Articoli marcati con tag ‘politica’

Voltiamo pagina: il berlusconismo è finito

martedì, 30 novembre 2010

Il berlusconismo è finito, naufragato nel crollo della credibilità internazionale dell’Italia e del Premier, nella questione morale, nei rifiuti di Napoli, nelle rovine del centro storico dell’Aquila e nei crolli di Pompei. Negli affari delle cricche e nel dilagare dei sistemi criminali. Nella disperazione dei giovani e nelle famiglie che non arrivano a fine mese e nella disoccupazione dilagante.

E’ questo il vero tradimento consumato verso gli italiani: non aver saputo governare l’Italia e aver anteposto al “far bene cose di interesse comune” i problemi giudiziari del Premier e gli interessi di pochi.

Iniziano giorni decisivi: i nostri gruppi parlamentari hanno il compito, per certi versi storico, di sancire la fine del berlusconismo e consentire l’apertura di una stagione nuova per la politica italiana.

Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza del compito, anche in nome di una storia politica antica e nobile, nata molto prima di Silvio Berlusconi e che certamente gli sopravviverà.

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Moderni, sociali e futuristi

sabato, 27 novembre 2010

L’aver deciso, su loro invito, di incontrare i ricercatori sul tetto della facoltà di Architettura ha tracciato la differenza tra chi criminalizza ogni forma di dissenso e chi invece, nella chiarezza delle posizioni politiche e culturali, ritiene che dietro la straordinaria mobilitazione del mondo della scuola e della università ci sia ben altro che l’opposizione ad una riforma.

A Pier Luigi Battista diciamo semplicemente che senza Futuro e Libertà quei principi di meritocrazia, la fine di parentopoli, l’apertura di un percorso per la stabilizzazione meritocratica dei ricercatori e per i diritti degli associati, i fondi per le borse di studio e per il funzionamento ordinario dell’Università sarebbero scomparsi nei tagli orizzontali e irrazionali di Tremonti e nella fragile capacità e forza di rappresentanza politica dell’attuale Ministro dell’Università.

Detto questo, una forza politica movimentista e attenta a ciò che di muove nella società non può non avere una sensibilità sociale e culturale distante anni luce da un moderatismo senza anima e senza progetto, capace solo di vedere nemici in chiunque turbi la rappresentazione, falsa, di una nazione dove “va tutto bene e a gonfie vele”.

Già una volta, nel 68, la destra politica non capì che dietro la mobilitazione straordinaria dei giovani non c’era soltanto cattiva ideologia o strumentalizzazione. Ieri come oggi c’è sopratutto voglia di senso e di qualità del vivere. Voglia di futuro e di partecipazione.

Per questo siamo saliti su quel tetto: non per discutere semplicemente di una riforma ma per contribuire, nel metodo e nell’estetica dell’agire politico alla costruzione di un movimento che non rifaccia errori tragici e che non si faccia “nemica” l’ennesima Generazione.

Una forza sociale, moderna e futurista che sappia parlare all’Italia migliore e che sappia ascoltare i segnali di vita e di speranza.

L’unica che vale la pena di costruire. L’unica che serve all’Italia di oggi.

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Ci bombardano di offerte, ma non siamo in vendita

lunedì, 22 novembre 2010

Onorevole Granata, è vero che Fini ha adombrato una pacificazione con Berlusconi perché vi stavano spolpando il gruppo?

Nemmeno per sogno. Primo: Fini non ha adombrato niente. Secondo: il nostro gruppo, malgrado tutte le invettive che ci inseguono, resta compatto.

Leggi l’intera intervista rilasciata da Fabio Granata al Fatto Quotidiano il 20 novembre 2010.

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Avanti per la Terza Repubblica

martedì, 16 novembre 2010

Tra mille ostacoli e difficoltà il progetto politico di Gianfranco Fini inizia a delineare concretamente una prospettiva nuova per l’Italia: la Terza Repubblica.

Possiamo ben dire di avere attinto alla tradizione politica del Modello Italiano, caratterizzato da passione e furore, e di esserne stati all’altezza e aver determinato una potente opportunità di chiusura definitiva di una fase di declino nazionale.

Comunque vada, il berlusconismo è finito e inizia una nuova fase tanto delicata quanto densa di opportunità. Che però va vissuta senza ripensamenti e moderatismi di ritorno.

L’Italia rappresenta la più straordinaria storia del pianeta, la sua stratificazione culturale non ha eguali come il suo genio che attraversa prepotente fin dalle origini la civilizzazione occidentale.

Questo patrimonio può e deve diventare consapevolezza che un’altra Italia è possibile: bella, colta, civile, solidale, appassionata e ingegnosa.

Il nostro merito più grande, ma anche il nostro compito più gravoso, consiste ora nell’indicare la direzione per costruire una nuova stagione politica e civile, definitivamente oltre il berlusconismo senza anima e la triste e lunghissima “transizione italiana”.

Qui e ora, senza alchimie e riflessi condizionati, torcicolli e ipocrisie facciamo saltare il vecchio quadro politico e determiniamo alleanze inedite e strategie lungimiranti esclusivamente sulla condivisione di valori e sogni, oltre i vecchi schemi.

