Articoli marcati con tag ‘politica’

Con Futuro e Libertà oltre ogni personalismo

lunedì, 14 febbraio 2011

La sfida politica e culturale che ieri abbiamo rilanciato da Milano richiede intelligenza, impegno, equilibrio, passione e generosità. L’entusiasmo di tante ragazze e tanti ragazzi e il loro contributo di idee e partecipazione deve trovare risposta adeguata da parte di tutti noi.

Sappiamo bene come, attraverso la macchina del fango, un potere politico ed economico spregiudicato e incattivito, abbia cercato e cerchi in ogni modo di ridimensionare la nostra “diversità” nei comportamenti pubblici e privati per uccidere la speranza nel cambiamento e poter affermare che “i politici sono tutti uguali”.

Alla luce di queste considerazioni, in questa fase iniziale della vita del movimento e prima che saranno i congressi ad esprimere classi dirigenti adeguate e rappresentative, dobbiamo avere misura e frenare le ambizioni personali.

Siamo tutti importanti ma nessuno di noi è indispensabile: per questo eliminiamo ogni polemica e iniziamo a costruire il radicamento del progetto attorno a Gianfranco Fini e alle nostre idee.

Altrimenti saranno i giovani ad essere definitivamente sconcertati dall’eccessiva considerazione che qualcuno di noi ha di se stesso.

Ricordiamoci sempre che le azioni devono essere coerenti con i proclami e con i principi: altrimenti potevamo restare comodi nel Pdl, complici silenti di questa cupio dissolvi del berlusconismo.

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Italiani coraggiosi: da Pericle a Futuro e Libertà

venerdì, 11 febbraio 2011

Oggi si costituisce a Milano la Destra Repubblicana, costituzionale, europea e legalitaria. Attorno al Manifesto per l’Italia nasce il nostro nuovo movimento politico.

Generazione Italia ha aperto la strada e ha rappresentato una straordinaria esperienza in questi mesi difficilissimi ma esaltanti. Generazione Italia come patrimonio “immateriale” dal quale nessuno potrà prescindere.

Meritocrazia, etica pubblica, innovazione, patriottismo repubblicano: attraverso questi valori possiamo contribuire alla costruzione di una nuova Italia, all’altezza della sua storia e della sua tradizione civile e politica.

Proprio per questo a Milano una comunità di donne e uomini liberi e un leader, Gianfranco Fini, iniziano un percorso complesso e affascinante per un progetto di rinascita nazionale.

Futuro e Libertà nasce per la legalità e per i giovani. Per il lavoro e l’innovazione. Nasce per l’Italia. Nasce sopratutto attraverso la forza e la passione di tanti italiani coraggiosi.

Organizzazione e linea politica saranno condivisi e decisi attraverso raffinati e modernissimi sistemi di democrazia partecipativa.

Ma l’essenza del Progetto resta scolpito da principi politici immortali che provengono dalle nostre radici classiche e occidentali.

“Sapere cosa fare, saperlo spiegare agli altri, amare la propria patria ed essere incorruttibili”. Ecco la vera sfida, al di là dei nemici esterni: essere adeguati e all’altezza di questi valori immortali.

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Non ci fermeranno

venerdì, 28 gennaio 2011

Dopo la vergognosa sceneggiata del fattorino Frattini, che su qualsiasi argomento intervenga riesce a dire sempre le stesse cose, con la stessa nenia e con lo sguardo sempre perduto in un punto non precisato dell’orizzonte, continua il tentativo di confondere le acque e di distogliere l’attenzione degli italiani dalle gravissime vicende che rendono insostenibile la permanenza di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

E dopo la barzelletta riproposta maldestramente di Montecarlo da un partito come il Pdl, oramai ricettacolo di cricche, affaristi e indagati per reati mafiosi parte un attacco ridicolo e comunque gravissimo contro me, Bocchino e Briguglio su questioni tanto fantomatiche quanto inesistenti.

A questo punto non abbiamo più dubbi: Berlusconi e i suoi accoliti sono un pericolo per la democrazia e il gigantesco potere economico e mediatico di cui dispone verrà sempre più utilizzato per delegittimare e tentare di distruggere l’opposizione, iniziando dalla Destra repubblicana e legalitaria.

Di una cosa siano certi il Premier e i suoi ascari: avranno durissime e adeguate risposte, in ogni sede, in nome della legalità repubblicana  e per tutelare la nostra vita da sempre dedicata alla politica in modo disinteressato e trasparente. Far bene cose di interesse comune: sempre e solo questa la nostra stella polare.

