Articoli marcati con tag ‘Pdl’

Granata: A casa chi è sotto processo Miccichè non si faccia condizionare

mercoledì, 19 settembre 2012

Intervista di Fabio Granata su Repubblica

17 settembre 2012

«IMPARINO a dire dei no. Governare non è solo la capacità di individuare coalizioni e programmi. Ma anche la capacità di dire dei no sulle liste. Vale per tutti i candidati a governatore. Anche Miccichè impari a dire no a chi è rinviato a giudizio per mafia, corruzione o concussione. Non essere candidati non significa per forza avere ucciso. Si può anche stare fermi un giro». Non vuole passare per un moralista né per la reincarnazione di Saint Just. Ma crede che per la rinascita della Sicilia servano due “infrastrutture immateriali”: la legalità e l’ immagine. Ecco perché Fabio Granata, vice presidente di Fli della commissione nazionale Antimafia, chiede precise garanzie ai quattro principali candidati sulle “liste pulite”, con l’ applicazione del codice etico. La preoccupano anni di inchieste giudiziarie all’ Ars, che hanno coinvolto deputati e presidenti? «Molto. Occorre un passo avanti ben deciso da parte della buona politica. Nessuno può trincerarsi, come fa Musumeci, dietro l’ alibi della farina di cui si dispone. Se la farina gliela offrono Saverio Romano o Dell’ Utri sarei un po’ preoccupato. Bisogna sceglierla la farina con cui costruire la classe dirigente». Miccichè, che Fli sostiene, ha detto che valuterà caso per caso storie come quelle di Franco Mineo e di Riccardo Minardo. «Miccichè sbaglia. Il codice etico stabilisce criteri oggettivi, per evitare l’ antimafia a chiacchiere. Si evitinoi rischi di far subire all’ Ars un grave vulnus e alla Sicilia un danno d’ immagine se poi un assessore o un deputato va in galera. Lombardo ha applicato il codice su di sé: si è dimesso e non si ricandida. Fli lo applica e annunciamo un monitoraggio su tutte le liste». Lei chiede a tutti l’ applicazione del codice etico. Ma un reato qualsiasi non può essere oggetto di esclusione? «Il codice etico, che insieme a Pisanu ho scritto personalmente, è un filtro portentoso: prevede l’ impegno a non candidare chi è rinviato a giudizio per associazione a delinquere, senza e con l’ aggravante mafiosa, concussione e corruzione, traffico illecito di rifiuti e peculato. Fattispecie tutte di grave allarme sociale non reati qualsiasi. Abbiamo fissato un’ asticella abbastanza in equilibrio, né troppo alta né troppo bassa. Paolo Borsellino diceva, e io lo sottoscrivo per intero, che un politico non soltanto deve essere onesto ma deve sembrarlo». Cosa si aspetta da Miccichè e dagli altri a questo punto? «Li invito a dimostrare di non essere condizionati dai loro partiti e dalle forze che li sostengono. E c’ è una seconda questione che io pongo: la costituzione di parte civile del governo regionale al processo che si apre il 29 ottobre sulla trattativa Stato-mafia. Chi sarà governatore dovrà dare un messaggio chiaro, dicendo da che parte sta rispetto alla ‘ zona grigia’ delle collusioni tra la politica e Cosa nostra. Chi non ha questa sensibilità, non merita il consenso dei siciliani».

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Verità e giustizia sulle stragi.Granata:” Per questo alternativi al vecchio potere”

giovedì, 8 marzo 2012

 

Per certi versi, Futuro e Libertà nasce il 19 luglio 2010 con Fini in Via D’Amelio, riaffermando la volontà di verità e giustizia sui mandanti occulti della strage, ribadendo che Mangano era solo un criminale mafioso, rilanciando il pieno sostegno alle indagini e alla magistratura contro chi voleva insabbiare ogni cosa,rialzando in una parola la bandiera di Paolo Borsellino.

Anche per questo a Palermo e in Sicilia siamo alternativi al Pdl e al vecchio assetto di potere,senza se e senza ma:da Massimo Costa ai potenziali alleati, lo tengano tutti ben in mente.
Altrimenti ognuno per la sua strada.