Solo così cancelleremo definitivamente cricche, mafie e una certa idea di italietta.

Una Terza Repubblica da fondare subito e con decisionismo appassionato, per riuscire finalmente a far riemergere e rappresentare l’Italia profonda, oltre gli alibi di parole oramai vuote di significato e di categorie politiche del ’900 che non sono più in grado di spiegare, e tanto meno governare, il mondo.

Serve coraggio e determinazione: ma il varco che abbiamo aperto va immediatamente consolidato con una capacità inedita di fare cose che fino a ieri potevano sembrare impossibili.

Chiamiamo a raccolta chi ci sta e iniziamo una nuova fase nella vita nazionale: oltre la vecchia destra e la vecchia sinistra.

Semplicemente per l’Italia.

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Manifesto per l’Italia

lunedì, 15 novembre 2010

Da Perugia è partita una nuova stagione per la politica in Italia.
Questo il testo del Manifesto per l’Italia che il presidente Gianfranco Fini e tutti i dirigenti e gli aderenti a Futuro e Libertà hanno idealmente condiviso e sottoscritto.

Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente; una Nazione di cittadini liberi, che credono nell’etica della responsabilità.

Noi vogliamo un’Italia in cui i cittadini che fanno il loro dovere godano di diritti certi, garantiti da uno Stato più efficiente e meno invadente, senza burocrazia e clientele.

Un’Italia protagonista e competitiva nel mondo, aperta al mercato e alla concorrenza.

Un’Italia intransigente contro la corruzione e contro tutte le mafie, che promuova la legalità, l’etica pubblica e il senso civico.

Un’Italia del merito, senza privilegi, caste e rendite di posizione, dove tutti abbiano uguali opportunità e vengano premiati i più capaci.

Un’Italia solidale, attenta ai più deboli e agli anziani, fondata sulla sussidiarietà, che valorizzi l’associazionismo e il volontariato.

Un’Italia rispettosa della dignità di ogni persona, cosciente della funzione educativa e sociale della famiglia, garante dei diritti civili di ognuno.

Un’Italia che difenda e valorizzi l’ambiente, il paesaggio, le bellezze naturali, il suo straordinario patrimonio culturale e storico.

Un’Italia che rimetta in moto lo sviluppo economico puntando sulle imprese, sui giovani e sulle donne, sull’economia verde, sullo sviluppo della rete, un’Italia che produca più ricchezza e garantisca una maggiore qualità della vita.

Un’Italia che investa nella cultura, nella formazione e nella ricerca, nella scuola e nell’università: un’Italia che promuova l’innovazione, le infrastrutture immateriali e dove arte, cinema, musica e teatro siano motore della crescita.

Un’Italia severa con chi vìola le leggi, attenta alla sicurezza dei cittadini; un’Italia con un fisco equo, che sanzioni l’abusivismo e l’evasione fiscale, che combatta parassiti e furbi e premi la dignità del lavoro.

Un’Italia in cui la politica non sia solo scontro e propaganda, ma si ispiri a valori e programmi per garantire l’interesse nazionale e il bene comune.

Un’Italia che abbia un futuro di libertà.

La nostra Italia.

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Il Viaggio può continuare…

lunedì, 8 novembre 2010
Immagine anteprima YouTube

Istintivamente dedicherei la straordinaria giornata di ieri a tutti quelli che in questi mesi hanno sistematicamente messo in discussione la nostra coerenza e il nostro coraggio, sottolineando con delusione e anche con insulti ogni “segnale” negativo e contraddittorio.

E, soprattutto, a quelli che, al nostro interno, in questi mesi hanno frenato e prodotto mille distinguo e che ieri all’improvviso si sono riscoperti più intransigenti di noi.

Invece preferisco dedicarla ai tantissimi giovani che hanno riscoperto attorno a Gianfranco Fini la passione politica e l’impegno civile, in nome del patriottismo repubblicano, della legalità, dell’etica della responsabilità e del merito, dei diritti civili e della solidarietà.

Ieri Fini ha rimesso in movimento la politica italiana e ha indicato una strada, difficile ma appassionante, per portare fuori la Nazione dalla palude.

Ci attendono giornate decisive: per questo è importante essere forti e coerenti, non cercare scorciatoie e non deludere tante aspettative e speranze, iniziando dalla selezione attenta di chi ora vorrà salire sul nostro carro.

Seneca diceva: “Non esiste vento favorevole per chi non sa dove vuole andare”. Noi lo sappiamo bene, ma per “arrivare” i compagni di viaggio devono essere di un certo tipo e la direzione di marcia certa e priva di cedimenti.

Solo così il Viaggio potrà continuare…

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Il Viaggio continua

sabato, 6 novembre 2010

Legalità, nuova cittadinanza, patriottismo repubblicano, etica della responsabilità, consapevolezza culturale, innovazione: queste le basi culturali e politiche del nostro manifesto per l’Italia, che oggi e domani presenteremo a Perugia.