Agli amici di Mangano e di Carboni, ai frequentatori di prostitute e di minorenni, ai complici di speculazioni, affari e sistemi criminali diciamo semplicemente che non ci intimoriscono con i loro dossier costruiti sul nulla e con la loro arrogante rivendicazione di impunità.

Stiano certi: non ci fermeranno.

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19 gennaio: diventerà bellissima

mercoledì, 19 gennaio 2011

Oggi è il compleanno di Paolo Borsellino, eroe italiano.

Nel ricordarlo, in suo nome e per onorarne il sacrificio, la Destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo deve dare un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie.

Soprattutto liberarla dalla decadenza vergognosa e da “basso impero” che emerge dalle cronache di questi giorni.

Borsellino si è sacrificato per una certa idea dell’Italia, mai perdendo la speranza nel cambiamento e nei giovani. Noi dobbiamo esserne all’altezza chiudendo definitivamente una fase politica e liberando l’Italia.

Solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle recenti e coraggiose rotture.

La nostra politica deve parlare di etica pubblica e senso di responsabilità e diffondere il messaggio opposto alle tristi pagine di questi giorni.

Il Sovrano che si nutre della prostituzione e del corpo di giovanissime donne e della prostituzione politica di tanti, che lo hanno illusoriamente salvato il 14 dicembre: due facce della stessa medaglia di decadenza e perdita di ogni dignità.

L’Italia merita di più e può “ridiventare bellissima”, come auspicava Paolo per la nostra Sicilia.

Questo il nostro compito. Questo il nostro difficile cammino.

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Navigare necesse est

sabato, 15 gennaio 2011

In questi giorni di preparativi per l’appuntamento di Milano, dentro Futuro e Libertà circolano molte preoccupazioni e perplessità sulla fase di transizione post 14 dicembre. Anche i sondaggi confermano una fase di stallo dopo lo straordinario entusiasmo sprigionato da Bastia Umbra.

In quella fase proprio dai giovani e dai settori della società italiana più culturalmente consapevoli provenivano le più ampie porzioni di consenso.

Una forza repubblicana e legalitaria caratterizzata da etica della responsabilità e da una volontà coraggiosa e precisa di chiudere un’epoca caratterizzata dalla presenza invasiva e totalizzante di Berlusconi e del berlusconismo, questa la nostra immagine.

Il coraggio e la nettezza delle scelte sembrava “premiarci” e ci spingeva a disegnare, sempre con maggiore forza e decisione, il profilo di una forza politica di destra ma allo stesso tempo in grado di superare le categorie politiche del 900 e di parlare al cuore della Nazione.

Fini veniva percepito dall’opinione pubblica come la sintesi, prima ancora che politica e culturale, antropologica ed estetica di questo progetto di cambiamento e le battaglie parlamentari per salvaguardare questioni fondamentali di legalità ridavano senso e orgoglio di “appartenenza” a tante donne e tanti uomini cresciuti nel mito di Paolo Borsellino e della bella politica.

Ammettiamolo: a distanza di poche settimane il clima politico che percepiamo attorno al nostro percorso è purtroppo cambiato.

Per questo il nostro mondo oggi, e subito, deve rilanciare la sfida con decisione attraverso una linea politica lungimirante e limpida, facendo ripartire con credibilità un grande appello all’impegno civile e alla cittadinanza attiva.

Per far questo bisogna recuperare lo spirito della prima Generazione Italia e tornare ad essere movimentisti, innovativi e intransigenti sui principi e sui valori.

Servono nuove dosi di coraggio e lungimiranza, costanza e passione: bandire ogni moderatismo ipocrita e ogni illusione di poter ricomporre l’attuale centro destra, in una parola.

Fini, a Bastia Umbra, al termine del suo straordinario intervento evocò la metafora della nave di Saint Exupery: “se vuoi costruire una nave non far raccogliere legna e non organizzare gli uomini, ma evoca la nostalgia del mare”.

La mia impressione è che questa “nostalgia” si sia diffusa in dimensioni incredibili tra chi ci sostiene e ci sprona ad andare avanti e che invece alcuni amici, sopratutto dopo il 14 dicembre, si siano preoccupati esclusivamente di “raccogliere legna e organizzare uomini”, magari in attesa di un “segnale” che scongiuri la partenza.

Invece è necessario navigare poiché alle nostre spalle ogni pontile è bruciato. Navigare tracciando nuove rotte e lasciandosi alle spalle vecchi mondi. Navigare da italiani coraggiosi.

Per ricostruire la Patria.

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L’entusiasmo di Bastia contro i filosofi della Magna Grecia

giovedì, 6 gennaio 2011

In questi giorni di ripresa dell’attività politica, alcuni amici sono stati protagonisti di curiose quanto sofferte riflessioni sul “che fare”.

