di Monti e’apparsa,al di la’dei soliti toni distaccati e sobri,come una provocazione e una minaccia.
Infatti, se si apre un dialogo, si deve voler approfondire le questioni e, appunto, metterle in discussione: Monti invece ha già deciso e finge di voler dialogare ma solo per lanciare avvertimenti ai manifestanti.
Sarò certamente espressione di una minoranza , anche nel mio partito, ma questa maggioranza trasversale e conformista che parla per slogan e che non vuole discutere il dogma delle magnifiche sorti e progressive della Tav non è degna della tradizione italiana di dialogo per il bene comune . Per quanto mi riguarda piena solidarietà agli irriducibili cittadini della Val di Susa che difendono territorio, paesaggio, qualità della vita e dignità “

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