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Si volta pagina

lunedì, 13 giugno 2011

Con l’esito del referendum inizia una pagina nuova per l’Italia.

Una pagina alla quale Fini e Futuro e Libertà hanno dato un contributo determinante,soprattutto iniziando l’azione di demolizione del sistema berlusconiano e andando avanti irriducibilmente, nonostante le dinamiche vergognose messe in movimento contro tutti noi.
La partecipazione attiva al voto referendario e, per molti di noi, il sostegno convinto ai 4 si ha dato un importante contributo al risultato che ci sembra sancire in modo definitivo il tramonto politico di Berlusconi e la fine del Pdl.
Si apre un grande e inatteso spazio politico per la destra repubblicana e costituzionale , a condizione che siano definitivamente e i richiami a un moderatismo privo di progetto.

E’ altresi  tempo che i pochissimi che   hanno  contrastato apertamente i referendum prendano  atto di non essere piu’ in sintonia con la nostra comunità umana e politica.
E’ tempo di volare alto: bisogna liberarsi dalla zavorra.

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Gli attacchi ai pm un segnale ai mafiosi

giovedì, 12 maggio 2011

Vi proponiamo l’intervista rilasciata da Fabio Granata a “Il Riformista”.

«Le accuse a Pisapia? Ridicole. Ma attenzione: attaccando i pm di Milano e Napoli, i berlusconiani stanno lanciando messaggi pericolosi a chi controlla pacchetti di voti», dice il vicepresidente dell’Antimafia. «Dopo il voto, dialogo con la Lega».

Fabio Granata mette insieme «le accuse di Berlusconi e dei berlusconiani ai magistrati napoletani, alla procura di Palermo, a Ilda Boccassini». Il finiano vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dal Riformista, sostiene che «si tratta di una strategia mirata. Un chiaro segnale ai mafiosi, a quegli ambienti oscuri che controllano pacchetti consistenti di voti sul territorio».

Granata, il tema centrale delle ultime ore sono le accuse rivolte dalla Moratti a Pisapia.
Una cosa ridicola, semplicemente ridicola. Parlando di queste accuse inesistenti si rischia di mascherare lo stato di illegalità diffusa che sta caratterizzando la campagna elettorale del Pdl su gran parte del territorio nazionale.

In che senso, scusi?
Ma vi rendete conto che, stranamente, Berlusconi e i suoi stanno prendendo di mira tutti i magistrati impegnati nella lotta alle più importanti organizzazioni criminali che agiscono in questo Paese? L’attacco ai pubblici ministeri di Milano, culminati negli insulti a Ilda Boccassini. E poi le polemiche contro la procura di Palermo. Infine, le accuse che il presidente del Consiglio ha rivolto alla procura di Napoli, che è in prima fila nella sfida alla camorra.

Sta dicendo che…
Sto dicendo che non si tratta di battute estemporanee. Questa è una strategia mirata, fatta di messaggi molto pericolosi. Vogliono dire ai classici «ambienti oscuri», a quella zona grigia che sta tra i clan e la politica, che le mafie possono tranquillamente votare per loro.

Sta per caso dicendo che Berlusconi e i suoi stanno facendo campagna elettorale usando messaggi cripto-mafiosi?

Al di là delle etichette, in alcuni settori del Pdl si sta realizzando una nitida connessione con ambienti criminali. Con quegli stessi ambienti che, sul territorio, controllano pacchetti di voti non indifferenti.

Accuse tutt’altro che lievi, le sue. Significa che il Terzo Polo, di cui lei fa parte, farà di tutto pur di non agevolare i candidati di questo centrodestra al ballottaggio?

Sulle strategie future decideremo tutti insieme.

Però si può dire che, a Milano…
Milano è la partita principale. Lo ha fatto capire anche Berlusconi, che dal capoluogo lombardo ha fatto partire l’ennesimo referendum su se stesso. Noi lì sosteniamo la corsa di un candidato eccellente, Manfredi Palmeri.

Lasciando perdere i suoi compagni di strada, viene difficile immaginare il “cittadino” Granata che al secondo turno vota per la Moratti.

Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti.

