Articoli marcati con tag ‘Milano’

Il Riformista intervista Fabio Granata. “Della Valle qualunquista.Non c’è solo l’economia”

martedì, 4 ottobre 2011

Il Riformista 4 ottobre, 2011

Onorevole, cosa ne pensa del j’accuse di Diego Della Valle contro la politica?

Una premessa. Ho un grande rispetto per chi ha diffuso e difeso l’ eccellenza italiana nel mondo attraverso produzioni di qualità. Il Della Valle che mi piace è questo e anche quello che fa una grande operazione di mecenatismo culturale finanziando il restauro di un opera come il Colosseo. Noi che facciamo politica, però, non ci sentiamo e non  mi sento personalmente in attesa di un Papa nero proveniente dalla grande impresa per far ripartire l’Italia. Nel manifesto che ha pubblicato a pagamento sui giornali, Della Valle ha scritto tante cose condivisibili anche a livello popolare, ma con uno stile che ricorda le precedenti simpatie politiche. Come Clemente Mastella, infatti, non si capiva mai da che parte stava, così in Della Valle non si capisce mai di chi sono le responsabilità della situazione attuale. Invece, le responsabilità ci sono eccome, vanno denunciate nome per nome.

Anche Montezemolo e altri banchieri sembrano tentati dallo scendere in campo.

Con gli imprenditori prestati alla politica abbiamo già dato con Berlusconi. In ogni caso, nell’impegno civile di personalità come Montezemolo che hanno dato lustro all’Italia promuovendo le sue eccellenze in tutto il mondo come la Ferrari, non ci vedo nulla di male né sono contrario in via pregiudiziale come di fronte a tutti coloro che intendono rimboccarsi le maniche davanti alla crisi e al degrado dell’attuale scena politica. La chiamata alla responsabilità è per tutti, imprese in testa. Se vogliono dare il loro contributo sono i benvenuti, dico no agli appelli qualunquisti e che accarezzano l’antipolitica come quello di Della Valle. E ricordo a tutti che l’essenza della politica è la partecipazione attiva al bene comune: riguarda anche gli interessi economici, ma non solo quelli. Il cuore del problema è far ripartire una grande alternativa possibile per rompere la gabbia del berlusconismo e offrire una prospettiva di governo al paese. Legalità, unità nazionale, valorizzare il merito, selezione democratica dei gruppi dirigenti, diritti civili. Questa è la proposta politica di Fli e del Terzo Polo, nonché la cifra più importante della discesa in campo di Fini quando ruppe col Pdl.

A proposito di Pdl. Gli scricchiolii aumentano.

Le defezioni dentro il Pdl né caratterizzeranno, sempre di più, in questa sua fase finale, la crisi. Avremo, presto, altre sorprese. Come Terzo Polo siamo molto attenti a quello cghe sta facendo Beppe Pisanu e la sua area e trovo vergognoso che si cerchi, da parte di esponenti dello stesso Pdl, di macchiarne l’immagine adamantina di miglior ministro dell’Interno degli ultimi decenni. Per quanto riguarda il futuro della legislatura, lo strumento referendario è una macchina messa in moto anche con il nostro contributo che non si fermerà. A quel punto, il premier vorrà andare a elezioni anticipate con questa legge elettorale perché è l’unica che gli garantisce, creando dal nulla un nuovo partito, di poter mandare in Parlamento una Guardia Repubblicana che ne difenda gli interessi e ne garantisca un minimo di rappresentanza politica. Di conseguenza, il Pdl si spaccherà in mille pezzi. Proprio come Fini aveva previsto. Voteremo nel 2012 con il Porcellum e la vera novità politica sarà il Terzo Polo, che non solo resterà unito ma si allargherà verso il Pdl e verso i settori più riformisti del Pd che non vogliono entrare nella riedizione della gioiosa macchina da guerra di Occhetto. Nascerà un’alleanza di centro inedita e attenta al merito e all’economia, come chiedono gli imprenditori, ma soprattutto attenta ai problemi della gente, ai diritti e alla cittadinanza.

Intanto, arrivano le intercettazioni, in Aula.

Berlusconi e le cricche puntano a difendere se stessi ma non vanno da nessuna parte. Forse metteranno la fiducia e passerà, ma nel Paese monteranno rabbia e indignazione. Sarà l’ultimo atto.

Si dice che lei potrebbe finire con Di Pietro…

E’ più facile che Di Pietro si iscriva a Fli….