Sinceramente hanno destato, e credo non soltanto in chi scrive, più di una perplessità poiché sembrano frutto di una rimozione mentale, misteriosa e preoccupante, sulle vicende che hanno portato la nostra comunità umana e politica dalla rottura con il Pdl, dopo mesi di minacce, aggressioni mediatiche, intrighi e aspre battaglie, alla sfiducia del 14 Dicembre.

Mi sembra di ricordare che Futuro e Liberta a Bastia Umbra abbia indicato un percorso fortemente condiviso dalla nostra base militante e d’opinione: costruire l’alternativa politica a Berlusconi e al berlusconismo. Ricordo nitidamente gli interventi appassionati e coerenti di tutti nostri parlamentari, anche dei tre che poi, “fulminati sulla Via di Damasco”, hanno dato vita ad uno dei voltafaccia piu disgustosi e imbarazzanti della storia repubblicana.

A Bastia, tra i tanti interventi, quello di Pasquale Viespoli fece apparire moderato e impallidire, per radicalismo di toni e contenuti, anche quello del sottoscritto e tutti gli interventi dei cosiddetti “falchi”.

Il resto è storia recente ma, dopo il voto di sfiducia, improvvisamente, alcuni amici sembrano aver perso la memoria e rimosso le polemiche feroci di luglio, la questione morale, la farsa dei probiviri, l’espulsione di Fini.

Nessuna rimembranza sulla vergognosa gogna mediatica nei confronti di Gianfranco Fini e sulla vera motivazione della costituzione dei gruppi parlamentari autonomi, per arrivare alla costruzione di un movimento politico che rappresentasse la destra repubblicana e legalitaria. Quindi, il voto di sfiducia e la “gloriosa” pagina del 14 dicembre.

Rimuovendo come non esistente la vergognosa campagna acquisti e dimenticando i toni sempre oscillanti tra l’insulto e la minaccia nei nostri confronti, oltre che la insidiosa quanto squallida azione di logoramento e delegitimazione, ecco che improvvisamente si attacca la linea di Bastia Umbra, si prova a gettare la croce su alcuni di noi e, magia, ci si riscopre “responsabili”, teorizzando con argomentazioni sofferte il passaggio dalla mozione di sfiducia al patto di legislatura…

A questi amici, con semplicità e franchezza, e credo in buona compagnia, rispondo che non è che è stata sbagliata la linea: hanno semplicemente “acquistato” 3 dei nostri parlamentari, salvandosi in calcio d’angolo grazie ad un drappello di ascari.

E faccio inoltre sommessamente notare che tutto questo logoramento sui “finiani pronti a passare”, parallelamene al combinato disposti delle aperture illogiche ad un nuovo sostegno a Berlusconi, sono utili solo a farci arrivare “svuotati” a Milano e a farci perdere il sostegno e l’entusiasmo di chi ha creduto e crede ancora in “una certa idea dell’Italia e della Politica”.

Per questo appare francamente imbarazzante ogni richiamo al generico “senso di responsabilità” o a improbabili patti di legislatura, peraltro regolarmente rispediti al mittente, con arroganza, da Berlusconi.

La nostra risposta deve essere politica e culturale. E deve essere alternativa a Berlusconi e al berlusconismo, in coerenza con le ragioni per le quali siamo nati e sulle quali abbiamo costruito un percorso di rottura. E per le quali siamo passati all’opposizione.

Solo così daremo senso all’appuntamento congressuale di Milano: il resto sono solo chiacchiere da filosofi della “Magna Grecia”.

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Piazza, bella piazza

lunedì, 20 dicembre 2010

Nei nostri ricordi giovanili e antagonisti le manifestazioni di piazza hanno sempre rappresentato un tassello di memoria indelebile e bellissimo.

E’ attraverso le bandiere alzate al sole e i canti lanciati al vento che generazioni intere hanno manifestato partecipazione politica e impegno sociale, rappresentato idee e sogni, alimentato passione e militanza e speranza di cambiamento, al di là della “barricata” più o meno istintivamente, o consapevolmente, scelta.

Forse per questo oggi ascoltare alcune parole oscene e demenziali che teorizzano arresti preventivi e deportazioni cautelative del dissenso indigna e fa crescere in modo esponenziale il nostro disgusto verso questa caricatura di una destra dalla bava alla bocca e capace di forza e autorità solo e sempre verso obiettivi sbagliati.

Mai ho sentito tanti fieri teorici del nuovo corso “legge e ordine” accennare un vagito di dissenso sul salvataggio dalla galera e dalle inchieste di molti dirigenti di partito o di parlamentari collusi con mafie e cricche.