E a Napoli? Il candidato del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, non ha chances di arrivare al secondo turno.
L’obiettivo principale è impedire che il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, diventi sindaco di Napoli. Se arrivasse al ballottaggio, noi avremmo delle buone alternative. A cominciare dal prefetto Morcone, che è in campo per il Pd. Quanto all’uomo dell’Italia dei valori, Luigi de Magistris, ha delle posizioni a volte “estreme”, diverse dalle nostre. Ma è senz’altro una persona perbene. Però, oltre alle sfide nelle città principali, invito tutti a prestare attenzione a quello che succederà a Latina e a Olbia. Sul primo fronte, dove noi siamo impegnati con la lista di Pennacchi, la curiosità è vedere se esiste ancora un elettorato moderato e di centrodestra libero da eventuali “condizionamenti”. A Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria.

Se il Cavaliere uscisse “ammaccato” dal voto, avrebbe ben altri problemi rispetto alla cittadinanza onoraria di Olbia. Non trova?

Sicuramente succederebbe qualcosa. Anche in Parlamento.

D’Alema, intervistato dal Piccolo di Trieste, è tornato a parlare della Santa Alleanza di tutti – Fini compreso – contro Berlusconi.
Ho visto. Però questo è un tema che affronteremo quando le prossime elezioni politiche avranno una data certa. Intanto va registrato che le opposizioni, in Parlamento, affrontano già moltissime battaglie insieme. E non è una cosa da poco.

Se Moratti perde Milano, tenterete di riagganciare la Lega?

Tolti quelli che puntano solo alla distruzione dell’avversario, in politica bisogna discutere con tutti. E quello con la Lega può diventare un dialogo molto importante. Il Carroccio, tra l’altro, esprime il miglior esponente di questo governo. Anzi, tolto il clamoroso errore che ha fatto a Napoli l’altro giorno, quando s’è presentato in città per sostenere il candidato di Cosentino, credo che Roberto Maroni sia il miglior ministro dell’Interno degli ultimi anni.

Scarica l’intervista in formato pdf

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Alziamo la bandiera!

venerdì, 6 maggio 2011

Tra una settimana si voterà in molte città italiane e Futuro e Libertà, a due mesi dalla sua nascita, avrà il primo riscontro elettorale seppur in una elezione legata al territorio e al dato amministrativo.

Questa è quindi una settimana molto importante nella quale moltiplicare gli sforzi e l’impegno poiché si tratta dei giorni nei quali realmente si concretizza il lavoro fatto.

Un primo importante risultato è stato comunque raggiunto: aggregare sull’intero territorio nazionale una nuova comunità umana e politica che certamente crescerà nei prossimi mesi in modo esponenziale in radicamento e organizzazione.

E’ a tutti chiaro chi ha girato l’Italia in maniera instancabile, guidando la battaglia e chi ha invece preferito organizzare piccole correnti di nostalgici di Berlusconi e del Pdl.

Noi non ci curiamo neanche di queste piccole dinamiche e non ci appassiona rispondere con polemiche a chi sembra avere come unica ‘mission’ eterodiretta quella di spaccare Futuro e Libertà e pregiudicarne il cammino.

Andiamo avanti, quindi, consapevoli della difficoltà dell’intrapresa ma anche della sua importanza per l’Italia.

A fianco di Gianfranco Fini e definitivamente contro il sistema berlusconiano, il suo fallimento consumato tra compravendite di uomini e donne e illegalità diffusa, corruzione e rapporti disinvolti con i poteri oscuri e criminali.

Andiamo avanti in difesa di ‘una certa idea dell’Italia’.