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GRANATA:IL BERLUSCONISMO E’ FINITO,ORA NUOVO PARTITO DELLA NAZIONE

martedì, 31 maggio 2011

 “Futuro e Libertà rilanci il progetto di costruzione del Partito della Nazione e del patriottismo repubblicano, per archiviare definitivamente la stagione dei La Russa e dei Cosentino”. Lo dichiara in una nota il deputato di Futuro e Libertà, Fabio Granata. “A Milano e Napoli meglio la sinistra che la loro egemonia. Il berlusconismo è finito e il domani appartiene a noi, eredi della vera tradizione politica e culturale della destra repubblicana e legalitaria”, conclude Granata.

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AMMINISTRATIVE.GRANATA: FLI DECISIVO PER FAR VOLTARE PAGINA ALL’ITALIA

venerdì, 13 maggio 2011

 

 ”Futuro e Libertà sarà certamente decisivo in molte città, a partire da Milano, per far voltare pagina alla politica italiana e per accelerare la fine del berlusconismo”. Lo dichiara in una nota il deputato di Futuro e Libertà, Fabio  Granata e aggiunge: “Non saranno gli appelli alla parte più retriva della società a far recuperare consenso al Pdl e a Berlusconi e il nostro contributo sarà fondamentale in attesa della partita decisiva alle politiche. Legalità, Nazione, Merito per la rinascita italiana e per il patriottismo repubblicano”, conclude Granata.

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Gli attacchi ai pm un segnale ai mafiosi

giovedì, 12 maggio 2011

Vi proponiamo l’intervista rilasciata da Fabio Granata a “Il Riformista”.

«Le accuse a Pisapia? Ridicole. Ma attenzione: attaccando i pm di Milano e Napoli, i berlusconiani stanno lanciando messaggi pericolosi a chi controlla pacchetti di voti», dice il vicepresidente dell’Antimafia. «Dopo il voto, dialogo con la Lega».

Fabio Granata mette insieme «le accuse di Berlusconi e dei berlusconiani ai magistrati napoletani, alla procura di Palermo, a Ilda Boccassini». Il finiano vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dal Riformista, sostiene che «si tratta di una strategia mirata. Un chiaro segnale ai mafiosi, a quegli ambienti oscuri che controllano pacchetti consistenti di voti sul territorio».

Granata, il tema centrale delle ultime ore sono le accuse rivolte dalla Moratti a Pisapia.
Una cosa ridicola, semplicemente ridicola. Parlando di queste accuse inesistenti si rischia di mascherare lo stato di illegalità diffusa che sta caratterizzando la campagna elettorale del Pdl su gran parte del territorio nazionale.

In che senso, scusi?
Ma vi rendete conto che, stranamente, Berlusconi e i suoi stanno prendendo di mira tutti i magistrati impegnati nella lotta alle più importanti organizzazioni criminali che agiscono in questo Paese? L’attacco ai pubblici ministeri di Milano, culminati negli insulti a Ilda Boccassini. E poi le polemiche contro la procura di Palermo. Infine, le accuse che il presidente del Consiglio ha rivolto alla procura di Napoli, che è in prima fila nella sfida alla camorra.

Sta dicendo che…
Sto dicendo che non si tratta di battute estemporanee. Questa è una strategia mirata, fatta di messaggi molto pericolosi. Vogliono dire ai classici «ambienti oscuri», a quella zona grigia che sta tra i clan e la politica, che le mafie possono tranquillamente votare per loro.

Sta per caso dicendo che Berlusconi e i suoi stanno facendo campagna elettorale usando messaggi cripto-mafiosi?

Al di là delle etichette, in alcuni settori del Pdl si sta realizzando una nitida connessione con ambienti criminali. Con quegli stessi ambienti che, sul territorio, controllano pacchetti di voti non indifferenti.

Accuse tutt’altro che lievi, le sue. Significa che il Terzo Polo, di cui lei fa parte, farà di tutto pur di non agevolare i candidati di questo centrodestra al ballottaggio?

Sulle strategie future decideremo tutti insieme.

Però si può dire che, a Milano…
Milano è la partita principale. Lo ha fatto capire anche Berlusconi, che dal capoluogo lombardo ha fatto partire l’ennesimo referendum su se stesso. Noi lì sosteniamo la corsa di un candidato eccellente, Manfredi Palmeri.

Lasciando perdere i suoi compagni di strada, viene difficile immaginare il “cittadino” Granata che al secondo turno vota per la Moratti.

Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti.

