Articoli marcati con tag ‘Unesco’

Granata in provincia di Ragusa:” A Modica pronti per le amministrative. Vittoria rivendichi il linguaggio della dignità”

venerdì, 15 febbraio 2013
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Modica e Vittoria , due città simbolo di cultura e sviluppo. Granata a sostegno dei candidati alla Camera Gintoli e Dieli.  Futuro e Libertá per l’Italia farà sentire la propria voce anche in provincia di Ragusa. Tappa in provincia di Ragusa dell’1 on. Fabio Granata , V. presidente della commissione nazionale Antimafia.

Questa provincia ,- ha detto Granata incontrando i giornalisti a Modica , unitamente a Margherita Gintoli, candidata alla Camera dei Deputati-  ha una sua specificità nei luoghi di interesse nazionale. La politica si deve occupare di ciò che avviene nei territori, qualità della vita, legalità, sviluppo, proprio per preservare la contaminazione legata agli interessi di parte. A Modica, Granata ha sottolineato il declino della Città della Contea che fino a pochi anni fa recitava un ruolo guida nel sud est siciliano, grazie al traino dei beni patrimonio dell’umanità .Quindi, sul freno allo sviluppo determinato da politiche amministrative lontane dai reali bisogni della gente. Granata ha anche annunciato la presenza del partito alle prossime amministrative di primavera , ribadendo come ci sia una netta contrapposizione all’attuale amministrazione. A Vittoria Granata, a sostegno del candidato alla Camera , Nello Dieli, ha rimarcato il proprio sostegno in favore della Sicilia, attraverso azioni che hanno puntato a favorire le commercializzazioni di qualità. L’ unica Sicilia che resiste alla crisi è quella di qualità. Questa Città- ha ricordato Granata- vuole riaffermare Il linguaggio della dignità , del coraggio, della tutela del proprio territorio partendo dalla consapevolezza culturale di questa gente che va ad incidere su quella struttura immateriale che è l’immagine della nostra terra. Infine, una proposta per l’utilizzazione delle risorse dei beni confiscati alla mafia.  Queste risorse siano fondo per le azioni in favore delle forze dell’ordine, riportando efficienza e garantendo tutela alle realtà che di legalità hanno bisogno.

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Decennale riconoscimento UNESCO Val di Noto.Granata:” Bene l’iniziativa ma bisogna ripartire dicendo la verità”.

venerdì, 25 gennaio 2013

 

Le amministrazioni degli otto comuni inseriti nel 2003 nella WHL dell’Unesco per la ricostruzione tardo barocca post terremoto 1693 hanno opportunamente voluto ricordare questo decennale con un importante appuntamento nella città di Noto.
L’occasione è propizia per fare il punto non soltanto su ciò che si è riusciti a costruire dopo quell’importantissimo riconoscimento in termini di politiche culturali, ambientali, turistiche e di sviluppo, ma soprattutto per far confrontare autorità, istituzioni e operatori culturali sull’attuale situazione del patrimonio del Val di Noto e più in generale dell’intero patrimonio Unesco siciliano.
Quel riconoscimento, va ricordato, giunse in conseguenza di una straordinaria operazione di recupero monumentale, paesaggistico e ambientale finanziato con oltre trecento milioni di euro di fondi comunitari e da politiche di governo regionale e nazionali attente e consapevoli sulle quali ho avuto un ruolo attivo e, per certi versi, determinante.
Per questo mi assumo la responsabilità di sottolineare come sia scandaloso il ritardo con il quale, dopo dieci anni, siano ancora al palo il piano di gestione, il piano paesaggistico, il riconoscimento del Parco degli Iblei (tutti strumenti fondamentali per passare dalle parole ai fatti su tutela e valorizzazione) e il distretto turistico culturale legato ad una normativa quadro che rappresentò una assoluta operazione di avanguardia sull’intero territorio nazionale e che muove solo ora, e goffamente, i primi passi.
Il sud est ha rappresentato e rappresenta una scommessa puntellata da alcuni eventi culturali coerenti e importanti quale il festival del Paesaggio ma ancora oggi azzoppata da burocrazie inconcludenti, mentalità ristrette e provinciali, campanilismi e vuote rivendicazioni di sovranità e competenze, mai peraltro adeguatamente esercitate.
E’ con questo spirito che partecipo all’incontro felice di ritrovare tanti amici dell’epoca e con me protagonisti del riconoscimento stesso ma allo stesso tempo intransigente nel denunciare i limiti e le contraddizioni che possono e devono essere immediatamente superate.
In questa direzione mi sembra andare la pregevole iniziativa dell’amministrazione comunale di Noto, capitale del Sud Est.