Alziamo la Bandiera allora: da italiani coraggiosi contro tutti i prepotenti e i nemici della Patria e contro tutti i nostalgici, i ‘responsabili’ e i disponibili…

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GRANATA: ARRESTI CANDIDATI PDL, SOTTOVALUTAZIONE E COMPLICITÀ NELLA MANCATA VIGILANZA SUI CANDIDATI

martedì, 3 maggio 2011

Il vice presidente della Commissione Parlamentare antimafia Fabio Granata ritiene “vergognoso l’atteggiamento di alcuni partiti, Pdl in testa, nel sottovalutare la vigilanza dovuta sulle candidature per le elezioni amministrative, continuando in tal modo a mantenere varchi spalancati all’infiltrazione delle mafie nel tessuto politico e istituzionale”. Granata aggiunge, “già per le Regionali con il Presidente Giuseppe Pisanu abbiamo approvato un codice etico molto rigoroso che è stato trasgredito per oltre quaranta candidature. In quell’occasione il Pdl fu l’unico partito a sottovalutare l’importanza del codice e a non sottoscriverlo. Oggi lo riproponiamo con forza a tutti i partiti poiché le Comunali e le Provinciali rappresentano le elezioni più delicate per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose nelle liste. Anche in questo caso misureremo la coerenza dei partiti dai fatti”, conclude Granata.

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Schiaffo al Parlamento e all’Italia: siamo in emergenza democratica

mercoledì, 30 marzo 2011

Mentre è in corso una guerra a due passi dai nostri confini e l’emergenza dei rifugiati ha drammaticamente sconvolto la vita di Lampedusa, il Pdl e la Lega non trovano di meglio da fare che tornare ad occupare il Parlamento con i problemi giudiziari del Premier.

Per costoro la sola emergenza dell’Italia è rappresentata dalla necessità di salvare Berlusconi dai suoi processi.

Spero che questo ennesimo schiaffo al Parlamento e agli italiani renda chiaro a tutti, anche all’interno della opposizione, della sostanziale emergenza democratica che attraversiamo.

Altro che post-berlusconismo: fin quando l’Italia non riuscirà a liberarsi di questo Governo e di questo Premier al declino non ci sarà fine.

Futuro e Libertà costruisca in Parlamento e nelle piazze antagonismo sociale e politico al berlusconismo e ai suoi ascari.

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Patriottismo Repubblicano, oltre la destra e la sinistra

lunedì, 7 marzo 2011

Ieri a Roma sullo sfondo del palcoscenico dell’Adriano, accanto al nostro bel simbolo, si notava la riproduzione ossessiva di uno slogan, “il vero centrodestra”, diventato una sorta di “coperta di Linus” per futuristi in crisi di identità…

Con franchezza vorrei dire che sono veramente stanco, e per certi versi nauseato, da tutta una serie di “perimetri e steccati” costruiti attorno a Gianfranco Fini per limitarne lo straordinario potenziale di rappresentanza della nuova Italia e di una politica nuova.

Affermare che veniamo da Destra è scontato, ma a dare forza al nostro progetto c’è molto di più e di più complesso.

In un passaggio epocale nel quale le categorie politiche del ’900 non riescono più a spiegare il mondo, la nostra grande ambizione è quella di rappresentare e costruire il movimento del Patriottismo Repubblicano e costituzionale.

Gli strascichi di qualche piccola ambizione personale frustrata rischia invece di determinare una dinamica nella quale, dopo la zavorra rappresentata da alcuni personaggi poi regolarmente approdati alle aree di responsabilità e coesione nazionale, dovremmo adesso sorbirci quella di un diuturno richiamo alla perimetrazione rigida e inesorabile nel centrodestra.

In questa logica ci si rifugia nell’ipocrita formula del postberlusconismo, come se la “ragione sociale” della nascita del nostro progetto non fosse intimamente collegata alla deriva incarnata dal Premier e dai suoi uomini.

Fini e Futuro e Libertà hanno rappresentato una speranza per tanti italiani di destra e non di destra: per questo bisogna essere avanguardia culturale e politica ben oltre ogni posizionamento scontato.

Sui referendum, ad esempio, io rappresento un’area contraria al nucleare, favorevole alla gestione pubblica dell’acqua e contro ogni meccanismo ad personam di “legittimo impedimento”, ma non ho l’arroganza di indicare questa mia sensibilità come “linea di partito”. Quei provvedimenti furono infatti sostenuti in un altro quadro politico: ora che tutto è cambiato tutto va democraticamente ridiscusso al nostro interno.

Non dimentichiamo, infine, che Fini e alcuni di noi sono stati espulsi dal Pdl e da Berlusconi perché difendevano la legalità, l’etica pubblica e la coesione sociale e culturale della nazione in nome di una certa “idea dell’Italia”.