Mai, in nome della legalità, abbiamo percepito, da alcuni ex “compagni di partito”, un qualche piccolo accenno di dubbio o perplessità su proposte legislative vergognose che, senza la nostra vigilanza attiva in Parlamento e la nostra azione politica, sarebbero diventate leggi della Repubblica, devastando il sistema giudiziario italiano, oltre quello investigativo.

In questo declino della nazione e in questa crisi etica, economica e culturale i giovani, gli studenti, il mondo della cultura, in forma diversa, hanno lanciato un grido d’allarme e di profondo dissenso verso un potere che sembra sempre più assumere le sembianze di un regime.

Noi vogliamo ascoltare con attenzione e rispetto queste voci e cercare di interpretarle politicamente.

E sopratutto non intendiamo criminalizzare una intera generazione, magari per poter far dimenticare la corruzione e la devastazione morale dilagante in questo “crepuscolo del berlusconismo”.

Oggi come ieri, noi ribelli di un tempo, sappiamo che “La Patria è di chi si batte”.

E di chi vuole mettersi in gioco per cambiare le cose, oltre e contro il potere e il condizionamento del denaro e la corruzione dei comportamenti.

Oggi, come ieri, siamo 10.000 volte più vicini a chi protesta e “vuole cambiare il mondo” rispetto a chi acclama Scilipoti o Catia Polidori per manifestare tutto il suo smisurato servilismo verso i grandi corruttori della politica e della vita pubblica italiana.

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Per l’Italia

mercoledì, 15 dicembre 2010

“Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada.
Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell’uomo.
Non vogliamo morire con nessuno ch’abbia paura di morir con noi”

Enrico V – William Shakespeare

Queste parole immortali non per raccontare una sconfitta ma per rivendicare il valore del coraggio, della lealtà e della coerenza.

Contro il potere del Dio Denaro e la miseria di piccoli uomini e piccole donne.

Per l’Italia.

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Caro Gianfranco, comunque grazie

lunedì, 13 dicembre 2010

Caro Gianfranco, a 24 ore dal voto di fiducia, credo sia giusto dirti grazie.

Grazie per aver scelto ciò che era giusto rispetto a ciò che era utile.

Grazie per aver ridato entusiasmo ai giovani e forza a tutti noi.

Grazie per aver alzato quel dito contro la prepotenza e la prevaricazione.

Grazie per essere venuto in Via D’Amelio, rivendicando la memoria di Paolo Borsellino.

Grazie per aver tollerato qualche gesto anarchico e futurista di troppo, ma sempre in nome di una certa idea dell’Italia.

Grazie sopratutto per averci ridato una Bandiera e aver aperto una prospettiva politica nuova e lungimirante.

L’Italia rappresenta una Storia unica al mondo, la più grande stratificazione culturale del pianeta, un “luogo dell’Anima” e una dimensione del vivere smagliante.

Tutto questo non poteva essere ancora mortificato a lungo da una visione della politica autoreferenziale e propagandistica, condizionata, quando non guidata, da interessi particolari, cricche, mafie e uomini privi di scrupolo.

Oggi, comunque vada, si chiude un’epoca e se ne apre un’altra: per questo gli italiani, e sopratutto i giovani devono e dovranno esserti riconoscenti.

A noi, che più da vicino abbiamo con te condiviso questa stagione esaltante e drammatica, hai ridato consapevolezza, lotta, passione e furore. Di tutto questo ti ringraziamo.

Lungimirante e coraggioso, hai rimesso in movimento la speranza.

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Voltiamo pagina: il berlusconismo è finito

martedì, 30 novembre 2010

Il berlusconismo è finito, naufragato nel crollo della credibilità internazionale dell’Italia e del Premier, nella questione morale, nei rifiuti di Napoli, nelle rovine del centro storico dell’Aquila e nei crolli di Pompei. Negli affari delle cricche e nel dilagare dei sistemi criminali. Nella disperazione dei giovani e nelle famiglie che non arrivano a fine mese e nella disoccupazione dilagante.

E’ questo il vero tradimento consumato verso gli italiani: non aver saputo governare l’Italia e aver anteposto al “far bene cose di interesse comune” i problemi giudiziari del Premier e gli interessi di pochi.

Iniziano giorni decisivi: i nostri gruppi parlamentari hanno il compito, per certi versi storico, di sancire la fine del berlusconismo e consentire l’apertura di una stagione nuova per la politica italiana.

Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza del compito, anche in nome di una storia politica antica e nobile, nata molto prima di Silvio Berlusconi e che certamente gli sopravviverà.

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