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GRANATA A ZICHICHI: ALTRO CHE NUVOLE. SIAMO ALLA FRUTTA

martedì, 22 gennaio 2013

Ho grande rispetto e stima per Antonino Zichichi, ma alla tutela e alla valorizzazione del più grande patrimonio culturale, paesaggistico, ambientale e monumentale del pianeta serve qualcosa di più di una serie di intitolazioni di piazze.

Dal patrimonio UNESCO ai parchi archeologici, dall’applicazione del piano paesaggistico alla gestione dei Musei dopo anni di rinascita la Sicilia è nuovamente, e semplicemente, non governata da almeno 5 anni. Crocetta acquisisca questa consapevolezza e riveda radicalmente le politiche culturali, perché siamo alla frutta: altro che nuvole.

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Patrimonio UNESCO siciliano:un progetto per l’eccellenza.

martedì, 18 dicembre 2012

La Sicilia è la Regione italiana con la più alta concentrazione di siti inseriti nella world heritage list dell’ UNESCO: la Villa Romana del Casale, la Valle dei Templi, le Eolie, le Città del Val di Noto e Siracusa Pantalica. Inoltre nel Patrimonio immateriale dell’Umanita’è inserita anche l’Opera dei pupi.

Attorno a questo heritage va costruita una politica specifica di valorizzazione e promozione che metta in rete la produzione agroalimentare e artigianale di qualità, il commercio, la ricerca il mondo scolastico e universitario.

Crocetta crei una struttura che abbia questa mission in collaborazione con i rami interessati dell’amministrazione regionale e con particolare attenzione alle risorse comunitarie, anche quelle ulteriori rispetto al complemento di programmazione, parte delle quali già perdute per mancanza di progetti adeguati provenienti dal territorio.

Il “Brand”UNESCO Sicilia può diventare logo per merchandising e promozione della qualità e dell’eccellenza.

In Gennaio proporrò al Presidente e lancerò un  progetto lungimirante e organico attraverso una sorta di “stati generali dell’ heritage siciliano”, per  uscire dall’approssimazione degli ultimi anni e tornare a quella promozione integrata del patrimonio che tra gli anni 2000 e 2006 caratterizzò la Sicilia sotto il marchio “Grand Tour Sicilia :una Terra che racconta “ ideato insieme all’indimenticabile Ferruccio Barbera.

Spero che Rosario Crocetta mi ascolti e ponga fine alla insopportabile approssimazione con la quale viene gestito il nostro più prezioso patrimonio culturale.

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Patrimonio culturale e Cittadinanza: la Sicilia come metafora.

lunedì, 9 aprile 2012

Dopo il grandioso recupero di patrimonio culturale dei primi anni del 2000, oggi registriamo politiche di valorizzazione approssimative e scadenti.
Il periodo pasquale ha accentuato questa percezione per la quasi totale chiusura dei più importanti siti sia di competenza regionale che Comunale.
Bisogna invertire immediatamente la triste tendenza e aprire una fase che veda nuovamente in campo cura e attenzione pubblica e apertura alla collaborazione dei privati.
Non si tratta solo di superare un deficit di attrazione turistica e di servizi ma un autentico Gap di cittadinanza attiva e consapevole ,mentre tra i giovani siciliani l’attenzione e l’interesse e’ grandissimo.
Apriamo una nuova fase nella quale Futuro e libertà avanzerà una serie di proposte partendo da Palermo e Siracusa, per tornare alla valorizzazione che tra il 2000 e il 2005 hanno portato la Sicilia ad essere insieme alla Toscana la prima regione italiana per numero di siti UNESCO .

E quindi la prima al mondo: un patrimonio sul quale tornare a costruire una certa idea di sviluppo ma anche una rinnovata,ma antica e nobile,idea di Cittadinanza.

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Futuro e Libertà e Il Patriottismo del paesaggio

martedì, 31 gennaio 2012

 L’Italia rappresenta la più grande stratificazione culturale, ambientale, paesaggistica del Pianeta con la più alta concentrazione di siti inseriti nella world heritage list  UNESCO come Patrimonio dell’ Umanita’, oltre a una rete di Parchi, riserve e aree marine protette di valore universale.

Se a tutto questo si  aggiungono migliaia di piccole, medie e grandi Città dove arte, paesaggio, qualità e dolcezza del vivere rappresentano la ‘cifra’ di un Patrimonio inestimabile e unico al Mondo, ci si rende conto di come tutto questo sia elemento centrale e imprescindibile per un Movimento che vuol fare del ‘Patriottismo repubblicano’ la sua Bandiera.