E a Napoli? Il candidato del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, non ha chances di arrivare al secondo turno.
L’obiettivo principale è impedire che il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, diventi sindaco di Napoli. Se arrivasse al ballottaggio, noi avremmo delle buone alternative. A cominciare dal prefetto Morcone, che è in campo per il Pd. Quanto all’uomo dell’Italia dei valori, Luigi de Magistris, ha delle posizioni a volte “estreme”, diverse dalle nostre. Ma è senz’altro una persona perbene. Però, oltre alle sfide nelle città principali, invito tutti a prestare attenzione a quello che succederà a Latina e a Olbia. Sul primo fronte, dove noi siamo impegnati con la lista di Pennacchi, la curiosità è vedere se esiste ancora un elettorato moderato e di centrodestra libero da eventuali “condizionamenti”. A Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria.

Se il Cavaliere uscisse “ammaccato” dal voto, avrebbe ben altri problemi rispetto alla cittadinanza onoraria di Olbia. Non trova?

Sicuramente succederebbe qualcosa. Anche in Parlamento.

D’Alema, intervistato dal Piccolo di Trieste, è tornato a parlare della Santa Alleanza di tutti – Fini compreso – contro Berlusconi.
Ho visto. Però questo è un tema che affronteremo quando le prossime elezioni politiche avranno una data certa. Intanto va registrato che le opposizioni, in Parlamento, affrontano già moltissime battaglie insieme. E non è una cosa da poco.

Se Moratti perde Milano, tenterete di riagganciare la Lega?

Tolti quelli che puntano solo alla distruzione dell’avversario, in politica bisogna discutere con tutti. E quello con la Lega può diventare un dialogo molto importante. Il Carroccio, tra l’altro, esprime il miglior esponente di questo governo. Anzi, tolto il clamoroso errore che ha fatto a Napoli l’altro giorno, quando s’è presentato in città per sostenere il candidato di Cosentino, credo che Roberto Maroni sia il miglior ministro dell’Interno degli ultimi anni.

Scarica l’intervista in formato pdf

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Con Futuro e Libertà oltre ogni personalismo

lunedì, 14 febbraio 2011

La sfida politica e culturale che ieri abbiamo rilanciato da Milano richiede intelligenza, impegno, equilibrio, passione e generosità. L’entusiasmo di tante ragazze e tanti ragazzi e il loro contributo di idee e partecipazione deve trovare risposta adeguata da parte di tutti noi.

Sappiamo bene come, attraverso la macchina del fango, un potere politico ed economico spregiudicato e incattivito, abbia cercato e cerchi in ogni modo di ridimensionare la nostra “diversità” nei comportamenti pubblici e privati per uccidere la speranza nel cambiamento e poter affermare che “i politici sono tutti uguali”.

Alla luce di queste considerazioni, in questa fase iniziale della vita del movimento e prima che saranno i congressi ad esprimere classi dirigenti adeguate e rappresentative, dobbiamo avere misura e frenare le ambizioni personali.

Siamo tutti importanti ma nessuno di noi è indispensabile: per questo eliminiamo ogni polemica e iniziamo a costruire il radicamento del progetto attorno a Gianfranco Fini e alle nostre idee.

Altrimenti saranno i giovani ad essere definitivamente sconcertati dall’eccessiva considerazione che qualcuno di noi ha di se stesso.

Ricordiamoci sempre che le azioni devono essere coerenti con i proclami e con i principi: altrimenti potevamo restare comodi nel Pdl, complici silenti di questa cupio dissolvi del berlusconismo.

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Italiani coraggiosi: da Pericle a Futuro e Libertà

venerdì, 11 febbraio 2011

Oggi si costituisce a Milano la Destra Repubblicana, costituzionale, europea e legalitaria. Attorno al Manifesto per l’Italia nasce il nostro nuovo movimento politico.

Generazione Italia ha aperto la strada e ha rappresentato una straordinaria esperienza in questi mesi difficilissimi ma esaltanti. Generazione Italia come patrimonio “immateriale” dal quale nessuno potrà prescindere.

Meritocrazia, etica pubblica, innovazione, patriottismo repubblicano: attraverso questi valori possiamo contribuire alla costruzione di una nuova Italia, all’altezza della sua storia e della sua tradizione civile e politica.

Proprio per questo a Milano una comunità di donne e uomini liberi e un leader, Gianfranco Fini, iniziano un percorso complesso e affascinante per un progetto di rinascita nazionale.