La qualità e la quantità della partecipazione è da autentico “stato nascente”: un movimento imponente di donne e di uomini, moltissimi giovani, che ci ha accompagnato in questo giovane viaggio politico dai primi passi ad oggi.

Abbiamo creato speranze e attesa: essenziale non deluderle.

Dobbiamo chiudere una fase politica e non cedere al ricatto di un premier oramai al tramonto e che oscilla, in una sorta di cupio dissolvi, tra minacce e aperture ipocrite e interessate nei confronti di Futuro e Libertà.

Per questo crediamo che Fini debba aprire una nuova fase e debba farlo a Perugia.

C’è una prepotente domanda di nuova politica in Italia: abbiamo la possibilità e il dovere di interpretarla. Ma serve un supplemento di coraggio e coerenza.

Solo così potremo dire che il Viaggio continua.

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A Perugia dovremo assumerci, dinanzi all’Italia, le nostre responsabilità

martedì, 2 novembre 2010

Proponiamo di seguito un articolo dell’Onorevole Carmelo Briguglio, pubblicato sul sito di Generazione Italia.

Faccio una premessa: se siamo usciti dal Pdl e abbiamo deciso di dare vita a Futuro e Libertà è perchè ci siamo lasciati dietro le spalle, personalmente senza remore e senza rancore, un “partito personale” dove solo discutere o criticare era considerato un atto di lesa maestà.

Il fermo-immagine di Fini col dito puntato su un Berlusconi in posa padronale nella direzione Pdl del 22 aprile scorso, è eloquente e vale più di cento discorsi. E ancor più vale il dossieraggio al quale Gianfranco Fini è riuscito politicamente a sopravvivere. Giorni nei quali, sia detto con franchezza, da parte di alcuni amici filogovernativi tout court, sarebbe stato giusto aspettarsi qualche parola in più. Sotto i colpi e le intimidazioni dei giornali presidenziali, ho visto più di una volta il coraggio e la dignità sopraffatti da piccoli e grandi timori e opportunismi.

Per questo, la nuova area politica, culturale e di opinione che a Perugia nascerà intorno a Fini, non può non avere nel suo dna un principio fondamentale che è quello della discussione libera, aperta, leale. Senza finzioni, senza personalismi e nel rispetto di tutti e di tutte le posizioni.

(continua…)

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Dopo l’Adriano e Perugia, apriamo una nuova stagione

domenica, 31 ottobre 2010

Lo straordinario discorso di Gianfranco Fini all’Adriano ha aperto di fatto, alla vigilia dell’appuntamento di Perugia, una nuova e impegnativa fase nella giovane vita del nostro progetto politico.

Se Fini ha ragione, e ha certamente ragione, a dire che l’Italia è ferma e in profondo declino e che il Governo non è più all’altezza della situazione, dopo Perugia è doveroso e inevitabile immaginare di aprire una fase nuova, nella quale sarà inevitabile e coerente con le nostre posizioni, ritirare la nostra delegazione dal Governo, assicurando soltanto l’appoggio esterno all’esecutivo, al solo fine di affrontare le emergenze reali del paese e le parti condivise del programma.

Su legalità, regole, giustizia non siamo più disposti a cedere di un solo millimetro al cupio dissolvi che sembra caratterizzare l’azione politica di Berlusconi e del Pdl.

Attraverso il ritiro della nostra delegazione appariremo certamente più coerenti sia agli occhi dell’opinione pubblica sia della straordinaria, e nuova, base militante che sopratutto attraverso Generazione Italia, abbiamo aggregato ed entusiasmato e che adesso attende coerenza e segni inequivocabili di rinnovamento nei metodi e negli uomini.

Serve per questo distinguerci con più forza dall’attuale centrodestra e sopratutto non commettere errori nella organizzazione territoriale.

Dobbiamo avere una grande capacità di ascolto della base e di coloro i quali dall’inizio ci hanno sostenuto. In Toscana come in Abruzzo, in Sicilia come in Piemonte non consentiamo il crescere di malumori o polemiche per l’eccessiva apertura verso soggetti e posizioni politiche non in linea con i grandiosi propositi di innovazione e legalità che ci siamo dati.

E’ quella la nostra forza e la nostra garanzia per la prospettiva. Legalità, innovazione, coerenza per costruire una nuova Italia.

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Manifesto d’Ottobre: la qualità e la quantità di adesioni rappresentano il segnale di un “nuovo tempo”

mercoledì, 27 ottobre 2010

Ho partecipato ieri all’incontro milanese di presentazione del Manifesto d’Ottobre, del quale mi onoro di essere uno dei primi ispiratori. La quantità e la quantità delle adesioni al Manifesto rappresentano un segnale inequivocabile dell’apertura di tempi nuovi nella politica italiana.

Le categorie del ’900 sono finite e non spiegano più il mondo. Attorno al Manifesto d’Ottobre e all’appello al Patriottismo Repubblicano, di cui esso è interprete e testimone, sta nascendo un’area di dialogo tra cultura e politica della massima importanza e rilevanza.

Forse le cose possono cambiare e può essere archiviato lo stanco bipolarismo italiano che ha lasciato tutti insoddisfatti e che non parla più al cuore della società.

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