Per questo Futuro e Libertà si e’ battuta con atti politici concreti e motivati contro una previsione sciagurata di liberalizzazione delle ricerche petrolifere sul territorio nazionale, ottenendo lo stop a una misura che prevedeva il restringimento della perimetrazione di Parchi, riserve e aree marine protette per garantire la possibilità di ricerca di gas e petrolio.

Anni fa’ siamo stati alla testa, in Sicilia, di un grande movimento spontaneo che impedì le trivellazioni petrolifere nel cuore della perla barocca del Val di Noto, consapevoli che un’ idea di sviluppo legata alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale e alla produzione alimentare e vitivinicola di qualità, sia del tutto incompatibile con le ricerche petrolifere, così come peraltro esplicitamente previsto da tutti i protocolli UNESCO.

Oggi dobbiamo caratterizzarci sul territorio, dalla Puglia alla Sardegna, dalla Sicilia alla Campania al nord Italia e a Roma come movimento di difesa delle identità minacciate.

Iniziative legislative e politiche saranno coerenti con questa traccia che Beppe Niccolai ci ha lasciato in eredita’ e che può costruire in futuro un’altra idea di sviluppo.

Siamo stati determinanti per la moratoria (speriamo definitiva) al Ponte sullo stretto e ci stiamo battendo per una normativa rivoluzionaria e di facilissima applicazione sulle demolizioni degli abusi.

Insomma consapevolezza e impegno lungimirante in difesa dell’anima dei luoghi italiani.

Futuro e Libertà ma soprattutto ambiente e legalità, per l’Italia.

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Sicilia: il Nostro Patrimonio per i Viaggiatori. Stop al prestito delle opere.

sabato, 22 ottobre 2011

 

La Sicilia e’una delle più grandi stratificazioni storico culturali del Pianeta: 5 siti UNESCO, oltre a un sesto riconoscimento relativo al “patrimonio immateriale”, lo certificano. La Valle dei Templi,La Villa Romana del Casale,Le Isole Eolie,Il Val di Noto, Siracusa e Pantalica.

Attorno e a testimonianza di questa “opulenza”culturale Musei e Gallerie pieni di reperti,statue,opere d’arte di valore incalcolabile.

L’idea di far viaggiare, prestandoli per mostre e manifestazioni, nostri capolavori e’ sbagliata e superficiale:va bloccata subito e per sempre attraverso una normativa che proporrò al mio gruppo parlamentare all’Ars.

Bisogna promuovere il Patrimonio Culturale materiale e immateriale nel mondo attraverso l’evocazione sapiente del contesto unico nel quale tali opere sono incastonate:contesto fatto di paesaggio, vino, cibo, qualità e dolcezza del vivere.

Per questo dobbiamo smetterla di cercare turisti ma ridiventare la Terra dei Viaggiatori attenti e curiosi .

Basta ai prestiti di singole opere d’arte, tranne rarissime e importantissime eccezioni,e attenzione invece massima a ripensarne e valorizzarne l’efficacia espositiva e la costante possibilità di visita.

La Sicilia, così come e’avvenuto nei primi anni del 2000,con 2 riconoscimenti UNESCO e decine di mostre ed eventi internazionali, torni ad essere la terra dei Viaggiatori:vengano qui, da tutto il mondo, per conoscere la nostra cultura e il “racconto” di una Civiltà straordinaria.

“Sicilia, una Terra che racconta”: questa l’idea che insieme all’indimenticabile Ferruccio Barbera cercammo qualche anno fa’ di evocare e affermare in Italia e nel mondo.

Mai prestando opere d’arte, ma organizzando il sistema della cultura siciliano con sapienza e consapevolezza attorno e nel cuore vivo delle nostre Città, dei nostri Musei e traccia della nostra identità .

“Non abbiamo bisogno di una nuova Terra ma di nuovi occhi per guardarla”:questo resta l’auspicio.

E la Speranza.

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“Dico no alla svendita ai privati del nostro patrimonio culturale ed ambientale”

mercoledì, 19 maggio 2010

Il federalismo demaniale va perimetrato nel pieno rispetto dell’art.9 della Costituzione e della tutela del paesaggio culturale e ambientale. Il Ministro Prestigiacomo e’ riuscita a salvaguardare il patrimonio ambientale dei parchi e delle riserve ma non basta, poiché il trasferimento a regioni e comuni di altri tasselli del nostro  patrimonio rischia di determinare la svendita ai privati di un patrimonio che è, e deve rimanere, esclusivamente pubblico.

