
Sono passati tanti anni e, come diceva una bella canzone,”ti risvegli una mattina e ti chiedi cosa è stato,ritornare nei pensieri alle cose del passato, a quel fazzoletto nero che conservi in un cassetto…”
Tanti giovani della destra d’alternativa al sistema caddero vittime, in quel periodo maledetto, della violenza politica che dilaniava l’Italia e incendiava le giovani generazioni: Alberto, Franco, Francesco, Stefano.
Non furono i primi, nè purtroppo gli ultimi. Oggi voglio ricordarli, rendendo onore alla loro Memoria, così come a quella di tutti gli altri giovani dell’epoca, miei coetanei di destra e di sinistra che si immolarono sull’altare della passione politica e di quella che, all’epoca chiamavamo “la rivoluzione”.
Oggi solo l’impegno per un’Italia migliore e più giusta, può rendere Onore, oltre ogni retorica, a quelle giovani vite che incendiarono, in quei lontani mesi di Gennaio i nostri cuori e le strade di Roma. Consapevoli, oggi più di ieri, che non morirono per un partito ma per una “certa Idea dell’Italia”: un’Italia rinnovata e nuovamente esempio di giustizia, qualità della vita, creatività e cultura.
Per una “rivoluzione”, appunto.
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