Il 14 dicembre la sfiducia da noi proposta e votata è stata conseguenza logica e doverosa di quel percorso: chi oggi, dall’interno di Fli e mentre si costituisce in corrente, mette in dubbio la bontà di quelle scelte, dà implicitamente ragione ai “quaquaraquà” di cui ieri parlava Gianfranco Fini. E al groviglio di interessi torbidi ai quali il nostro progetto fa paura.

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Piazza, bella piazza

lunedì, 20 dicembre 2010

Nei nostri ricordi giovanili e antagonisti le manifestazioni di piazza hanno sempre rappresentato un tassello di memoria indelebile e bellissimo.

E’ attraverso le bandiere alzate al sole e i canti lanciati al vento che generazioni intere hanno manifestato partecipazione politica e impegno sociale, rappresentato idee e sogni, alimentato passione e militanza e speranza di cambiamento, al di là della “barricata” più o meno istintivamente, o consapevolmente, scelta.

Forse per questo oggi ascoltare alcune parole oscene e demenziali che teorizzano arresti preventivi e deportazioni cautelative del dissenso indigna e fa crescere in modo esponenziale il nostro disgusto verso questa caricatura di una destra dalla bava alla bocca e capace di forza e autorità solo e sempre verso obiettivi sbagliati.

Mai ho sentito tanti fieri teorici del nuovo corso “legge e ordine” accennare un vagito di dissenso sul salvataggio dalla galera e dalle inchieste di molti dirigenti di partito o di parlamentari collusi con mafie e cricche.

Mai, in nome della legalità, abbiamo percepito, da alcuni ex “compagni di partito”, un qualche piccolo accenno di dubbio o perplessità su proposte legislative vergognose che, senza la nostra vigilanza attiva in Parlamento e la nostra azione politica, sarebbero diventate leggi della Repubblica, devastando il sistema giudiziario italiano, oltre quello investigativo.

In questo declino della nazione e in questa crisi etica, economica e culturale i giovani, gli studenti, il mondo della cultura, in forma diversa, hanno lanciato un grido d’allarme e di profondo dissenso verso un potere che sembra sempre più assumere le sembianze di un regime.

Noi vogliamo ascoltare con attenzione e rispetto queste voci e cercare di interpretarle politicamente.

E sopratutto non intendiamo criminalizzare una intera generazione, magari per poter far dimenticare la corruzione e la devastazione morale dilagante in questo “crepuscolo del berlusconismo”.

Oggi come ieri, noi ribelli di un tempo, sappiamo che “La Patria è di chi si batte”.

E di chi vuole mettersi in gioco per cambiare le cose, oltre e contro il potere e il condizionamento del denaro e la corruzione dei comportamenti.

Oggi, come ieri, siamo 10.000 volte più vicini a chi protesta e “vuole cambiare il mondo” rispetto a chi acclama Scilipoti o Catia Polidori per manifestare tutto il suo smisurato servilismo verso i grandi corruttori della politica e della vita pubblica italiana.

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Voltiamo pagina: il berlusconismo è finito

martedì, 30 novembre 2010

Il berlusconismo è finito, naufragato nel crollo della credibilità internazionale dell’Italia e del Premier, nella questione morale, nei rifiuti di Napoli, nelle rovine del centro storico dell’Aquila e nei crolli di Pompei. Negli affari delle cricche e nel dilagare dei sistemi criminali. Nella disperazione dei giovani e nelle famiglie che non arrivano a fine mese e nella disoccupazione dilagante.

E’ questo il vero tradimento consumato verso gli italiani: non aver saputo governare l’Italia e aver anteposto al “far bene cose di interesse comune” i problemi giudiziari del Premier e gli interessi di pochi.

Iniziano giorni decisivi: i nostri gruppi parlamentari hanno il compito, per certi versi storico, di sancire la fine del berlusconismo e consentire l’apertura di una stagione nuova per la politica italiana.

Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza del compito, anche in nome di una storia politica antica e nobile, nata molto prima di Silvio Berlusconi e che certamente gli sopravviverà.

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