Per ottenere questo risultato  serve un richiamo alto e forte al Governo  affinché sia fortemente limitata la possibilità di vendita dei beni in questione, e sia difesa, pur in alcuni casi autorizzando  il trasferimento a regioni e comuni, l’essenza ‘pubblica’ del Patrimonio culturale e ambientale che rappresenta il filo rosso dell’identità nazionale.

Solo così l’Italia potrà dire di aver difeso con orgoglio il proprio patrimonio, unico al mondo, grazie al quale restiamo la più grande potenza culturale del pianeta.

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Cultura e turismo: ”Sostegno al riconoscimento UNESCO per il patrimonio arabo normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”.

domenica, 14 marzo 2010

monreale

“La Commissione Cultura della Camera darà il pieno sostegno alla candidatura di Palermo, Monreale, Cefalù e del loro patrimonio arabo normanno al fine di ottenere il riconoscimento Unesco quale patrimonio dell’umanità “.

Ad annunciarlo è l’On. Fabio Granata, capogruppo del PDL in commissione cultura, che domani farà parte della delegazione ufficiale che si recherà sui siti all’esame delle commissioni tecniche, al fine di valutare, congiuntamente alla Regione ed agli Enti locali coinvolti, le future strategie e la predisposizione dei dossier richiesti dall’organismo internazionale di tutela e promozione.

“Questo enorme patrimonio storico, architettonico e culturale – ha dichiarato Granata – non può continuare a restare fuori dall’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità. L’iniziativa promossa assieme al collega On. Russo, e sostenuta dal Presidente Aprea, rafforzerà il percorso di riconoscimento da parte dell’UNESCO, e valorizzerà ancora di più lo straordinario recupero monumentale realizzato dalla Regione negli anni passati, grazie ai fondi del POR 2000-2006 che ci ha visto in altri ruoli diretti protagonisti”.

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L’Unesco incorona il Val di Noto patrimonio dell’umanità

sabato, 25 gennaio 2003

Noto, capitale del barocco siciliano, è stata scelta sabato come sede per la cerimonia di consegna dell’iscrizione ufficiale dell’Unesco nella «Lista del patrimonio mondiale dell’umanità». Sono 8 i comuni facenti parte del Val di Noto: Noto, Palazzolo Acreide, Scicli, Modica, Ragusa, Militello Val Di Catania, Caltagirone, Catania.

Il riconoscimento è giunto dopo sette anni dalla richiesta. Un’occasione di rilancio per le cittadine barocche siciliane risorte da una grande sventura: il terremoto del 1693 che portò alla realizzazione di monumenti, chiese e palazzi che sono grandi opere d’arte.

«Qui c’è un tesoro – afferma il rappresentante dell’Unesco, Francesco Bandarin – noto agli studiosi ma non ancora al grosso pubblico. Per fortuna abbiamo scoperto questo patrimonio prima dell’arrivo del grande turismo di massa. Ora, bisogna evitare, grazie ad una seria pianificazione, che accada ciò che è avvenuto a Venezia, distrutta dal turismo».

A rappresentare il capo dello Stato è stato il prof. Louis Godart, che ha portato il saluto di Ciampi, «felice di vedere aperta questa straordinaria pagina della storia del tardo barocco che unisce idealmente luoghi geograficamente lontani da Ragusa a San Pietroburgo». Godart ha ricordato pure il primo viaggio di Ciampi a Noto con la moglie Franca: «Una Noto straordinariamente bella, illuminata dal tramonto del sole».

Tra le autorità presenti il ministro delle pari opportunità, Stefania Prestigiacomo e il sottosegretario, Nicola Bono. «Questo riconoscimento – ha detto il ministro – attribuisce grande responsabilità alle istituzioni competenti che devono sapere tradurre il risultato raggiunto in valori di crescita».

Per il vice presidente della Regione siciliana, Giuseppe Castiglione, il conferimento dell’Unesco «è un punto di partenza del rilancio economico della Sicilia orientale». E’ una grande giornata di festa che rappresenta il traguardo dopo tanti sforzi – ha affermato l’assessore regionale dei beni culturali, Fabio Granata, che ha aggiunto:«il distretto del barocco è un modo per dare sviluppo al dipartimento del sud est siciliano che dall’Etna sino a Portopalo offre spettacolari luoghi ed edifici di grande pregio».

Un richiamo a operare nel segno della concretezza è arrivato dal mondo della chiesa con l’intervento del vescovo di Noto, Giuseppe Malandrino. «Ora bisogna seminare – ha affermato – non fare solo immagine. Speriamo che lo spettacolo che stiamo vivendo sia costruttivo».

Fonte

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