Futuro e Libertà nasce per la legalità e per i giovani. Per il lavoro e l’innovazione. Nasce per l’Italia. Nasce sopratutto attraverso la forza e la passione di tanti italiani coraggiosi.

Organizzazione e linea politica saranno condivisi e decisi attraverso raffinati e modernissimi sistemi di democrazia partecipativa.

Ma l’essenza del Progetto resta scolpito da principi politici immortali che provengono dalle nostre radici classiche e occidentali.

“Sapere cosa fare, saperlo spiegare agli altri, amare la propria patria ed essere incorruttibili”. Ecco la vera sfida, al di là dei nemici esterni: essere adeguati e all’altezza di questi valori immortali.

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Navigare necesse est

sabato, 15 gennaio 2011

In questi giorni di preparativi per l’appuntamento di Milano, dentro Futuro e Libertà circolano molte preoccupazioni e perplessità sulla fase di transizione post 14 dicembre. Anche i sondaggi confermano una fase di stallo dopo lo straordinario entusiasmo sprigionato da Bastia Umbra.

In quella fase proprio dai giovani e dai settori della società italiana più culturalmente consapevoli provenivano le più ampie porzioni di consenso.

Una forza repubblicana e legalitaria caratterizzata da etica della responsabilità e da una volontà coraggiosa e precisa di chiudere un’epoca caratterizzata dalla presenza invasiva e totalizzante di Berlusconi e del berlusconismo, questa la nostra immagine.

Il coraggio e la nettezza delle scelte sembrava “premiarci” e ci spingeva a disegnare, sempre con maggiore forza e decisione, il profilo di una forza politica di destra ma allo stesso tempo in grado di superare le categorie politiche del 900 e di parlare al cuore della Nazione.

Fini veniva percepito dall’opinione pubblica come la sintesi, prima ancora che politica e culturale, antropologica ed estetica di questo progetto di cambiamento e le battaglie parlamentari per salvaguardare questioni fondamentali di legalità ridavano senso e orgoglio di “appartenenza” a tante donne e tanti uomini cresciuti nel mito di Paolo Borsellino e della bella politica.

Ammettiamolo: a distanza di poche settimane il clima politico che percepiamo attorno al nostro percorso è purtroppo cambiato.

Per questo il nostro mondo oggi, e subito, deve rilanciare la sfida con decisione attraverso una linea politica lungimirante e limpida, facendo ripartire con credibilità un grande appello all’impegno civile e alla cittadinanza attiva.

Per far questo bisogna recuperare lo spirito della prima Generazione Italia e tornare ad essere movimentisti, innovativi e intransigenti sui principi e sui valori.

Servono nuove dosi di coraggio e lungimiranza, costanza e passione: bandire ogni moderatismo ipocrita e ogni illusione di poter ricomporre l’attuale centro destra, in una parola.

Fini, a Bastia Umbra, al termine del suo straordinario intervento evocò la metafora della nave di Saint Exupery: “se vuoi costruire una nave non far raccogliere legna e non organizzare gli uomini, ma evoca la nostalgia del mare”.

La mia impressione è che questa “nostalgia” si sia diffusa in dimensioni incredibili tra chi ci sostiene e ci sprona ad andare avanti e che invece alcuni amici, sopratutto dopo il 14 dicembre, si siano preoccupati esclusivamente di “raccogliere legna e organizzare uomini”, magari in attesa di un “segnale” che scongiuri la partenza.

Invece è necessario navigare poiché alle nostre spalle ogni pontile è bruciato. Navigare tracciando nuove rotte e lasciandosi alle spalle vecchi mondi. Navigare da italiani coraggiosi.

Per ricostruire la Patria.

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Manifesto d’Ottobre: la qualità e la quantità di adesioni rappresentano il segnale di un “nuovo tempo”

mercoledì, 27 ottobre 2010

Ho partecipato ieri all’incontro milanese di presentazione del Manifesto d’Ottobre, del quale mi onoro di essere uno dei primi ispiratori. La quantità e la quantità delle adesioni al Manifesto rappresentano un segnale inequivocabile dell’apertura di tempi nuovi nella politica italiana.

Le categorie del ’900 sono finite e non spiegano più il mondo. Attorno al Manifesto d’Ottobre e all’appello al Patriottismo Repubblicano, di cui esso è interprete e testimone, sta nascendo un’area di dialogo tra cultura e politica della massima importanza e rilevanza.

Forse le cose possono cambiare e può essere archiviato lo stanco bipolarismo italiano che ha lasciato tutti insoddisfatti e che non parla più al cuore della società.

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